Se vuoi vincere, devi prevedere

Ricorderete John Madden come il regista di Shakespeare in Love, particolare adattamento cinematografico che fece incetta di premi, portandosi a casa – tra l’altro – addirittura 7 Oscar, nell’ormai lontano 1999.
Dopodiché, il cineasta proseguì la sua carriera inanellando una serie di buone pellicole, senza tuttavia lasciare il segno nell’Olimpo di Hollywood, come invece le fasi iniziali della sua carriera avevano fatto presagire. Se non altro si tratta di un regista che ha dimostrato nel tempo di non farsi fagocitare dall’industria cinema, dai blockbuster e da quella tendenza a partorire il più ampio numero di pellicole possibili, senza badare troppo ad una autorialità, evidenziando invece, con la particolarità delle produzioni e una cadenza non troppo ravvicinata, la passione per il proprio lavoro.

Il 2017 è l’anno della distribuzione italiana di Miss Sloane, film che ha visto la luce negli States già nel novembre scorso, e che da noi verrà proiettato in sala a partire dal prossimo 7 settembre.

La protagonista indiscussa è Jessica Chastain, che Madden aveva già diretto ne Il Debito, e che qui interpreta in maniera magistrale Elizabeth Sloane, la lobbista più famosa e più ricercata (in senso buono) di Washington.
Il suo personaggio è una donna orgogliosa e tenace, determinata a raggiungere sempre comunque il risultato, sacrificando in ogni occasione la morale, in un vero trionfo di machiavellica concezione. Questa sua indole l’ha portata ad una carriera costellata solamente di successi, ma anche di solitudine. Quando la donna sarà costretta a scontrarsi contro l’avversario più potente di tutta la sua carriera, in una lotta per l’approvazione o meno della legge sul controllo delle armi, scoprirà che la vittoria richiederà un prezzo davvero troppo elevato.

Il film di Madden ricorda strutturalmente un serial televisivo condensato, con la donna che sembra la perfetta fusione di Frank e Claire Underwood in House of Cards, e permane un’opera corposa, colma di riferimenti professionali specifici, che richiedono una particolare attenzione del pubblico e di conseguenza non si può certo definire come un film adatto ad ogni tipo di spettatore.
Tuttavia è ammirabile la cura certosina di uno script cervellotico, che funziona a meraviglia sullo schermo, dando vita ad un flusso narrativo assolutamente continuo e morbido a dispetto di un trama incredibilmente complessa.

L’opera ricalca le orme lasciate da altre produzioni, che abbiamo visto più o meno di recente, tra cui possiamo citare Le idi di Marzo di George Clooney, o Michael Clayton (dove c’è di nuovo Clooney, ma solo nei panni di attore), eppure possiede un’impianto differente e meno improntato sul thriller e sullo spy, quanto nel subdolo gioco di rapporti di potere interni alle lobby e non solo, mirando a farci entrare il più possibile nel meccanismo, azzerando i momenti di distrazione, o quantomeno limitandoli al massimo. Similmente al suo protagonista, Miss Sloane, che tira dritto per la sua strada e verso i suoi obiettivi, perdendo di vista tutto ciò che dovrebbe far parte della vita e che in lei è mero accessorio, e a volte nemmeno quello.

Nonostante l’etica sia un fulcro dell’opera, il regista scavalca la barricata per presentarci il punto di vista dei lobbisti, di Elizabeth in primis, presentandoci un personaggio pieno di difetti e vuotato della morale, ma la cui coerenza professionale e le brillanti di doti Jessica Chastain (tra le più brave e più belle attrici del panorama mondiale, indiscutibilmente) riescono a farci empatizzare e fare addirittura il tifo per lei.

A più riprese avevamo ammirato le straordinarie capacità della Chastain davanti la macchina da presa, in diversi ruoli, ed in particolare in quel masterpiece che fu Zero Dark Thirty potemmo apprezzarla nei panni di un personaggio nemmeno troppo distante da questo (salvo i valori etici), ma stavolta l’attrice ha dato proprio il meglio di sé, sfoderando una prestazione super convincente sotto ogni aspetto, sollevando sulle spalle l’intera opera e trascinando, anche questa, verso il successo.
Più o meno, comunque. Perché a tutti gli effetti Miss Sloane è un buon film. Di certo – come detto – non è un’opera che potrà sbancare il box office per via di tematiche e modalità di narrazione che non troveranno il consenso di tutti, eppure dal punto di vista analitico è un film con un tessuto impeccabile e una sceneggiatura da applausi, un cast che, oltre alla Chastain, vanta nomi di livello come Mark Strong, Michael Stuhlbarg e il sempre formidabile John Lithgow, ed un plot twist magari in parte prevedibile nella forma ma non nella sostanza.
Nelle fasi iniziali probabilmente il film fa un po’ fatica a decollare, il ritmo saltuariamente si inceppa, però recupera a pieni voti già nella prima di metà, riuscendo a far passare i 132 minuti totali in un modo che, sinceramente, non credevamo possibile.

Miss sloane recensione

Verdetto:

Miss Sloane ricorda strutturalmente un serial televisivo condensato, con la protagonista che sembra la perfetta fusione di Frank e Claire Underwood in House of Cards, e permane un’opera corposa, colma di riferimenti professionali specifici, che richiedono una particolare attenzione del pubblico e di conseguenza non si può certo definire come un film adatto ad ogni tipo di spettatore. Tuttavia, nonostante ciò e nonostante una primissima fase in cui il ritmo si inceppa saltuariamente, l’opera recupera a pieni voti il tutto, riuscendo a far scorrere in maniera incredibile una narrazione così complessa per un totale di 132 minuti (mica pochi…), grazie anche all’interpretazione di una sempre incredibile Jessica Chastain e ad uno script eccezionale.

Miss Sloane - Recensione
7.2Voto
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