Una visione misantropa della società giapponese

Il fatto di poter parlare oggi di Fiori Rossi, raccolta di fumetti manga di Yoshiharu Tsuge, è un evento speciale. L’autore giapponese, dotato di una personalità schiva e riservata, si è sempre rifiutato di lasciar tradurre le sue opere per il pubblico occidentale, sino al ripensamento che ha portato alla realizzazione di cui si è preso carico Oblomov Edizioni, e che abbiamo avuto il piacere di analizzare.

La tragicità della vita

Fiori Rossi è una raccolta di storie, molto brevi tra loro, consistenti in una manciata di pagine, per un totale di circa 250. Ognuno dei racconti mette in mostra, senza alcun filtro, le diverse sfaccettature della società giapponese. Quest’ultima si discosta dalla classica rappresentazione relegata a Tokyo, alla frenesia metropolitana, alla solitudine della grande città, a cui il pubblico mainstream è abituato.
Ciò deriva dalla visione assolutamente originale dell’autore: Yoshiharu Tsuge è uno dei padri del movimento Geki-ga, che prende le distanze dal Man-ga, ovvero dalla descrizione della realtà attraverso immagini frivole e a tratti paradossali. Il genere Geki-ga si rivolge invece al lato drammatico e profondamente crudo della vita di tutti giorni.

Per illustrare il lato più umano – e per questo, forse, più disumano – della realtà, Tsuge ci racconta di personaggi che vivono nei villaggi rurali del Giappone del secondo dopoguerra: famiglie povere, donne rilegate in casa dagli uomini, ragazzini sfrontati, fanciulle che entrano nella pubertà, e così via.

L’uomo rappresentato in quanto uomo

L’impatto, per chi si approccia la prima volta all’autore, è disturbante. Le storie scorrono veloci, con la conclusione che giunge repentina. La sensazione, da lettore, è quella di non aver compreso cosa si ha appena letto in meno di una decina di pagine per racconto, perché effettivamente non vi è una fine.
Questo accade poiché Fiori Rossi non vuole narrare, con le sue immagini, una storia lineare, ma semplicemente vuole mostrare scene di vita quotidiana all’interno di un mondo che a noi occidentali appare lontano e irreale.
Tsuge si dedica totalmente nella rappresentazione dell’individuo giapponese, fatto di paure, perversioni e desideri, in un Giappone travolto dalla guerra che ha perso la sua identità sovranista.
I diversi personaggi operano in scenari fortemente naturalistici, fatti di campagne, case di legno, fiumiciattoli, e laghi. Ognuno di essi ci rimane impresso per la propria personalità, fatta di pulsioni, azioni irrazionali, istinti. Un modo di raccontare a tratti brutale (come nel un racconto che dissacra totalmente la morte), a tratti gentile (il bambino che non vede l’ora di andare a raccogliere i funghi con il nonno).
Eppure, non sono solo gli uomini a essere indagati attraverso l’inchiostro dell’autore, ma anche gli animali sono carichi di simbolismo.
Ciò genera una lettura quasi mistica, intrisa di mistero, poesia e surrealismo.

Il viaggio verso questo passato quasi onirico è enfatizzato dallo stile, che ci riporta immediatamente agli anni Sessanta, con linee molto morbide e rotonde. I racconti contenuti in Fiori Rossi, infatti, risalgono a quell’epoca, ed esattamente al 1966-68, periodo in cui sono stati pubblicati sulla rivista Garo.

fiori rossi

Verdetto

Fiori Rossi è un’opera perfetta per chi è affascinato dalla storia della cultura giapponese. Totalmente differente dalle classiche produzioni manga alle quali siamo abituati, l’autore giapponese ci porta a conoscere il Giappone rurale e silenzioso, abitato da uomini che non si vergognano a mostrare il loro lato più nascosto, sebbene sia il più perverso, o il più violento, o il più irriverente.
Una lettura non semplice, perché molto frammentaria, dato che Yoshiharu Tsuge non punta al raccontare una storia, ma semplicemente a mettere in mostra l’umanità della società giapponese del secondo dopoguerra.

Ricordiamo che il volume è edito da Oblomov Edizioni, al prezzo di 19 euro. Una spesa che può apparire esagerata, per cui consigliamo l’opera a chi è veramente interessato a una rappresentaziona atipica, ma anche poetica e surrealista del Giappone, totalmente differente da quella a cui siamo abituati.
Lo stile, molto morbido e sensibile, riflette l’essenza dell’opera, la quale a sua volta è perfettamente espressa nella copertina: il dominio del rosso e dei colori caldi rimandano alla poesia del titolo, il quale lascia subito intendere il rapporto tra uomo e natura, in un’ottica fortemente orientale, e dunque molto affascinante.

Lorena Rao
Deputy Editor, o direttigre se preferite, assieme a Luca Marinelli Brambilla. Scrivo su Stay Nerd dal 2017, per cui prendere parte delle redini è un’enorme responsabilità, perché Stay Nerd è un portale che punta a stimolare riflessioni e analisi trasversali sulla cultura pop a 360° tramite un’offerta editoriale più lenta e ragionata, svincolata dalle dure regole dell’internet che penalizzano la qualità. Il mio pane quotidiano sono i videogiochi, soprattutto di stampo storico. Probabilmente lo sapete già se ascoltate il nostro podcast Gaming Wildlife!