Il 2019 vedrà il ritorno sul grande schermo del personaggio creato da Mike Mignola nel 1994 e diventato, nel volgere di pochissimi anni, un’icona del fumetto mondiale protagonista di ben due film, entrambi diretti da Guillermo Del Toro. Parliamo di Hellboy, ovviamente.

Se i film non hanno avuto un’accoglienza esattamente calorosa da parte della critica, i fumetti hanno avuto un unanime coro di approvazione, sia da parte del pubblico – che da nicchia si è tramutato in massa – che da parte delle critica – che ha subito eletto Hellboy uno dei personaggi più iconici ed eroici della nona arte.

Oggi ci concentriamo proprio sull’eroe di carta, in questo speciale che si sofferma sulla genesi del personaggio, le sue peculiarità e i temi trattati nelle opere che lo vedono protagonista.

Il personaggio di Hellboy fa le sue prime apparizioni in qualche sketch e studi preparatori all’inizio degli anni 90 ma è solo nel 1993 (1994 in Italia) che fa la sua comparsa in una serie strutturata e comincia la sua lunga avventura editoriale propriamente detta.

Hellboy arriva sulla Terra il 23 dicembre del 1944, a causa della Thule – una divisione nazista nata con lo scopo di studiare e sfruttare i fenomeni paranormali per vincere la guerra – e al suo tentativo di evocare alcune entità da far scendere sul campo di battaglia accanto a loro. Il famigerato stregone russo Rasputin, a capo della Thule per quella particolare operazione, non riuscì a compiere il rito fino in fondo, perché fu interrotto dalle truppe degli alleati – guidate dal professor Bruttenholm – che irruppero sulla scena sfruttando l’effetto sorpresa.

La fortuna del professor Bruttenholm fu il portale dimensionale già aperto, che sputò un essere rosso, dotato di corna e di un braccio di un materiale roccioso: dove i marines videro una minaccia da eliminare, il giovane studioso vide inizialmente una stupenda opportunità di ricerca. Il sentimento di Bruttenholm si tramutò velocemente da interesse scientifico ad amore paterno, finendo anche per affibbiare il nome con cui il piccolo essere cornuto diventerà famoso al mondo.

Proprio il rapporto tra lo studioso ed Hellboy è uno dei tratti più importanti della crescita e dello sviluppo del personaggio stesso – e anche della trama dei fumetti: i due vivranno a lungo in una base militare nel cuore del deserto del Nuovo Messico, per permettere al nostro protagonista di comprendere i suoi poteri al meglio e vivere nella sicurezza garantita solo dalla segretezza.

Una delle svolte più importanti della trama della serie è la nascita del Bureau of Paranormal Research and Defense – abbreviato in B.P.R.D., un’agenzia governativa super segreta impegnata a difendere il nostro mondo da mostri e minacce di natura poco ortodossa.
Grazie a questo ramo governativo dello studio del paranormale, Hellboy trova finalmente la sua dimensione (scusate il gioco di parole) e comincia a sentirsi a suo agio sulla Terra: questo particolare aspetto del personaggio fornisce alla serie un ulteriore livello di lettura molto interessante.
Perché se da un lato Hellboy è una serie a fumetti in cui sono presenti elementi horror e fantasy, dall’altro l’approfondimento psicologico dei personaggi, la dinamica delle loro reciproche interazioni e le sfaccettature delle loro reazioni emotive dinnanzi agli eventi, dimostrano quanto Mignola & soci siano stati attenti all’aspetto emotivo del loro lavoro.

E quindi il secondo livello di lettura di Hellboy è quello legato alla solitudine e all’integrazione. Chi meglio di un demone proveniente da una dimensione sconosciuta può rappresentare l’isolamento, la paura di non essere compreso e di rimanere soli? Anche per questo motivo, il rosso protagonista di questo articolo è caratterizzato da una spiccata umanità, un senso dell’estetica molto raffinato e un certo tormento interiore che lo spinge a interrogarsi sulle persone che lo circondano per capire di chi può realmente fidarsi. Questi ultimi aspetti hanno aiutato i fan a immedesimarsi nel personaggio, dando loro modo di comprendere più da vicino il carattere, le intemperanze e il dolore di Hellboy.

La B.P.R.D. gli sarà di grande aiuto, nel corso della sua storia editoriale, diventando prima un luogo sicuro in cui rifugiarsi e in cui trovare individui dalle caratteristiche uniche come lui, e successivamente una famiglia da proteggere e preservare. 

Il contrasto tra l’aspetto di Hellboy e il suo carattere è uno degli aspetti più ironici e caratterizzanti le storie della serie: Hellboy è un burbero dal cuore d’oro, dotato di uno spiccato senso dell’umorismo e di un sarcasmo pungente. Definito in alcuni casi un ossimoro vivente per l’uso positivo che fa della sua forza demonica, il nostro protagonista punta sempre a fare la cosa giusta. 
La sua bontà è ben nascosta sotto l’aspetto da spaccone, tutto birra, mazzate e sigari. 

Infine, i poteri e le abilità di Hellboy. 

Il demone rosso ha un braccio di pietra indistruttibile al posto del normale braccio destro. Un regalo del padre Azzael, uno dei duchi infernali che, poco dopo la nascita del figlio, gli taglia la mano, innestando al suo posto la mano destra (che poi scopriremo essere la mano del destino). Nella quotidianità questa protesi funzionale è estremamente utile al nostro eroe, dandogli modo di menare mazzate con una buona dose di successo. Il vero scopo di questa appendice lo apprenderemo solo nel corso della storia e costituirà un altro bel tassello evolutivo per il carattere del personaggio e le sue scelte (non vi facciamo spoiler, tranquilli!).

Il nostro Hellboy ha un fattore rigenerante molto potente, che gli permette di guarire dalle ferite più dolorose nel giro di pochissimo tempo. Se a questo unite una resistenza sovraumana, avrete un piano più o meno dettagliato di cosa può fare il protagonista di questi fumetti. 

Ultima ma non meno importante, l’età del nostro eroe: Hellboy è figlio di un demone e come tale ha una vita media notevolmente più lunga di quella di qualsiasi essere umano. Quando arrivò sulla Terra, negli anni ’40, aveva l’aspetto di un bambino. A più di cinquant’anni di distanza – nel corso della serie a fumetti, insomma – possiamo datare l’età del personaggio come intorno ai venti, trent’anni. L’invecchiamento lento vuol dire anche un discreto accumulo di esperienza, caratteristica molto utile quando il proprio scopo nella vita è difendere la Terra da entità sovrannaturali.

Quanto di queste caratteristiche che hanno reso Hellboy il successo editoriale che conosciamo verranno trasposte anche nel reboot che uscirà l’anno prossimo?

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