Poche sono le cose che mettono d’accordo tutta la famiglia, davanti a un’ardua scelta come quella del film da vedere per occupare la serata.

Tra chi vuole vedere una commedia romantica, chi un horror e chi l’ultima uscita della Marvel, le scelte vanno man mano riducendosi.

Come fare a mettere tutti d’accordo? Semplice, scegliendo un bel film che vede protagonisti i robot! Ecco, quindi, la selezione di Stay Nerd dei film di robottoni, così non dovrete nemmeno perdere tempo a spulciare l’archivio della vostra memoria.

80.61

Metropolis, Fritz Lang – 1927 
Mi rendo conto che il primo film della lista può essere un po’ ostico, visto che è in bianco e nero, con effetti speciali d’annata e completamente muto. Se però volete partire col piede giusto, non potete che farlo con un grande classico. Il film è una grande metafora dello sfruttamento dei lavoratori da parte del capitalismo e della paura (e la possibilità) di essere sostituiti da delle macchine senzienti. Visivamente, ai tempi, fu un enorme passo in avanti e per questo, ancora oggi, viene studiato nei manuali di cinema.

Il mondo dei robot, Michael Crichton – 1973
Rimaniamo ancora sui film che hanno fatto la storia, per un lungometraggio che stavolta tocca il tema della ribellione della macchina sull’uomo. Il mondo dei robot, Westworld nel titolo originale, fu scritto e diretto da Michael Crichton, lo stesso autore di capolavori come Jurassic Park, Sfera o Timeline e fu tra i primi film a vedere l’uso massiccio degli effetti speciali computerizzati. Da vedere anche solo per comprendere da dove è nata l’ispirazione per l’omonima grande serie tv che sta spopolando negli ultimi anni.

Robocop, Paul Verhoeven – 1987
Nel 1987, il regista Paul Verhoeven è noto principalmente in patria per i suoi film dai temi forti: quando arriva a Hollywood decide di tirare fuori un blockbuster che sia al contempo una grossa critica al sistema capitalistico e all’uso smodato della forza. Robocop, anche grazie alla stupenda interpretazione di Peter Weller, è diventato un cult con due seguiti (entrambi dimenticabili) e un remake di cui si salva a stento la colonna sonora, purtroppo.

Terminator 2, James Cameron – 1991
Il primo film della serie Terminator fu un colpaccio di James Cameron, che riuscì a creare un universo credibile e omogeneo in cui le macchine e gli uomini si trovavano in lotta tra loro. Il secondo, però, consacrò il suo talento e consolidò questo mondo fatto di viaggi nel tempo, adrenalina a fiumi e robot ultratecnologici. Arnold Schwarzenegger e Robert Patrick impersonano i due robot con le missioni contrapposte: uno è chiamato a difendere John Connor, futuro capo della resistenza umana, l’altro a terminarlo. Da vedere per gli strabilianti effetti speciali e per ricordarsi un grande franchise al meglio delle sue possibilità.

Il gigante di ferro, Brad Bird – 1999
La Warner Bros, alla fine del secolo scorso, tirò fuori un piccolo gioiello dell’animazione, che negli anni si è conquistato una fetta sempre più ampia di pubblico, diventando infine un cult, pluricitato anche attraverso meme a tema. Il gigante di ferro è un film tratto dall’omonimo libro del 1968, scritto dal famosissimo poeta e scrittore inglese Ted Hughes e diretto da Brad Bird prima che diventasse famoso per il film Gli incredibili della Pixar. Pur essendo ambientato nel pieno della guerra fredda, il film riesce a trasmettere tutta la modernità del tema del rapporto tra uomo e macchina e delle potenzialità date dagli sviluppi della tecnologia. Da vedere per una serata strappalacrime.

Io robot, Alex Proyas – 2004
Quando si parla di Robot, l’unico vero maestro è lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov, ideatore delle tre leggi della robotica e di buona parte del materiale di partenza per tutta l’epica legata al rapporto uomo-macchina. Questo film del 2004, con protagonista Will Smith, basa il suo assunto di partenza sull’omonima antologia firmata dallo scrittore di origini russe, e racconta – sotto forma di thriller – un’indagine di omicidio che vede un robot come primo indiziato. Gli effetti speciali allo stato dell’arte e le ottime interpretazioni di tutti gli attori hanno reso il film un grande successo commerciale e di critica.

Transformers, Michael Bay – 2007
Quando si parla di film di robot non si può non citare Transformers di Michael Bay, per una serie di motivi: l’iconica serie animata da cui è tratto, la meraviglia degli effetti speciali, le roboanti esplosioni che sono diventate la firma del regista statunitense. Il primo film ha avuto ben quattro seguiti, non tutti al livello del primo, ma tutti in grado di aggiungere un tassello all’incrocio della storia del rapporto tra uomini e robottoni giganteschi. Vi basti sapere che, a un certo punto dei film successivi al primo, sono arrivati in scena un Tirannosauro robotico e Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

Pacific Rim, Guillermo del Toro – 2013
Rimanendo in tema di robottoni, un altro film imprescindibile è Pacific Rim. Guillermo del Toro ha dato una spinta sull’acceleratore degli effetti speciali, mettendo in scena enormi robot – che per essere guidati hanno bisogno di due piloti in simbiosi neurale fra loro – e giganteschi Kaiju provenienti da un’altra dimensione. La storia di fondo poco importa, in questo caso, perché lo stupore dei combattimenti è più forte di ogni trama.

Big Hero 6, Don Hall e Chris Williams – 2014
Anche la Disney ha voluto dire la sua sul rapporto che può esserci tra uomo e macchina e lo fa nel suo consueto modo, ossia con una storia di amore fraterno, dolore e riscatto. Big hero 6 è stato anche premiato agli Oscar del 2015, come miglior film d’animazione, complici le animazioni d’eccellenza, la profondità della trama, la bellezza delle ambientazioni (una città a metà tra Tokyo e San Francisco), i rapporti tra i personaggi e le loro evoluzioni come supereroi a tema nerd.

Ex machina, Alex Garland – 2015
Alex Garland, al suo debutto dietro la macchina da presa, tira fuori un piccolo gioiello sul rapporto tra uomo e macchina, che trascende nel filosofico. Pochissimi attori protagonisti, principalmente Oscar Isaac, Domhnall Gleeson e Alicia Vikander per una storia che si basa sul test di Turing. Cosa accade quando il test utilizzato per scoprire se una macchina è in grado di pensare viene applicato su un androide senziente, la cui coscienza va molto al di là dei limiti pensati dal suo creatore? Un film girato quasi interamente in interno, a sfruttare tutta la claustrofobia degli ambienti chiusi.

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