Non ci sono più gli indemoniati di una volta…

È sempre difficile parlare di film come The Vatican Tapes per il semplice fatto che basterebbe dire questo: si tratta di un film brutto, inutile e uguale a cento altri deprimenti pseudo horror sugli esorcismi. Fine. Poi però direste giustamente, che non si tratta di una recensione, per cui vediamo di addentrarci leggermente di più nella cosa, per quanto sia possibile. La storia vede la giovane venticinquenne (Angela) mostrare i primi sintomi di possessione tra i soliti “Cosa?? Ma che succede? Dai tranquilli, sarà solo un po’ di raffreddore” degli immancabili idioti che le ruotano intorno fino all’ultimo terzo di film, in cui tra braccia slogate, lingue strane, e uova vomitate (eh si uova…) si consuma il solito esorcismo in mansarda. Tutto qui.

The Vatican Tapes, film diretto da Mark Neveldine, regista di ‘filmacci’ ben più godibili di questo come Crank o Crank: High Voltage, non è solo un film che annoia ma fa anche incazzare. E per diversi motivi. Fa incazzare perché vuole inserirsi nel filone degli horror ma non ha il coraggio di mostrare la benché minima forma di violenza concreta, durante l’unica scena davvero splatter che vede un tizio conficcarsi due lampadine in faccia la macchina da presa si allontana clamorosamente e totalmente dal dettaglio non dando nemmeno un po’ di soddisfazione allo spettatore, e questo sarà il registro di tutto il film. Fa incazzare perché sfrutta un cast di professionisti (non famosissimi ma va beh…) in malo modo, come Dougray Scott, padre incazzoso della protagonista inutile come pochi nell’economia del film, la meteora Kathleen Robertson riciclata per l’occasione come psicologa (scusate l’indelicatezza ma nel film mi sembrava più una porno segretaria) e credibile quanto un Michael Peña nelle vesti di prete (ovvero per niente). La stessa protagonista Olivia Dudley, l’indemoniata di turno, per quanto non se la cavi male nel ruolo della spiritata, condivide con tutti i personaggi del film una personalità monodimensionale e incredibilmente poco interessante. Questo andrebbe pure “bene” se si fosse puntato tutto  sulla messa in scena e sull’intrigare lo spettatore dal punto di vista della tensione, della paura, delle trovate registiche. E qui veniamo all’ultimo motivo di incazzatura. In un mare di film di genere tutti uguali l’idea di alzare l’asticella parlando non della semplice possessione da parte di un demone random ma dell’incarnazione dell’Anticristo in persona poteva essere interessante, il risultato finale però svilisce tutto tra sequenze che vanno dal pretestuoso al ridicolo senza mai spaventare, salvo non siate davvero super sensibili ai soliti espedienti triti e ritriti del genere.

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Avevo detto che era l’ultimo motivo ma in effetti, non sono finiti: se uno dei lati positivi di questi film è che pur terminando spesso con un plot twist che lascia aperta o interpretabile la situazione, concludono in qualche modo il loro arco narrativo, in un mondo in cui si serializza praticamente la qualunque, The Vatican Tapes tradisce pure questa aspettativa e si interrompe di brutto proprio quando finalmente la storia si sviluppa in qualcosa di potenzialmente interessante, lasciando intendere che tutto continui in un secondo capitolo e dopo averci fatto perdere un’ora e mezza per un preambolo che poteva benissimo non esistere. Insomma oltre al danno la beffa. D’altro canto non mi sento nemmeno di condannare i produttori che continuano a sfornare in serie questa roba senza curarsi minimamente di trattare il genere degnamente cercando di dargli un qualche spunto di valore artistico. Costano pochissimo e la gente va a vederli. Chiamali stronzi…

Cresco e prospero tra pad di ogni tipo, forma e colore, cercando la mia strada. Ho studiato cinema all'università, e sono ormai immerso da diversi anni nel mondo della "critica dell'intrattenimento" a 360 gradi. Amo molto la compagnia di un buon film o fumetto. Stravedo per gli action e apprezzo particolarmente le produzioni nipponiche. Sogno spesso a occhi aperti, e come Godai (Maison Ikkoku), rischio cosi ogni giorno la vita in ridicoli incidenti!