Torna uno dei goblin più amati dei videogiochi, più “simpatico” e furioso che mai!

Nel panorama videoludico non sono più così tanti gli stealth puri, capaci di mettere completamente da parte la componente action. Tra le poche eccezioni, spicca il nome di Styx, il carismatico goblin nato dal GDR Of Orcs and Men e capace, in seguito, di ritagliarsi uno spazio da assoluto protagonista con Styx: Master of Shadows. Quest’ultimo, nonostante alcuni problemi non proprio trascurabili, è riuscito a guadagnarsi gli apprezzamenti degli appassionati proprio per il suo essere fortemente radicato all’essenza del genere stealth. A distanza di 3 anni, Cyanide Studios riporta il temerario goblin sui nostri schermi, con Styx: Shards of Darkness che, nonostante il suo fascino e alcune apprezzabili novità, mantiene tutti i pregi e diversi difetti del suo predecessore.

La dose d’Ambra quotidiana

Anni dopo gli eventi narrati nel precedente capitolo, Styx vive nel suo covo lontano dai suoi simili, sempre dipendente dall’Ambra, cercando di guadagnarsi la sua dose quotidiana portando avanti alcuni compiti da ladri professionisti per conto di altri. Proprio durante una tranquilla serata di routine, nel corso della quale il nostro amato goblin è impegnato a rubare la paga delle guardie, questo si ritrova immischiato in una faccenda più grande di lui (non che poi ci voglia così tanto). In poco tempo Styx si inizia una collaborazione con Helledryn, uno dei membri di spicco della squadra S.T.R.A.G.E., creata con il solo scopo di scacciare via i goblin dalle loro terre. Ma gli Umani non sono i soli “interessati” alle bestie verdi, dato che altre due razze, ovvero Elfi e Nani, giocheranno un ruolo fondamentale in questa nuova storia fatta di tradimenti e improbabili alleanze. Nel tentativo di recuperare uno scettro al quale Helledryn sembra essere particolarmente interessata, Styx si imbatte in un elfo mutaforma che riesce a farla franca col bottino, facendo maturare nel goblin un forte desiderio di vendetta per l’umiliazione subita.

Accompagnata da ambientazioni stilisticamente davvero ben realizzate e spesso capaci di farci mettere da parte il bonus tempo per qualche secondo e ammirare il panorama, la trama del gioco si evolve in maniera quasi impeccabile fino a oltre la metà del gioco, per poi perdersi del tutto senza mai ritornare sui propri passi. Alcuni aspetti della narrazione vengono completamente dimenticati fino a raggiungere la sessione finale che, nonostante risulti apprezzabile dal punto di vista ludico, non lo è del tutto in termini di storyline, tronca e incapace di mettere in chiaro l’esito di alcuni avvenimenti precedenti, con diversi personaggi principali messi del tutto da parte nel corso dell’avventura. Nonostante non si tratti chiaramente di un gioco open world, Styx: Shards of Darkness offre la massima libertà d’azione, attraverso i suggestivi scenari che vanno da città in degrado a fortezze elfiche, passando per antiche miniere e mastodontiche aeronavi. Malgrado il gioco non brilli particolarmente dal punto di vista grafico, con alcuni oggetti dell’ambientazione poco curati e l’attenzione per i dettagli che si limita ai protagonisti e ai diversi nemici, il level design generale ci ha lasciati particolarmente colpiti, spingendosi oltre il suo predecessore.

La dose di Stealth quotidiana

Come abbiamo detto in precedenza, Styx: Shards of Darkness si presenta come uno stealth puro in terza persona e, anche se potrete cavarvela in un combattimento 1vs1, il gioco è interamente pensato per agire in furtività. Dunque non ci soffermeremo a parlare del sistema di combattimento corpo a corpo, esiguo e privo di profondità, in quanto anche se rientra (in piccolissima parte) tra le azioni di gioco, si allontana da quella che vuole essere l’esperienza offerta dal team di sviluppo. Tutto quello di cui avrete bisogno per affrontare l’avventura è il vostro pugnale e le abilità di Styx. In generale, vi muoverete in ambientazioni relativamente vaste e piene di opportunità diverse per raggiungere gli obiettivi, principali e secondari, facendovi largo tra le guardie e sfruttando tutti gli elementi presenti nello scenario. Portando avanti le missioni secondarie e ottenendo i vari bonus ad ogni livello si potrà espandere il ramo delle abilità, che va a delineare il tratto GDR presente nel gioco. Inoltre, raccogliendo alcuni materiali, sarà possibile creare diversi oggetti presso i tavoli da lavoro, tra i quali dardi, fiale di vita e Ambra, diversivi e trappole. Tra le abilità di Styx, ognuna delle quali consumerà una determinata quantità di Ambra, troviamo l’invisibilità e la generazione di un clone, che possiamo controllare e sfruttare per creare diversivi con lo scopo distrarre le guardie.

L’interfaccia di gioco è ben realizzata e poco invasiva: sullo schermo vengono visualizzate soltanto le informazioni relative a punti vita e quantità di Ambra disponibile, con il menù relativo a oggetti e abilità visibile solo alla pressione dei relativi tasti. Il gioco offre molteplici soluzioni per portare a termine le missioni, adatte a tutti i tipi di giocatori ma particolarmente gratificante per quelli che affronteranno l’avventura con maggiore discrezione, con bonus aggiuntivi per chi riuscirà a portare a termine i livelli entro il tempo prestabilito ed eliminando il minor numero di guardie possibile. Con la progressione del gioco, la sfida si farà sempre più ardua, soprattutto per via dell’arrivo di nuovi nemici, tra i quali i Nani, capaci di percepire a maggiore distanza la vostra presenza grazie al loro olfatto particolarmente sviluppato, o elfi dotati di armature pesanti che li renderanno in grado di resistere al vostro pugnale. La maggior parte degli elementi presenti negli scenari saranno parte integrante del gioco: se da un lato sarà possibile manomettere i sistemi d’allarme, spegnere le torce per agire nell’ombra, nascondersi nei barili o far piombare lampadari su un gruppo di guardie, dall’altro bisognerà far attenzione a non urtare determinati oggetti, come vasi e sedie, perché potrebbero allertare le guardie che verranno prontamente sincerarsi della situazione… forse.

La dose di Intelligenza Artificiale e Bug quotidiana

L’aspetto che più di tutti ci ha lasciati interdetti di Styx: Shards of Darkness, è l’intelligenza artificiale dei nemici, particolarmente altalenante. Se in alcuni casi questi sembrano essere decisamente astuti, sbirciando dietro ogni angolo e setacciando tutti i nascondigli possibili nella zona dell’avvistamento, in situazioni diverse ci hanno letteralmente spiazzati. Dopo diverse prove, siamo giunti alla conclusione che l’IA risulta essere encomiabile quando le guardie sono in allarme e quando la situazione è completamente tranquilla, mentre i problemi si presentano (spesso) quando queste intravedono un movimento sospetto, quando risultano molto meno attente. Tuttavia, non ci sentiamo di condannare del tutto questo aspetto, soprattutto per il già citato comportamento in fase di allarme e l’attenzione dei nemici al cambiamento dello scenario che, ad esempio, si accorgeranno di una torcia spenta rimediando prontamente.

Infine, c’è da segnalare la presenza di diversi bug che affliggono le guardie. Molto spesso, queste non riescono ad evitare gli ostacoli sul loro cammino, e si ritrovano a “teletrasportarsi” su questi per poi tornare a terra. In altre situazioni, invece, queste rimangono bloccate camminando in una piccola area. In ogni caso, la presenza di questi bug non mina particolarmente la ben riuscita esperienza di gioco complessiva, capace di garantire circa 14 ore di gioco che andranno ad espandersi nel caso in cui si decida di recuperare tutti gli oggetti e portare a termine tutte le missioni secondarie, che potrete affrontare anche in compagnia grazie alla modalità online cooperativa, sicuramente un’aggiunta molto gradita ma da considerarsi come un contorno dopo essersi gustati interamente in solitudine la campagna single player.

Verdetto

Styx: Shards of Darkness è un gioco che non si pone come obiettivo principale quello di rivoluzionare un genere ormai quasi del tutto abbandonato, puntando su meccaniche già rodate e particolarmente funzionali e con una serie di nuove aggiunte che lo rendono un must have per gli amanti dello stealth puro. Nonostante qualche scivolone sull’I.A. dei nemici e alcuni bug che ci auguriamo vengano sistemati con le successive patch, il gioco risulta essere divertente e impegnativo al punto giusto offrendo anche una buona longevità, soprattutto nel caso in cui si vogliano portare a termine tutte le missioni secondarie e la ricerca degli oggetti nascosti. Consigliamo, inoltre, di dare una chance al piccolo capolavoro di Cyanide anche ai giocatori che non si sono mai avvicinati al genere… Nel tentativo di prenderci la mano vi subirete gli insulti di Styx, ma questi sono dettagli!

Styx: Sharkds of Darkness - Recensione
7.8Voto
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