I primi due episodi preparano il teatro dello scontro

L’attesa è finalmente terminata: Gomorra ha spalancato le porte alla quarta stagione, lasciandosi alle spalle i fantasmi del passato (Ciro in primis) e mostrandoci una nuova realtà.
Senza l’Immortale la Napoli criminale deve riassestarsi, e tutto lascia presagire un’imminente guerra per il potere tra Genny, Enzo e i Capaccio.

Tutto così semplice? Niente affatto. Gennaro Savastano distrugge per ricomporre e opta per la via della diplomazia, assicurandosi il mantenimento dell’equilibro con una serie di scelte all’apparenza indovinate. Tira in mezzo agli affari suo zio Gerlando (Gianni Parisi), che è a capo della famiglia Levante, un importante clan nel casertano, ma che era stato allontanato da Pietro Savastano.

Un abbraccio tra Gerlando e Genny mette da parte ogni dissapore, per il bene della famiglia, e in poco meno di un attimo i Levante si ritrovano a gestire gli affari di Secondigliano al fianco di Donna Patrizia, mentre Genny esce volutamente dai giochi.
Una scelta inaspettata, ma saggia, a protezione dei suoi cari.

 

La famiglia

Ma ora cosa accadrà? Non ci è dato saperlo. La quarta stagione di Gomorra parte con un’assordante esplosione ma è l’unico rumore che sentiremo nei due episodi dove si spara poco o nulla, dandoci una sensazione di un’allarmante quiete che precede un’inevitabile tempesta.
Un bel cambio di registro rispetto al passato, dove la polvere da sparo prendeva il posto delle parole. Qui invece Genny trascina gli eventi condensati nella canonica ora e mezzo dei due episodi, dispensando massime e mostrando un nuovo volto, con un look sobrio e il tentativo apparentemente concreto di andare avanti e depennare il cognome Savastano dall’albo della criminalità.

Non è certo facile, gli scheletri nell’armadio sono troppi e ogni volta che si apre un’anta cadono giù e per rimetterli dentro e chiuderli a chiave serve la forza bruta e la spietatezza di un tempo. Per brevi istante lo sguardo di Genny torna quello delle prime stagioni, dopo l’Honduras, e quasi fremiamo per averlo indietro.

gomorra quarta stagione

Ma, come detto, è per sua moglie e suo figlio che Gennaro sceglie questa strada ed è proprio la famiglia il leitmotiv di questi primi due episodi. Lo percepiamo con il ricongiungimento con lo zio Gerlando, o nei brevi discorsi tra Patrizia e Mickey Levante (Luciano Giugliano) – un nuovo personaggio da tenere sott’occhio – o ancora in un secondo episodio dedicato quasi interamente alla Terra dei fuochi e una famiglia rimasta vittima dei rifiuti tossici.

Proprio qui Genny ci mostra la sua nuova identità, più matura ed assennata e la volontà di non sporcarsi le mani fino a quando non è del tutto necessario, poiché ci sono molti altri mezzi per andare a dama. L’evoluzione del suo personaggio è sempre stata una delle caratteristiche più interessanti di Gomorra, ma in questa quarta stagione pare assumere contorni totalmente diversi rispetto a quanto abbiamo visto fino ad ora. E non è il solo a cambiare pelle: l’intero show sembra poter prendere una strada nuova quella che ci porta infatti fuori dalla Napoli urbana e caotica, per farci ritrovare nelle campagne del casertano, in una quiete irreale che sembra l’allegoria del cambiamento.

Il punto è: quanto durerà? L’ombra della vendetta aleggia sempre sui protagonisti e sembra controllare tutto a debita distanza, per poi manifestarsi al momento opportuno.
Del resto, tanti personaggi sono rimasti totalmente in disparte in questo inizio di stagione, a partire da Enzo “Sangue Blu” che inevitabilmente dovrà scontrarsi con Gennaro per ciò che lo ha costretto a fare, e sarà interessante notare anche quale evoluzione subirà il personaggio di Valerio ‘O Vucabulà e che ruolo avranno i fratelli Capaccio nella guerra per il potere. D’altronde lo stesso Ferdinando ha promesso a se stesso di fargliela pagare a Genny per l’esplosione e per le vittime che ha provocato.

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Ma non solo, ci sono anche tanti altri personaggi finora appena abbozzati la cui figura deve ancora delinearsi e tra questi, come abbiamo già detto, dovremmo prestare particolare attenzione a Mickey Levante e al suo rapporto con Patrizia, ma anche allo zio Gerlando, che ha già mostrato un doppio volto tra crudeltà e lealtà, e vedremo quale delle due prenderà il sopravvento.

Gli sceneggiatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli sanno bene che dopo quattro stagioni è fondamentale rinnovarsi per andare avanti, ma bisogna sempre tenere un piede nel passato per non staccarsi dalla tradizione, quella che ha reso grande Gomorra. E così si servono di tanti piccoli strumenti, come le molte massime e frasi a effetto che escono in particolare dalla bocca di Genny.

Insomma, per il momento i primi due episodi sembrano aver preparato semplicemente il teatro di quello che potrebbe essere uno scontro epocale, lasciandoci con molti dubbi sul futuro e con la speranza che le nostre aspettative non saranno deluse, nonostante le defezioni importanti e l’incertezza sui nuovi personaggi. Se c’è però una cosa che la serie di Gomorra ci ha insegnato è la sua capacità di rigenerarsi continuamente e stupire, e siamo certi che lo farà anche stavolta.

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