Online gli Stay Nerd Game Awards 2014

Per Stay Nerd è stato un anno incredibile! Il 2014 appena concluso è stato ricco di nerdose soddisfazioni, anche grazie ai lettori che ogni giorno ci tempestano di commenti sulla pagina! Non è vile lecchinismo, ormai ci conoscete, non raccontiamo cazzate e se scriviamo qualcosa, quella non può che essere il nostro autentico e genuino pensiero. La fine di un anno, si sa, rappresenta il modo migliore per fare bilanci, per rendersi conto di come sono andati gli ultimi 365 giorni. Per noi appassionati di videogame è stato un anno ricco di contrasti, da un lato la gioia per le nuove console, da un altro la delusione di vedere pochi titoli usciti per quest’ultime e soprattutto le dannatissime patch al day one. È stato l’anno dei giochi usciti rotti, è stato l’anno del multiplayer massivo, è stato anche l’anno delle remasterd e dell’annuncio della realtà virtuale. Un anno ricco, da ricordare nel bene e nel male. Difficile per chi fa questo mestiere tirare le somme. Mettersi a sfogliare tutti i giochi usciti e capire quale tra questi è il migliore? Chiunque vi dica con una certa sicumera e arroganza che il GOTY 2014 è questo o quel titolo… si sbaglia! Nemmeno noi siamo infallibili, per tanto abbiamo stilato la NOSTRA classifica. Se per assurdo non fosse chiaro, questi sono i Nostri Awards, scritti per intero dalla Redazione di Stay Nerd e corredati dalla grafiche di Misa Lioce, il tutto infuso con il nostro spirito critico e il nostro modo di fare. Li abbiamo scritti per noi e per voi. E come al solito vogliamo che il concetto passi nel migliore dei modi: Forte e Chiaro, Loud and Clear.

Minestra Riscaldata – GTA V

minestrariscaldataChi ci segue sa che abbiamo un’idea abbastanza delineata delle edizioni HD (di giochi già HD tra l’altro) o rimasterizzazioni o che dir si voglia. Ne abbiamo parlato (male) in più occasioni. Storciamo sempre il naso (per non dire qualche altra cosa) quando sul mercato piovono per l’ennesima volta gli stessi titoli. Siamo stanchi di questo settore avaro e pronto a sfruttare la “bontà” del videogiocatore moderno. È un tema su cui non possiamo mentirvi, non ci sentirete mai parlare bene di una Collection o di un’altra insulsa operazione commerciale. Abbiamo deciso quindi di sfruttare anche un piccolo spazio in questi Awards 2014 per ribadire la nostra idea a riguardo. Alla fine si tratta di Minestre Riscaldate, non bastano i DLC, la grafica migliorata o qualche piccola aggiunta, a conti fatti i giochi quelli sono, e ci sembra davvero uno spreco di soldi (e di tempo) acquistare queste edizioni. Il 2014 è stato l’anno delle Remastered HD, tra The Last of Us, Halo: The Master Chief Collection, Final Fantasy X e così via; il calendario uscite è costellato da questo pattume. Tra i tanti abbiamo scelto Grand Thef Auto V, titolo che abbiamo apprezzato non poco ma che, come tanti altri, ci è stato riproposto di nuovo a prezzo pieno. Bravi. Bravi tutti. Abbiamo scelto GTA V non perché abbia chissà quali meriti (non che la visuale in prima persona non sia una simpatica aggiunta) semplicemente perché più degli altri è rappresentativo della categoria. Il guaio, se vogliamo, è che il 2015 non subirà un’inversione di tendenza.

Manga Forever – Jojo’s Bizarre Adventure All-Star Battle

mangaNoi di Stay Nerd amiamo si i videogiochi, ma come ben sapete, anche il cinema e il fumetto, non ultimo quello proveniente dal Sol Levante: il manga. Ecco perché quando abbiamo l’occasione di avere una buona trasposizione digitale e interattiva di un’opera particolarmente amata, ci galvanizziamo non poco all’idea, lanciandoci a capofitto all’interno di questa nova opera. Paradossalmente secondo noi, tra i titoli usciti quest’anno, (e la concorrenza non è mancata con titoli dedicati a Naruto, One Piece e Dragon Ball), il migliore in assoluto è anche quello uscito più in sordina e diciamocelo, quello che purtroppo è stato considerato davvero da pochi: Jojo’s Bizarre Adventure All-Star Battle. Perché? Ma perché semplicemente lo riteniamo un prodotto ottimamente confezionato che sprizza amore per la saga di Araki come in pochi altri casi abbiamo visto. Inoltre, vogliamo parlare del fatto che è INCREDIBILMENTE buono tanto sul piano tecnico quanto quello del fan service? E parliamone! CyberConnect2 ha preso spunto da alcune meccaniche presenti in Street Fighter 4 e dal vecchio picchiaduro dedicato a Jojo di Capcom, producendo un mix che non ergerà certo All-Star Battle ai massimi livelli del genere, ma sicuramente lo rende un esempio perfetto di come si utilizza una licenza accattivante (andiamo, Jojo è una figata!) per creare un gioco che abbia anche un gameplay valido e con personalità. E questo con buona pace dello scintillante NARUTO SHIPPUDEN: ULTIMATE NINJA STORM REVOLUTION che ormai equivale ad una minestra riscaldata almeno 10 volte…

La storia più bella – Valiant Hearts: The Great War

storiaRaccontare una storia non è mai semplice. C’è da creare personaggi interessanti, una trama capace di appassionare e soprattutto suscitare emozioni. Le emozioni: è questo il segreto per una buona storia. Non c’è tecnicismo che regga, quando fai emozionare qualcuno, il tuo lavoro di narratore può dirsi riuscito. Anche qui dobbiamo rammaricarci, questo 2014 è stato povero di emozioni vere. Ci sono stati pochissimi titoli capaci di colpirci nel profondo, ci farci sentire che i videogiochi possono essere “qualcosa in più”. La cosa più triste è constatare che tra i migliori, ci sono titoli già giocati in passato come The Last of Us e Final Fantasy X. Quest’anno ci siamo imbattuti anche in una piccola grande perla videoludica: To The Moon. Saremo qui a premiarlo ed osannarlo, se non fosse che la magia di Kan Gao è stata rilasciata ben più di qualche anno fa. A guardare bene nel mucchio qualcosa di magico si trova sempre: Valiant Hearts. Per una volta la Guerra non è un’ambiente interattivo dopo sparare senza soluzione di continuità, ma un crogiolo di emozioni umane, che per una attimo ci ha trasportato realmente nel vivo nella guerra, non solo dove si spara ma anche dove si sopravvive con pochi stenti. Impossibile rimanervi indifferenti.

Miglior Esclusiva – Mario Kart

miglior_esclusivaCon l’idea di massimizzare i profitti, ogni software house che si rispetti cerca di raggiungere il maggior numero di utenti possibili, producendo giochi per qualunque cosa abbia uno schermo. Sicuramente prima o poi Activision o Ubisoft convertiranno i loro titoli anche per  i display del microonde o per i touchscreen della nostra macchina. Nel frattempo, guardiamoci intorno alla ricerca di quei titoli pensati e realizzati per una sola console, che chiamiamo esclusive. Questi particolari giochi sono quelli che in un modo o nell’altro rappresentano l’essenza della console stessa e al tempo stesso della casa che li ha prodotte. Sono una sorta di stendardo che porta i colori della filosofia ludica alle spalle del titolo e non è un caso che tra i giochi in lista la maggior parte siano di casa Nintendo, un’azienda che ha tanto da dire sui videogiochi e che si porta con sé una filosofia decennale. Non potevamo assegnare il premio come miglior esclusiva a Bayonetta 2 (per quanto possa sembrare un controsenso e anche se molte console sono state comprate con l’intento di giocare a questo titolo), perché Bayonetta è un titolo troppo recente e che non rientra nella storia nintendiana. E’ un grande gioco (basta vedere oltre), tanto quanto Super Smash Bros., ma il vero portavoce del significato di ESCLUSIVA è Mario Kart 8, osannato come concept fin dal suo esordio sul SNES, copiato in ogni maniera ovunque, ma senza che mai nessuno riuscisse a ricrearne la magia. Un gioco che nasconde all’interno del suo codice la chiave del vero divertimento e contemporaneamente rappresenta la summa e il manifesto programmatico di chi l’ha realizzato.

L’eroe dei due Mondi – Far Cry 4

eroe2Diciamolo pure con franchezza: questa generazione di console, soprattutto dal punto di vista tecnico, è stata un po’ deludente fino a questo momento. Non siamo ipercritici, tanto meno fanatici del “conteggio pixel” però una cosa va detta: la nuova generazione può e deve offrire di più. A conti fatti i titoli che ci hanno lasciato a bocca aperta sono veramente pochi, e per lo più trattasi di esclusive. Bisogna quindi riconoscere l’enorme gap che hanno gli sviluppatori nel produrre titoli “ibridi” a cavallo di due generazioni sempre più distanti. È palese come sviluppare su hardware così diversi sia limitante. Console come Playstation 3 e Xbox 360 ci stanno per lasciare definitivamente e questo, a mio avviso, è un bene. Quando gli sviluppatori potranno concentrarsi unicamente sulla attuale generazione, liberandosi da tutti i compromessi per far girare i propri giochi su tutte le piattaforme, allora sì che avremo un primo grosso assaggio di next-gen. Per ora stiamo combattendo tra “due mondi”. E il nostro Eroe è Far Cry 4. Titoli come The Evil Within, Metal Gear Solid V: Ground Zeros, hanno mostrato il fianco scoperto sulla vecchia generazione, ricordando a tutti noi che ormai queste console possano andare in pensione. Far Cry 4 è lì, capace di regalarci un’azione adrenalinica e un gameplay solidissimo praticamente su tutte le piattaforme, facendoci dimenticare, almeno per un attimo, il futuro videoludico che ci attende.

Premio Tachicardia – Alien: Isolation

tachicardiaUna delle sensazioni umane più forti è la paura. Questo sentimento, oltre che farci imprecare non poco, è da sempre uno degli espedienti più usati dai media. Basti pensare ai film dell’orrore, ai libri che ti tengono col fiato sospeso e, ultimi ma non ultimi, i videogiochi. C’è da dire che il genere in questi ultimi anni non gode di ottima salute. Chi non ricorda il terrore di giocare le prime volte a Resident Evil? Quel fremito gelido lungo la schiena, la mano tremante mentre si avanzava schermata dopo schermata? Erano giochi paurosi… ma bellissimi. In questi ultimi anni solo Dead Space (il primo) è riuscito a farci tremare come allora, a riportaci indietro nel tempo quando trovare munizioni e un medikit, ti faceva sentire forte come Rambo… per poi cacarsi di nuovo sotto dopo due minuti. Quest’anno abbiamo avuto una piccola, ma speriamo significativa, inversione di tendenza. Mikami è tornato sul genere: The Evil Within è un degno survival horror, viziato forse da alcune meccaniche vetuste e un’impoverimento di idee negli ultimi capitoli. Qualunque siano le vostre considerazioni a riguardo, una cosa è innegabile: siamo tornati ad aver paura! E questo ci basta… o forse no? Pensateci, non è solo questione di avere paura, ma anche di sentirsi indifesi, prossimi alla sconfitta e tremanti di fronte ad avversari apparentemente invincibili. In questo Dark Souls 2 fa più paura di qualsiasi altro videogame. Quante volte giocandoci vi siete accorti che nello sconfiggere un boss eravate ansiosi e tremanti? Sicuramente tante. Eppure per noi solo Alien: Isolation ci ha letteralmente messo con le spalle al muro. In Isolation ogni passo falso può condurti alla morte, ogni minimo rumore è uno sbaglio che non andrebbe mai commesso. Chiunque ci abbia giocato sa quanto veloce può battere un cuore di un videogiocatore…

 

Premio Mariangela – Watch Dogs

mariangelaLa figlia del ragioniere più celebre del cinema italiano ci pareva appropriata per prestare il nome al premio per il gioco più deludente del 2014. Non  parliamo per forza di un gioco orribile in senso assoluto ma che sia quanto di più rappresentativo della mediocrità che può raggiungere a volte, e nostro malgrado, l’industria contemporanea dei videogames. Che altro aggiungere che non sia già stato detto? Watch Dogs è stata la delusione più COCENTE dell’anno, pari solo all’altezza delle aspettative che Ubisoft voleva che avessimo per questo titolo. Watch Dogs doveva essere innovativo e rivoluzionario nonché top di gamma a livello tecnico e grafico. Cosa è stato realmente? Un gioco anonimo, senza alcuno reale spessore, che non ha spiccato in nessuna componente, meno che meno quella tecnica. Un gioco noioso che non giustifica i ritardi subiti ne l’hype che ha generato nei mesi precedenti. Ma se fosse uscito in sordina e non fosse stato vittima del marketing ultra pompato? Eh no, non ci fregate cosi, Watch Dogs è un titolo brutto che non vale i vostri soldi, poco da fare.

Insieme è bello – Super Smash Bros. Wii U

insiemeIl gioco, inteso nella sua interezza e non necessariamente in ambito elettronico, è sempre stato associato ad aspetti sociali e di socializzazione. Giocare da soli è solo per un mero divertimento onanistico e intimo, laddove avere compagni e avversari aumenta le possibilità di divertimento. In ambito videoludico è la stessa cosa e qui vogliamo indicarvi il titolo che più di tutti fa dell’esperienza multigiocatore il suo fiore all’occhiello. Non poteva mancare nella rosa il caro mezzo odiato Destiny, gioco social per eccellenza, dove non esiste un momento in cui non vi troviate spalla a spalla con un compagno, senza sapere perché. Ma non è lui il vincitore, come non lo è neanche Mario Kart 8, divertentissimo online e off line grazie alla sua formula rodata e conosciuta. Il vincitore, il top del top del 2014 per divertirvi in compagnia è il supremo Super Smash Bro per Wii U. Pensate: quattro giocatori online e sarete schiumanti di rabbia dopo un paio di minuti; otto giocatori online ed è l’apocalisse; quattro giocatori in locale: avrete tre amici in meno e forse un paio di sputi non ve li toglie nessuno; otto giocatori in locale e avrete il salotto devastato e pieno di gente urlante con il sangue agli occhi. Questo è il multiplayer secondo Nintendo. E noi ci inchiniamo

Effetto Viagra – Dark Souls II

ViagraCi sono dei giochi che proprio non riescono ad esaurire la loro carica “giocosa” nemmeno dopo ore e ore e ancora ore di gioco. Non parliamo di mera longevità, ma di quel fattore X che ti permette sempre di trovare una scusa per non abbandonare un determinato universo virtuale. In questo, il campione del 2014 è stato sicuramente Dark Souls II. Non basta infatti sempre una mole di contenuti senza fine a mantenere l’interesse vivo ad oltranza, e di fatti Dark Souls II ha questa e molte altre frecce al suo arco. Abbiamo giocato l’intero gioco e lo abbiamo rigiocato per goderci l’aumento di sfida a new game plus, abbiamo giocato, uno, due, tre DLC impegnativi, profondi ed estesi. Ma il segreto che rende Dark Souls II una fonte inesauribile di goduria non è ancora questo. Come dite, è il multiplayer? Naturalmente si, rende l’esperienza di gioco e l’esplorazione delle meccaniche ancora più longeve MA, per noi StayNerdiani, l’ingrediente segreto che rende marmoreo nel tempo il divertimento derivato da Dark Souls II è il fatto di poter cambiare ruolo, modo di giocare, e accidenti, quasi gioco, ogni singola volta che volete. Potete essere arcieri, spadaccini, stregoni, utilizzare mazze, sfruttare la velocità delle lame corte, gestire in moveset delle armi più particolari, impratichirvi con le balestre, inventare stili su stili, dare una nuova dimensione al gioco ogni volta che il primo barlume di ripetitività fa capolino nei vostri spiriti. Scoprirete quante meccaniche cosi diverse tra loro possano equamente considerarsi valide e per questo appetibili rendendo DS II sempre fresco e sperimentabile. Vi pare poco?

Gioco dell’anno – Bayonetta 2

bestgameSiamo finalmente arrivati al clou di questi Award, il momento che tutti stavamo aspettando, noi in redazione e voi che ci leggete e seguite! Perché, vedete, la scelta del gioco più fico in assoluto, della perla che ha illuminato tutto questo anno è una cosa dannatamente seria e soprattutto difficile. E’ seria perché mette in campo tutta la nostra conoscenza da videogiocatori incalliti e navigati, ci fa fare i conti con i numeri e i sentimenti, con noi stessi e con i nostri colleghi, ci fa grattare la testa pensierosi e ci fa soppesare ogni singolo minuto passato davanti a un monitor a veder scorrere poligoni, frame, animazioni ed effetti speciali. E’ difficile perché ci espone a qualunque cosa la rete ha da riservarci, perché siamo consapevoli di non poter fare contenti tutti, mai. E sottolineiamo che non siamo qui per fare contento qualcuno, che non siamo fan, non apparteniamo a qualche casata, non abbiamo particolari legami con qualcuno. Qui vogliamo solo essere imparziali e ci prendiamo questo spazio per spiegarvi le nostre motivazioni. La scelta è stata dura, quest’anno come non accadeva da tanti a questa parte. Ci troviamo nel difficile periodo di transizione tra due generazioni: una, quella vecchia, che cerca di sopravvivere, sparando le ultime cartucce, l’altra, neonata, che vagisce e urla in cerca di attenzione. E potete vedere che uno dei titoli in lizza per il titolo di Gioco Supremo è proprio un esponente della vecchia gen, il buon vecchio odiato e crudele Dark Souls 2: incredibile titolo con una personalità e un livello di sfida che lo hanno reso leggendario. A seguire sempre sul filo del fantasy e del GDR è arrivato l’insospettabile Dragon Age: Inquisition, perla magistrale e segno indiscusso di come una software house degna di questo nome riesca a imparare dai propri passi falsi e dalle critiche mossegli dagli utenti ultimi fruitori. Dalle tinte fosche e grigiastre di due universi in rovina, in un tripudio di clacson, nostalgia e divertimento coloratissimo, arriva sgommando il sempreverde (e quasi perfetto) Mario Kart 8, gioiello capace di accontentare chi vuole un gioco da domenica mattina, giusto per farsi una partitella veloce, e chi invece vuole buttare il sangue appresso ad avversari tosti e aggressivi, cercando di vincere contro ogni avversità (MALEDETTO GUSCIO BLU!!!!). Tutti giochi indiscutibilmente favolosi, ma nessuno di loro è arrivato tanto in alto da meritare il titolo di masterpiece del 2014, nonostante meritino di  essere presenti in ogni ludoteca che si rispetti. Nessuno di loro, per quanto impeccabile, ha raggiunto il mix impareggiabile di giocabilità, bellezza e game design che ci ha letteralmente sconvolti una volta preso tra le mani Bayonetta 2. E’ lei la vincitrice, la strega più bella del panorama videoludico del 2014. Con il suo sorrisetto strafottente, forte di un impianto di gioco a dir poco paradisiaco e incredibilmente sexy ed esuberante, il capolavoro dei Platinum Games riesce a bissare e surclassare il suo predecessore, potenziando una formula di gioco inimitabile. Qualunque cosa un utente cerchi in un action game, qui c’è, elevata alla massima potenza. Un’incredibile longevità dovuta alla modalità online finora inedita e a un infinito fattore di rigiocabilità della storia principale fanno di Bayonetta il portavoce della filosofia del gamer: giochi senza bug, divertenti, con alti livelli di sfida e talmente belli da rimanere impressi nella mente per sempreIl nostro vincitore, quest’anno, è Bayonetta 2 e niente può cambiarlo.

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