Le recenti vicende legate ad Electronic Arts e alle microtransazioni inserite all’interno di titoli come Star Wars Battlefront 2 (successivamente rimosse temporaneamente per volontà di Disney), hanno generato parecchio “trambusto” nell’industria videoludica, tanto che, molti esponenti della stessa, hanno deciso di dire la loro in merito a questo argomento sempre più difficile da trattare.

In una recente intervista come GameIndustry, anche Randy Pitchford, co-fondare di Gearbox Software e creatore della saga Borderlands, ha espresso il suo parere in merito:

“Come artista e creatore videoludico che, fondamentalmente, adora la natura stesse delle cosiddette ‘loot box’ così come intese nei nostri Borderlands, sono molto preoccupato dal fatto che le parole ‘loot box’ vengano utilizzate per descrivere una pratica che non condivido. Non possiamo utilizzare un termine diverso? Come iniziai a dire all’incirca una decina di anni fa, dobbiamo cercare d’instaurare, tra noi e l’utenza, un rapporto simile a quello di un intrattenitore con il proprio pubblico, e non quello che un produttore di tabacco può avere con un fumatore.”

Che ne pensate delle parole di Pitchford? Anche secondo voi si sente, ora più che mai, la necessità d’instaurare un simile rapporto tra le software house e noi giocatori o è giusto che continuino a comportarsi come semplici produttori? Fateci sapere!

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