Intervista a Ryan Meinerding

Di recente abbiamo avuto il grande piacere e l’onore di intervistare Ryan Meinerding, Head of Visual Development di Avengers: Endgame (in uscita il 14 agosto in digitale e il 4 settembre in DVD e Blu-Ray Disc) e molti altri film del Marvel Cinematic Universe. Ci ha raccontato della sua particolare professione, di come pensa sia cambiato il MCU negli anni e tante altre cose.

Character Designer, Concept Artist, e Marvel Studios Head of Visual Development: praticamente il look della maggior parte dei supereroi del grande schermo, a cui ci siamo affezionati in questi anni, lo dobbiamo a te. Cosa si prova ad aver “dato vita” a personaggi così iconici?

Lavorare per Marvel è stata una gioia che non mi sarei mai aspettato, ho iniziato con Iron Man 1 e sono stato con loro per tutti questi anni fino ad Endgame, ed è stato un viaggio davvero incredibile e di cui sono molto orgoglioso.

Come sei entrato a far parte di questo mondo? Era ciò a cui ambivi quando hai iniziato gli studi?

Sono cresciuto con i loro fumetti e amando i loro personaggi, avevo tutti i loro giocattoli e action figure. Ero un ragazzino quando è stata pubblicata la miniserie sul Guanto dell’Infinito, che mi ha ispirato tantissimo, e adoravo Spider-Man e Captain America. Se avessi detto al me stesso tredicenne che sarei finito a fare questo lavoro, non ci avrebbe mai creduto.

Non ti aspettavi quindi di lavorare in questo campo?

Ho sempre voluto guadagnarmi da vivere con l’arte, ma non avrei mai pensato di finire a lavorare con i supereroi e che raggiungessero il successo incredibile che stanno avendo.

A questo punto ti chiediamo qual è il personaggio a cui sei più legato e quello di cui sei più fiero in termini di realizzazione

Ho disegnato tutti i costumi di Captain America e ne vado molto fiero, e sono orgoglioso di aver contribuito a realizzare anche Iron Man Mark 1 e la Mark 85 per Endgame. Il fatto di essere riuscito a lavorare sulla prima e sull’ultima armatura di Tony Stark è qualcosa che mi dà grande soddisfazione.

intervista ryan meinerding

A proposito di costumi. Dove finisce il tuo lavoro e inizia quello dei costumisti? C’è sempre qualcuno che vuole avere la meglio sull’altro? Ti è capitato di essere in disaccordo con qualcuno durante la realizzazione?

Diciamo che lavoriamo sempre in squadra, anche perché dobbiamo presentare al produttore qualcosa con cui tutti dovremo riuscire a lavorare ed essere a nostro agio. Il problem-solving lo si fa lavorando tutti insieme al design e arrivando ad una soluzione che funzioni per tutti. È un mix di problem-solving, compromessi, collaborazione e gioco di squadra.

Hai lavorato con tanti registi diversi nelle fasi del MCU, tutti con uno stile differente. Vuoi dirci con chi ti sei trovato meglio o con chi in particolare hai percepito un diverso stile di approccio al lavoro?

Oddio, non penso di poter rispondere a questa domanda (ride n.d.R.). Sono tutti davvero talentuosi ed è stato bello lavorare con ognuno di loro. Ho lavorato con i Fratelli Russo per quattro film, quindi con loro ho un rapporto che dura da molto tempo e mi ci trovo bene, sono davvero delle ottime persone, molto creative.

C’è qualcosa di bello a cui hai lavorato, che hai realizzato ma che poi purtroppo non è stato inserito nel film?

In realtà sono stato piuttosto fortunato, non so se c’è qualcosa che non sono riuscito a inserire in qualche mio lavoro. Avevo buttato giù diverse idee per l’Hulkbuster, che alla fine non sono state scelte, ma è venuto comunque alla grande, quindi non mi posso lamentare.

Avengers: Endgame è un film che ha diviso i fan. La maggior parte lo ha amato e lo considera il finale perfetto, mentre altri sono rimasti un po’ delusi. Che idea ti sei fatto a tal proposito?

Guarda, io sono un tipo molto emotivo, quindi mi capita spesso di esaltarmi, o di mettermi a piangere per un film, ad esempio. E credo di aver pianto in almeno cinque punti diversi di Endgame. Credo che i personaggi sui quali ho lavorato per tutti questi anni abbiano avuto tutti delle storie incredibili, per cui sono rimasto molto contento di come si è chiuso il cerchio. Non so poi come gli sceneggiatori e i registi abbiano fatto a riuscire a chiudere tutte quelle storie in modo che fosse non solo bello ma anche rispettoso della storia del personaggio e del suo carattere, ma insomma, io sono rimasto soddisfatto.

Pensi sia cambiato il MCU da Iron Man 1 ad oggi? E se sì, in cosa?

È cambiato molto, tanto che i personaggi hanno acquisito molti più fan nel corso del tempo, ad esempio. Hanno ispirato tutta una nuova generazione, oltre che i vecchi fan. Quello che è cambiato forse è proprio questo, che i film hanno aperto le porte a molte più persone, che si sono iniziate ad appassionare a questo mondo. È una cosa che non era mai successa prima, nonostante i “cinecomic” esistessero già da un po’. E mi rende ancora più orgoglioso di aver contribuito.

Sei emozionato per la Fase Quattro dell’MCU? 

Sì, c’è tantissimo lavoro da fare, ma ci sono molte cose interessanti che sicuramente varrà la pena aspettare, fidatevi.

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