Lazarus vol 1 – Famiglia

Greg Rucka e Micheal Lark ci catapultano nella loro idea di futuro distopico, per raccontarci una storia fitta di intrigo, depravazione e violenza. Nel domani alternativo di questo duo di autori americani, le Nazioni non esistono più, soppiantate dallo strapotere economico e sociale delle Multinazionali che governano sui loro territori di lavoro e sulle persone che ci vivono, nessuna esclusa fino al popolo minuto, composto dalle compagini di pedine sacrificabili note come Scarti. Come nella migliore tradizione aziendale, i Governanti sono i membri della famiglia, dal capostipite fino alla seconda generazione, tutti a far parte del consiglio aziendale, tutti meno uno: il Lazarus. Questa figura, a metà tra guardia del corpo e samurai (con cui condivide la morale di lealtà e dedizione) è il difensore degli interessi della famiglia, braccio armato e violento, scudo contro le faide che si scatenano per il controllo dei territori.  La vera protagonista è Forever, il Lazarus della famiglia Carlyle che viene suo malgrado coinvolta in una serie di trame e giochi di potere tra i membri della sua stessa famiglia. Gli ingredienti per mettere insieme una versione alternativa di Dallas o Dinasty ci sono tutti, ma il duo di autori prende una strada decisamente diversa rispetto alle soap opera anni ’80, tratteggiando una serie di situazioni al limite, sfruttando al massimo anche l’ambientazione creata per l’occasione.  La figura di Forever si scopre una pagina alla volta, tra dubbi, segreti e colpi di scena, saltando da una scena di efferata violenza a una di estrema dolcezza, mettendo insieme una serie di sequenze contrastanti che portano il lettore a non volersi staccare dalla pagina. Un altro grande, enorme pregio di questo racconto è come gli autori abbiano evitato in ogni maniera di fare lo spiegone, di salire in cattedra per fare una lezione didascalica sul proprio universo, ma invece, in maniera molto cinematografica e con grande abilità, hanno lasciato che fossero i personaggi con le loro azioni a introdurre il lettore in questa realtà alternativa. Per questo è straniante leggere la prima didascalia che recita (più o meno): Tenuta Carlyle. Famiglia: 2, Scarti 35000, mentre è assolutamente normale arrivare alla fine del volume e ragionare esattamente in questi termini.

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La narrazione è serrata come nei migliori fumetti d’azione americani, con scene spezzettate in fotogrammi muti, alternate a dialoghi molto ben costruiti, adeguati ai personaggi e alle situazioni. Questo dimostra da parte degli autori una perfetta padronanza dell’azione e della storia, padronanza che si riversa sul lettore che è accompagnato lungo la trama un passo alla volta. Anche nelle fasi più concitate, o nell’imbastimento dei colpi di scena, la narrazione non perde ritmo, rimanendo serrata e  perfettamente in linea con il racconto. I personaggi sono molto sopra le righe, spingendo oltre il limite i cliché delle family saga, inserendo il vecchio saggio, il figlio intelligente, quello bistrattato e la stronza di turno, concatenando sottotrame e binari paralleli che prima o poi arriveranno a incontrarsi. E sarà un putiferio!

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Dal punto di vista grafico, il lavoro di Michael Lark, coadiuvato Stafano Gaudiano e Brian Level, è encomiabile. Le tavole sono ricche di particolari, fitte di vignette, con una gabbia sempre ben strutturata e senza sbavature. La parte action è mostrata con un dinamismo e un realismo fuori dai canoni, mentre le sezioni più teatrali e introspettive sono sottolineate da un’ottima scelta di espressioni facciali e gestualità.  Considerando poi che la storia è ambientata in un futuro distopico e quasi apocalittico, è doveroso spendere due parole su come questo modo alternativo sia stato messo su carta. Indubbiamente il lavoro di decostruzione e ricostruzione della realtà così come la conosciamo è stato preciso, ma non eccessivamente ridondante. Molta parte della storia si svolge in interni, e qui la maestria sta tutta nel fatto di mischiare sapientemente elementi reali con tecnologie inventate, per dare comunque l’idea di un design di transizione, che sta abbandonando vecchie soluzioni ormai non più praticabili, per abbracciarne nuove più funzionali.

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La parte invece all’aperto, mostra le bidonville e i grandi quartieri urbani ridotti a monconi di edifici abitati da squatters e reietti, gli Scarti appunto, contrapposte alle tenute ricche e militarizzate delle potenti famiglie, facendo accrescere nel lettore il senso di paranoia che serpeggia in tutte le tavole.
Sicuramente Lazarus è un fumetto che merita una lettura, perché ha dalla sua un sacco di pregi, dalla narrazione alla realizzazione grafica e pochissimi difetti, se non forse la presenza di alcuni personaggi un po’ troppo stereotipati. D’altro canto, l’impianto narrativo è quello di un family drama con in terzo incomodo, la figura di Forever con i segreti che si porta dentro e con il potenziale per essere la vera rovina-famiglie.
Il volume, con copertina rigida e breve prefazione a firma di Aurelio Pasini, è ben realizzato, come d’altronde Panini Comics si è prefissata con la sua serie 100% HD. In calce alle 100 e più pagine che compongono i primi quattro numeri della serie spillata c’è la canonica raccolta di copertine e variant e un racconto extra di quattro tavole che funge da prologo al personaggio di Forever. Purtroppo gli extra si limitano a questo, lasciando che sia solo il fumetto nudo a crudo a giustificare il prezzo (in linea con il mercato) e l’edizione deluxe. Forse aggiungere qualche altra chicca da collezionisti, come schizzi, bozzetti, tavole preparatorie, interviste o stralci di sceneggiatura avrebbe fatto aumentare il valore storico di questo fumetto, già di per sé godibile e avvincente.

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