Movimentiamo questa partita

Giunto da poco su Netflix, Kakegurui, opera tratta dall’omonimo manga di Homura Kawamoto e Tooru Naomura, ci porta in una realtà molto “particolare”: una scuola dove lo stato sociale ed il proprio futuro sono determinati dal gioco d’azzardo.
Non è primo anime basato sui giochi che vediamo, tuttavia ha dimostrato di avere qualcosa di particolare, sarà una protagonista piuttosto inusuale o i giochi mostrati che sono uno più particolare dell’altro, tuttavia qualunque sia il motivo quest’anime ci ha incuriosito parecchio. Vediamo allora insieme, più nel dettaglio, cosa ci ha riservato.

Siamo all’Istituto Hyakkaou, una scuola unica nel suo genere frequentata principalmente da alunni facoltosi provenienti da famiglie ricche e altolocate e destinati a posizioni di rilievo nella società. Proprio a causa di ciò, i ragazzi sfruttano il tempo nella scuola per un’attività molto particolare: il gioco d’azzardo. In ogni aula ed in ogni occasione si possono trovare studenti pronti a giocarsi milioni e milioni di Yen in partite a poker, a memory o in qualunque attività sia possibile scommettere. La scuola è gestita letteralmente come un regime dittatoriale dal consiglio studentesco (son sempre loro i cattivi, per una volta non potrebbero essere i bidelli a voler dominare il mondo?), il quale fa in modo che chiunque contragga un debito che non possa pagare, diventi letteralmente uno schiavo. Alla stregua di un animale i “cani”(o le “gatte” nel caso delle ragazze) devono portare una targhetta per essere identificati come tali venendo derisi e sfruttati dagli altri studenti. Questo fino all’arrivo di una nuova studentessa, Yumeko Jabami, la quale grazie al suo acume ed alla sua passione sfrenata per il gioco, o meglio per il rischio, andrà a ribaltare le sorti della scuola.

Questo anime è estremamente particolare, pur basandosi su giochi a prima vista ordinari, porta con sé tematiche molto forti anche se purtroppo non adeguatamente sviluppate. La prima è ovviamente l’onnipresente gioco d’azzardo. Ogni partita è una scommessa contro l’avversario e contro il destino: fortuna ed intelligenza giocano un ruolo fondamentale per stabilire il vincitore. Questo “dio beffardo” è qui visto sia come il semplice fattore di vincita o perdita di somme da capogiro, sia come vera e propria falce oscura che può eliminare la completa esistenza di una persona con un singolo colpo o per meglio dire con un singolo giro di roulette.
Altra questione è la forte, anche se non esplicita, componente erotica. Data la sua mania per la competizione ed il rischio, Yumeco si lascia più volte andare ad atteggiamenti alquanto provocatori durante quelle sfide che lei ritiene entusiasmanti. Non vi è alcuna componente ecchi, tantomeno hentai in questo anime sia chiaro, si parla solo di atteggiamenti o espressioni, le quali però fidatevi lasciano ben poco all’immaginazione.
Infine un’altra tematica che domina le scene in questi 12 episodi è l’ingegno. Dai trucchi più disparati per barare, ai ragionamenti più elaborati per smascherarne uno o per vincere una partita apparentemente solo legata alla fortuna, gli studenti dello Hyakkaou daranno letteralmente fondo a tutta la loro ingegnosità per trionfare, cosa che infatti renderà ogni sfida avvincente e mai dall’esito scontato.

Purtroppo buona parte di questi temi vanno ben presto affievolendosi, gli aspetti sessuali rimarranno sempre e soltanto una piccola sfaccettatura della protagonista, l’ingegno nelle partite non verrà mai particolarmente sviluppato, abbassando così le generali aspettative del pubblico. Anche il fattore del gioco o meglio dei soldi diventerà marginale; sarà a causa del mancato interesse della protagonista per la posta in palio o sarà per le cifre che diventeranno quasi surreali, ma il fatto che ci sia una scommessa a monte della sfida viene in buona parte trascurato. L’unica cosa che persisterà per l’intera opera è la “follia” dei giocatori, sia per quanto riguarda il voler giocare una partita che potrebbe costargli la vita sia per quanto riguarda i loro ideali, malati e contorti sotto ogni punto di vista.

Ciò che comunque colpisce di questa serie rendendo ogni episodio più avvincente (o più fuori di testa dipende…) è indubbiamente la protagonista. Una giocatrice compulsiva estremamente geniale e con possibilità finanziarie non ben definite. Yumeko sin dal suo primo giorno nell’istituto dimostra il suo amore sfrenato e letteralmente erotico per i giochi o meglio, per il rischio. Senza guardare alla posta in palio o l’avversario che ha di fronte essa si vorrà sempre mettere alla prova anche quando le possibilità sembreranno volgersi a suo sfavore. Decisa ad affrontare la presidente del consiglio studentesco, reputata la più forte della scuola, Jabami dovrà vedersela con diversi avversari, uno più invasato dell’altro, prima di poter sfidare la punta di diamante degli studenti.
Ciò che la contraddistingue maggiormente sono le espressioni: all’apparenza una normale e tranquilla ragazza, cambia completamente volto e personalità quando prova il brivido del gioco, mostrando un aspetto a metà fra il folle ed il malefico, trasformandosi in un essere il cui unico scopo è provare l’emozione di un rischio sempre più grande. Ciò porta più di una volta a chiedersi se effettivamente non sia lei il vero “villain” di quest’anime.
I personaggi secondari invece sono per la maggior parti ridotti a semplici avversari da affrontare, venendo approfonditi solo quel minimo che basta per il gioco in corso e per il “cambio di personalità”, venendo poi praticamente ignorati per il resto del tempo.

La serie presenta in totale 12 episodi, e le vicende non giungono al termine poiché in effetti l’opera cartacea continua, ma si può dire che tutto sommato è stato trovato un buon compromesso. È stato infatti scelto un punto della storia tale per cui, pur non mettendo fine alle vicende, vi è un finale quantomeno esaustivo. Sia chiaro, aspettiamo di vedere la seconda stagione per diverse questioni in sospeso e dubbi non chiariti, ma almeno non ci ha lasciati con l’amaro in bocca per una storia bruscamente interrotta.

kakegurui netflix recensione

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico l’anime è di ottima qualità, animazioni molto ben realizzate, disegni pulitissimi ed estremamente dettagliati, abbinati a colori volutamente molto carichi. Sembra comunque che lo studio MAPPA (già famoso per opere come Yuri!!! on Ice, Garo: honō no kokuin ed il più recente Inuyashiki) si sia concentrato in particolare su alcuni aspetti: i volti e le già citate espressioni facciali sono tra questi, per quanto siano a volte paragonabili a dei ghigni mostruosi sono estremamente ben curati e d’effetto, lasciando trapelare quella vena di pazzia presente nei personaggi. Poi ci sono gli occhi: ogni personaggio ha la particolare abilità di cambiar colore dell’iride nei momenti più salienti, e ciò fidatevi rende il tutto ancor più emozionante. Questi momenti, nonostante i colori usati a volte assurdi come il rosso sangue della protagonista o l’azzurro ghiaccio della presidente, risultano talmente precisi e dettagliati da sembra fotografie, arrivando quasi ad esser inquietanti.
Il doppiaggio italiano presentato da Netflix è discreto, ma il vero picco lo si raggiunge col doppiaggio originale, dove Yumeco in primis ha una voce estremamente pacata e tranquilla in grado però di mutare completamente, cosa che rispecchia alla perfezione il personaggio deviato della protagonista.

Kakeguri insomma è un anime sicuramente divertente e particolare, non eccelle in trama, poiché purtroppo buona parte degli episodi si possono definire solo una lunga serie di sfide, tuttavia proprio per questo appassionerà molto chi cerca una serie semplice ma avvincente. Per la seconda stagione dovremo probabilmente aspettare un po’, ma in Giappone è già stata annunciata ufficialmente.

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