La carriera di Brad Pitt attraverso le sue migliori interpretazioni

C’era una volta William Bradley Pitt, un ragazzo che lasciò l’Università a pochi esami dalla laurea, capendo che la carriera da giornalista non era ciò che faceva per lui, e indossò gli abiti di uomo-sandwich per un fast food nei pressi di Hollywood. Se la sua determinazione fece il primo passo, il talento pensò al resto, e le porte del Cinema si spalancarono dinanzi a lui.

Si è parlato spesso di Leonardo DiCaprio, a proposito di una certa indisposizione nei suoi confronti da parte dell’Academy nel concedergli un Oscar poi finalmente arrivato grazie a Revenant, ma se andiamo ad analizzare la carriera di Brad Pitt notiamo un percorso piuttosto simile a quello dell’amico e collega DiCaprio, con l’ingiustificabile assenza di candidature per alcune interpretazioni di alto livello.

Nel corso della sua ormai lunga carriera Brad Pitt ha indubbiamente alternato grandi performance ad altre meno convincenti, ma è altrettanto vero che qualche riconoscimento in più lo avrebbe meritato. Ne è una prova la nostra difficoltà nello stilare una classifica di soli 6 film (erano cinque, ma dopo aver visto C’era una volta a… Hollywood ci siamo sentiti in dovere di aggiornare la classifica n.d.R.) in cui l’attore ha brillato più che in altri, e infatti ci siamo trovati costretti a lasciare fuori interpretazioni memorabili come quella di Mickey lo zingaro in Snatch (se non altro per questioni di minutaggio), o tante altre come in, Babel, Fury, Il curioso caso di Benjamin Button ma anche quella nel film diretto dalla moglie Angelina Jolie, By the sea, in cui i due attori mettono sostanzialmente parte della propria storia d’amore e dei propri drammi di coppia al servizio del racconto, e lo fanno in maniera magistrale.

Detto ciò, ovviamente abbiamo poi comunque stilato la nostra personale classifica composta da quelle che sono probabilmente le 6 migliori interpretazioni di Brad Pitt.

migliori interpretazioni brad pitt

6) FIGHT CLUB (di David Fincher)

Il film che conferma la validità di Fincher; che rafforza la maestria di Brad Pitt; che cementa il sodalizio tra i due artisti.
Fight Club diventa un cult nel corso degli anni, e nel corso degli anni viene riconosciuta anche la grandissima interpretazione dei protagonisti, con il nostro Pitt nei panni di un personaggio così magnetico come Tyler Durden.
Una grande performance per un film favoloso, adattamento del romanzo di Chuck Palahniuk.

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5) BASTARDI SENZA GLORIA (di Quentin Tarantino)

La mascella rigonfia in stile “Padrino” vale da sola il prezzo del biglietto. Che abbiate visto il film in lingua originale o in italiano, il dialogo alla première tra Hans Landa e i Bastardi, non può avervi lasciato impassibili.
Ma anche escludendo il momento “Marlon Brando”, è nell’arco di tutto il film che il Tenente Aldo Raine si mostra come un personaggio fortemente carismatico e dà la sensazione di saper guidare anche in maniera artistica la sua troupe di fenomeni da grande schermo.

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4) L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD (di Andrew Dominik)

Una Coppa Volpi a Venezia per premiare un’interpretazione intensa e vigorosa, fatta di silenzi e di sguardi, di battute brevi ed incisive. Se il film, lungo come il titolo, non è piaciuto universalmente e per alcuni è un finto western, come una pistola che non spara, senza dubbio tutti hanno apprezzato la prestazione di Brad Pitt.
Purtroppo è una pellicola rimasta un po’ nell’ombra, ma non per demeriti di un cast impeccabile, con i due protagonisti (Brad Pitt e Casey Affleck) che ci fanno vivere profondamente e da vicino il loro rapporto allievo-maestro, con l’intersecarsi delle situazioni ed emozioni che ne scaturiscono, fino al drammatico epilogo.

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3) KALIFORNIA (di Dominc Sena)

Ci auguriamo che non sia così, ma i più probabilmente non sapranno di cosa stiamo parlando. Un buon motivo, allora, per recuperare un notevole film. La pellicola di Sena, nella quale figura la giovanissima ex fiamma di Brad Pitt, Juliette Lewis, ed un altrettanto acerbo David Duchovny, deve gran parte del suo interesse ad un biondo squilibrato e con poco sale in zucca.

Qui è un co-protagonista, ma si porta appresso il film grazie al carisma del serial killer psicopatico. È letteralmente indefinibile il modo in cui Brad Pitt riesca a mettere in scena un personaggio così fuori le righe, ed è il motivo principale per cui vale la pena dare uno sguardo a Kalifornia.

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2) C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD (di Quentin Tarantino)

Il film che ci ha fatto rivoluzione la classifica. Subito dopo C’era una volta a… Hollywood è partita la campagna pro-candidatura all’Oscar per Brad Pitt, che nei panni del suo Cliff Booth, controfigura del Rick Dalton di DiCaprio, conquista la scena riuscendo a rubarla persino ad uno sempre così abile a bucare lo schermo come il collega, che ad ogni modo anche qui sfoggia l’ennesima incredibile performance.

Cliff è accompagnato da Brandy, un adorabile pitbull che insieme a lui dà vita ad una coppia scenica fantastica, già entrata nel cuore degli spettatori. E infatti, come nel caso dell’orso per Revenant, c’è già chi ironizza sul fatto che l’Oscar alla fine finirà al cane…

1) L’ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE (di Terry Gilliam)

Il gradino più alto del podio fa ancora coppia con la pazzia. Il visionario Terry Gilliam trae il meglio da un eccezionale Brad Pitt, che interpreta mirabilmente un paziente di una clinica psichiatrica. Fu la sua prima nomination all’Oscar, come attore non protagonista, ma il destino volle che quell’anno si dovette scontrare con l’invincibile Keyser Soze…

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