L’incubo di Sebastian non è concluso

Se non fosse stato per i rumor insistenti poco prima della conferenza di Bethesda, devo dire che non ci avrei molto creduto su un seguito di quella perla che fu The Evil Within. Un gioco brillante per molti aspetti, ma apprezzato veramente da una fascia molto ristretta di videogiocatori. Gli amanti dell’estro di Mikami, del suo stile inconfondibile, della sua capacità di creare un immaginifico legato alla tradizione horror tanto cinematografica quanto videoludica, di cui tra l’altro, è uno dei pionieri. Il titolo comunque, era frutto di una collaborazione atipica, tra i giapponesi Tango e Bethesda, e anche se il finale non chiudeva esattamente tutti i cerchi, l’impressione era quella di un gioco “one shot”, che non avrebbe mai visto un proseguo.

Eccoci invece a parlare di The Evil Within 2, cosa che renderà molto felici i fan dei survival horror “classici”, ovvero quelli alla vecchia maniera con la visuale alle spalle del protagonista, prima che giungessero Outlast, Amnesia e Resident Evil 7 e portassero nel genere il nuovo standard della prima persona. Partiamo subito dal dire che purtroppo non sarà diretto da Mikami, che sarà “solo” il produttore. Una notizia recente che ammetto, mi ha deluso, ma nemmeno stupito più di tanto. Difficilmente Mikami è mai tornato sulle proprie opere e tra l’altro, si dice che il primo The Evil Within fosse un gioco partorito più che altro dalle continue richieste dei fan verso il maestro giapponese perché donasse all’umanità un nuovo “Resident Evil”. Missione compiuta (con talento innegabile), pratica archiviata. Questo deve aver pensato il buon Mikami, per nulla ansioso di creare un seguito del gioco. Ciò nonostante fino a oggi, la maggior parte degli articoli in rete attribuiva ancora il titolo a lui con abbastanza ingenuità. I dubbi sulla paternità di The Evil Whitin 2 a me però, sono venuti subito dal primo trailer rilasciato. Intendiamoci, il gioco sembra graficamente molto bello. Si vede che si tratta di un titolo estremamente più attuale rispetto al primo capitolo, che dovendo uscire a cavallo tra due generazioni, aveva tutti i difetti dei giochi cross-gen. Non è ancora chiaro se TEW 2 girerà su ID Tech 5, o ci sia stato un passaggio alla versione successiva, ma il salto di qualità rimane comunque evidente. Illuminazione dinamica, quantità di dettagli, resa delle texture, fluidità delle animazioni (non bellissime nel primo capitolo), tutto rende davvero molto bene.

Ma si vede anche un drastico cambio della direzione artistica, la si vede nei lineamenti del protagonista, nel design di mostri e nelle ambientazioni. Non è necessariamente meglio o peggio, (l’impressione che ho è che tutto sia stato “occidentalizzato”) ma di sicuro, diverso. E infatti il director è John Johanas, che si è occupato dei DLC di The Evil Within. La cosa purtroppo, mi mette un po’ sull’attenti perché i DLC dedicati alla Kidman tradivano totalmente tutte le buone qualità del gioco principale per fornirci qualcosa di molto più blando e noioso (ma forse si cercava solo diversificare la formula). La mano di Mikami quindi, pare mancare, ma mi auguro che abbia marcato stretto Johanas per fargli seguire la giusta via e che quest’ultimo sia in grado di bilanciare bene componente artistica e ludica per raggiungere quell’alchimia perfetta di cui vantava il primo capitolo. E se proprio non riesce a metterci del suo dignitosamente, speriamo che almeno riesca a copiare pedissequamente l’opera originale. Ma comunque è presto per fasciarsi la testa.

La trama ci rimette nei passi di Sebastian Castellanos, che 3 anni dopo essere uscito dall’incubo dello STEM, scopre che la figlia apparentemente morta, è invece viva, non si sa come, ma per salvarla deve collegarsi ancora una volta alla macchina infernale che trasforma ogni incubo in realtà. Anche in questo caso, permettetemi di sollevare qualche perplessità. La trama del primo gioco era complessa e a tratti confusa ma il pretesto che diede il là agli eventi era perfettamente coerente con il villain di turno e in un modo o nell’altro, alla fine tutto tornava perfettamente, e sebbene l’epilogo lasciava adito a speculazioni di vario tipo, il cerchio si chiudeva dignitosamente, lasciando in realtà grosso mistero solo sulla Moebius, la società segreta che ha mosso tutte le pedine da dietro le quinte. Quando nello story trailer di questo nuovo capitolo vediamo quindi Kidman anticiparci il fatto che Moebius avrà un ruolo importante in TEW2, sicuramente siamo contenti per le nuove rivelazioni che ci attendono, ma… Sappiamo che lo STEM genera un mondo degli orrori se il cervello che lo muove e lo crea dalla propria psiche è fortemente deviato.

I primi dettagli di TEW2 rivelano che Sebastian dovrà entrare nel cervello della bimba, e a meno che non sia una pazza disturbata, non so bene come faranno quadrare le cose per essere coerenti con il contesto originale. Ma vedremo. Le poche sequenze giocate a dire il vero, mi sono pure piaciute, si sono visti frangenti che sembrano creare ottima suspense, nuove mostruosità piuttosto suggestive ed originali, e tutti gli elementi che facevano del primo uno shooter versatile e divertente: l’uso delle armi contundenti per attacchi d’emergenza o alle spalle, bocche di fuoco di vario tipo, e la mitica balestra capace di scoccare dardi dai più disparati effetti.

Insomma, da grande appassionato del primo titolo, aspetto questo The Evil Within 2 al varco con grande attesa, ma le aspettative, ahimè rimangono giocoforza al guinzaglio. Il cambio di direzione è una cosa che non mi fa piacere per tutta una serie di motivi abbastanza oggettivi, in testa ai quali c’è la perdita di quel timbro tipico delle produzioni giapponesi che difficilmente si rimpiazza con benefici, il fatto che al timone ci sia il director dei mediocri DLC di TEW e la sensazione che si siano forzatamente tirate avanti le sventure del povero Sebastian senza motivo (forse un cambio di protagonista sarebbe stato ideale). Ma insomma, siamo qui a sparare a zero sul nulla ovviamente, come è giusto fare in questa sede, e in realtà, è ancora tutto possibile. D’altro canto le carte verranno scoperte relativamente presto, il 13 ottobre non è poi così distante.  Quindi… Che Dio ce la mandi buona.

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