Over the Moon è un nuovo film d’animazione Netflix, diretto da Glen Keane, storico mestierante Disney

Da una produzione cinoamericaa arriva su Netflix (disponibile dal 23 ottobre 2020) Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria, un nuovo film d’animazione che conferma l’eterogeneità della piattaforma e la volontà di investire a tutto tondo, centrando il bersaglio grazie a un’opera intensa ed emozionante per la quale la N rossa insieme a Pearl Studio, Sony Pictures Imageworks si sono avvalse dei servigi di un esperto mestierante Disney, l’animatore Glen Keane, qui a cimentarsi dietro la macchina da presa. E i risultati, come avrete già intuito, non sono affatto male.

Fei Fei è una ragazzina addolorata per aver perso prematuramente la madre. Pochissimi anni dopo l’infausto evento, suo padre, pur se legatissimo alla moglie ormai defunta, decide di risposarsi di nuovo, chiedendo di fatto alla figlia di accogliere un’altra donna in casa, insieme a un fratellastro “picchiatello” e inizialmente un po’ fastidioso.

Nonostante la nuova “matrigna” non corrisponda agli stereotipi dei classici dell’animazione, che vedono spesso in questo ruolo una donna malvagia e scorbutica, ma anzi la dipingano come un bonbon, premurosa e dolce come i biscotti della luna che Fei Fei ama tanto, la ragazzina non riesce ad accettare tutto ciò e decide di affidarsi alla leggenda preferita di sua madre, quella di Chang’e, che vive sulla luna aspettando il ritorno del suo amore perduto. Fei Fei costruisce così un razzo e decolla verso le stelle, finendo in un mondo magico e luminoso, pieno di colori, fulcro della tradizione cinese della Luna. È qui che si intravede il vincente connubio cinoamericano, poiché Over the Moon riesce a raccontare il mito regalandoci però un prodotto universale che, anche in termini visivi, spezza la monotonia e il grigiore con cui siamo abituati a vedere la luna, dandoci un tripudio cromatico con pochi precedenti. L’avvento su Lunaria è come un tuffo in un barattolo pieno di caramelle, dove lucentezza e dolcezza spadroneggiano.

Io vengo dalla Disney, io sì, ti porto sulla Luna”

over moon

Over the Moon, nell’estetica, nelle ambientazioni e nei personaggi richiama ovviamente molto i prodotti Disney, e non poteva essere altrimenti visto la scelta di Glen Keane, che lavora sullo script della compianta Audrey Wells, a cui l’opera è dedicata.

Nel sottotitolo abbiamo un po’ giocato con una nota canzone di Caparezza per evidenziare la grande quantità dei rimandi ai cult dell’animazione del colosso di Burbank, ma anche ai più recenti, passando da un castello che ci ricorda l’iconico edificio Disney a personaggi in stile Frozen e un salto in casa Pixar con qualcuno che ci fa tornare alla memoria Up, ma Over the Moon è al contempo una pellicola che si guadagna la sua originalità giocando abilmente con le emozioni degli spettatori più piccoli e pure dei più grandi. Da sempre i migliori film d’animazione hanno saputo raccontare ai giovanissimi argomenti delicati, senza bisogno di molte parole ma sfruttando immagini forti e suggestive e canzoni toccanti, e Over the Moon non vuole essere da meno. In questo musical animato forse tale componente risulta a tratti più invasiva che in altri prodotti similari, eppure è un peccato veniale che gli si perdona volentieri, anche per merito di un comparto tecnico eccezionale ed un’estetica – come già anticipato – incredibile, soprattutto in alcuni nevralgici momenti.

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La morale, alla fine, è come sempre la vittoria dell’amore su ogni fronte, perché i sentimenti veri possono sconfiggere ogni barriera sia materiale che metaforica, e anche dopo uno dei più grandi traumi al mondo l’essere umano può e deve avere la forza di proseguire, senza mai dimenticare persone e situazioni fondamentali nel suo percorso e nella sua esistenza, che restano in ogni caso al suo fianco. L’amore è un sentimento che non conosce limiti, nemmeno quelli segnati dal destino, e se è vero che non serviva certo Over the Moon ad insegnarcelo, è altrettanto acclarato che ricordarcelo, magari attraverso un racconto magico e illusorio, non fa mai male.

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