Tristan killa per primo

Nel mondo di Tristan la nostra Terra, fatta di converse, smartphone e supermercati, è venuta a collidere con una dimensione parallela (Hickman, sei tu?), fatta di spade, incantesimi e creature fantastiche. Quest’ultime si sono riversate in massa nel mondo normale, urgeva quindi rubare braccia all’agricoltura per cacciare mostri & Co. Un “senzombra” è questo: un umano che ha sottoscritto un patto con un Collezionista, per cui si impegna a cacciare streghe, demoni e troll fino a riscattare il valore della propria ombra, ceduta come caparra. Ci sono poi termini e condizioni secondo i quali riconquistarla o meno, con premi produzione in caso di successo o, altrimenti…

Basta così. Le regole base del mondo di Senzombra, edito da BAO Publishing per la collana BaBAO, target Young Adult, sono queste. Non sono poche, non sono semplici, ma evidenziano la prima grande vittoria del duo Michele Monteleone, alla sceneggiatura, e Marco Matrone, a disegni e colori: l’aver creato un ecosistema intrigante che, in 150 pagine circa, non rinuncia a investire su dinamiche che tolgono qualche vignetta all’azione dura e pura (comunque abbondante), ma ripagano in termini di fantasia. Diciamoci la verità: noi appassionati di storie adoriamo quando queste ci mettono sotto i piedi un tappeto, anzi, una scacchiera di regole entro le quali muoverci, facendo bene attenzione a ogni passo.

Così dovrà fare anche Tristan, un protagonista diviso tra due mondi e due anime, il ragazzo spaccone alla Spider-Man e l’adulto responsabile alla Prof. Parker. Combatte i mostri da personaggio di hack-n-slash, rinunciando a qualsivoglia equipaggiamento acquistabile dal tenda-emporio del suo collezionista, nonostante ne avrebbe tutte le anigemme necessarie (strappate ai cadaveri fumanti dei mostri, sono la moneta di scambio dei senzombra). Lui marcia dritto verso l’obiettivo: riavere la sua ombra e sanare la dolorosa ferita aperta nel suo passato

Ma tra lui e il suo obiettivo, come potrete ben immaginare, c’è di mezzo un mare di imprevisti. Innanzitutto, una main-quest che, piuttosto canonicamente, mette a rischio la salvezza della Terra: un villain alla ricerca di quattro portali cardinali-elementali, dal vago profumo di Abenobashi (anime di parecchi anni fa; se non lo conoscete, recuperatelo assolutamente). Non ultimo e sicuramente tra i più importanti: Rita, altra senzombra, altra adolescente divisa e lasciata sola a metà tra due esistenze. Ecco che il volume si stratifica, prestissimo, da avventura piena di azione a storia piena di spunti: formazione & coming of age, solitudine, auto-accettazione e, non snobbiamoli, una buona dose di sentimenti. Ecco, se da una parte, quando c’è da menare le mani, è Tristan l’esperto, questo è invece campo (pur terrificante e sconosciuto) che vede protagonista la damsel dai capelli rosa.

A fare i conti con tutto l’impianto narrativo e, talvolta, metanarrativo, un Matrone decisamente in forma che firma sequenze su sequenze brillanti, fresche, dinamiche e di fruibilità istantanea, nonostante si diverta a deformare e alleggerire la definizione ogni volta che il ritmo supera una certa soglia. E lo fa quasi sempre. La grammatica di Senzombra somiglia, sotto molti aspetti, a quella di uno shonen iperattivo mentre, sotto altri si rifà al sentimentalismo occidentale, malinconico verso una cultura passata sui cui scherza, ma con rispettosa memoria, e romantico tra i suoi personaggi. Insomma, in questo fumetto c’è un sacco di roba che però, per fortuna e merito degli autori, non scade mai nel caos incomprensibile, ma solo in quello divertente. E poi, attenzione, c’era così tanta carne al fuoco che un fumetto, da solo, non sarebbe bastato, e così…

Senzombra: Il Videogioco – Recensione

Dicevamo, c’era così tanto da raccontare e da “giocare”, che si è deciso di svilupparlo davvero, un videogame, con l’aiuto di Oscar Celestini Retrogames. Per citare Monteleone, dalla nostra intervista: “Oscar è una software house racchiusa in una sola persona”.
Il videogioco è un semplice hack-n-slash a scorrimento orizzontale, che si prende il suo piccolo spazio per raccontarvi qualcosa di ciò che precede la storia del fumetto. Si può giocare questo senza leggere quello e viceversa, tranquilli, ma è anche impossibile non sorridere sentendo la colonna sonora composta da suoni del Game Boy in loop, o notando l’ironia meta-testuale dell’autore nei testi del tutorial (la parte di ogni gioco che tutti amano odiare). E poi c’è l’effetto tubo catodico, delizioso.

Se siete curiosi o avete fame di anigemme, è possibile scaricare gratis il gioco qui per PC, o qui per Android.

senzombra recensione

Verdetto

Tornando nelle terre più cartacee del fumetto, Senzombra è un sacco di roba, messa insieme con l’entusiasmo goliardico del ragazzo e sostenuta da tematiche sempre più profonde di quel che sembrano. È una nota positiva, nel campo dibattuto della letteratura Young Adult (per adolescenti? Su adolescenti?), perché porta avanti quello stile e quei contenuti che un lettore si aspetta e per i quali, indipendentemente dalla sua età, può ritrovarsi a tifare di cuore.

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