Ne è passata di acqua sottocoperta…

20 anni sono passati da quando James Cameron stravolse a suo modo la storia del cinema consegnandoci Titanic. Il 16 gennaio 1998 infatti, dopo essere uscito da circa un mese nelle sale americane, sbarcò anche in Italia.
Il successo che ebbe lo sappiamo tutti. Negli States, così come nel Belpaese fu il film con il maggiore incasso di sempre, resistendo per più di 10 anni, fino al 2009 quando il record venne battuto dallo stesso Cameron con Avatar. Ovviamente si è a lungo dibattuto sulla validità di tali classifiche, in quanto l’aumento del prezzo del biglietto ha fatto in modo che molti film abbiano compiuto dei veri e propri immeritati balzi in classifica a dispetto di un numero di spettatori realmente inferiore a quello di pellicole posizionate più un basso. Dati che tuttavia, ora, a fini di questo discorso ci interessano il giusto, poiché Titanic è stato a tutti gli effetti un successo stratosferico e che può ripetersi con una cadenza orientativamente decennale.
Numeri da capogiro per il film già solo nella nostra Italia: oltre 50 milioni di euro e più di 8 milioni e 700mila spettatori. Per non parlare poi dei riconoscimenti ottenuti. Record di nomination, ben 14, al pari di Eva contro Eva e il recentissimo La La Land, ma soprattutto record di statuette, 11, come Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re, e Ben Hur.


Ma a cosa è dovuto un simile successo?
Titanic è un’opera che ha segnato più di una generazione, con la storia d’amore straziante di Jack e Rose che è rimasta nei cuori dei giovani, dei giovanissimi ma anche dei più vecchiotti che videro il film in sala 20 anni fa e rimasero turbati ma estasiati da ciò che accadeva sullo schermo.
My heart will go on, colonna sonora sublime cantata da Celin Dion ha sconquassato l’animo di tutti noi, persino dei più duri e meno propensi alla lacrima, perché James Cameron è uno che sa il fatto suo, sa come mettere in scena un racconto, come narrarci una storia e renderla piena di fascino, curandone ogni suo aspetto. Eppure, di tanto in tanto, ci si può affidare anche al caso, alla fortuna o una squadra vincente, come accadde appunto per la soundtrack di Titanic. Cameron, incredibilmente, non voleva nessuna canzone nel film, ma James Horner compose e scrisse insieme a Will Jennings My heart will go on, facendola cantare poi – come ben sappiamo – alla Dion, e la presentarono al regista in una demo che gli fece immediatamente cambiare idea. Il risultato è quello che conosciamo tutti: un album che fu un trionfo planetario, contribuendo di certo a quello del film in sé, e che – per restare in tema di numeri – riuscì a vendere oltre 27 milioni di copie in tutto il mondo. Niente male, no?


Ma tornando al film e all’amore narrato anche dalle note della traccia cantata da Celine Dion, la breve ma intensa relazione amorosa tra Jack e Rose è di per sé banale, con la classica rappresentazione della donna ricca e un po’ annoiata che si lascia andare alle attenzioni divertenti ed intriganti di un giovane e belloccio ragazzo del popolo, uno squattrinato che è riuscito a salire sulla nave grazie ad un colpo di fortuna (che culo, eh!), ma che ha anima e doti da artista, chiuse e costrette purtroppo nel corpo di un provincialotto. Ma Titanic di Cameron, appunto, non è solo questo. È molto di più, è la storia della società, non solo di un’epoca ma di tutte, poiché il messaggio di fondo (uno tra i tanti) è di un’attualità disarmante. Le nette differenze tra l’alta borghesia e il resto del popolo vengono rappresentate continuamente ed in maniera pungente dal regista di Terminator, calcando forse persino troppo la mano sul discutibile cliché che i ricchi si annoiano e i poveri si divertono (ma dove?), ma probabilmente al tempo le cose erano un po’ diverse, soprattutto per la donna ed il ruolo che doveva ricoprire, ed allora la bella Rose scopre un mondo tutto nuovo quando viene ospitata da Jack nell’ala “sbagliata” della nave.
Quelle differenze, quelle diseguaglianze resistono quasi fino alla fine, dove la nobiltà cerca di far valere i propri diritti alla sopravvivenza scavallando il semplice cittadino del popolo al quale non spettano zattere di salvataggio, o comunque solo dopo che tutti i ricchi abbiano un posto a sedere e una coperta calda. Ma se c’è qualcosa che non fa distinzioni di nessun tipo è la spietata natura, l’acqua fredda e glaciale, l’iceberg con cui il Titanic impatta rovinosamente, ed il panico, quello vero, prende tutti indistintamente.

titanic 20 anni successo

Amore e morte viaggiano su un percorso ricco di ostacoli, che oltre agli impedimenti della differenza di classe vedono ora quelli di un destino macabro e spietato.
Si è a lungo dibattuto, persino ridendoci sopra, sulla vicenza “zattera” e sul perché non potesse ospitare entrambi i ragazzi e il povero Jack si sia dovuto sacrificare per salvare la vita della sua amata. Probabilmente se il film fosse uscito oggi avremmo a disposizione quintali di meme umoristici sull’argomento, dal momento che se ne continua a parlare ogni qual volta si fa il minimo riferimento a Titanic e alla storia d’amore tra Jack e Rose.
Di recente il nostro caro James Cameron è sbottato, forse stanco e sfinito dalle numerose e continue battute. Perché Jack doveva morire? “Avete mai sentito parlare di scelta artistica?“. Con un filo di saccenteria, per altro motivata, ha cercato così di mettere a tacere le voci sul tema, dichiarando oltretutto come sia “sciocco” perseverare a 20 anni di distanza con simili dissertazioni.
La zattera (che poi era una porta, tra l’altro) era sì, probabilmente grande per contenere entrambi, ma di certo non per reggere il peso di tutti e due. Il che, in effetti, ci sembra piuttosto logico.
Il fatto che se ne continui a parlare ad ogni modo non fa che corroborare le tesi su quanto il film sia riuscito e su come il pubblico abbia empatizzato totalmente col suo protagonista, versando fiumi di lacrime per la sua triste dipartita.

Tutto questo parlare di Titanic non fa che rendere quest’opera ancor più epica di quanto non lo sia già, e ogni qual volta le nostre televisioni passano il film diventa difficile resistere alla tentazione di vederlo, almeno per qualche scena, nonostante tutti noi lo conosciamo a memoria.
Titanic è un kolossal. È una delle storie d’amore più belle della storia del cinema. È un’opera gigante sotto ogni punto di vista, ed il suo successo è destinato a non finire mai, così come assai difficilmente perderà altre posizioni nella classifica dei film che hanno sbancato il box office; almeno fino al prossimo film di Cameron.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.