Il padre di Tiramolla ci saluta..

giorgioFinire nel Dictionnaire Mondiale de Bandes Dessinées francese, un’opera quasi sacra per chi si occupa di arti grafiche, è un onore che pochi vantano. E tra quei pochi c’è (c’era) Giorgio Rebuffi, prolifico e geniale autore che ha inventato il fumetto italiano a cominciare dagli anni ‘50. A soli ventun’anni, la casa editrice Alpe lo scopre come autore esordiente e lo tiene tra le sue fila tanto da affidargli il rinnovamento della serie Cucciolo e Beppe, coppia di animali antropomorfi inscindibili come Bud Spencer e Terence Hill o Gianni e Pinotto. Questo è solo l’inizio: dalla sconvolgente e straripante mente creativa dell’autore milanese scaturiscono decine e decine di idee, personaggi sopra le righe, scenette umoristiche ormai storiche. Con il suo apporto, l’universo narrativo di Cucciolo e Beppe diviene mastodontico, di altissima qualità e amato da tutti i lettori. E questo è solo l’inizio… La sua personale visione del fumetto come ‘essenziale e senza fronzoli’, dove ciò che conta è il ritmo, lo rende ambasciatore perfetto del fumetto umoristico italiano tra gli anni ‘50 e ‘60. Un connubio tra nuvoletta e disegno fatto di cadenze e tempi narrativi pressoché perfetti lo portano nell’olimpo della carta stampata del suo tempo, quando introduce uno dei suoi personaggi più famosi e sopra le righe. Stiamo parlando di Pugaciòff, il lupo russo, direttamente dalla steppaff sovietica, anarcoide e perennemente affamato, di guardia alla casa di Cucciolo e Beppe. Il suo modo di esprimersi in un cirillico finto e maccheronico è esilarante a una prima lettura, ma diviene quasi catartico se ci si sofferma sul periodo storico in cui il personaggio ha preso vita: stava iniziando la Guerra Fredda tra Occidente e Russia, e il miglior modo per esorcizzare una paura sempre più galoppante è schernirla e annientarla a suon di risate. Ma Giorgio Rebuffi non aveva ancora esaurito i suoi proiettili, ma anzi continuava a ricaricare la sua personale pistola sparavignette un caricatore dopo l’altro, senza tregua. Nascono decine di personaggi come Bingo Bongo, Aiace il fantasma, Torquato maiale ostinato, il gorilla Artemidoro, Fungolino e talmente tanti altri da riempire tutto il resto di questo articolo. Il vero capolavoro (senza sminuire gli altri finora citati) arriva con un personaggio inventato da Roberto Renzi, Tiramolla. Un ‘supereoe’ dai molteplici poteri e dall’aspetto filiforme, nato da un capello nero mutato per il contatto con acido solforico, gomma arabica, acido silicico, pietra pomice e dinamite, che sarebbe stato amato dai suoi lettori per oltre sessant’anni. Grazie a questo mix esplosivo, Tiramolla serpeggia tra le tavole di Cucciolo e Beppe (vera fucina di personaggi ed esperimenti) fino a trovare una sua autonomia, con una sua testata e una sua personalità assolutamente riconoscibile.

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Rebuffi continua la sua ricerca artistica e si ritrova più e più volte a disegnare e sceneggiare storie di Paperi e Topi, saldando un duraturo connubio con la Disney. Con un curricululm di tale portata, non è per niente altisonante se diciamo che Giorgio Rebuffi è una pietra miliare del fumetto italiano e internazionale. E per questo tutto il mondo della lettura per immagini è in lutto per questa enorme perdita. Consapevole di aver creato uno stile unico, ha visto e vissuto suo malgrado la decadenza del disegno umoristico nel corso degli anni, ormai relegato a poche vignette sparse, senza raggiungere i fasti della produzione degli anni ‘50.
Non esiste un buon modo per ricordare un autore di tale portata, non c’è una ricetta per rendere veramente omaggio a un artista che è stato in grado di cambiare il modo di fare fumetti. Ci piace avere in mente una immagine dei suoi personaggi, a capo chino, intorno al suo letto, mentre un po’ alla volta, Giorgio Rebuffi sbiadisce, lasciando dietro di sè solo un segno, quello indelebile e profondissimo che ha segnato per sempre il fumetto così come lo conosciamo…

Forever stR.I.P…

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