Un medioevo da favola

Ho passato gli ultimi giorni a pensare a come iniziare questa recensione, e come potete osservare l’ho iniziata dicendovi che ci ho pensato molto, fondamentalmente quindi non sono riuscito a trovare un attacco adeguato. Questo perché L’età dell’oro di Cyril Pedrosa, uno degli autori più pregiati di Bao, con cui cui ha pubblicato già diversi lavori, e Roxanne Moreil, ha un impatto visivo pazzesco, e trovare le parole giuste per descriverlo non è una cosa semplicissima. Non lo è soprattutto perché, come è abbastanza ovvio che sia, è l’elemento che prima colpisce di questo primo volume, e seguendo questo principio sarebbe stata la prima cosa che vi avrei voluto raccontare. Invece, più canonicamente, iniziamo con la trama!

L’età dell’oro è inizialmente il classico racconto ambientato nel medioevo: il Re è morto, e la successione al trono è burrascosa. Diverse fazioni si creano in seno alla nobiltà, e gli intrighi sono all’ordine del giorno. La principessa, legittima erede al trono, viene estromessa ed esiliata dal fratello più piccolo, ed è costretta quindi a fuggire nella speranza di riuscire a radunare i suoi vassalli più fedeli per riprendere il regno. Ovviamente nulla è come sembra, e molti elementi al limite del fantasy andranno a comporre questo mosaico interessantissimo che è L’età dell’oro.
Vi ho parlato di mosaico perché, oltre a queste caratteristiche più canoniche gli autori aggiungono un’interessante riflessione sulla società, inserendo personaggi e realtà che vanno a costruire un discorso che a tratti sembra quasi prevalere sull’impostazione da racconto di cappa e spada che si delinea nelle prime pagine. Nella parte centrale del volume troviamo una comune composta di sole donne con idee collettiviste, decisamente opposta dal sistema sociale prevalente nel medioevo. Allo stesso modo la nostra protagonista vorrebbe che nel suo regno gli ultimi smettessero di soffrire e di essere assoggettati agli umori e ai bisogni della nobiltà, nonostante nelle ultime battute del volume questa iniziale volontà della principessa ceda a forze misteriose, che certamente verranno approfondite nel secondo volume.

In L’età dell’oro si aprono infatti diverse sottotrame, che spaziano dalla già citata situazione di incertezza politica dovuta alla successione al trono per scendere fino a realtà politiche più piccole, passando per antichi poteri e visioni sovrannaturali. C’è tantissima carne sul fuoco, e questo primo volume non chiude nulla, anzi si conclude sul più bello. Nonostante la quantità di elementi, L’età dell’oro riesce a suo modo ad avere un ritmo compassato, prendendosi il tuo tempo senza però risultare mai noioso nelle circa 230 pagine di cui è composto. La costruzione dei personaggi è minuziosa, e tutto il cast risulta interessante e ben costruito anche quando, pensandoci a posteriori, si realizza che in realtà non gli è stato concesso così tanto spazio.

La definizione dei personaggi passa anche e soprattutto attraverso un lavoro grafico che permette a colpo d’occhio di inquadrare le caratteristiche caratteriali di ognuno, ma questa è solo la punta di un lavoro che non potrà che farvi esclamare un sentito “wow” dopo aver visto diverse tavole. Se il design dei personaggi ricorda molto lo stile del cartoon occidentale, le ambientazioni sembrano a più riprese ricordare la pittura medioevale e le miniature dei codici della stessa epoca per la cura nei dettagli, anche i più minuti. L’utilizzo del colore è eccellente, sempre in grado di restituire la giusta atmosfera, spesso passando per tonalità diverse dello stesso colore all’interno della stessa tavola, o utilizzando forti contrapposizione di colore. L’altro elemento che colpisce è la peculiare scelta di non utilizzare diverse vignette per descrivere il movimento del personaggio, bensì di ritrarlo più e più volte all’interno della stessa.

In definitiva, L’età dell’oro è un volume che non si può che consigliare. Si tratta di un fumetto denso, pieno di contenuti e di idee, che si muove a partire dal più classico dei racconti per mettere poi sul tavolo, piano piano, diversi spunti che non possono che incuriosire sui prossimi sviluppi della storia. Le possibilità sono tante e imprevedibili, e non rimane che aspettare la prossima uscita delle avventure di Tilda con impazienza.

Nato a Roma nel 1989, dal 2018 riveste la carica di Direttore Editoriale di Stay Nerd. Laureato in Editoria e Scrittura dopo la triennale in Relazioni Internazionali, decide di preferire i videogiochi e gli anime alla politica. Da questa strana unione nasce il suo interesse per l'analisi di questo tipo di opere in una prospettiva storico-politica. Tra i suoi interessi principali, oltre a quelli già citati, si possono trovare i Gunpla, il tech, la musica progressive, gli orsi e le lontre. Forse gli orsi sono effettivamente il suo interesse principale.

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