Dentro la più fredda regione di Tamriel

Acclamato dalla critica e dal pubblico e uscito nei sei anni che ci separano dalla sua prima release, un po’ su tutte le piattaforme (per di più molteplici volte), Skyrim è sicuramente conosciuto come uno dei più importanti gdr occidentali dell’ultimo decennio insieme al mai troppo osannato The Witcher 3. Bethesda Games Studios che sappiamo non si fa scrupoli a spremere commercialmente il suo pupillo fino al midollo, ha deciso di riproporlo al pubblico nuovamente. L’occasione è quella di provare a sfruttare la realtà virtuale per dare nuova vita ad un gioco che tutto sommato, sembra nato proprio con questo scopo, complice anche il suo impianto in prima persona. Abbiamo indossato PlayStation VR per qualche decina di ore e siamo pronti a dirvi se il sogno perverso di ogni amante dei giochi di ruolo si sia avverato oppure no, e se realmente la sensazione di essere dentro Skyrim in tutti i sensi è oggi una realtà concreta e funzionante.

Permettetemi una premessa, non staremo in questa sede a recensire il gioco in quanto tale, ma ci focalizzeremo solo ed esclusivamente sull’esperienza in VR. Perché parliamo di un gioco plurisviscerato dalla rete negli anni e francamente, è davvero superfluo affrontarne di nuovo nello specifico i meriti ludici. Diamo solo una veloce infarinata per quei pochissimi che non sanno di che gioco parliamo. Skyrim è il quinto capitolo della celebre saga The Elder Scroll ed è ambientato 200 anni dopo Oblivion.  Nei panni di un personaggio a cui potremmo dare i connotati e le origini, ci troveremo all’interno di un conflitto che riguarda tutta la gelida regione, e che vede come parti contrapposte l’Impero e i ribelli sotto la bandiera del Manto della Tempesta, rei di aver ucciso Torygg, Re in carica del regno. Immersi in una struttura di gioco totalmente aperta che permetterà di vivere la nostra avventura con una libertà ancora oggi mai raggiunta da molti esponenti del genere, saremo chiamati a decidere come partecipare alle vicende del gioco, scoprendo al contempo che ci attende un ruolo molto più importante di quello che potevamo prevedere. Skyrim è un gioco gigantesco, pieno zeppo di attività da svolgere, potremo crearci addirittura una casa e una famiglia, seguire decine e decine di quest secondarie spesso attivate grazie all’incontro causale con qualche NPC. Grazie all’ottimo sistema di crescita, avremo una libertà di approccio all’azione senza precedenti, che ci permetterà acquisendo esperienza di affinare le tecniche che meglio si sposano al nostro stile di gioco. Che siate guerrieri o maghi infatti vedrete salire con più velocità le rispettive abilità, avendo anche la possibilità di ottimizzare la vostra build con equipaggiamenti dedicati e sbloccando tecniche specifiche. Giocate spesso in maniera stealth, cercando di uccidere chiunque silenziosamente con l’arco senza farvi notare come il sottoscritto? Bene, il gioco in maniera automatica darà priorità alle vostre skill di arciere e furtività rendendovi sempre più efficaci e letali in quello che vi piace fare. Se a questo aggiungiamo un background del mondo di gioco e una lore francamente spropositata da svelare poco a poco con la lettura dei ricchissimi tomi in giro per il mondo, e parlando con le centinaia di personaggi che popolano Skyrim, allora avrete quanto meno una vaga idea del perché questo gioco è considerato una pietra miliare del genere.

Ma veniamo finalmente al quid di questa nuova versione, l’implementazione della realtà virtuale partendo dal comparto estetico. Ben consci delle possibilità offerte da PS VR, non possiamo che ritenere Skyrim più che riuscito da questo punto di vista. Il gioco di 6 anni fa porta con sé pregi e difetti ben noti: texture sottotono, modelli poligonali non sempre eccelsi e animazioni spesso davvero discutibili. Eppure i limiti dell’hardware di Sony riescono a mantenere inalterato il fascino del colpo d’occhio che anzi, verrà accentuato ancora di più dalla forte sensazione di presenza e immersione. Anche visti da vicino, personaggi e dettagli dell’ambiente non risultano così grossolani come si potrebbe pensare e anzi, considerata la grandezza del mondo di gioco viene da stupirsi per l’elevata qualità grafica che non risulta inferiore ad un qualunque altro gioco per PSVR ben più contenuto in quanto a vastità ambientale. Naturalmente qualche compromesso è presente: molte animazioni del nostro personaggio (che comunque riguardano solo gli arti, non essendoci più la terza persona) sono state tagliate o modificate, e soprattutto, ahimè, il solito trito e ritrito problema di risoluzione, giocoforza abbassata per permettere al device di gestire il titolo, crea quell’effetto di impasto delle immagini che sopratutto scrutando gli orizzonti, si fa sentire.

Ma è una situazione non peggiore di altri titoli che a mio avviso non compromette assolutamente l’esperienza per quanti hanno fatto ormai l’abitudine al limite congenito del visore. Credetemi, cavalcare al tramonto, sentirsi sollevati da terra, con il testone del nostro cavallo di fronte a noi e incrociare due enormi Mammut, con al seguito un gigante, che placidi ma minacciosi seguono la loro strada ignorandoci, è qualcosa di così suggestivo per cui assolutamente vale la pena abbracciare forte il proprio PS VR e ringraziarlo per le emozioni che ci regala. Al netto di qualche problema di proporzione (anche in questo caso purtroppo recidivo per i titoli in VR) che fa sembrare sempre l’ambiente circostante in scala leggermente ridotta rispetto alla realtà, nell’ottica dell’immersione e dei vantaggi portati con la VR, Skyrim è assolutamente vincente e tra l’altro si insinua di prepotenza tra i titoli più longevi e articolati che beneficiano della VR. Anche i problemi di motion sickness sono stati arginati al meglio, visto che è possibile impostare numerosissime opzioni che permettono di agevolare la vista durante i movimenti di camera, con cornici nere durante i movimenti o permettendo di personalizzare la rotazione del personaggio praticamente in qualsiasi modo.

Ma Bethesda come era giusto facesse, ha provato anche ad adattare i controlli alla realtà virtuale, facendo leva sulla nativa struttura del titolo, che di fatto permette di gestire i due arti del proprio avatar separatamente. Se quindi utilizzare i due move sulla carta potrebbe sembrare la ciliegina sulla torta, alla prova dei fatti la nostra esperienza è stata disastrosa. Cominciamo con il sistema di movimento. Muoversi con il teletrasporto è assolutamente ingestibile in un open word di questa portata. Non solo ammazza totalmente il senso di presenza e l’immersione ma risulta anche davvero irritante dopo un po’. Purtroppo l’alternativa, che consiste nel girare “a scatti” secondo una angolazione che potremmo comunque personalizzare, è una soluzione altrettanto scadente. Questo metodo viene utilizzato in molti giochi studiati per VR ma in Skyrim mette in luce tutta la sua inadeguatezza. Se durante l’esplorazione infatti tutto sommato non è poi così debilitante il sistema di movimento, vi sfido a non trovarlo detestabile durante i combattimenti, soprattutto quelli più impegnativi. In Skyrim spesso avremo a che fare con orde di banditi, ragni giganti e varie tipologie di nemici per cui è necessario girargli attorno, indietreggiare  e avanzare repentinamente, con la maggiore agilità e intuitività possibile. Girare premendo i pulsantini del move a scatti e muoversi nello spazio inclinandolo in tutte le direzioni possibili e al contempo combattere è francamente improponibile, e capisco bene perché Bethesda ha fatto la furbata di settare il livello di difficoltà iniziale a facile. Invece di essere un miglioramento, giocare con i move è un handicap, alle nostre prestazioni e al divertimento. Una cosa che sicuramente non ha senso. I problemi poi non finiscono qui. Con i move possiamo sferrare colpi in tutte le direzioni e in maniera libera con la nostra arma, ma i nemici non sono stati programmati per avere un feedback consono a questa nostra libertà di azione, ne consegue che il già scarso senso di fisicità nelle collisioni cola totalmente a picco e sarà difficile addirittura capire come colpire il nemico, e SE lo abbiamo effettivamente colpito. Un problema particolarmente tedioso con l’utilizzo delle armi a due mani.

Anche “sparare” i colpi magici risulta inutilmente complesso. Se infatti vorrete utilizzare una pergamena per sparare una palla di fuoco, state certi che due volte su tre non riuscirete assolutamente a prendere la mira e sprecherete sempre preziose risorse. Utilizzare lo scudo poi, allo stato attuale del gioco, provoca numerosi bug, che non permettono di estrarre le frecce dalla sua superficie, né di abbassare le armi. A volte addirittura senza apparente motivo usarlo rallenta la camminata (e no, non è una questione di peso). Potrei andare avanti ancora a lungo elencando i problemi di questa interfaccia ma potrei anche riassumere tutto dicendo semplicemente che con questo metodo di controllo non funziona niente. No anzi, una cosa funziona, ed è l’arco, ma francamente a questo punto fa davvero poca differenza. Per fortuna che è sempre possibile impugnare il caro vecchio Dual Shock e goderci in maniera tradizionale una delle più avvolgenti e intriganti avventure in VR attualmente sul mercato.

Verdetto

Skyrim VR mi ha purtroppo deluso, ma paradossalmente, rimane in ogni caso consigliatissimo. È davvero un peccato che uno dei due scopi del gioco, ovvero quello di accompagnare ad una dignitosa resa in VR un nuovo e più immersivo sistema di controllo, sia completamente fallito. Se infatti non ci fossero stati tutti questi problemi, ci saremmo tranquillamente trovati di fronte al gioco di ruolo perfetto per la realtà virtuale. C’è sempre la speranza che una patch sistemi almeno in parte la situazione, ma il titolo è così nettamente più godibile con il controller classico, che è molto difficile prevedere un’inversione di rotta. Riponete quindi i Move dentro l’armadio e godetevi Skyrim VR comodamente seduti sulla poltrona, perché rimane un’esperienza assolutamente meritevole. Certo dispiace che venga venduto a prezzo pieno trattandosi pur sempre di un gioco di una certa età, soprattutto alla luce dei suoi difetti, per i quali a questo punto vi suggerisco di ponderare bene l’acquisto se avete già completato il gioco originale. Mentre a tutti quelli che hanno PS VR e per qualche motivo non si sono mai avventurati nelle terre di Skyrim, dico solo che il prezzo vale decisamente la candela.

Cresco e prospero tra pad di ogni tipo, forma e colore, cercando la mia strada. Ho studiato cinema all'università, e sono ormai immerso da diversi anni nel mondo della "critica dell'intrattenimento" a 360 gradi. Amo molto la compagnia di un buon film o fumetto. Stravedo per gli action e apprezzo particolarmente le produzioni nipponiche. Sogno spesso a occhi aperti, e come Godai (Maison Ikkoku), rischio cosi ogni giorno la vita in ridicoli incidenti!