Si torna nella giungla con The Rock

Qualcuno direbbe che non c’era affatto bisogno di un seguito di Jumanji: Welcome to the Jungle, reboot del cult  del 1995 con protagonista il compianto Robin Williams. Eppure si sa, la logica del botteghino è ben diversa e quando un brand riscuote successo, bisogna battere il ferro finché è caldo.

Come fare quindi per giustificare la riproposizione di una formula che apparentemente aveva sparato già tutte le sue cartucce al primo giro? Per Jake Kasdan, regista del primo capitolo e di questo Jumanji: The Next level (nelle sale italiane il 25 dicembre), la risposta è abbastanza chiara: potenziare gli aspetti positivi e cercare di limare quelli meno riusciti.

In parte, diciamocelo subito, c’è riuscito.

L’idea più intrigante alla base di Jumanji era quella del “gioco di ruolo” in cui persone totalmente “normali” entravano nei corpi dei loro avatar avventurieri, creando una dissonanza tra personalità e apparenza, che innescava situazioni divertenti e curiose. E proprio su questo The Nex Level punta con maggiore decisione.

Se nel primo capitolo infatti i protagonisti erano un gruppo di adolescenti piuttosto eterogeneo ma comunque inquadrati secondo degli archetipi più volte sfruttati in questo genere di film, in The Next Level si punta ad una scelta più originale e curiosa, inserire nel “gioco” due persone anziane, ancora più estranee ad un contesto come quello di Jumanji: Danny DeVito e Danny Glover, che in seguito a degli eventi che porteranno il vecchio gruppo di amici di nuovo dentro il gioco alla ricerca di Spencer, si uniranno nell’avventura, rispettivamente nei corpi di Dwayne Johnson e di Kevin Hart. Va da sé che questo stravolgimento porterà a delle gag di calibro diverso rispetto al primo film, questa volta più fresche e comiche, che ovviamente si poggiano totalmente sull’inadeguatezza dei due signori nei loro nuovi panni.

Jumanji The Next Level

In tal senso, ho particolarmente apprezzato Kevin Hart, davvero bravo a imitare il fare un po’ stralunato, lento e disorientato dell’attempato personaggio di Danny Glover. The Rock non se la cava altrettanto bene, ma c’è da dire che Danny DeVito ci porta un’idea di anzianità un po’ meno stereotipata, lo vediamo infatti più che altro come un burbero testardo e cinico, che in più situazioni mette il gruppo in difficoltà. C’è da dire che forse alcune gag ristagnano un po’ troppo sul “rimbambimento” del nuovo cast, ma non risulta comunque mai troppo fastidioso, anche perché ci pensano Karen Gillan e Jack Black, avatar di due compagni di Spencer veterani di Jumanji, a mantenere sempre in carreggiata il ritmo del film.

Non finisce qui però, c’è un altro “avatar” estremamente convincente nel gruppo la cui identità lascio però al piacere della vostra scoperta, che si palesa andando avanti nell’avventura. Il “gioco delle parti” quindi è più estroso e complesso in The Next Level, e nel corso del film ci sarà anche modo di mischiare le carte in tavola diverse volte. Un sistema che funziona e vivacizza un film d’avventura che altrimenti avrebbe poco da dire.

Lo schema del film infatti è esattamente lo stesso del primo, al di là della ricerca dell’amico scomparso, si ricalca nuovamente in maniera un po’ anacronistica il tema del videogioco, con l’incarico di recuperare un prezioso artefatto, i livelli da superare, il boss finale da sconfiggere, giocando un po’sugli stessi concetti del primo film: le tre vite a disposizione, gli enigmi da decifrare, la mappa, ecc.

Jumanji The Next Level

Non c’è troppa inventiva da questo punto di vista e quello che rende un po’ più vivace la visione rispetto al primo capitolo è la scelta di ambientazioni un po’ più variopinte e sequenze d’azione leggermente più strutturate, dominate ovviamente dagli effetti speciali e dalla facile spettacolarizzazione. Nulla comunque riesce a contrastare uno sviluppo delle vicende piuttosto prevedibile e telefonato esattamente come fu per Welcome to the Jungle, forse solo una più interessante  interazione tra i personaggi, che sicuramente trova nel rapporto tra le due attempate new entry l’aspetto di maggior interesse, e che portano in una pellicola non moralista né perbenista, ma semplicemente molto leggera, quella lieve nota drammaturgica che non dispiace affatto.

Jumanji The Next Level

Insomma, se vi è piaciuto il primo Jumanji, non ho motivi per sconsigliarvi un seguito che penso faccia meglio con i mezzi che ha a disposizione. Se non vi è piaciuto però e trovate questo tipo di operazioni un po’ troppo disimpegnate sotto tutti i punti di vista, The Next Level non farà realmente nulla per farvi cambiare idea.

 

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