Tra cinema e videogiochi: il mistero nella serie Pokémon

L’attesa è finita: Pokémon Detective Pikachu è arrivato al cinema, pronto a portare un nuovo mistero nel brand Nintendo. A diversi anni dall’ultima volta, l’intramontabile franchise giapponese torna in sala con il suo primo esperimento che combina live action e CGI, inserendosi in un trend che va per la maggiore in questo periodo. L’abbandono dell’animazione tradizionale sembra infatti aver contagiato tutte le principali industrie dell’intrattenimento, come ben testimonia la cascata di reboot in CGI a marchio Disney.

La modalità di messa in scena non è l’unica novità che Pokémon Detective Pikachu introduce nell’universo dei nostri mostriciattoli preferiti. Il film si presenta infatti come una storia di formazione, che si concentra sul rapporto tra il protagonista Tim e Pikachu più che sui classici combattimenti. In un mondo in cui Pokémon e umani convivono in pace, i due si trovano a dover cercare risposte sull’improvvisa scomparsa del detective Harry Goodman, padre di Tim. La vicenda è costruita quindi attorno a un mistero che potrebbe mettere a repentaglio il rapporto tra umani e Pokémon.

Come accennato, il mistero non è un concetto totalmente inedito nel mondo dei Pokémon. La storia del franchise è infatti costellata di avvenimenti controversi e situazioni poco chiare, più o meno volute da parte di chi li ha creati. I videogiochi, specialmente quelli più datati, sono stati spesso al centro di polemiche e casi particolari che gettano un alone di mistero su uno dei marchi più longevi e family friendly di tutti i tempi. Dalle versioni ufficiali e quelle hackerate, passando per le teorie sulle origini delle regioni di gioco, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Pokémon e mistero: la sindrome di Lavandonia. La colonna sonora e i suoni bineurali

Non potevamo che iniziare con una delle leggende (o creepypasta) più controverse e chiacchierate della storia dei Pokémon, nonché probabilmente la più inquietante. Tutto inizia nell’ormai lontano 1996, anno dell’entrata in commercio in Giappone della primissima stampa delle cartucce di Pokémon Rosso e Verde. A pochi mesi dall’uscita la dipendente Game Freak Harue Hitomi stila l’Appendice A, un elenco di sintomi che hanno colpito molti bambini dai 7 ai 12 anni nella regione del Kanto. I soggetti in questione hanno in comune alcune caratteristiche:

  • Giocano a Pokémon Rosso o verde con le cuffie attaccate al Game Boy.
  • Sono arrivati nella città di Lavandonia.

La città di Lavandonia è di per sé già un luogo unico e inquietante all’interno del mondo Pokémon. Sprovvista di palestra, la piccola cittadina si trova ai piedi di una montagna e possiede un unico punto di interesse: la Torre Pokémon, un cimitero dove riposano i mostriciattoli passati all’altro mondo. Tralasciando il mistero che avvolge il concetto di morte nell’universo creato da Game Freak, tutti ricordiamo la colonna sonora di Lavandonia, particolarmente spettrale in linea con il resto delle caratteristiche della città.

Pokémon mistero

I sintomi che hanno colpito i bambini, tra gli altri, comprendono insonnia, irritabilità, sbalzi d’umore, violenza ingiustificata e persino tendenze suicide. Il documento, venuto a galla solo molti anni dopo per via delle leggi sulla privacy vigenti in Giappone, vede proprio nella musichetta 8 bit l’origine di tutti i mali.

Il tema di Lavandonia è stato infatti modificato da Sato, marito di Hitomi, che ha inserito al suo interno suoni bineurali. Non udibile all’orecchio pienamente sviluppato degli adulti, questa particolare tipologia di onde sonore è capace di provocare reazioni specifiche nei bambini, penetrando nel loro inconscio.

Harue Sato viene trovato morto pochi giorni dopo l’uscita del gioco, impiccato a un albero in un bosco vicino a casa. In tasca ha un biglietto su cui ha scritto le ragioni e gli obiettivi della sua opera: la creazione di atteggiamenti violenti nei bambini li avrebbe trasformati in nuovi soldati per il secondo grande Impero Giapponese. Il tema di Lavandonia modificato, quindi, è stato concepito per condizionare il comportamento della generazione più giovane del Sol Levante, farla risvegliare dal suo pacifico letargo e condurla verso un futuro di guerra.

La prima versione della Torre Pokémon

I misteri della prima stampa di cartucce di Pokémon Rosso e Verde non sono ancora finiti. Lavandonia e la sua Torre Pokémon presentano altre stranezze, sempre stando ai racconti che girano su internet. che vanno oltre la colonna sonora. Il centro dell’esperienza nel mondo Pokémon sono gli stessi mostriciattoli, e sembra che la piccola cittadina riservasse qualche sorpresa macabra anche in questo campo.

Normalmente nella Torre, una volta ottenuta la Spettrosonda, troviamo Pokémon di tipo Spettro come Gastly e Haunter. In alcune rare versioni dei primi giochi, tuttavia, esisteva la possibilità di incontrare creature ben più inquietanti:

  • White Hand ha l’aspetto di una mano mozzata, con tanto di dettagli di tendini e vasi sanguigni. Si può trovare su tutti i piani della Torre e dispone di due attacchi: Pugno e Brutalità.
  • 731 è un essere che non sembra avere un aspetto definito, almeno fino a che non si esamina il suo sprite con l’aiuto dello zoom. Si può presentare in diverse forme, ciascuna riconducibile a un’immagine dell’Unità 731. Questo numero designa uno specifico laboratorio dell’Impero Giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui venivano effettuati esperimenti sui prigionieri di guerra, torture e vivisezioni.
  • Buried Alive è stato la prima idea per dare un boss alla Torre Pokèmon una volta arrivati in cima, poi sostituito dalla storyline del Team Rocket. Ha l’aspetto di un cadavere in decomposizione che striscia fuori dalla tomba. Appena inizia il combattimento, la creatura si rivolge al protagonista con uno spaventoso “Mi sento solo, vuoi venire con me?” Se il giocatore perde la battaglia, Buried Alive dice “Finalmente, carne fresca” e lo schermo visualizza un’immagine in cui si viene divorati dalla creatura.

Pokémon mistero

È inquietante pensare che Pokémon, un franchise pensato inizialmente per un pubblico molto giovane, sia stato vittima di tentativi di condizionamento così estremi e pericolosi.

Pokémon e mistero: le cartucce hackerate

Oggi fare retrogaming è estremamente semplice. Sono disponibili molteplici modalità più o meno legali per godersi del buon tempo con un gioco un po’ datato: molti si divertono con le varie versioni di Pokémon addirittura su smartphone. Prima di Internet e del periodo d’oro degli emulatori, tuttavia, l’unica via per entrare in contatto con prodotti “antichi” portava ai mercatini delle pulci. Tra i tanti articoli poteva capitare di imbattersi in veri e propri pezzi unici, come le cartucce hackerate. Intorno a esse si sono sviluppate tantissime leggende metropolitane. Qui ci concentriamo sulla più famosa: Pokémon Black.

Pokémon Black

Da non confondere con Pokémon Nero, uscito in Giappone nel 2010 e appartenente alla quinta generazione, Pokémon Black non è altro che una cartuccia di Pokémon Rosso, Blu o Giallo hackerata.

Pokémon mistero

In questa versione il giocatore, oltre al classico starter che decide di prendere con sé per iniziare l’avventura, dispone da subito di Ghost. Questo misterioso Pokémon ha lo stesso aspetto degli spettri che incontriamo nella Torre di Lavandonia prima di ottenere la Spettrosonda. Nonostante ottenga esperienza e salga di livello normalmente Ghost dispone per tutto il percorso di un solo attacco: Maledizione. Tale mossa è diversa dalla Maledizione che usano gli altri tipi Spettro, perché risulta sempre in un KO in un attacco e sostituisce l’animazione classica dell’avversario esausto con la semplice scomparsa del suo sprite. Quando un allenatore finisce i propri Pokémon, è possibile fare sparire anche lui con Maledizione. Ghost è a tutti gli effetti invincibile, perché ogni nemico è troppo impaurito per attaccarlo.

Con l’aiuto di Ghost è possibile completare l’intero gioco con notevole facilità. Dopo aver battuto la Lega Pokémon, tuttavia, la schermata della Sala d’Onore diventa nera e mostra la scritta “Many years later”, molti anni dopo. Il giocatore si ritrova in una grotta buia con il tema di Lavandonia in sottofondo. All’improvviso appare Ghost e inizia una battaglia. Lo sprite del protagonista è ora quello di un anziano signore, che non può fare nulla mentre Ghost scaglia Maledizione su di lui. Lo schermo diventa nero e torna alla schermata del titolo, mentre il salvataggio si cancella automaticamente. L’unico finale di Pokémon Black è questo e avviene anche se non viene mai utilizzato Ghost.

L’intera avventura di Pokémon Black, alla luce dell’epilogo, può essere letta come una metafora dell’ineluttabilità della morte. Anche il miglior allenatore del mondo, infatti, prima o poi invecchia e deve fronteggiare l’oblio eterno.

Pokémon e mistero: le teorie sul mondo di gioco

Il mondo all’interno del quale sono ambientate le avventure dei Pokémon e degli allenatori è chiaramente fittizio, sebbene presenti qualche punto di contatto con il nostro: dispone di una propria mitologia e di una storia altrettanto sfaccettata. Reddit è la piattaforma più famosa sulla quale condividere teorie relative a qualsiasi argomento e Pokémon non fa eccezione. Ecco qualcuna delle speculazioni più interessanti della community, secondo una successione che tiene conto delle generazioni trattate.

Missingno e la mitologia polinesiana (prima generazione)

Pokémon e Mistero: è certamente uno dei Pokémon glitch più chiacchierati e conosciuti a livello mondiale. Si presenta come un ammasso di pixel senza una forma definita e il suo habitat naturale è la costa est dell’Isola Cannella nei videogiochi di prima generazione. Proprio a partire dal luogo in cui è possibile incontrarlo l’utente di Reddit Forsythia ha elaborato una teoria che lega Missingno alla tradizione mitologica dei Night Marcher polinesiani.

Pokémon e mistero missingno

Sovrapponendo gli sprite provenienti da tutti i giochi in cui è presente il glitch (Pokémon Rosso e Verde in Giappone e Pokémon Rosso, Blu e Giallo in Occidente) l’utente ha notato che la figura completa risultante appare molto simile alle tazze Tiki tipiche delle Hawaii. Missingno potrebbe dunque essere uno dei Pokémon creati per abitare un’isola a tema polinesiano presente nelle prime fasi di sviluppo dei giochi da parte di Game Freak.

Nella mitologia polinesiana la costa orientale delle isole è spesso identificata come una sorta di punto d’incontro tra il mondo degli spiriti e quello dei vivi. I Night Marcher (huaka’i po in Hawaiiano) sono i fantasmi dei guerrieri morti che tornano sui campi di battaglia durante la notte, marciando soprattutto in assenza di luna. L’individuo che da lontano vede la luce delle loro torce o sente i loro passi deve tentare di non guardarli negli occhi, perché questo significherebbe unirsi a loro per l’eternità. Se invece si prostra e mostra rispetto nei loro confronti, essi semplicemente gli passano vicino e proseguono per la loro strada.

Una serie di caratteristiche accomuna Missingno ai Night Marcher:

  • L’unico luogo in cui è possibile incontrare il Pokémon glitch è la costa orientale dell’Isola Cannella, usando Surf appena a ridosso della spiaggia.
  • Missingno ha sembianze poco chiare, come quelle di un fantasma o uno spirito.
  • La cosa più saggia da fare quando si ha a che fare con Missingno è fuggire, perché combattere con un essere che può persino superare il livello 100 può condurre all’annientamento. Proprio come con i Night Marcher, quindi, voltarsi e proseguire è la via migliore.

Forsythia mette poi in evidenza altri riferimenti alla Polinesia presenti nei giochi delle generazioni successive:

  • Exeggutor, presente già nel novero dei primi 151 Pokémon, non è altro che una palma, vegetazione molto diffusa in quella zona del mondo.
  • Phoebe, membro dei Superquattro della regione di Hoenn (terza generazione), indossa abiti tradizionali hawaiiani e ha una carnagione scura. Non a caso, poi, utilizza Pokémon di tipo Spettro.
  • Munna, tipo Psico di quinta generazione, è di colore rosa e decorato con fiori viola, proprio come una camicia hawaiiana.

Per quanto suggestiva e argomentata, la teoria di Forsythia rimane senza conferme.

L’Isola Miraggio e la baccalici (terza generazione)

L’Isola Miraggio è un puntino in mezzo al mare nella regione di Hoenn, poco distante da Orocea. Accedervi per un allenatore non è per niente facile, poiché l’isola è visibile solo in alcuni giorni e poi scompare nel nulla, in un incessante ciclo di apparizioni e sparizioni. L’altra particolarità è che il territorio ospita un’unica specie di Pokémon, Wynaut. Diverse teorie sono state avanzate dalla community, ma la più affascinante è quella di Al_Menke93, che si avvicina alle storie di punizione divina del Vecchio Testamento della Bibbia.

Secoli fa, l’isola era abitata da tantissime specie diverse di Pokémon che convivevano pacificamente. Al vertice dell’ecosistema c’erano Wobbuffet e Wynaut, incaricati di proteggere un albero che cresceva nella parte più interna del territorio. La pianta produceva Baccalici, un frutto potentissimo capace di donare forza ed energia in situazioni difficili. Gli Wobbuffet non lasciavano avvicinare gli altri Pokémon alla bacca, scacciandoli con metodi sempre più violenti. Avevano cominciato addirittura ad adorare l’albero come un dio. La vicenda giunse presto all’orecchio di Arceus, la divinità dei Pokémon, che mandò il suo servo Dialga, il Maestro del Tempo, a punire gli abitanti.

Arrivato sull’isola, Dialga ingaggiò un combattimento terribile contro il gruppo di Wobbuffet posto a guardia della Baccalici. La battaglia terminò con la vittoria di Dialga, che usò i suoi poteri per intrappolare l’isola in una piega dello spazio/tempo, condannata a non apparire mai nella stessa timeline per più di un giorno. Inoltre, all’interno dell’Isola Miraggio il tempo è congelato: l’albero della Baccalici rimane con un solo frutto e tutti gli Wobbuffet si sono involuti in Wynaut.

I Pokémon della regione di Kalos (sesta generazione)

Kalos è la regione in cui è sono ambientati Pokémon X e Y. Nei giochi di sesta generazione il Pokédex si compone di ben 450 mostriciattoli, rendendo così il suo completamento una sfida per veri allenatori hardcore. La stranezza del territorio risiede proprio in questo fattore: sull’enorme numero di specie da catturare sono solo 72 i Pokémon indigeni di Kalos. Una percentuale esigua in netto contrasto con la generazione precedente, in cui sino a un certo punto del gioco sono disponibili unicamente creature originarie di Unima. La teoria dell’utente di Reddit HeroLinik prova a comprenderne il motivo.

Pokémon e mistero kalos

In origine esistevano molte più specie indigene di Kalos, lontani parenti dei Pokémon che oggi conosciamo. Tremila anni fa Yveltal, il leggendario che appare sulla copertina di Y, morì trasformandosi in un bozzolo, uccidendo qualsiasi forma di vita intorno a sé. In tempi più recenti Xerneas ha ridato la vita ai Pokémon, che però hanno fatto fatica a ripopolare la regione per il poco cibo. Oggi c’è una maggioranza di specie appartenente alle generazioni passate: sono state portate dagli umani durante la colonizzazione della regione.

Questa teoria è supportata dalle descrizioni che il Pokédex fornisce per i due leggendari. Yveltal e Xerneas sono rivali ed entrambi alla morte si trasformano in un bozzolo, donando rispettivamente morte e vita a tutto ciò che li circonda. C’è un solo modo in cui gli studiosi, e quindi lo strumento, possono essere venuti a conoscenza dell’avvenimento: è già accaduto in passato.

L’altra prova è il numero inusualmente alto di Pokémon Spettro nella regione: tre specie indigene di Kalos e ben 15 di generazioni precedenti. Tutti questi fantasmi potrebbero rappresentare gli spiriti dei Pokémon caduti alla morte di Yveltal.

Pokémon è un gran bell’esempio di come l’approfondimento possa portare a scoprire tesori nascosti e concetti molto più complessi di quanto ci si aspetterebbe. Quello che a prima vista sembra un rudimentale gioco di strategia per bambini custodisce molto di più sotto la propria superficie. Quella inclusa in questo articolo è solo una piccola parte dei misteri che circondano il mondo dei Pokémon. Ora la palla passa a voi: andate là fuori e non abbiate paura di scavare!

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