Final Fantasy, cosa ti succederà?

Eccoci qui alle battute finali. Sono state settimane intese e ringrazio chiunque abbia speso qualche minuto per leggere le prime due parti di questo speciale. Anche oggi, per chi si trovasse per la prima volta su queste pagine, proverò a fare un breve riassunto: siamo partiti cercando di individuare il momento scatenante che ha segnato un’inesorabile inversione di rotta qualitativa all’interno della serie. Inevitabilmente la scelta è ricaduta sul film The Spirits Within e del tracollo finanziario di SquareSoft: a seguito del disastroso film molti “big” hanno lasciato l’azienda, e con loro non sono andati via solo degli impiegati ma soprattutto delle menti creative, tra i quali spicca il nome di Sakaguchi vero ed unico “papà” di Final Fantasy.

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Dove sei?

lostPrima di concludere, visto che molti tra i commentatori hanno notato la cosa, vorrei rispondere alla domanda “Dov’è Final Fantasy?”. Lo so, può sembrare una domanda veramente sciocca. Sappiamo che il XV capitolo è in sviluppo tuttavia, indipendentemente da come considerate i vecchi capitoli, sicuramente avrete notato lo “spirito” della serie in altri titoli. Mi riferisco a giochi come Lost Odyssey e Bravely Default (ma ce ne sono anche altri). Chiunque li abbia giocati avrà colto più di una semplice similitudine con la serie della casa del Chocobo, quasi come se dietro quei nomi così diversi si nascondesse un figlio illegittimo delle serie principale. Io sono assolutamente d’accordo, voglio però fare qualche precisazione. Lost Odyssey è uscito a cavallo di due generazioni, quando i giochi di ruolo “vecchio stile” erano ancora in un periodo abbastanza florido. Fosse uscito ora, nonostante le sue qualità, dubito che riscuoterebbe lo stesso successo. E allora perché Bravely sì? Del resto stiamo parlando di un gioco uscito tutto sommato “di recente”. Probabilmente è una questione di target, Bravely Default prima di tutto vanta un bacino d’utenza immensamente diverso dai possessori di console casalinghe e PC, e per loro stessa natura gli handled hanno tempistiche di gioco diverse, per non parlare del mercato di riferimento (quello Giapponese). In parole povere: è vero più di una parte di Final Fantasy risiede in giochi come questi citati, ma è anche vero che bisogna contestualizzare periodo d’uscita e piattaforme. Il fatto che ci siano ancora giochi del genere, sviluppati in una certa maniera, non significa che la stessa sorte debba toccare – ahimè – a Final Fantasy.

final fantasy XIII

I dati sulla tua Memory Card sono danneggiati

final_fantasy_vi___terra_by_emeraldus-d692h7tFino ad adesso abbiamo cercato le motivazioni all’interno dei meccanismi Square-Enix. Abbiamo cercato di capire quando e chi sia cambiato, abbiamo cercato di capire cosa all’interno dell’azienda sia mutato così tanto. Poi ad un certo punto in noi si è fatta strada un’idea, amara e dolce allo stesso tempo… e se i problemi di Final Fantasy non fossero all’interno di Square-Enix, ma altrove? Vi siete mai chiesti: e se fossimo stati “noi” a rovinare Final Fantasy? È un po’ triste ritrovarci dopo tanti anni a guardare quei titoli che ci hanno segnato l’infanzia e vederli così invecchiati. Pensare a quella grafica, una volta da spaccamescella, impallidire con quella odierna. No, il problema non è la grafica, il problema non è nemmeno la nostalgia. Il problema siamo noi giocatori, vecchi e nuovi, nostalgici e innovatori. Abbiamo trasformato il mercato, ci siamo piegati ad un modo di giocare che il più delle volte umilia il concetto stesso di sfida. E non possiamo incolpare le software house perché “pensano solo ai soldi”. Come scrissi qualche articolo fa, SquareSoft non ha mai fatto videogiochi per beneficenza. E sbagliamo a pensarla diversamente. Il mercato è cambiato perché “noi” siamo cambiati. Guardate per un attimo ai giochi moderni nel loro insieme: nessun game over, l’abolizione di ogni qualsiasi tempo morto, la spettacolarizzazione a favore della drammaticità, la totale mancanza di sfida che si piega di fronte ad un rilassante (ma effimero) appagamento da due soldi. La verità è che tanti, tantissimi giochi hanno smesso di essere belli. E con questo non voglio dire che siano giochi di merda, con questo non voglio dire che Final Fantasy XIII e seguiti non siano belli… volendo essere precisi Final Fantasy ha smesso di essere un capolavoro. Final Fantasy è ancora bello, ma è una bellezza di seconda mano.

bag

Nei commenti al mio articolo ne ho letto uno che recitava più o meno così: “con i combattimenti a turni, mi addormenterei dopo due secondi”; prima che i nostalgici inizino ad inorridire ed inveire contro questo commento, sappiate che ha perfettamente ragione. Con quanto scritto poco sopra, con il “modo” con cui ci si approccia ai videogiochi oggi, come potete solo sperare che un Final Fantasy “vecchio stile” possa sopravvivere in un mercato così avaro di tempo e di emozioni? Purtroppo bisogna essere cinici: ormai i giochi troppo difficili stancano, i giochi troppo “impegnativi” risultano noiosi ad una massa composta per lo più da giocatori frettolosi, maggiormente interessati a portare a termine un gioco, piuttosto che viverlo. A volte mi chiedo: quand’è che videogiocare è diventato un “mestiere”? Un mestiere il cui unico scopo è Platinare, per poi fottersene di tutto il resto. Le mie suoneranno come le parole di un vecchietto intento a criticare gli operai di un cantiere; vecchiaia o meno, questa è la dura verità. E final kefkaallora, per riassumere: perché Final Fantasy è cambiato? Come dicevo, è cambiato semplicemente perché i videogames sono cambiati, e per sua stessa natura adattarsi alle nuove meccaniche non è stato facile. Il fatto stesso di rilasciare spin-off quasi a cadenza annuale, è sintomatico di un’inversione di rotta (se non altro mentale) all’interno dell’azienda. Sia chiaro, io non critico il lucrare. Io non critico le intenzioni, critico la realizzazione e la filosofia realizzativa. Perché per forza di cose se in passato si è lavorato per anni ininterrottamente ad un progetto, non si può pensare di ottenere lo stesso risultato lavorandone la metà. So che i toni possono essere pesanti, e non vorrei far passare l’idea che i videogiochi di oggi sono tutti orrendi, anzi abbiamo ancora oggi tanti, tantissimi capolavori. Il problema, a mio avviso, si riscontra con le serie molto lunghe che spesso non riescono a stare al passo coi tempi. È impossibile restare sui vecchi stilemi, come allo stesso tempo è impossibile cambiare senza deludere qualche fan di lunga data. Il problema in questo senso non è cambiare, almeno io sono sempre a favore dell’andare avanti e fortunatamente Square-Enix a suo modo ha sempre cercato di essere innovativa, ciò che probabilmente ha sbagliato è il modo con cui si è affacciata ai cambiamenti. Non è riuscita a rendere i suoi ultimi giochi moderni senza rinunciare alla solita qualità. La domanda che mi pongo (e che vi pongo) è cosa succederà in futuro, viste le analisi fatte?

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Nuova Partita

ffxvNe abbiamo parlato tanto, abbiamo discusso e ci siamo incazzati: è chiaro che Final Fantasy XIII e relativi seguiti, siano un argomento caldo tra i fan della serie e non. Ok, c’è chi non perdonerà mai a Square-Enix il torto subito, ma c’è anche chi, nonostante tutti i difetti, ama sinceramente questi ultimi capitoli. Per un attimo, usciamo fuori dalla tematica principale e andiamo avanti. Voltiamo un attimo pagina e chissà che il nuovo capitolo non sia in grado di metterci (più o meno) tutti d’accordo. Final Fantasy XV può in ogni caso rappresentare una nuova svolta per la serie, nonostante io sia molto scettico a riguardo (ve ne parlerò tra poco) sono dell’idea che bisognerà approcciarsi al prossimo capitolo senza lasciarsi influenzare dall’idea che ci si è fatti della serie di questi ultimi tempi. Io sono scettico per tanti motivi. Iniziamo dai personaggi. L’ormai EXFinal Fantasy Versus XIII doveva far parte del progetto Fabula Nova Crystallis (tecnicamente ne fa ancora parte) che, almeno sulla carta, doveva creare un unico universo narrativo in cui far coesistere diversi giochi della serie “XIII”. Le cose come sapete sono cambiate in questi ultimi anni, e il progetto ha subito diverse modifiche. Cosa c’entra coi personaggi? Siccome il progetto iniziale è stato visto e rivisto più volte (in molti ad un certo punto hanno pensato fosse stato cancellato) il concept di quei personaggi è “invecchiato”. Stiamo parlando di un design sviluppato quasi 10 anni fa. Non che i personaggi debbano perdere carisma col tempo, ma considerato che in Giappone i personaggi vivono molto di “moda” e di “stereotipi“. Vi siete mai chiesti perché Noctis somigli così tanto a Sasuke? No? La risposta è semplice, e non si tratta assolutamente di un plagio. Negl’anni precedenti allo sviluppo dei personaggi di Final Fantasy XV, il modello dell’antieroe un po’ cupo, un po’ emo, un po’ dark, andava per la maggiore e Sasuke ne è solo l’esempio più illustre. Se seguite l’animazione Giapponese, e più in generale le produzioni orientali, potete notare da soli che quel “concept” è stato così abusato da diventare col tempo un cliché; cliché che ormai quasi non viene riproposto più. Con questo non voglio assolutamente decretare come fallimentari i personaggi, del resto il design è solo una minima componente della loro realizzazione. Per ciò che concerne la caratterizzazione, infatti, non posso espormi più di tanto. Come dicevo il progetto ha subito diverse modifiche, non mi stupirei se anche l’aspetto psicologico dei personaggi sia stato modificato. Le discussioni più accese si hanno però sui combattimenti.

Dissi

C’è chi, come al solito, inneggia al vecchio battle system chi invece apprezza le nuove dinamiche. Io, benché fan di lunga data, vedo di buon occhio questa svolta action. Kingdom Hearts (almeno il primo) è stato un titolo che nella sua “fanciullosità” era molto profondo, dotato di dinamiche di combattimento capaci sia di non scoraggiare il giocatore più svogliato, sia di accontentare chi ricercava nel gioco un minimo di profondità in più. Per ora, almeno quanto visto dai trailer. Final Fantasy XV sembra condividere più di un aspetto con Kingdom Hearts. Di fatto tenete presente che Versus XIII doveva essere un action, per tanto questa scelta mi sembra più che azzeccata, o quantomeno coerente con l’idea originale. Il futuro della saga, e dei suo battle system, forse verranno decretati proprio da questo capitolo, capitolo che se ci pensate non doveva nemmeno far parte della serie principale. È un terreno rischioso, una strada lastricata di dubbi e infinite possibilità. Io mi auguro che Square-Enix ci regali un capolavoro, un gioco con dei personaggi e una storia da ricordare, da citare in mille discussioni e capaci di rivaleggiare con i miti del passato. Mi auguro di trovare un battle system ricco, pieno di opzioni e di mille variabili da considerare. Vorrei tornare a fantasticare sugli oggetti e sugli accessori nascosti, vorrei tornare a vivere l’ansia di dover affrontare un boss apparentemente impossibile da battere. Non mi sembra di chiedere molto no?

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