Dopo Doom, un altro grande ritorno?

In seguito alla graditissima e convincente “rinascita” di Doom, presentato proprio lo scorso anno sullo stesso palco, Bethesda, all’E3 2016, propone come bomba iniziale della propria conferenza l’annuncio dello sviluppo di nuovo capitolo della serie Quake, per la precisione parliamo di Quake Champions. Come il titolo lascia presagire, e viste le dichiarazioni di Tim Willits (Studio Director di id Software) direttamente dallo stage, questa nuova iterazione si concentrerà esclusivamente sul comparto multiplayer online e avrà come unica (almeno fino ad ora) piattaforma di uscita quella PC.

Una scelta forte e coraggiosa che trova nella declinazione da “e-sport” la sua ideale forma d’essere – da qui la possibilità di avere il frame rate sbloccato, del supporto ai 120 Hz, insomma di un prodotto che sappia adattarsi e sfruttare le capacità hardware di ogni giocatore, senza nessun tipo di compromesso – ma con la precisa (e puntualizzata) volontà di abbracciare non solamente  gli hardcore o i pro gamers, ma chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, di conseguenza anche i neofiti del “genere”, (dis)abituati nel corso degli anni ad altri franchise (Call of Duty, ad esempio, con il suo comparto online strutturalmente molto differente).

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Frenetico, veloce, competitivo, queste sono alcune delle parole spese dagli sviluppatori per inquadrare questo nuovo Quake, e le premesse, almeno stando al trailer di presentazione, sembrano essere più che buone. Analizzando con maggiore precisione il video ci accorgiamo di come, sempre seguendo la filosofia a doppia via espressa precedentemente (la non esclusione a priori di nessun tipo di videogiocatore e quindi il non avere un target indirizzato verso un videogiocatore ideale), e il rinnovato successo di giochi come Overwatch (o anche Battleborn, sebbene quest’ultimo sia in calo, di recente) abbiano da una parte rincuorato gli sviluppatori, ma dall’altra imposto, soprattutto nel tentativo di modernizzazione, anche una serie di caratteristiche ben precise che potrebbero far storcere il naso ai fan storici del titolo id Software. Parliamo, senza troppi giri di parole, della volontà di imbastire il gameplay sulla base di una meccanica da “hero shooter”, dando quindi al giocatore un roster di personaggi differenti ognuno dei quali caratterizzato, oltre che da un aspetto fisico peculiare, da attributi e abilità specifiche, con conseguenti stili di combattimento diversificati col fine di aumentare in potenza la varietà dell’azione e le possibili scelte offerte al giocatore.

Se questa direzione si rivelerà azzeccata o meno lo scopriremo solamente nel corso del tempo, aspettando con trepidazione il QuakeCon di quest’anno (nei giorni che vanno dal 4 al 7 agosto) quando verranno senza dubbio aggiunti ulteriori dettagli in merito e dove, soprattutto, verrà mostrato al pubblico il primo vero e proprio gameplay di gioco.

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Le nostre prime impressioni su Quake Champions, nonostante il fatto che di concreto ci sia veramente poco, alternano una discreta fiducia nelle capacità della software house (visto anche l’eccellente lavoro svolto su Doom) di confezionare un prodotto di qualità, con una precisa identità ma che sia contemporaneamente fresco e al passo con i tempi, ma anche dubbi relativi alla strada intrapresa e alle difficoltà ad essa connesse (si corre il rischio di realizzare un qualcosa a metà che allontani sia i fan di vecchia data sia i nuovi). Speranzosi, restiamo sintonizzati in attesa di ulteriori informazioni.