Mortal Kombat X style

 

E’ Ed Boon, uno dei papà della leggendaria saga di Mortal Kombat, a presentarci il secondo capitolo del picchiaduro con i personaggi della DC Comics. Prima con un trailer dove possiamo assistere alla zuffa tra Batman e il primate Grodd, poi sbottonandosi con una buona dose di gameplay, che mostra le peculiarità della nuova creatura dei NetherRealm Studios.

Botte tra super uomini: più di prima, meglio di prima

Possiamo sostenere con discreta certezza che, rispetto al primo capitolo, lo spirito beat ‘em up sia rimasto invariato. C’è stato un sapiente lavoro di limatura nelle animazioni un po’ legnose dei personaggi e nel concatenarsi tra loro; l’entrata in scena di qualche piccolo tecnicismo, come il recupero a mezz’aria del personaggio, che consente maggior controllo nelle combo aeree, o la rotolata veloce, utile ad azzerare le distanze verso i personaggi più avvezzi a lanciare onde di energia e proiettili. Niente che faccia elevare il titolo a “picchiaduro ultra-tecnico”, sia chiaro, ma si tratta comunque di migliorie che rendono il combattimento più fluido e meno cheesy.
Abbiamo sempre la barra di energia che si può attivare per mosse speciali o per le particolari caricate che infliggeranno più danno del normale, o porteranno svariati potenziamenti al personaggio (come ad esempio uno “scudo” di Batarang per Batman).
Dei 28 personaggi disponibili, solo 6 sono stati rivelati, ma sono sufficienti per farci notare una grande differenziazione tra di loro per quanto riguarda lo stile di gameplay. Altre differenze legate ai singoli personaggi le ritroviamo nella feature del’ambiente di gioco interattivo: ognuno di loro infatti interagirà con l’arena in modo diverso, utilizzando oggetti per concatenare combo o sferrare colpi devastanti all’avversario.

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L’abito fa il supereroe

Un Injustice riveduto e corretto insomma, che dal punto di vista del gameplay non mancherà di soddisfare i fan del precedente, anche grazie ad un impatto grafico non indifferente.
Ma non è tutto, perché le novità di rilievo non sembrano mancare in questa presentazione. La più grande è probabilmente quella del cosiddetto “Gear System”, un vero e proprio sistema di loot che il giocatore ottiene alla fine di ogni match. Sia vincendo che perdendo infatti è possibile ricevere un particolare equipaggiamento, che sia un elmo caratteristico, una corazza o ancora un mantello, di grado e rarità molto probabilmente casuale, da far indossare al nostro personaggio, anch’esso dotato di un livello che salirà con le partite, proprio come nei tipici giochi di ruolo.
Secondo Ed Boon si tratta della naturale evoluzione iniziata in Mortal Kombat X, che permetteva ai giocatori tre differenti stili per ogni personaggio in gioco. In Injustice 2 avremo indefinite migliaia di parti, da mischiare tra loro per arrivare al milione di differenti combinazioni. E’ sempre il programmatore statunitense a ricordarci che sarà impossibile trovare un Batman online che possa essere uguale in tutto e per tutto al suo, considerate le cifre da capogiro di elementi personalizzabili.

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Inoltre questi equipaggiamenti non sono un mero vezzo estetico: ognuno può portare migliorie di vario tipo quando indossato. Ma Boon tranquillizza, le differenze saranno minime se le parti verranno prese singolarmente, e non incideranno in modo prepotente sul combattimento. E soprattutto, solamente i benefit più rari consentiranno mosse speciali e potenziamenti.

Si tratta più che altro di ottimizzazioni del proprio personaggio, ed ogni giocatore potrà ottenerle a proprio piacimento.
E’ una scelta senza dubbio intrigante, a patto che vi sia un importantissimo bilanciamento nei personaggi e nei loro moveset, ma anche nelle parti che ognuno di essi può indossare.
Non resta che attendere ulteriori notizie e soprattutto la data di uscita, fissata per un generico 2017, su piattaforme PS4 e Xbox One (e quindi forse anche Windows 10?).

Recensore seriale, blogger, giocatore di ruolo decennale, hardcore gamer, groupie di Alan Moore. Amante dei Souls, di Castlevania e di Banjo-Kazooie e fanboy di Jet Set Radio. Ha visto Matrix almeno 42 volte, segue il wrestling ed è fissato con lo studio della musica tutta, con una piccola predilezione per gli Ulver, i Fair To Midland e le OST. Nasconde purtroppo un terribile segreto: non sa proprio come leggere gli orologi con le lancette (non scherzo).

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