Raccolta di nozioni e commenti su un eroe a scelta multipla.

JoeDeverLucca Comics quest’anno si è portato dietro i tipici problemi di una manifestazione enorme organizzata un po’ a caso in un posto piccolissimo come Lucca. D’altro canto bisogna dare atto all’organizzazione e ai patrocinatori che gli ospiti giunti in Toscana sono stati davvero stellari, pietre miliari del fumetto, dell’arte digitale e anche di una fetta di letteratura tanto amata dai nerd incalliti come noi: il fantasy. Un autore che è stato annunciato in pompa magna e con una certa soddisfazione: Joe Dever. Appena ho saputo, ammetto di aver provato un moto di gioia infantile, perché, da bravo figlio degli anni ’80 quale io sono, ho ricordato le lunghe letture (e riletture) dei librogame… Analogamente, accanto a me ho raccolto un bel po’ di sguardi perplessi, del tipo: “E questo chi è? Da dove viene? Sarà un altro esordiente?” Scuotendo la testa, qui a Stay Nerd abbiamo deciso di salire in cattedra e fare una carrellata su quello che è stato Joe Dever per la letteratura di genere e soprattutto quanto peso ha il suo personaggio principale, Lone Wolf, comparso su carta, su fumetti, in digitale, sotto forma di gioco di ruolo, manca la sorpresa nelle patatine e l’ospite a Mattino 5 ed è davvero stato dappertutto. Cominciamo dall’inizio, da quel fatidico momento in cui tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 comparvero i primi librogames.

Il gioco di ruolo senza console

I gamebooks sono letteralmente dei libri in cui il lettore decide lo scorrere della storia. Già illustri antenati avevano battuto la strada di questa narrazione, pezzi da novanta come Borges, ma erano stati più che altro sperimentazioni dettate da un genio incontenibile, più che veri e propri libri con cui giocare. Dopo la scorpacciata di fiori e LSD degli anni ’60 e ’70, la narrativa si arricchisce in maniera massiccia di questi libri strani che permettono di scegliere la continuazione della storia, influenzando le scelte del protagonista e facendo sentire il lettore una sorta di deus ex machina con il destino degli eroi nelle proprie mani. Le ambientazioni scelte per questo tipo di storie erano principalmente horror e fantasy, ma non sono mancate anche la fantascienza e  letture più amene, come storie erotiche e piccanti. Il bello di questi libri (almeno nella loro accezione fantasy) è che durante l’avventura bisognava combattere contro avversari di ogni sorta (da maghi neri a troll e bestie di ogni genere) e per farlo in alcuni casi era utilizzati dadi tangibili; altre volte i dadi erano disegnati sulle pagine che, aperte a caso, davano il risultato del ‘tiro’. Insomma era un bel casino ma divertente, visto che ancora non c’era nessun Final Fantasy saldato nelle nostre console (in realtà non c’erano neanche le console…) In questo universo narrativo e editoriale nuovo e avvincente, si muovevano un sacco di autori, e tra quelli inglesi un nome di spicco era appunto Joe Dever che irruppe sul mercato con la sua serie di Lupo Solitario.

Geografia e storia (e un po’ di religione) for dummies

Lone WolfNon esiste nessuna serie fantasy che si rispetti che non abbia un mondo nuovo e fulgido cartografato alla perfezione anche se all’epoca non c’erano neanche i telescopi e la gente si affidava al vento e alle stelle per andare da casa alla locanda… e l’universo di Lone Wolf non è da meno. Leggendo il Compendium (raccolta di tutti i dati storici geografici del luogo), scopriamo che ci troviamo a Magnamund, nell’universo di Aon, continente enorme, pieno di luoghi esotici e meno esotici, dove si svolge l’eterna lotta tra il Bene (localizzato nella regione di Sommerlund, a est, al caldo e con i parcheggi gratis) e il Male (sito nella regione di Darklands, oscuro luogo di perdizione, pieno di file alla posta e con i bagni sempre occupati). Dall’alto dei cieli, un po’ di Dei guardano gli uomini di buona volontà. Tra quelli bravi e belli, ci sono la Dea della Luna Ishir e il Dio del Sole Ramas. Il dio cattivo e con le ascelle puzzolenti è Naar. Non è difficile intuire come gli abitanti di Darklands sono devoti di Naar e cercano in tutte le maniere di devastare tutto per  gioia personale e anche perché l’atmosfera del pianeta (a parte quella modificata delle Darklands) è per lo più tossica per loro… A contrapporsi ai Darklords ci sono i campioni di Summerlund, i Signori di Ramas, persone con notevoli poteri speciali, allevati da un ordine monastico per diventare i difensori della pace. E tra questi c’è il nostro Lone Wolf, anche se all’inizio…

Nato nel sangue e nella violenza (breve cenno all’avventura)

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Il bambino che viene portato al monastero per essere allevato a diventare un Cavaliere di Ramas ha il nome di Landar, scelto perché evidentemente antipatico alla madre (cit.). La sua storia lo vede già sfigato come tutti gli eroi fantasy che si rispettano: davanti a lui viene ucciso da un mostro il suo fratello Jen, strabico e con una gamba malfunzionante. In questo frangente si vedranno le doti guerresche e il potenziale del piccolo Landar che gli permetteranno di accedere al monastero di Ramas. Qui, viene ribattezzato Silent Wolf dato che in effetti si rivela un ragazzino taciturno, capriccioso e casinista, poco affine all’apprendimento e portato solo per il combattimento, perfetto per l’ambiente monastico-militare in cui è stato allegramente sbattuto. Come si può intuire, questa sua caratteristica gli salverà la vita. Infatti, all’inizio delle sue future avventure, quando ancora non c’è nessun Lone Wolf ma solo Silent Wolf, il ragazzo si trova a raccogliere legna nel bosco come punizione per una sua disattenzione a scuola. Contemporaneamente, nel monastero tutta la gente bene dei Signori di Ramas è riunita per la Festa di Fendar. Siccome l’occasione fa l’uomo ladro, il Signore dei Cattivi lancia un attacco totale in grande stile per devastare il monastero. Tra bestie alate che volano dappertutto, morti ovunque e fuoco e fiamme a completare il quadretto apocalittico, Silent Wolf si affretta dalle profondità del bosco per aiutare i suoi compagni in difficoltà. Purtroppo, vittima della forza di gravità e di un ramo maledetto, inciampa e cade a terra svenuto. Si riavrà tempo dopo, quando ormai il monastero è solo un cumulo di macerie fumanti e dei suoi insegnati non ne è rimasto niente. La rabbia e la sete di vendetta spingeranno il ragazzo a malapena addestrato a compiere un viaggio pericolosissimo fino al castello del Re per avvertirlo dell’accaduto e del pericolo che incombe su tutti loro. E prima di partire, il sopravvissuto, ormai unico del suo Ordine, cambia nome in Lone Wolf. Da qui inzia tutta l’avventura che si protrarrà per oltre trenta libri.

Level Up (Lone Wolf cresce e cresce)

I romanzi di Lone Wolf sono divisi in cicli narrativi ben precisi che corrispondono a diversi gradi di maturazione del personaggio. Si parte con i primi cinque libri, in cui Lone Wolf nasce come guerriero e conduce le sue gesta come Cavaliere di Ramas, il grado più basso dell’ordine a cui è stato iniziato. Man mano che si leggono, il personaggio prende forma in tutte le sue sfaccettature, dalla sua irascibilità, al suo buon cuore, alle sue doti di benefattore e la decisione con cui prosegue nella sua missione. I poteri conferitegli dall’addestramento Ramas si rivelano utili fin dall’inizio e man mano che l’avventura prosegue, cresceranno e diventeranno più efficaci e altri se ne aggiungeranno, dando sempre più potenza al personaggio.

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In questi libri Lone Wolf crescerà come se fosse un character creato per un gioco di ruolo. Si partirà con dei valori base generati a caso di Endurance e Combat Skill e un gruppo di cinque su dieci abilità speciali. E da questo punto di partenza l’eroe migliorerà accumulando esperienza e aumentando le proprie caratteristiche, pagina dopo pagina, scelta dopo scelta. E considerate che una scelta sbagliata, un tiro di dadi sfigato possono portare anche alla morte del protagonista e alla fine dell’avventura… I cicli narrativi proseguono: si va alla Serie Ramstan, quando il nostro Eroe acquisisce i poteri superiori grazie al ritrovamento del Libro del Ramastan, megalmanacco di tecniche segrete che gli hanno permesso di aumentare i suoi attributi. Analogamente i misteri e i nemici nei libri diventano più oscuri e le battaglie più toste. Cosa fantastica: chi avesse costruito un personaggio nella serie precedente può “importarlo” in questa per continuare la partita e senza problemi di compatibilità. E dopo la serie Ramastan, ecco che fa capolino la Serie Gran Maestro Ramastan e con i poteri totali di gran maestro, Lone Wolf rimette finalmente in piedi la Setta dei Guerrieri Ramas che trova espressione nell’ultima interazione (ad oggi) del ciclo di romanzi, Il Nuovo Ordine.

Nuovi orizzonti da esplorare

Lone WolfCome avrete ben capito, il personaggio di Lone Wolf è protagonista di una serie di romanzi che ricalcano la struttura di giochi di ruolo, tra personaggi che evolvono e passano da un libro all’altro senza soluzione di continuità, legandolo sempre più al lettore. Ma è davvero solo questo? Per fortuna c’è molto di più. Lone Wolf è riuscito a liberarsi della barriera del librogame per approdare nella letteratura di genere grazie ad alcune trasposizioni romanzate e narrative, dove il lettore si impegna solamente a seguire la storia, senza lanciare dadi o avere timore di morire… Facile, no? Certo, anche se a nostro parere questa incarnazione dell’universo di Lone Wolf è forse la meno interessante (anche se di gradevole lettura) proprio per la scarsa interazione con cui la serie ci aveva sempre affascinato. Poi è arrivato il digitale… e qui le cose si sono complicate. Infatti, il bit ha donato nuova vita ai lavori di Joe Dever, che ha concesso i diritti della totale ripubblicazione gratuita della serie sul portale Project AON. Purtroppo i romanzi leggibili sono solo in lingua inglese, ma sono un ottimo modo per avvicinarsi a questa serie ormai fuori stampa (almeno per ora…).

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Per quanto Lone Wolf sia un personaggio enorme, niente è abbastanza grande da non poter essere infilato in un tablet o uno smartphone, e infatti, ora esiste anche il gioco testuale a lui dedicato. Testuale, perché effettivamente si legge tantissimo, pagina dopo pagina e, come succedeva negli anni ’80, si compiono delle scelte, si combatte, si vince e si perde, ma il tutto davanti allo schermo retroilluminato di un dispositivo elettronico, mentre modelli poligonali di cavalieri e mostri si fronteggiano sullo sfondo. È bello? Sì, onestamente. Convoglia l’idea di gioco di ruolo moderno con quella del suo antesignano cartaceo con un buon risultato e il gioco in quanto tale diverte in maniera disinvolta e liscia.

Ma alla fine chi diavolo è Lone Wolf?

Lone WolfCi abbiamo girato intorno per un sacco di tempo, abbiamo parlato di un bambino silenzioso che assiste al massacro di suo fratello e dei suoi maestri, dell’uomo che cresce e decide di vendicarsi dei torti subiti, del maestro che porta alla rinascita il suo ordine. Ma chi c’è dietro tutto questo? Il suo autore? Davvero credete che Lone Wolf sia l’alter ego di Joe Dever? No! Non è così, perchè Lone Wolf siete VOI lettori, è ciascuno di voi: ha il volto di tutti quelli che almeno una volta hanno completato la scheda personaggio e hanno lanciato i dadi per assegnare gli attributi, è la voce di tutti quelli che hanno esultato per una vittoria o mormorato parole incomprensibili per una sconfitta (com’è possibile che abbia vinto il libro?)! Lone Wolfe ha le mille sfaccettature di tutti i lettori che hanno deciso di accompagnarlo nella sua avventura, più di chiunque altro ricalca come uno specchio l’identità di chi si immerge nel mondo di Magnamund, perché si sa che noi siamo il frutto delle nostre scelte e lo stesso vale per Lone Wolf, che ci piaccia o no…

Eugene Fitzherbert
Vittima del mio stesso cervello diversamente funzionante, gioco con le parole da quando ne avevo facoltà (con risultati inquietanti), coltivando la mia passione per tutto quello che poteva fare incazzare i miei genitori, fumetti e videogiochi. Con così tante console a disposizione ho deciso di affidarmi alla forza dell'amore. Invece della console war, sono diventato una console WHORE. A casa mia, complice la mia metà, si festeggia annualmente il Back To The Future Day, si collezionano tazze e t-shirt (di Star Wars e Zelda), si ascolta metal e si ride di tutto e tutti. 42.