Nel secondo appuntamento della rubrica Stay Trash abbiamo scelto di parlare di un film di culto della commedia italiana: Il Ras del Quartiere di Carlo Vanzina, analizzandolo ancora una volta tra il serio e il faceto

ras quartiere

ono rare le volte cui il reboot o il remake supera l’originale, ma alcuni casi sono davvero emblematici.
Potremmo citare ad esempio Scarface o The Departed, ma vogliamo parlare de Il Ras del quartiere di Carlo Vanzina?
Ok, non si tratta di un reboot, viene semplicemente dichiarato che si tratti di un lavoro di ispirazione, ma possiamo non ammettere la sua superiorità di fronte al pur valente I guerrieri della notte di Walter Hill?

Sono serio oppure no? Vi dico soltanto che questo è il secondo appuntamento della rubrica Stay Trash; ulteriori considerazioni traetele voi.

Non siamo più a New York insomma, ma nella Milano dei primissimi anni ’80, dove Veronica Gatti (una giovane Isabella Ferrari), figlia del ragionier Tarcisio (Lino Troisi), è una ribelle che fugge dal benessere e da una vita agiata, ma soprattutto dalle attenzioni forse un po’ troppo morbose seppur comprensibili di un padre vedovo, e lo fa cercando adrenalina e distrazioni oltre il limite in una delle più temibili bande criminali della città.

Ma il ragioniere è disposto a tutto pur di riavere in casa la propria figlia, e gira di notte nei luoghi più malfamati, rischiando la pelle. A salvarlo ci pensa il “Ras” Domingo (Diego Abatantuono), gigante dal cuore buono, che quando vede l’uomo in difficoltà si mette in mezzo per trarlo in salvo. Da quel momento il ragioniere sceglie di affidarsi proprio a lui, che in cambio di denaro si calerà nei panni di una specie di investigatore privato allo scopo di ritrovare Veronica Gatti.

L’evoluzione del terrunciello

Ai tempi de Il Ras del Quartiere Diego Abatantuono era già entrato a prepotentemente a far parte della commedia italiana, facendoci scoprire e apprezzare in più di una occasione il suo personaggio del terrunciello,” il settentrionalo 100% con l’accento che fa rustico”, che gli ha permesso di avere una carriera eccezzzziunale. Impossibile, ad esempio, non ricordare una delle sue prime performance in tal senso, nel fantastico Fantozzi contro tutti, dove interpreta il panettiere Cecco. Tuttavia è con I Fichissimi – uno dei primi lungometraggi in cui l’attore dà il meglio di sé nelle vesti di protagonista – che Abatantuono sfrutta a pieno l’occasione datagli dai Vanzina, ripetendosi l’anno seguente sempre per un film degli stessi registi, ovvero Eccezzziunale… veramente.
Come era consuetudine in quegli anni, nel giro di pochissimo tempo Diego Abatantuono domina il grande schermo e la sua diventa una presenza fissa di quel cinema di genere, con otto film in tre anni.

Vederlo allora in sala nel 1983, con Il Ras del Quartiere, in cui interpreta il protagonista, non stupisce affatto. A stupire è l’ambientazione del film di Carlo Vanzina, con questa Milano quasi completamente in notturna, in cui le bande fanno il bello e il cattivo tempo.

ras quartiere

Come già accennato, chi ha visto il film di Walter Hill sa bene di cosa si tratta.
Ma cosa ha davvero in meno l’opera vanziniana? Di sicuro non il suo protagonista, sempre perfetto, impeccabile, in grado di unire la comicità al dramma, riuscendo a emozionare ed emozionarsi, senza timore di mostrare la sua anima buona e la sua sedicente voglia di normalità, la paura della solitudine, naturalmente celate sotto i modi da duro, da Ras.
E poi c’è Mauro Di Francesco, qui nei panni di Jena – un chiaro omaggio ad un altro film da poco uscito, a cui i Vanzina si ispirano, ovvero 1997: Fuga da New York -, che diventa la spalla perfetta del protagonista, incantando coi suoi giochi di parole.

Le vicende personali di Domingo si mescolano con quelle della sua inchiesta, in un turbinio di emozioni che premia la scorrevolezza in un film di appena 88 minuti, in linea comunque con molte delle commedie di quegli anni.
Il finale è una storia di riconciliazione familiare, che riconsegna anche un po’ malinconicamente ma con una nuova consapevolezza, stimoli diversi e una Harley-Davidson in più il nostro Ras alla sua vita precedente, e il personaggio del terrunciello di Abatantuono a nuove, fantastiche avventure.
E chissà, magari nelle prossime puntate di Stay Trash ne riproporremo qualcun’altra…

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.