Mangiare è uno dei quattro scopi della vita… Quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo.”

Il cinema, sin dalla sua nascita, si è ritrovato a collaborare con altre forme artistiche di altrettanta importanza per poter riuscire ad emozionare il pubblico.
In primis la musica, che ha accompagnato celebri pellicole rendendole iconiche più che mai.
A questa si aggiunge ovviamente la fotografia, sempre più rilevante ai giorni nostri con figure del calibro di Lubezki o Roger Deakins.
Ma c’è sempre stato un ulteriore elemento che si è incontrato con il cinema, donandoci scene memorabili ed emblematiche: l’arte culinaria.
Con il seguente articolo vogliamo proporvi alcune tra le migliori scene di cibo della storia del cinema, sperando di poter accontentare anche i palati più raffinati, e comporre quella che dovrebbe essere la dieta perfetta per ogni cinefilo.

V per Vendetta – Uovo nel cestino


Partiamo ovviamente con una bella colazione, l’ideale per iniziare una rivoluzione.
La scena che vi proponiamo è proprio il pasto cucinato da V e consumato da Evey, la quale si meraviglia di poter riassaggiare del vero burro dopo così tanto tempo.
Scena emblematica visto che, subito dopo il primo morso, i due protagonisti inizieranno a parlare della scelta rivoluzionaria di V, sino ad arrivare alla frase clou “I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli”.
La ricetta proposta è semplice e veloce, poiché basta fare un semplice buco nel pane bianco, imburrare la padella e, una volta aver reso croccante il “cestino” mettere un uovo nel foro, et voilà, tutti a tavola, pronti per rovesciare il governo.

 

Pulp Fiction – Cheeseburger


Ovviamente non tutti iniziano la giornata con le uova, che magari risultano un po’ pesanti.
In che altro modo poter iniziare la giornata quindi? Ovviamente con un gustoso e leggero cheeseburger del Big Kahuna Burger, colonna portante di ogni colazione vitaminica.
Il tutto, ovviamente, accompagnato da una gustosa e rinfrescante Sprite.
Senza dubbio la scena che vede protagonista un giovane, quanto eccezionale, Samuel L. Jackson, in Pulp Fiction, è divenuta una vera istituzione nella storia cinematografica, contribuendo a rendere questa pellicola un vero cult per tutti i fan di Tarantino.
Ovviamente però, dopo aver finito il pasto, ricordatevi di non dire mai “cosa” al signor Jules Winnfield, e soprattutto tenete a mente che Marsellus Wallace non sembra una puttana.

 


Grand Budapest Hotel – Courtesan au chocolat


Per l’impasto: 150 g di farina, 100 g di burro, 4 uova, 20 g di zucchero semolato, sale.
Per la farcitura: 1 tazza e 1/2 di latte, cioccolato fondente, 3 tuorli, 1/2 tazza di zucchero, 2 cucchiai di cacao, 1 cucchiaio di farina, 2 cucchiai di amido di mais.
Per la glassa: 225 g di zucchero a velo, 4 cucchiai di latte circa, 1 baccello di vaniglia, 3 coloranti per alimenti (lavanda, verde pallido e rosa).

Preso nota? Perché qualora desideraste realizzare queste piccole leccornie non serve altro che dare uno sguardo all’iconica pellicola di Anderson.
Seppur siano più un dessert da fine pasto, i piccoli pasticcini alla crema, o al cioccolato, ricoperti di glassa e preparati dalla pasticceria Mendl’s in Grand Budapest Hotel, possono essere senza dubbio un alimento ideale per fare il pieno di zuccheri e calorie ad inizio giornata.
Nel film di Wes Anderson è celebre la deliziosa sequenza che vede protagonista la preparazione di questi dolciumi.
Scena che, oltre al valore inestimabile che ha per l’intera opera, vista la centralità di questi dolci, ci mostra nel dettaglio anche gli ingredienti sopracitati e le dosi necessarie per preparare un Courtesan direttamente a casa nostra.
Mi raccomando, abbondate con il colorante rosa rosa.



Sugo – Il padrino


Proseguiamo la nostra avventura cinegastronomica mettendo in pratica gli insegnamenti del buon
Peter Clemenza, il quale spiega dettagliatamente al giovane Michael Corleone la ricetta per preparare un buon sugo:
“Si comincia con un poco d’olio, ci friggi uno spicchio d’aglio…poi ci aggiungi tomato e anche un poco di conserva.
Friggi e attento che non si attacca… quando tutto bolle ci cali dentro salsicce e pulpetta, poi ci metti uno schizzo di vino e nù pucurille ‘e zucchero”.

Chi l’ha detto che Il Padrino non è istruttivo?

Un americano a Roma – Spaghetti


Dopo aver seguito alla lettera i consigli del buon Peter, non ci resta che servire il tutto a tavola.
Ovviamente, se avrete fatto tutto nella maniera giusta, la vostra pietanza riuscirà a catturare l’attenzione, e l’appetito, anche di chi non è affine alla nostra cultura gastronomica.
Di certo è il caso di Santi Bailor, o per gli amici Nando, che stanco di marmellata, yogurt, mostarda e latte (motivo per il quale gli americani non si ubriacano mai), dopo aver visto un ricco piatto di spaghetti, recita una delle frasi più belle e caratteristiche della storia cinematografica italiana e dell’incredibile Alberto Sordi: “Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo adesso, io me te magno!”.

Kill Bill – Sushi


Non possiamo certo scordarci degli amanti della cucina orientale, in particolar modo di tutti i fanatici del
sushi.
Pietanza divenuta parte integrante ormai anche della cucina occidentale, pure grazie ad innovazioni di origine fusion, è un piatto adatto sia al pranzo che alla cena ma, soprattutto per i più giovani, costituisce un’ottima pietanza da poter accompagnare ai vostri aperitivi.
Pertanto venite con noi nel sushi bar di Hattori Hanzo, gustosi nigiri, dolce sakè ed acciaio di qualità vi permetteranno di eliminare tutto lo stress quotidiano, ed altro.

 

migliori scene cibo cinema

Strudel – Bastardi Senza Gloria

 

Nel tripudio gastronomico non potevamo dimenticarci del dolce per terminare la serata.
Una deliziosa pasta arrotolata, nata al confine tra Austria e nord Italia, contenete mele, pinoli, uvetta e cannella, capace di deliziare i palati di tutto il mondo.
Naturalmente prima di affondare la forchetta, bisogna aspettare la panna, come ci viene consigliato dal colonnello Hans Landa, in quella che è una delle scene più belle e memorabili del capolavoro tarantiniano Bastardi Senza Gloria.
Un gioco di sguardi, di zoom e di meravigliose semisoggettive e primissimi piani, che prende vita tra un boccone ed un altro, dove la mente e la memoria della giovane Shosanna viene messa a dura prova dalla proverbiale dialettica del “cacciatore di ebrei”, in una sequenza interamente recitata in francese dai due eccezionali attori, permettendo a Waltz di ottenere un meritatissimo Oscar come miglior attore non protagonista.
Pura arte cinematografica, accompagnata da uno dei dolci più delicati e, contemporaneamente, corposi di tutto il mondo.

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