Elite 2: ritorna la serie TV spagnola che ha diviso il pubblico

Definire Elite il “Tredici spagnolo” non è poi così sbagliato, considerando l’incipit delle nuove stagioni di questi due show. Tuttavia, al contrario della serie TV americana, Elite parte da subito con un omicidio, un presunto colpevole e una storia raccontata attraverso i lunghi flashback, intervallati dagli interrogatori nel presente.
La nuova stagione, Elite 2, prende piede poco dopo gli avvenimenti della precedente ma mantenendo la stessa struttura: stavolta tutto comincia con un caso di scomparsa, che ovviamente viene ricollegata agli eventi già visti. Così riprende il continuo susseguirsi di segreti, tradimenti e relazioni poco sane tra gli studenti del liceo Las Encinas, alimentati anche dall’arrivo di nuovi compagni estranei agli ultimi avvenimenti.

elite 2

 

Soldi, soldi, soldi toccasana

Elite, nel suo essere un incrocio fra soap opera latina e serie tv all’americana, riesce almeno ad insegnarci una cosa: i soldi non sono tutto e, anzi, è probabile che portino alla rovina. Lo capiranno solo dopo questi ulteriori otto episodi personaggi come Carla, la marchesita che era coinvolta nel menage à trois con Christian e Polo; Lucrecia, che continua a disprezzare le origini di Nadia e si accanisce sulla nuova studentessa Cayetana, la quale a sua volta non vuole far sapere di svolgere un lavoro umile e dunque di non esser ricca.

Sono proprio gli studenti meno abbienti, paradossalmente, ad auto-assoggettarsi a questa mentalità. I tre borsisti della prima stagione di Elite Samuel, Nadia e Christian, ne hanno già dato prova, anche se solo i primi due hanno saputo districarsi tra compagni che non vedevano l’ora di umiliarli e feste in cui alcol e droga scorrono a fiumi, mescolandosi quindi perfettamente con la fauna locale che, alla fine, non ha fatto poi molto per tenerli a distanza. Si evolve, infatti, il rapporto fra la ragazza musulmana e Guzmàn, ormai stufo della snobberia di Lucrecia e attratto dalla modestia di Nadia; Samuel, invece, non si dà pace per la morte di Marina e “indaga” sul colpevole, avvicinandosi a Carla (e non solo per fare due chiacchiere) e alla nuova arrivata Rebeka che gli offre sostegno, anche economico.

Il tutto è costellato da suddetti party in cui si danno più o meno tutti alla pazza gioia, sfoggiando le ricchezze di cui dispongono e con le quali ognuno di loro spera di farla franca. Dopotutto, tutti hanno qualcosa da perdere e il denaro è il mezzo migliore per coprire i propri sgarri e dimenticarsi di tutte le cose negative.

Elite 2: Misteri e intrighi tra le mura di scuola… ma gli adulti dove sono?

In un modo o nell’altro, quindi, c’è sempre qualcosa da nascondere. Molti dei segreti sono direttamente collegati alla morte di Marina e poi si diramano di conseguenza, raggiungendo anche chi non sarebbe direttamente coinvolto. La situazione rischia sempre di andare fuori controllo e di sfuggire dalle mani di questi ragazzi che, spesso e volentieri, pare giochino a fare gli adulti. Seppur con fatica, riescono a mantenere la facciata con questi ultimi, che invece sembra vivano in un mondo a parte.

C’è da dire che nessuno dei ragazzi di Elite gode di una particolare presenza genitoriale, che sia quantomeno tale da accorgersi che c’è qualcosa che non va. La lezione impartita dalla morte di Marina non è stata appresa e in breve vengono compiuti altri delitti che poi portano alla scomparsa che ci viene mostrata all’inizio.

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Inoltre, la scuola ricomincia dopo un’estate travagliata e nessun genitore o insegnante si accerta che i ragazzi abbiano superato, almeno in parte, le brutte vicende dell’anno precedente. La polizia, poi, brancola nel buio e le indagini non avanzano, tant’è che anche nei flashback di questa stagione le domande dell’ispettrice sono facilmente eludibili da questi ragazzi, ormai abituati, chi più chi meno, a vivere una doppia vita e a non essere sinceri nemmeno fra di loro e con sé stessi, figuriamoci con genitori e forze dell’ordine. Ok, si parla di una serie teen, tuttavia è innegabile che manchi qualcosa, soprattutto tenendo sempre presente che si tratta di una scuola per rampolli di famiglia, che dunque può permettersi un qualche percorso formativo o di supporto psicologico per chi, come Guzmàn, ancora fatica ad accettare la realtà.

Elite 2: Fanno un po’ tutto a caso ma, in fondo, so’ ragazzi!

Il problema di Elite 2 non è tanto l’intreccio su cui si basano gli eventi, che può anche essere considerato abbastanza credibile: le due stagioni sono molto simili come trama e sviluppo e l’inserimento di nuovi personaggi fa sì che i misteri e i segreti siano più a rischio di esser svelati e che la trama non ristagni troppo.

Tuttavia, sono gli stessi personaggi a non fare un salto di qualità, tranne alcuni di loro, primo fra tutti Guzmàn, interpretato da Miguel Bernardeau: probabilmente quello scritto meglio, in quanto la vicenda della sorella lo sconvolge e gli fa cominciare a mettere in dubbio le proprie certezze, cambiando radicalmente la sua prospettiva, senza che ciò avvenga in maniera troppo repentina.

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Anche Carla,interpretata da Ester Expósito, rappresenta un’eccezione, poiché rimane una manipolatrice grazie al denaro e al sesso ma, con l’avanzare delle indagini di Samuel, comincia a tentennare e a non esser più sicura delle proprie azioni, cominciando ad “inciampare” sui propri sentimenti; proprio Samuel, invece, il cui interprete è Itzan Escamilla, è quasi una macchietta rispetto agli altri, pur essendo stato presentato nella prima stagione come un personaggio chiave: si lascia irretire dalle ragazze con cui ha a che fare, facendosi coinvolgere troppo e risultando perciò incapace di agire da sé senza altri a fianco che lo smuovano a favore della trama. Oltretutto si distacca parecchio dalla sua amica Nadia, ovvero Mina El Hammani, il cui cambiamento non avviene mai nonostante i tentativi, tra l’altro poco assennati per il suo personaggio.

Tra i nuovi alunni, quello che risulta più interessante a modo suo, pur non avendo avuto abbastanza spazio in questa stagione, è Valerio, il fratellastro di Lucrecia interpretato da Jorge López, poiché dimostrerà presto di avere una coscienza e un po’ di sale in zucca rispetto ad altri suoi compagni, come ad esempio Ander: il personaggio interpretato da Arón Piper riceve un grosso peso sulle spalle ma non sarà minimamente in grado di gestirlo, pur essendo lui ad aver sempre detto ad Omar di prendere in mano la propria vita; o anche Lucrecia, ovvero l’attrice messicana Danna Paola, ridotta ad essere la “cattiva” in ogni situazione ma senza vere motivazioni, se non una gelosia perpetua.

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Anche nella seconda stagione di Elite, insomma, permangono alcuni difetti della precedente, legati principalmente alle azioni spesso insensate dei personaggi (vi chiederete spesso perché nessuno di loro decida di rivolgersi alla polizia non appena apprende un’informazione cruciale e troverete sempre risposta nei soldi e nel sesso di cui faranno mostra subito dopo). Migliora tuttavia nell’estetica e nella regia, grazie anche a scenografie degne dello status sociale dei ragazzi di Las Encinas.

Le tematiche che vengono toccate già nella prima stagione ricorrono anche in questa: omosessualità repressa, razzismo religioso, classismo sociale, abuso di alcol e droga… tutte utili per fornire spunti di critica ma trattate superficialmente. La sceneggiatura preferisce concentrarsi di più sui rapporti fra questi ragazzi, che non possono fare a meno di rimanere invischiati nei loro tira e molla, simili ad altri già visti in altri show.

Se non fosse per gli interrogatori dell’ispettrice di polizia, potremmo quasi dimenticarci di omicidi e sparizioni e quindi alla fine, un po’ come Tredici, ci troveremo ad assistere ad un teen drama a tutti gli effetti, al quale rimarremo incollati solo per sapere come andrà a finire, come accade con una perfetta telenovela all’americana: un prodotto quindi agli occhi di alcuni riuscito, forse, ma che ancora non raggiunge le vette necessarie per renderla memorabile.

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