Com’è andata e cosa abbiamo testato

Il Salone del Design, storico appuntamento milanese, negli ultimi anni ha notevolmente ampliato l’offerta di eventi –diventando un evento ormai imperdibile per un pubblico sempre più vario.

Quest’anno, nella prestigiosa sede di Watt 10, anche i videogiocatori più accaniti hanno trovato pane per i loro denti: giovedì 6 aprile, infatti, la Sony Entertainment Italia ha organizzato un grande evento per far incontrare i videogiocatori e gli sviluppatori di videogiochi, testare le novità in arrivo e vedere il futuro… tutto attraverso i Playstation VR , ovviamente!

Noi di Stay Nerd non ci siamo persi questa ghiotta occasione e ci siamo tuffati in questo evento – letteralmente, in termini di realtà virtuale – per raccontarvi tutti i dettagli: ecco com’è andata e cosa abbiamo provato.

Gli spazi in cui è stata organizzata l’esperienza con i VR sono stati divisi in tre macroaree, popolate con giochi e applicazioni specifiche, ognuna delle quali permetteva di sperimentare un diverso approccio alla console.

Per cominciare in maniera graduale, la prima stanza in cui ci siamo avvicinati è stata quella dei minigames, in cui l’impegno previsto da parte dell’utente era minimo. In due postazioni diverse abbiamo testato:

Martian experience: un gioco basato sul film The Martian, di Ridley Scott con Matt Damon nei panni di un astronauta lasciato per errore su Marte e costretto a sopravvivere con i pochi mezzi a disposizione. Impersonando il protagonista, ci siamo trovati a dover svolgere compiti elementari come ordinare le patate per dimensione, guidare un rover sulla superficie del pianeta rosso e ammazzare il tempo con altri giochini semplici. Grafica scarna, giocabilità e longevità minime.

First life: un breve documentario sulla nascita delle vita sulla Terra a cura di David Attenborough – noto divulgatore scientifico e naturalista britannico – in cui seguiamo l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, dagli organismi unicellulari fino ai primi vertebrati. Molto affascinante poter vedere un documentario dall’interno, potendo spaziare e muoversi a piacimento. Un progetto per un pubblico più ampio di quello dei videogiocatori che ha delle ottime potenzialità.

A questo punto ci sentivamo già a nostro agio con i visori e i relativi comandi e siamo passati alla seconda sala, dove ci aspettavano due ottime novità.

Starblood arena: il vero protagonista di questa sala, con 6 postazioni dedicate, è un FPS in cui impersoniamo un pilota che con un esoscheletro o a bordo di una navicella viene sparato in questa arena gladiatoria futuristica. La grafica dei personaggi ricorda Overwatch e l’immediatezza dei comandi di gioco, la libertà di movimento data dal volo in tutte le direzioni e la velocità dei singoli match ne fanno un successo assicurato. In uscita il 12 aprile.

The persistence: un survival horror procedurale ambientato su una navicella spaziale a 17.000 anni luce dalla Terra in cui una mutazione ha reso tutto il resto dell’equipaggio una banda di zombie affamati. Tra dinamiche stealth e fughe rocambolesche la vera novità portata dagli sviluppatori che abbiamo conosciuto – Alex Moore e Gareth Delve – è la modalità multiplayer: lontana dalle classiche dinamiche, i due ragazzi, mentre noi ci aggiravamo per la navicella in preda al terrore, impugnavano dei tablet e tramite l’app che uscirà insieme al gioco collaboravano alla buona riuscita della missione fornendoci bonus, armi e avvisandoci di eventuali trappole. Il vero divertimento, per chi usa l’app, scommettiamo che sarà mettere i bastoni tra le ruote al malcapitato sopravvissuto di turno.

L’ultima sala dell’evento era quella con il maggior numero di giochi: senza né remore né timori, abbiamo affrontato le prove che ci rimanevano.

Ace combat 7 – Skies Unknown: un gioco arcade di combattimenti aerei senza infamia e senza lode, nuovo capitolo della celebre serie, per chi vuole sentirsi un top gun per qualche minuto. Stupendo il lavoro che l’Unreal Engine e la tecnologia TrueSky riescono a fare quando rendono la profondità del cielo.Il gioco avrà una sezione dedicata al VR con alcune missioni uniche scollegate dalla campagna principale che invece non supporterà il visore.

Statik Institute of retention: frutto di uno studio indipendente olandese, questa piccola chicca ha saputo incantarci. Dave Mervik, lo sceneggiatore del gioco, è un amante degli enigmi ed è riuscito a creare una serie di escape room concatenate l’una all’altra. Abbiamo passato alcuni minuti incollati alla sedia (reale) cercando di liberarci dalle catene (virtuali) che legavano i polsi del nostro alter ego. Avere un’escape room personale e a portata di mano sarà sicuramente un passatempo divertente per gli amanti del genere, nonostante la grafica essenziale. Il gioco completo prevederà 8 stanze da cui scappare, 4 sessioni di interrogatorio da superare per avere accesso agli indizi che permetteranno al protagonista di guadagnare la tanto agognata libertà e completare il gioco. In uscita il 24 aprile.

Gran Turismo Sport: complice la Playseat a disposizione, la grafica più che realistica, gli effetti sonori e dinamici, i pedali e il volante, questa è stata la prima esperienza completamente immersiva della giornata. Per i cinque minuti in cui abbiamo gareggiato a bordo di una rombante Ferrari 458 Italia sul circuito di Nürburgring abbiamo smesso di essere a Milano e siamo stati davvero dei piloti. La resa grafica della pista, del clima e delle altre auto è stata strepitosa. Con un setting del genere, dubitiamo che qualsiasi valutazione sia stata più bassa di eccezionale. Ah, siamo arrivati ultimi ma solo perché ci stavamo scaldando, sia chiaro.

Farpoint: abbiamo lasciato per ultima l’esperienza che ci ha fatto divertire di più, come perla finale. Farpoint è un FPS che parte a bordo di una navicella arenatasi alle porte di Giove: scopo del gioco è quello di sbarcare sul pianeta e avventurarsi in una missione di salvataggio dei nostri compagni. La vera novità è l’Aim Controller, a forma di fucile, che permette di camminare, correre, ricaricare, salvare l’eventuale compagno in difficoltà e sparare due modalità di fuoco, ovviamente. Questo nuovo controller, molto ben bilanciato, leggero e assolutamente preciso, unito al Playstation VR che in Farpoint reagisce anche ai movimenti del capo dando al giocatore la possibilità di accucciarsi e sporgersi da dietro un riparo, è stata l’esperienza di gioco più vicina alla realtà virtuale che abbiamo visto in tanti film. Complice anche il fatto che eravamo in coppia con Mark Rogers, uno degli sviluppatori del gioco, con cui abbiamo scambiato pareri tecnici sulla realizzazione del gioco e consigli tattici per far fuori le orde di alieni che provavano ad abbatterci, quei pochi minuti passati su Giove sono stati molto divertenti. In uscita il 16 maggio.

In conclusione, la giornata di ieri è stata foriera di tante novità interessanti, facendoci intendere – ancora una volta – che le vere battaglie dei prossimi anni, in termini commerciali e in termini di investimenti, saranno combattute a colpi di VR e immersività. Anche perché il settore, sia dal punto di vista tecnologico che da quello narrativo, è ancora tutto da esplorare.

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