Il ritorno del vero Devil May Cry… O quasi

Il rumor di un nuovo capito della celebre saga di Devil May Cry era insistente da diversi mesi. I fan, rimasti un po’ delusi dal comunque dignitoso DMC, chiedevano a gran voce il ritorno alla saga classica, al canone del Dante che tutti amavamo prima della deriva occidentale del brand, il quale non si palesava da ben 10 anni, ovvero dall’avventura di Nero in Devil May Cry 4. La conferenza Microsoft ha alzato il sipario sul nuovo progetto di Capcom dissipando ogni dubbio: Devil May Cry 5 è realtà.

Un trailer in CG (con presunta grafica in real time) ci mostra una città invasa dai demoni. Nelle strade sconvolte da questa apocalisse urbana si fa largo un furgone che svela presto il ghigno strafottente di un ragazzo con un cappotto blu pronto all’azione, accompagnato da una ragazza con gli occhiali e probabile nuova spalla del protagonista. Si tratta di Nero. Non ci sono più dubbi quindi, questo è il VERO nuovo capitolo di Devil May Cry, che messa da parte la parentesi del reboot di Ninja Theory, prosegue esattamente laddove si era fermato il quarto capitolo. Eppure, non tutto è stato messo da parte. Sembra infatti che lo stile estetico del titolo sia preso direttamente da DMC. Fatichiamo non poco a riconoscere Nero, non tanto per un taglio di capelli diverso e un abbigliamento nuovo, ma comunque riconoscibile, quanto proprio per dei lineamenti che lo rendono quasi un personaggio totalmente diverso.

Nel trailer si vedono molti elementi tipici della serie: Nero utilizza ancora la sua spada motorizzata a carica, il gameplay sembra quello frenetico di sempre fatto di bordate dei nemici allucinanti, rimbalzi, combo aeree, shoting a distanza e fragorose esplosioni di effetti grafici per rappresentare la potenza dei fulminei colpi del nostro mezzo demone. Eppure non siamo rimasti entusiasti dal colpo d’occhio generale che, pur volendo essere un ritorno alle origini in toto, tradisce pesantemente l’estetica della serie principale, di matrice decisamente più nipponica rispetto a questo. È vero che abbiamo visto poco, ma mentirei se non vi dicessi che tolto l’assodato ritmo di gioco innegabilmente riconoscibile che sembra sempre al suo posto, tutto appare un po’ troppo “cafone”, tamarro e anonimo. La mia opinione è che una certa estetica delle dinamiche che animano la serie, e la rappresentazione di personaggi tanto eccentrici, poco si sposi con il look così “realistico” scelto per questo titolo. Nero non ha più nemmeno il suo celebre braccio demoniaco. In una scena iniziale del trailer, una misteriosa figura gli amputa (e ruba?) l’arto, e così esso viene rimpiazzato da una protesi cibernetica che con ogni probabilità nel combat system farà le veci del braccio/rampino visto in Devil May Cry 4, aggiungendo nuove forme di attacco al classico moveset, quindi oltre a prese e aggancio del nemico, anche colpi “energetici”. Anche questo dettaglio di poco conto, ai miei occhi è apparto come “poco elegante”. Ma stiamo parlando di un trailer, quindi prendere queste prime impressioni per quello che sono.

Alla fine di un trailer che negli ultimissimi istanti mostra anche il ritorno di Dante (lo vediamo arrivare in moto) quel tanto che basta per scorgere lo stesso stravolgimento di design anche nello storico protagonista della serie, fa capolino sul palco di Microsoft Hideaki Itsuno, pronto a rassicurare il pubblico sulla bontà del progetto, affermando di essere al lavoro sul DMC più bello di tutti i tempi.

Non sappiamo ovviamente se questo sarà vero, ma al di là delle perplessità stilistiche sul titolo, fa sicuramente piacere sapere che al timone c’è il director dei precedenti DevilMay Cry 3 e 4, nonché di numerosi altri ottimi titoli di Capcom. Se non altro quindi, il pedigree da action purosangue vecchia scuola di Capcom, dovrebbe essere assicurato sul versante del gameplay. Il gioco è previsto per il  2019, ma ben prima di allora ci aspettiamo ulteriori sviluppi per farci un’idea più chiara sul prossimo atteso Devil May Cry.

 

Cresco e prospero tra pad di ogni tipo, forma e colore, cercando la mia strada. Ho studiato cinema all'università, e sono ormai immerso da diversi anni nel mondo della "critica dell'intrattenimento" a 360 gradi. Amo molto la compagnia di un buon film o fumetto. Stravedo per gli action e apprezzo particolarmente le produzioni nipponiche. Sogno spesso a occhi aperti, e come Godai (Maison Ikkoku), rischio cosi ogni giorno la vita in ridicoli incidenti!