I fumetti lovecraftiani sono gli esempi migliori per studiare l’evoluzione di Lovecraft da autore di nicchia a figura pop

Dubbiosi se affrontare i grandi antichi in uno scontro a petto nudo leggendo direttamente i racconti del Solitario di Providence? Volete un’introduzione più visivo-estetica all’immaginario lovecraftiano passando per i fumetti? Beh fate proprio bene, i fumetti che si ispirano al pantheon di H. P. L., o che ne ereditano i temi, sono dei perfetti rompighiaccio per affrontare i racconti cosmici-weird del maestro dell’orrore. 

 

fumetti lovecraftiani

Ah, siete dei veterani già abituati alla pazzia delle case abbandonate o conoscete molto bene la Miskatonic University? Credete davvero che la mitologia lovecraftiana finisca nelle opere letterarie del papà di Cthulhu? Ebbene vi sbagliate, molti fumettisti hanno assorbito i racconti di H. P. L e li hanno tradotti in nuove esperienze letterarie e iconografiche, che ora siete obbligati a conoscere. Ogni adepto di Lovecraft dovrebbe farlo.

Il Richiamo di Cthulhu di Baranger

Tra i recenti fumetti lovecraftiani di maggior impatto c’è sicuramente Il Richiamo di Cthulhu dell’artista francese Francois Baranger, portato in Italia da  Raven Distribution. Il fumetto, di grandissimo formato e con pagine patinate per la massima resa visivo-artistica, è davvero impattante e ripercorre il celebre racconto omonimo di Lovecraft. Lo stile di Baranger è semplicemente epico e sensazionale, capace di evocare inquietudini viscerali con la sua densa abilità artistica dai toni ombrosi e crepuscolari. Un volume davvero da collezione che deve essere rinchiuso nella tomba di famiglia di ogni occultista… ehm, volevo dire amante di Lovecraft.

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Incubi di Michele Penco

Una sorpresa all’interno del panorama italiano è Michele Penco con il suo libro Incubi, edito da NPE. Un volume davvero notevole dove vengono rielaborati i miti di Lovecraft in personali e claustrofobici collassi dell’anima e della ragione. Penco non solo è abile sceneggiatore, magnifico e distruttivo il primo racconto, ma un sofisticato maestro del tratto compulsivo e spigoloso, lacerante come la punta affilata di una grafite maledetta. Incubi è una raccolta di storie brevi che si colloca benissimo nel filone dei fumetti lovecraftiani, ma a mio avviso questo libro si ritaglia un posto come libro d’artista, artista completo. Le divinità decadenti o gli incubi degli uomini danzano perennemente in bilico alla dannazione sub-razionale.

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Neonomicon di Alan Moore

Alan Moore è semplicemente una leggenda, ma nel caso non lo conosciate (pentitevi) vi faccio dono di questo recente starter pack a cura di Elia Munaò. Neonomicon nasce come seguito del racconto Il Cortile (lo potete leggere nell’antologia Einaudi Saggezza Stellare) dello stesso Moore.

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Il fumetto è inscritto in una scia di sangue e nei macabri disegni di efferati omicidi inspiegabili, l’agente della FBI Aldo Sax si ritrova coinvolto in questi orridi enigmi e deve barcamenarsi tra ataviche paure e terrori del cosmo, e dovrà vedersela con gli adepti del Culto di Dagon…  Piccola curiosità, il  fumetto nacque per sopperire alle esigenze di Moore ma non per questo è sceneggiato in maniera approssimativa e senza estro creativo. La storia si snoda in interessanti implicazioni filosofiche e densi citazioni alle opere di H. P. L., sicuramente uno dei fumetti lovecraftiani più riusciti di sempre.

L’orrore a Red Hook di Manzetti-Cardoselli

Torniamo in Italia con un’uscita a dir poco atipica e ben distante dagli standard dei fumetti lovecraftiani più canonici. In L’orrore a Red Hook lo sceneggiatore Alessandro Manzetti (vincitore di due Bram Stoker Award e finalista nella categoria comics del medesimo premio) e il fumettista Stefano Cardoselli (che ha visto le sue tavole di Calcutta Horror in finale al Bram Stoker con la sceneggiatura di Manzetti), reinventano uno dei celebri racconti di Lovecraft.

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L’orrore a Red Hook è un racconto molto interessante anche se non tra i più amati dai lettori-fan di H. P. L. poiché risente di alcune incongruenze nel finale e la storia diventa fin troppo prolissa, ma questa rivisitazione, in chiave super-pulp, della Indepedent Legions Publishing promette tanto sangue e azione da risvegliare tutti i lettori assopiti. In questo quartiere malfamato di New York  immigrati di ogni risma si aggirano tra i vicoli più bui, dissacrando le chiese locali o dando non pochi grattacapi alle forze di polizia. I curdi yazidi sembrano essere i responsabili di esecrabili condotte e misteri esoterici che mettono in pericolo non solo la popolazione di Red Hook ma l’intero equilibrio del cosmo. Con un’ironica patina tarantiniana e una condotta iper-violenta i poliziotti Malone e Ruiz riusciranno a fare il culo a strisce alle progenie abominevoli che sguazzano sotto Red Hook?

Le Montagne della Follia di Gou Tanabe

Altro che fumetti lovecraftiani, il manga (che sempre fumetto è, ma non ditelo troppo in giro) Le Montagne della Follia di Gou Tanabe è una delle trasposizioni migliori del celebre romanzo di Lovecraft.

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Quasi 800 pagine per tradurre quel visionario e abbacinante orrore in un manga di altissima qualità. Tanabe non le manda a dire, è lontano dalle istanze estetiche-commerciali dei manga contemporanei e sforna un capolavoro iconografico di potente impatto visivo, merito anche della sua brillante carriera che dona all’opera una notevole maturità autoriale. Questo manga, in definitiva, è una delle migliori testimonianze non occidentali di quanto H.P. L abbia influenzato l’immaginario collettivo.

Providence di Alan Moore

In Providence si raggiunge uno degli apici della fumettistica weird di tutti i tempi, un vero tripudio di horror inenarrabile e palpitante esoterismo.

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La storia funge sia da prequel che da sequel a Neonomicon-Il Cortile e segue le vicende dello scrittore omosessuale Robert Black durante gli anni 20 del XX° secolo. Il sogno di Black è quello di scrivere il Grande Romanzo Americano che esplora la realtà nel profondo e tra le stelle, fino a sollevare quel velo impalpabile tra verità e menzogna.  Tuttavia i volumi che compongono Providence non sono straordinari per la trama  ma per il grande studio di Alan Moore, responsabile di aver maneggiato una quantità assurda di citazioni, rimandi, riferimenti, easter eggs a tutto il mondo lovecraftiano letterario e saggistico. Tant’è che uno dei personaggi è il grande critico lovecraftiano S. T. Joshi.

 

H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti di Bastian D.D. e Sergio Vanello

In Italia, ancora, troviamo un altro interprete di fumetti lovecraftiani, parlo del bel volume H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti pubblicato da NPE. Il volume di Vanello è eccezionalmente curato, i suoi delicati acquarelli riescono a catture le più sordide delle emozioni e a innescare una labirintica sensazione d’ansia che attanaglia il lettore.

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I racconti lovecraftiani diventano piccoli quadri d’autore nelle tavole dell’italiano e sanno reclamare tutta l’attenzione di colui che osa affrontare gli incubi dei grandi Antichi. A mio avviso i contrasti armonici tra delicate pennellate e le subdole rappresentazioni della follia sono un mix più che vincente.

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