The Shrink Next Door su Apple TV+, tra pregi e difetti

Il panorama dello streaming audiovisivo è stato popolato, ed è tuttora guidato fermamente, dai colossi della grande N di Netflix e un po’ più indietro dalla sezione Prime Video di Amazon. Ma ecco all’orizzonte la realtà di Apple TV+, sempre più vicina, sempre più agguerrita.
Per il momento la sua politica pare essere guidata dal credo della qualità sulla quantità, fatta quindi di un catalogo ristretto ma in continuo aggiornamento tra progetti ambiziosissimi (pensiamo a Foundation) e nomi dall’elevato calibro (pensiamo a Finch). Dal 12 novembre sulla piattaforma della mela è sbarcato anche The Shrink Next Door, una miniserie dallo sfondo psicologico che si tende a cavallo tra una comedy piuttosto caustica e il drama.

Un ottimo cast per una serie tra comedy e drama

Basata sull’omonimo podcast (oramai stanno sostituendo i libri come nuovi terreni di caccia di diritti di sfruttamento) del giornalista e autore statunitense Joe Nocera, conta a livello di immagine su tre nomi fortissimi della comicità americana: Will Ferrell è Marty, un uomo di quarant’anni sommerso da attacchi di panico e crisi esistenziale; la sempre formidabile Kathryn Hahn è sua sorella; infine Paul Rudd (sì, quello che da poco è anche stato eletto come uomo più sexy del mondo da People) è il dr. Isaac, uno psicologo brillante ma forse un po’ furbetto.

Abbiamo visto i primi due episodi della serie, La seduta e La cerimonia, dalla lunghezza che appare variabile dalla mezz’ora ai tre quarti d’ora e quindi apparentemente già a metà dei format drammatico e di commedia di cui sembra appunto essere una forma ibrida.

A dire il vero non bisogna farsi ingannare dai nomi dei protagonisti, perché The Shrink Next Door fino a questo punto sembra in parte sbilanciarsi dalle parti di un racconto molto asciutto, malinconico. Ci si muove tra diversi piani del tempo: iniziamo brevemente nel 2010, accarezziamo per qualche istante gli anni ’50, ma la linea principale della narrazione pone la bandiera nel 1982. È qui che c’è il “punto di svolta”, è questo l’anno in cui Marty incrocia la strada del dr. Isaac che appare pronto dal primo istante ad accogliere le difficoltà di quest’uomo perso nel mezzo della sua vita.

The Shrink Next Door

L’alchimia tra gli interpreti

Marty è stato catapultato al comando dell’azienda di famiglia dopo la scomparsa del padre («Now you’re the boss»), ma questo non ha fatto altro che acuire lo stress di un uomo da sempre nascosto nell’ombra, o più realisticamente nel bagno. Tutto attorno ci sono i tipici drammi familiari, come li chiama la creatura impacciata interpretata da un Ferrell che di corpi grossi e inadeguati come elefanti in una stanza piena di porcellane ha fatto una carriera.

Nel rapporto con il dr. Isaac però sembra esserci una vena di contraddizione, un qualcosa che percorre sottopelle la natura di un dottore che suscita ambiguità nella figura del tank comico che è Paul Rudd. Il confronto tra i due funziona e tra Ferrell e Rudd c’è una naturale alchimia sviluppata nel corso degli anni e dei differenti progetti che li hanno coinvolti assieme (ovviamente Anchorman su tutti).

The Shrink Next Door

Una doppia natura che non valorizza fino in fondo

Allo stesso tempo The Shrink Next Door, sviluppata da Georgia Pritchett, per quanto abbiamo avuto modo di vedere, non riesce mai a decollare davvero. Contesto e siparietti sono trascinati dalla forza degli interpreti, ma la scintilla fatica un po’ ad appiccare la fiamma di un racconto che uno definirebbe “okay”, mai realmente vivace con la verve propria della commedia, mai realmente toccante con l’emotività mutuata dal drama.

Si rimane appesi nel mezzo di episodi che si lasciano osservare, a dirla tutta anche un po’ distrattamente, e non permettono una reale affezione, o anche solo interesse, nei confronti delle dinamiche tra questi personaggi. È una storia a suo modo bizzarra, ma il problema è che non lo è fino in fondo e non prende una strada netta, finendo per annullarsi da sola sotto il peso della doppia natura che dovrebbe andare a contraddistinguerla e invece spegne i vaghi spunti di interesse fino ad ora sviluppati. Insomma, sulla lunga il rischio indifferenza si può fare concreto.

The Shrink Next Door è su Apple TV.

Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo all'Università Sapienza di Roma, al momento prosegue lo studio accademico del mondo del cinema. Interessato attivamente nella sfera della critica cinematografica, è caporedattore per la webzine studentesca DassCinemag e autore all'interno delle redazioni di Anonima Cinefili, Fabrique du Cinema e StayNerd, con pubblicazioni anche sulla rivista culturale Singola. Il suo unico credo è quello dettato dalla Forza. This is the way.