La seconda edizione di Granblue Fantasy Versus si conferma un ottimo picchiaduro per scoprire il genere, e con molti più contenuti

Nonostante l’impegno per renderlo sempre più accessibile episodio dopo episodio, Guilty Gear rimane ancora uno dei picchiaduro più complessi sul mercato. Complessità che è anche il punto di forza del titolo, assieme a una direzione artistica – grafica come musicale – eccezionale e sopra le righe e a un comparto tecnico che riesce a ricreare meglio di qualsiasi altro titolo sul mercato un anime sfruttando il 3D.

A margine di questa estrema complessità però Arc System Works è riuscita negli ultimi anni anche a realizzare titoli decisamente più approcciabili pur mantenendo un certo livello di profondità nel momento in cui li si volesse approfondire. Dragon Ball FighterZ è sicuramente il titolo più noto di questi, dato anche il peso del brand. L’altro brand molto importante sulle cui fondamenta Arc System Works ha sviluppato un picchiaduro è Granblue Fantasy, un brand piuttosto importante in Asia grazie a un gatcha mobile di grande successo ma meno conosciuto in Occidente dove il gioco originale non è mai stato distribuito.

Il primo Granblue Fantasy Versus è stato così il primo gioco del franchise pubblicato in Occidente, in attesa della pubblicazione di Granblue Fantasy: Relink che uscirà questo febbraio. Nel frattempo, però il “Versus” di Granblue Fantasy ha visto la pubblicazione di un secondo episodio, Rising.

Il primo picchiaduro del franchise era un ottimo gioco (ve ne abbiamo parlato approfonditamente qui), che purtroppo ha conosciuto diverse sfortune e una gestione dei DLC non proprio apprezzata dall’utenza. Il gioco era stato distribuito al lancio con pochi personaggi e sono stati fatti seguire alla pubblicazione un fiume di DLC a pagamento che andavano a rimpolpare il roster e ad aggiungere nuovi capitoli del racconto.

Vicissitudini che hanno in definitiva restituito una community non proprio florida e quindi una rapida flessione dell’interesse verso il picchiaduro. CyGames e Arc System Works ci riprovano così con un nuovo capitolo che incorpora tutto il primo gioco per indirizzarlo verso un futuro che, speriamo, sia più roseo anche data la pubblicazione di Relink.

Granblue Fantasy Versus: Rising incorpora tutto il primo Versus dentro di sé: c’è l’intera modalità storia del primo capitolo e tutti i personaggi pubblicati come DLC, più diverse novità esclusive di questo Versus. L’intento è chiaramente quello di prendere Granblue Fantasy Versus e garantirgli un nuovo inizio, senza “sprecare” quanto già è stato fatto col primo capitolo. Sostanzialmente questo Rising sembra più un’operazione à la Ultra Street Fighter 4 che un vero e proprio sequel.

Vi ricordate quando i picchiaduro venivano ripubblicati interamente con tutto quello che era uscito in precedenza più qualche novità e bilanciamento, prima che fossero delle piattaforme aggiornate nelle quali pubblicare DLC? Ecco, quell’approccio, che potrebbe nel 2024 scontentare comprensibilmente chi ha già acquistato il Versus originale e tutti i DLC che sono stati pubblicati.

Inquadrato il tipo di operazione con cui ci stiamo confrontando, vediamo un po’ come funziona Granblue Fantasy Versus: Rising.

Bene, funziona molto molto bene, meglio del primo. Dico funziona meglio perché ora il netcode è decisamente più stabile, la lobby contiene altre cose da fare oltre al combattere (come una modalità à la Fall Guys), il roster è passato da 11 personaggi iniziali a 28 e tutto è stato complessivamente rifinito.

Questioni tecniche a parte – comunque non trascurabili in un gioco online, ma allo stesso tempo su cui c’è poco da dire nel momento in cui veramente tutto funziona come dovrebbe – questo Versus mantiene la caratteristica principale del primo capitolo, e la rende ancora più importante: l’essere un perfetto picchiaduro entry level.

In che senso è un perfetto picchiaduro entry level? È una domanda complessa e sicuramente importante in un momento in cui sembra che tutti i principali sviluppatori di picchiaduro stiano cercando di allargare la player base rendendo più accoglienti i loro titoli di punta.

Arc System Works ci aveva già provato da Guilty Gear Xrd proponendo forse per la prima volta una modalità tutorial strutturatissima in cui imparare esattamente le diverse meccaniche di gioco, affiancandola a una modalità training in cui si poteva sostanzialmente ricreare qualsiasi scenario si volesse imparare ad affrontare. Più recentemente Capcom ha cercato di rendere il suo Street Fighter 6 il più accogliente possibile con l’introduzione di modalità di controllo di diversa complessità e una modalità storia in cui si può sperimentare in un ambiente meno asettico di una serie di incontri in modalità arcade.

Granblue Fantasy Versus Rising fa molto bene tutte queste cose e anche di più. Se il primo approccio con il gioco deve essere la modalità storia, Rising ci propone un racconto piacevole inframezzato da incontri contro piccoli nemici come se ci trovassimo in un picchiaduro a scorrimento, combattimenti contro boss di generose dimensioni e infine capitoli in cui prendere confidenza con le mosse speciali di ogni personaggio. A lato di questo c’è una modalità tutorial che ci permette di provare tutte le meccaniche, anche scegliendo un personaggio specifico, e poi il classico allenamento nel quale possiamo personalizzare lo scontro e imparare come reagire a situazioni specifiche.

Insomma, l’approccio al gioco è, in caso non si sia proprio esperti di picchiaduro, lento, graduale e guidato.

A prescindere dagli strumenti didattici, anche sotto il profilo più strettamente meccanico il gioco è molto approcciabile, consentendo l’inserimento dei comandi per sostanzialmente tutte le mosse in modo semplificato, senza penalizzare l’utilizzo di comandi semplificati rispetto ai comandi tradizionali. Nonostante, quindi, la maggior parte delle mosse speciali sia eseguibile premendo un direzionale, uno dei quattro tasti del pad ed R1 il gioco trova la sua complessità in altre meccaniche.

L’equilibrio ruota attorno ai BP (Bravery Points), disponibili in quantità finita (tre a inizio scontro) e che permettono, spendendoli, di rompere la guardia avversaria con un Raging Strike, inseribile in una combo e dal quale è possibile continuare una combo, o liberarsi dalla pressione con un Brave Counter. I Bravery Point però, quando non spesi, aumentano anche la difesa, rendendo il loro consumo qualcosa da ponderare più che bene.

Anche effettuare queste mosse è semplicissimo (basta la pressione di due tasti), rendendo quindi anche in questo caso Granblue Fantasy Versus: Rising un gioco in cui bisogna capire cosa fare e quando farlo più che un gioco in cui è necessario imparare lunghe combo.

In questo senso credo che questo versus sia un ottimo picchiaduro entry level: aggiunge meccaniche che bisogna imparare a capire come si usano e quando, abbattendo la barriera dell’esecuzione. La complessità, quindi, c’è: è necessario imparare diverse cose e sfruttarle al momento giusto. Allo stesso tempo però anche chi ha poca dimestichezza con il genere (e/o gioca con un controller e non un arcade stick) può imparare rapidamente e giocare online ottenendo risultati. E, magari, passare poi a giochi più impegnativi con una barriera all’ingresso meno insormontabile.

L’ultimo punto che è importante toccare, ma che credo venga già raccontato abbastanza bene dagli screenshot in quanto state leggendo, è l’aspetto estetico del gioco. Granblue Fantasy Versus Rising è, come il suo predecessore ma anche come gli altri ultimi titoli di Arc System Works, un gioco stupendo da vedere. Nonostante l’utilizzo del 3D ancora una volta lo Sviluppatore giapponese riesce a mettere su schermo un anime in movimento, e anche grazie allo splendido comparto artistico di Granblue Fantasy, tutto cieli blu, prati ed eroi high fantasy in salsa anime il risultato è eccellente. A lato di questo anche la colonna sonora è eccezionale, mescolando brani che rimandano a suggestioni fantastiche a pezzi rock che sembrano presi da Guilty Gear (ma chi siamo noi per lamentarci di questo?).

In definitiva la voglio far breve: se volete approcciarvi al genere del picchiaduro 2D in modo soft, probabilmente ad aggi non c’è sul mercato niente di migliore di Granblue Fantasy Versus Rising.

Nato a Roma nel 1989, dal 2018 riveste la carica di Direttore Editoriale di Stay Nerd. Laureato in Editoria e Scrittura dopo la triennale in Relazioni Internazionali, decide di preferire i videogiochi e gli anime alla politica. Da questa strana unione nasce il suo interesse per l'analisi di questo tipo di opere in una prospettiva storico-politica. Tra i suoi interessi principali, oltre a quelli già citati, si possono trovare i Gunpla, il tech, la musica progressive, gli orsi e le lontre. Forse gli orsi sono effettivamente il suo interesse principale.