L’anno è finito, i Golden Globes sono alle porte ed è arrivata pure l’epifania che tutte le feste si porta via. Archiviati i buoni propositi della settimana scorsa, per noi di Stay Nerd è ancora tempo di guardare al passato, parlando delle migliori serie del 2016 scelte dalla nostra redazione.
Il nostro consiglio? Se non le avete ancora viste tutte, è il momento di un’intensa sessione di binge-watching.

1) Stranger Things

La nostalgia che conquista.

Gli otto episodi della prima stagione, rilasciati su Netflix il 15 luglio, sono stati il trend di quest’estate. Mike, Lucas, Dustin e Eleven ci hanno rubato il cuore, facendoci rimpiangere un’infanzia di scorribande in bicicletta e partite a D&D che pochi di noi hanno vissuto veramente. La serie, manifesto di una generazione cresciuta negli anni ottanta con i vinili e i maglioni brutti (ma brutti veramente, non brutti ma di moda), ha ricevuto un successo enorme di critica e pubblico più o meno condivisibile. Del resto la storia – kinghiana – di un gruppo di ragazzini alle prese con il male in tutte le sue forme mostruose e umane non smette mai di affascinare, e dopo questa prima stagione introduttiva, molti misteri restano da svelare, molte storie da raccontare.

Prossima stagione: prevista per il 2017

2) The Get Down

Il ritmo di New York.

Baz Luhrmann e la musica.
Si potrebbe riassumere così The Get Down, piccolo gioiello che il 2016 ha regalato agli utenti Netflix. D’altronde l’amore del regista australiano per le sette note era già emerso in Moulin Rouge, capolavoro visual e controtendente che può essere solo amato profondamente, o altrettanto fortemente odiato.

Ma non è soltanto questo: dentro i sei episodi della prima stagione, uscita lo scorso agosto, c’è tantissimo, tutto perfettamente impilato in un equilibrio preciso: gli eventi si susseguono con un tempismo perfetto, raccontando la storia di un gruppo di ragazzi alla ricerca dei loro sogni fatti di cori e pianoforti, dischi e matite colorate. La relazione di amore e musica tra Hezekiel – poeta metropolitano e paroliere ante litteram – e Mylene – regina del Soul dalla voce caldissima – riempie gran parte della narrazione, restituendo in forma allegorica quello che stava accadendo in ambito musicale; quel passaggio di testimone tra l’uscente e meravigliosa Disco e il neonato Rap, voce degli isolati e dei reietti.
A fare da sfondo a questa storia d’amore, di guerre tra bande, povertà, e tanta voglia di rivalsa, c’è il South Bronx in una torrida estate del 1977 – la più calda di sempre – rimasta nella storia per il grande blackout di New York.
E allora:
ARE YOU HOT TONIGHT?

Prossima stagione: 2017

3) Designated Survivor

Olympus after the Fall.

Il cinema catastrofista ci ha da sempre abituato a vedere la Casa Bianca sotto attacco e, tra invasioni aliene, lucertoloni marini, tempeste di fuoco, super villain o zombie, sappiamo sempre come va a finire. Più o meno.
Ma cosa succede subito dopo?
Quello che non si vede mai a Hollywood, ve lo spiega Designated Survivor.

La serie della ABC, iniziata a settembre e arrivata alla decima puntata, si apre con la scomparsa del Presidente e dell’intero governo in un attentato terroristico e coinvolge gli spettatori nella ricerca dei colpevoli, mentre Kiefer Sutherland – il Designated Survivor del titolo – ritrovatosi improvvisamente a ricoprire la più alta carica degli Stati Uniti d’America, cerca di ricostruire il sistema politico dell’intera confederazione.

Designated Survivor è un political drama dal ritmo serrato, che alterna sapientemente le sequenze di investigazione a quelle che più strizzano l’occhio a un colosso come House of Cards. Non a caso ha ricevuto il premio Most Exciting New Series durante gli ultimi Critics’ Choice Television Awards.

Prossima stagione: dopo la pausa di mid-season, la serie torna in onda l’8 marzo con l’undicesimo episodio.

4) Westworld

Dove tutto è concesso.

Quando il talento di Michael Crichton incontra il genio di Jonathan Nolan, il risultato è estro allo stato puro. Il fantastico mondo in cui veniamo immediatamente catapultati è un parco a tema, una sorta di Jurassic Park (a Crichton l’idea piaceva davvero molto, a quanto pare) ambientato nel West, in cui visitatori con le tasche piene di denaro potevano dar sfogo alle proprie emozioni e ai propri malcelati desideri, immergendosi in una realtà fatta di sparatorie, uccisioni, whisky e prostitute.
Gli androidi sono degli esseri perfettamente umanizzati, sia nelle sembianze che nel carattere, ognuno ha il proprio ruolo, il proprio background, ed è provvisto di una determinata I.A.
Sin da subito emergono le prime differenze strutturali con l’opera di Crichton. Nonostante in diverse circostanze Nolan calchi la mano sulle bieche depravazioni del genere umano e sulla nostra indole animale, è chiaro dalle prime battute quanto il sapiente sceneggiatore voglia spostare il tiro sull’I.A. degli androidi, facendoci intuire che sarà questo il leitmotiv generale della serie.
Spietata, cruda, ricca di simbolismi e farcita di trappole e colpi di scena, la serie prodotta da J.J. Abrams è senza dubbio una delle migliori dell’anno passato.

Prossima stagione: Ancora non sappiamo nulla, salvo il fatto che ci sarà. Nel 2018.

5) Black Mirror

Gli effetti collaterali della tecnologia.

Non proprio una novità del 2016, lo ammettiamo.
Ma considerata la peculiare forma di questa serie, con i suoi episodi autoconclusivi, ci sentiamo di consigliare la terza stagione, sei episodi messi online il 21 ottobre da Netflix, anche a chi si fosse perso gli episodi precedenti.

Black Mirror sciocca, sorprende, ma sopratutto rende assuefatti come una droga.
Un grande successo per una serie tv fuori dagli schemi, con un cast, un setting, un intero universo narrativo diverso a ogni puntata, quasi la naturale evoluzione degli Urania Millemondi che i più vecchi di noi leggevano in spiaggia sotto l’ombrellone.
Le realtà alternative, o più tristemente gli oscuri futuri che ci attendono, mostrate in ogni episodio fanno per lo spettatore da monito e spettacolo sublime.
Ad una sceneggiatura attenta e precisa, seppur con qualche altalenanza tra gli episodi, si unisce infatti un alto livello recitativo e una fotografia impeccabile, in grado di valorizzare la veridicità di ciò che stiamo vedendo o, al contrario, di porre lo spettatore di fronte al contrasto tra la realtà e lo schermo, sottolineando la dimensione surreale, paradossale, eppure minacciosamente plausibile, di questa opera di fantasia.

Prossima stagione: 2017

6) Dirk Gently’s Holistic Detective Agency

Fato e Follia.

Dopo aver visto il pilot viene automatico pensare: “OK, è talmente folle che bisogna dargli una seconda possibilità”.
E chi gli ha concesso una seconda chance, non se ne è pentito.
Complessa quanto bislacca, DGHDA è un serial che sa coinvolgere lo spettatore allo stesso modo in cui uno dei protagonisti, il detective Dirk Gently (Samuel Barnett) ci riesce con Todd Brotzman (Elijah Wood), ovvero in maniera nevrotica ed con metodologie e discorsi apparentemente privi di logica, e lo spettatore deve dar fiducia a Dirk Gently ed al suo credo.
Caotica ma divertente, vale la pena seguirla anche soltanto per cercare di capire dove voglia andare a parare.
Ah, dimenticavo: è tratta da un ciclo di romanzi di Douglas Adams. Ora vi è tutto più chiaro?

Prossima stagione: 2017.

7) The Magicians

Harry Potter goes darker.

Una serie passata quasi completamente sotto silenzio in Italia, ma che merita di essere recuperata da tutti gli appassionati di urban fantasy.
Se sentite la mancanza di Hogwarts, Brakebills è pronta a spalancare le sue porte; se siete alla ricerca di situazioni mature, sentimenti oscuri e personaggi complessi, The Magicians è quello che fa per voi.
Tratta da una trilogia di romanzi di Lev Grossman mai finita di pubblicare in Italia, The Magicians non si tira indietro nel trattare temi complessi come la depressione, la dipendenza da droghe, il sesso, il tradimento. I tredici episodi della prima stagione, mandata in onda in America su SyFy da gennaio ad aprile dello scorso anno, hanno certo dei problemi a mantenere costante il ritmo degli eventi, con alcune puntate nettamente inferiori alla media, ma costruiscono il cuore di una narrazione coerente (riesce addirittura a coesistere con i romanzi, nonostante le deviazioni da quest’ultimo), che avrà modo di essere ampliata nei tredici episodi che stanno per arrivare.

Prossima stagione: Dal 25 gennaio.

8) 11.22.63

Viaggi nel tempo in salsa presidenziale.

Tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King, questa serie si muove nell’America di JFK con un protagonista interpretato dall’eccezionale James Franco.
Prodotta da J.J.Abrams, la storia che dipana negli otto episodi della serie è quella di un professore, Jake Epping, che torna indietro nel tempo per impedire l’omicidio di Kennedy a Dallas. Ovviamente stiamo parlando di Stephen King, quindi il nostro non avrà vita facile, tra oscure figure che sembrano avvisarlo dell’inutilità dei suoi sforzi ed eventi collaterali, come l’amore.
La dimensione sovrannaturale del racconto si fonde con la profonda umanità dei personaggi, restituendo molto bene le atmosfere del romanzo e finendo per essere un’ottima trasposizione dell’originale. Storia e storie si intrecciano, lasciando lo spettatore senza fiato.

Prossima stagione: nonostante la storia del libro si esaurisca nell’arco della prima stagione, lo stesso King si è dimostrato interessato a scriverne un sequel, sempre per il piccolo schermo, con nuove avventure per l’eroe Jake Epping.

9) BrainDead

Quando la Casa Bianca resta solo sullo sfondo.

Un’altra piccola perla che non ha avuto molto successo in Italia, forse perché fuori dal circuito Netflix.
Definita su Wikipedia una “political satire science fiction comedy-drama serie”, se volessimo riassumerla poveramente potremmo parlare di formiche aliene che invadono il Campidoglio americano.
In realtà Braindead, composta da una sola stagione di tredici episodi, è un esempio di prodotto creato per un determinato periodo storico: sugli schermi della tv si vedono passare frammenti della campagna presidenziale Clinton-Trump, mentre gli sviluppi politici sono quelli di un’America contemporanea e divisa.
I protagonisti Mary Elizabeth Winstead – Ramona Flowers, per chi conosce Scott Pilgrim vs. the World – e Aaron Tveit – Enjolras in Les Misérables – nemici in campo politico, si troveranno a indagare su misteriose esplosioni cerebrali e un inspiegabile ritorno in auge della canzone You Might Think dei The Cars.
La serie non stanca e non delude, anche se il vero punto di forza restano i recap della puntata precedente presentati come jingle musicali.

Prossima stagione: BrainDead non è stata rinnovata, ma la serie raggiunge una sua perfetta conclusione senza lasciare la narrazione tronca.

10) Sense8

I’m also a we.

OK, OK, stiamo giocando sporco perché la prima stagione di Sense8 è uscita nel 2015, ma dopo aver visto “Happy Fucking New Year”, non potevamo lasciare la serie delle sorelle Wachowski fuori da questa lista.
Nelle due ore dello special natalizio uscito il 23 dicembre su Netflix c’è tutto quello che ci aspettavamo dopo i dodici scoppiettanti episodi della prima stagione: i personaggi sono tridimensionali e così vivi da uscire dallo schermo, la trama verticale è praticamente inesistente e la sensazione è quella di assistere a un lunghissimo flusso di coscienza degli otto protagonisti, un flusso nel quale abbandonarsi mollemente, circondati da un universo narrativo che, per il momento, scivola senza mai incepparsi.
Un buon momento, questo, per recuperare la prima stagione e godersi le due ore di special, se non l’avete ancora fatto.

Prossima stagione: i dieci episodi della seconda stagione saranno su Netflix dal 5 maggio.

Quante di queste avete già visto? E quali sono le vostre preferite?
Ma soprattutto, cosa aspettate con ansia dal 2017?

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