“Incredibile! Proprio loro! ‘ccezionale!”

Gli Incredibili è forse uno dei franchise più sottovalutati di Pixar in Europa, ma negli Stati Uniti gode di un successo strepitoso, come confermano gli incassi al botteghino del sequel, proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche americane.

Era solo questione di tempo dunque prima che LEGO decidesse di sfoderarne la sua versione in salsa mattoncinosa, grazie al solito collaudato team degli sviluppatori di TT Games.

Purtroppo però questo Lego Gli Incredibili, per noi europei non poteva capitare in un momento peggiore: il secondo capitolo del film arriverà nel Vecchio Continente solo a metà settembre, e visto che la prima parte del gioco si focalizza proprio sulle avventure de Gli Incredibili 2, giocando è inevitabile spoilerarsi ben più che qualcosina.

 

 

Spoiler alert

Il gioco parte infatti dalla conclusione del primo film, uscito in Italia ormai 14 anni fa, quando dopo l’esibizione di Flash appare un vecchio nemico di famiglia: il Minatore. Il primo livello, che poi funge anche un po’ da tutorial, consiste proprio nel fermare la mortale trivella del villain, svelando alcune rivelazioni su quella che dovrebbe essere la trama del secondo film.

Certo le varie scene sono ovviamente reinterpretate con l’inconfondibile stile a cui ci hanno abituati i giochi LEGO, il cui umorismo è sempre più che gradevole. Ciò nonostante, l’aspetto spoiler è qualcosa che va valutato prima di procedere all’acquisto.

Ci muoviamo in un territorio a noi più familiare nella seconda parte del gioco invece, dedicata al primo film, e sarà forse anche per questo, e proprio per il fatto di conoscere meglio ciò di cui si stesse parlando, che ci è risultata un po’ più ispirata e francamente anche divertente.

Been there, done that

Anche perché, e vengo subito al secondo difetto più importante del gioco, Lego Gli Incredibili  è palesemente un “more of the same”. Chi ha giocato a qualche titolo della serie ispirato ad un qualunque franchise, può tranquillamente capire quello a cui ci riferiamo.

Si viene catapultati nel mondo di gioco dedicato al film e se ne rivivono le avventure in versione Lego. Il level design è piuttosto ispirato, la grafica pur non facendo miracoli svolge il suo dovere di risultare godibile, allegra e colorata, e c’è il solito coacervo di mazzuolamenti e distruzione di praticamente ogni costruzione sullo schermo, per raccogliere i preziosi mattoncini che serviranno poi a sbloccare i vari bonus extra.

Una struttura collaudata per un gioco che non osa, e che propone giusto qualche piccolo cambiamento, tra cui un sistema di combo un minimo più elaborato, con la possibilità di effettuare letali combinazioni nei confronti di un avversario stordito, e con l’introduzione della “supermossa” dei vari personaggi: un colpo da caricare tenendo premuto quadrato al momento giusto, che spazza via letteralmente tutti i nemici presenti sullo schermo, ottimo per liberarsi in un sol colpo dei cattivi in una sessione di gioco particolarmente affollata.

I personaggi giocabili sono ovviamente i membri della famiglia Parr: c’è Bob che è il “tank”, se così lo vogliamo chiamare. È il più forzuto dei cinque, con i suoi potenti colpi e spallate riesce a travolgere tutti gli avversari, ed è in grado di sollevare oggetti pesanti.
C’è Elastigirl, che oltre ad avere uno stile di combattimento molto più agile, può allungarsi a piacimento per raggiungere punti più elevati, o addirittura essere utilizzata come ponte.
Violetta è invece in grado di creare un campo magnetico che le permette di superare vari ostacoli, può utilizzare la telecinesi, e può interagire con suo fratello per completare alcuni enigmi particolari.
Flash può usare la sua velocità per attivare e caricare alcune piattaforme, e infine il piccolo Jack-Jack può utilizzare alcuni poteri speciali che preferiamo non svelarvi: sappiate solo che è in grado di sparare anche raggi laser dagli occhi.
Si potranno però utilizzare anche alcuni personaggi di contorno, come Siberius, che ha ovviamente il potere di ghiacciare oggetti ed avversari.

Pixar, Pixar ovunque

Un’altra piacevole novità è rappresentata da una sfiziosa contaminazione targata Pixar: si potranno utilizzare in modalità gioco libero, dopo aver completato le varie fasi della storia, alcuni personaggi proprio dei vari franchise del celebre studio, aumentando un minimo il fattore rigiocabilità, e facendo la felicità dei più piccini che potranno utilizzare i loro eroi non strettamente legati agli Incredibili.

Che poi è principalmente quello il target di riferimento: vista anche la longevità piuttosto elevata, soprattutto per quanto riguarda i vari bonus extra da raccogliere, Lego Gli Incredibili è il gioco perfetto da giocare con un figlio, un nipotino, un pargolo da tenere buono davanti al televisore, insomma.

Se avete di queste esigenze, o se siete un fan dei giochi Lego e/o del franchise degli Incredibili, allora fiondatevi sul gioco senza problemi. Si tratta infatti della classica produzione Lego di TT Games fatta di umorismo sempre sfizioso e mai volgare, di un gameplay divertente e collaudato e dalla difficoltà più che abbordabile.

Se però non rientrate nelle categorie di cui sopra, proprio per il suo classicismo e il non distaccarsi dagli standard della serie, potrebbe venirvi presto… “Incredibilmente” a noia.

gli incredibili

Verdetto

Volendo passare sopra al rischio spoiler a cui ci si espone giocandolo, visto che la prima parte del gioco riguarda Gli Incredibili 2, che in Italia arriverà al cinema solamente dal 19 settembre, siamo di fronte al più classico dei titoli di TT Games a tema Lego. Tanto umorismo, il solito stile mattoncinoso e colorato, un buon level design ispirato alle location e alle scene dei due film. Il rovescio della medaglia sono una pesante sensazione di già visto e già giocato e una difficoltà di gioco praticamente inesistente e adatta soprattutto ai più piccoli.

Diplomato al liceo classico e all'istituto alberghiero, giusto per non farsi mancare niente, Gabriele gioca ai videogiochi da quando Pac-Man era ancora single, e inizia a scriverne poco dopo. Si muove perfettamente a suo agio, nonostante l'imponente mole, anche in campi come serie TV, cinema, libri e musica, e collabora con importanti siti del settore. Mangia schifezze che lo fanno ingrassare, odia il caldo, ama girare per centri commerciali, secondo alcuni è in realtà il mostro di Stranger Things. Lui non conferma né smentisce. Ha un'inspiegabile simpatia per la Sampdoria.