Keep Your Hands Off Eizouken! insegna che creare un anime non è di certo una passeggiata

Annunciata a maggio del 2019 e approdata sulle TV nipponiche lo scorso gennaio, la serie animata Keep Your Hands Off Eizouken! (Eizōken ni wa te o dasu na!) si è rapidamente fatta strada nel cuore degli appassionati di tutto il mondo, diventando uno degli anime più apprezzati della stagione.

I 12 episodi che la compongono – disponibili gratuitamente sulla nota piattaforma Crunchyroll – sono tratti dall’omonimo manga di Sumito Ōwara e a dirigerli troviamo un nome che, molto probabilmente, vi suonerà particolarmente familiare. Stiamo parlando di Masaaki Yuasa, talentuoso regista che ci ha donato opere come Mind Game, The Tatami Galaxy, Ping Pong The Animation e il più recente Devilman Crybaby, ora alla direzione di un progetto che ha come obiettivo qualcosa di decisamente particolare: raccontare il processo creativo grazie al quale nascono gli anime.

Da grande voglio fare gli anime!

Quanti di voi, almeno una volta nella vita, hanno detto, o anche solo pensato, questa semplice frase? Magari mentre aspettavate di scoprire se Goku avrebbe finalmente sconfitto Freezer o quando, ogni settimana, vi ritrovavate davanti alla TV in attesa dell’inizio dell’abituale Anime Night di MTV. Personalmente, come (quasi) tutti gli appassionati di anime e manga, so di averci fatto un pensiero almeno un paio di volte e, facendo un grandissimo mea culpa, ammetto di aver sottovalutato moltissimo la questione.

Il lavoro dietro alla creazione di un anime – e parliamo anche di un semplice corto di 5-10 minuti – è decisamente impegnativo e il grande pubblico difficilmente si sofferma a rifletterci. Onestamente, vi siete mai chiesti quanto lavoro possa richiedere realizzare un episodio di uno dei vostri anime preferiti? I più curiosi molto probabilmente lo avranno fatto, ma la maggior parte degli appassionati, pur sapendo che alle spalle di ogni anime vi è una mole di lavoro gigantesca, non si è mai soffermato sui dettagli, sui processi e sulle fasi che portano anche solo alla realizzazione di una semplice animazione di una manciata di minuti.

Ora, è molto probabile che tutti coloro che si rispecchiano in quest’ultima categoria, oggi non si stiano occupando di animazione (e a costoro dico abbracciamoci e piangiamo tutti quanti insieme) ma, fortunatamente, nel mondo c’è chi quel sogno ha deciso di inseguirlo fino alla fine. Ed è anche grazie a loro se oggi ci ritroviamo qui a parlare di Keep Your Hands Off Eizouken!, un anime che racconta gli anime e lo fa in maniera molto semplice, talvolta didattica, utilizzando coloro che difficilmente abbandonano i propri sogni: i giovani.

Le tre protagoniste di Keep Your Hands Off Eizouken! sono, infatti, tre studentesse del liceo della città di Shibahama: Midori Asakusa, Tsubame Mizusaki e Sayaka Kanamori. Se la passione per gli anime e il talento artistico uniscono le prime due, Kanamori è decisamente il personaggio più fuori dal coro dell’intero trio.

Sin dalle prime sequenze, le tre ragazze ci vengono presentate in maniera molto semplice e lineare: Asakusa è il classico personaggio comico della serie, dotata di un eccezionale talento nell’individuare e disegnare ogni singolo dettaglio di un ambiente, da una semplice stanza, all’intera città di Shibahama (tunnel sotterranei e collegamenti metropolitani inclusi) ma completamente negata nei rapporti interpersonali, eccessivamente timida e particolarmente goffa; ad affiancarla troviamo l’affascinante Mizusaki, studentessa, modella di successo, figlia di due star del cinema e dotata anch’essa di uno spiccato talento per il disegno, in particolare quello anatomico; e dulcis in fundo Kanamori, i muscoli e la mente dell’intera “operazione Eizouken”, il lato più concreto del trio, colei che riesce a riportare le proprie compagne con i piedi per terra, non perdendo mai di vista l’obiettivo principale ossia fare anime… per fare soldi, e fungendo da figura che ricorda quella di un produttore.

Il sogno delle nostre tre eroine è uno e uno solo: sfondare nel mondo dell’animazione nipponica sfruttando la propria sconfinata fantasia e i propri talenti (artistici o meno). Come sempre, tuttavia, la strada per il successo è lastricata d’ostacoli che si materializzano in potenti e antiche mostruosità note come la burocrazia o la mancanza di fondi e strumentazioni o le più mortali di tutte, le deadline.

Alla ri-scoperta degli anime

Guardando le 12 puntate che compongono Keep Your Hands Off Eizouken, mi è spesso tornato alla mente il celebre Albert Barillé, famoso per i suoi lavori animati e, in particolar modo, per la serie nota come C’era una volta… che racchiude cartoni animati come Siamo Fatti Così, Ai Confini dell’Universo e Grandi Uomini per Grandi Idee. Chi tra voi ha vissuto i (gloriosi) anni ‘90 li ricorderà sicuramente – in particolar modo Siamo Fatti Così, recentemente sbarcato anche sul catalogo di Amazon Prime – e tutti avevano in comune una particolarità: volevano insegnare qualcosa al loro giovane pubblico, in maniera molto semplice ma, al tempo stesso, chiara e dettagliata.

Ecco Yuasa, e prima ancora Ōwara, si sono prefissati il medesimo obiettivo, arrivando a fare anche qualcosa di più. Non vogliono semplicemente raccontare una storia, ma vogliono raccontare anche la loro storia, la stessa che hanno vissuto tutti coloro che lavorano nel settore dei manga e degli anime, un settore particolarmente florido in occidente e ancor più nella terra del Sol Levante. Parliamo di un mercato che, ogni anno, fattura centinaia di miliardi di yen e nel quale, purtroppo, è spesso difficile entrare e anche quando lo si fa non è detto che ci si resti per tutta la vita o che il proprio nome finisca sulle bocche degli appassionati di tutto il mondo.

Sebbene il sogno delle tre giovani protagoniste dell’anime possa talvolta sembrare utopistico, lo stile narrativo adottato e la caratterizzazione dei personaggi, ci offre una panoramica piuttosto chiara dell’intero processo creativo che porta alla nascita degli anime. Ad ogni ostacolo che trovano sul proprio percorso, Asakusa, Mizusaki e Kanamori riescono a trovare (talvolta per puro caso) una soluzione, grazie alla quale viene offerto agli spettatori un nuovo elemento da aggiungere al proprio bagaglio di conoscenza relativo agli anime. Particolarmente interessanti, a tal proposito, risultano le spiegazioni dei “trucchi” utilizzati dagli animatori per ovviare a determinate sequenze, come ripetere lo stesso sfondo più volte per dare la sensazione di movimento, per fare un esempio.

keep hands off eizouken

Altro punto cardine di Keep Your Hands Off Eizouken, nonché elemento che troveremo in ogni singolo episodio, è la fantasia che guida Asakusa e Mizusaki, una fantasia che le porterà a fare dei veri e propri voli pindarici, che vengono resi alla perfezione, graficamente parlando, dall’ottimo lavoro svolto da Naoyuki Asano (character designer) e Masanobu Nomura (direttore artistico), che scelgono di rappresentare queste sequenze quasi oniriche, utilizzando uno stile grafico che ricorda un bozzetto o un disegno su carta colorato con i pastelli. Ad arricchirle e a renderle ancor più particolari, troviamo gli effetti sonori fatti “a voce” dalle due ragazze, una ciliegina posta in cima a una torta già particolarmente invitante.

Tirando le somme l’opera di Masaaki Yuasa rende decisamente giustizia a quanto ideato da Sumito Ōwara. Nonostante il ritmo della narrazione non sia sempre al top, Keep Your Hands Off Eizouken ha tutte le carte in regola per farvi passare dei momenti particolarmente piacevoli e, magari, scoprire qualcosa in più su un mondo che vi tiene compagnia sin da quando eravate piccoli e guardavate i primi anime (o cartoni animati giapponesi, come ancora li chiamavamo) trasmessi dalle varie emittenti locali.

Romano di nascita, nerd per passione, amante di Final Fantasy, di Batman e dei Cavalieri dello Zodiaco. Parla poco ma ascolta e osserva molto, sente un’affinità smodata con i lupi e spera di rincarnarsi in uno di loro. Cede spesso alle tentazioni della rabbia con picchi che creano terremoti in Cina per l’Effetto Farfalla e odia la piega che sta prendendo l’Universo-Videoludico negli ultimi anni.

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