Finalmente il gioco che ci dirà se siamo più furbi dell’imbecille medio protagonista di ogni teen-horror movie

Nonostante l’enorme stupore ed entusiasmo per i fantastici annunci che si sono susseguiti durante l’E3 di pochi giorni fa, i possessori di PS4 si saranno sicuramente resi conto che in ogni caso, fino all’anno prossimo, il piatto piange. In effetti praticamente qualsiasi esclusiva di rilievo si farà attendere ancora per molto tempo e per quest’anno tocca che ogni sonaro si arrangi con le uscite multipiattaforma previste da qui alla fine del 2015. Tra un Batman Arkham Knight e un Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, troverà però spazio proprio un’esclusiva tutto sommato poco chiacchierata, che uscirà il 25 agosto: Until Dawn. Il titolo è sviluppato dai giovani Supermassive Games, gente alle prime armi, che hanno lavorato in maniera minore a brand importanti come Little Big Planet o Killzone, e che ora hanno l’occasione di dimostrare il loro valore con qualcosa di tutto loro.

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Ma di cosa parliamo esattamente? Beh, il modo più veloce per riassumere -a spanne ma forse nemmeno troppo- il concetto di Until Dawn è questo: prendete un qualsiasi titolo di David Cage, come Heavy Rain e Beyond: Two Souls, e pensatelo in chiave slasher horror movie. Esatto, perché è di questo che parliamo sostanzialmente, un’avventura sui binari dalla libertà interattiva molto limitata compensata dai molti bivi decisionali che vi permetteranno di  cambiare in modo sensibile il destino dei protagonisti. Il contesto è molto semplice e di fatto segue pedissequamente il canovaccio di moltissimi film horror, partendo da una base a là Halloween e poi infilandoci un po’ tutti i cliché di sceneggiatura che venivano in mente agli sviluppatori. Otto giovani ragazzi pensano di passare un tranquillo e spensierato week end tra bucolici panorami montanari e boscosi nella loro bella e rustica baita e invece dovranno fare i conti con un assassino mascherato (che si rifà appunto alle figure di Michael Myers, Jason e loschi figuri simili), che cercherà ovviamente senza alcun apparente motivo, di fare la pelle a tutti.

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Non è da escludere comunque che nella storia poi si aggiungano elementi più paranormali come fantasmi o possessioni giusto per rendere le cose un po’ più varie e pepate, anche perché alcuni dettagli dei trailer mostrati fino ad oggi lascerebbero presagire qualcosa del genere (come ad esempio la presenza di una tavoletta ouija), ma vedremo. Il gioco si dividerà sostanzialmente in sezioni esplorative (presumibilmente piuttosto lineari ed elementari) e appunto, momenti in cui ci troveremo in pericolo di vita o di morte e a noi spetterà decidere come agire. A seconda della scelta fatta, non solo i personaggi protagonisti di quella sequenza potrebbero sopravvivere o meno, ma andremo anche a modificare gli eventi futuri. Va da sé che quindi probabilmente per concludere il gioco dovremmo arrivare all’alba con almeno un protagonista vivo, ma ogni volta che ricomincerete il gioco potrete per questo motivo vivere un’esperienza sensibilmente diversa facendo scelte diverse: decidere di affrontare un branco di cervi indemoniati che ci circondano o provare a sgattaiolare via? Cercare di comunicare informazioni importanti ai soccorsi per radio o sfruttare l’attimo per chiedere disperatamente aiuto?

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E ancora, fuggire con la coda tra le gambe di fronte al serial killer o farsi coraggio e provare a centrarlo con magari, l’ultima pallottola di un’arma da fuoco trovata casualmente in giro? In questi ultimi casi il gioco si fa più dinamico, avremmo diverse possibilità interattive, potremo prendere la mira, lanciare oggetti e cosi via. Rimaniamo sempre nell’ambito del semi-scriptato ma da questo punto di vista le sequenze ‘d’azione’ se cosi vogliamo definirle, sembrano rendere il giocatore più partecipe di un qualsiasi gioco di Quantic Dream. D’altra parte però, gli ambienti appaiono molto meno interattivi e non potremo ‘cazzeggiare’ con molti elementi dello scenario come nei titoli di Cage, cosa che unita ad un comparto grafico sicuramente gradevole ma decisamente sotto le aspettative che si potrebbero avere nei riguardi di un gioco di questo genere, conferiscono a Until Dawn un’aura da produzione modesta, almeno secondo la mia personale percezione.

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C’è da dire che in realtà le caratteristiche che possono realmente decretare il valore di un progetto simile sono assolutamente insondabili fino all’uscita del gioco completo, ovvero: il ritmo del comparto narrativo, bontà della sceneggiatura (si ragazzi, anche uno slasher movie di serie B ha bisogno di una scrittura fatta come si deve…) e il reale riscontro sulle fantomatiche modifiche del nostro percorso in relazione alle nostre azioni. Troppe volte abbiamo sentito pompare oltre ogni misura questo tipo di caratteristica ma se tutto si riduce ad una manciata scarsa di macro-influenze e mille piccole differenze prettamente sceniche, non andremo molto oltre quello che si è già visto fino a oggi. Certo rimane l’allettante prospettiva di dare una rivalsa a tutti i personaggi idioti di questo tipo di film, che notoriamente prendono sempre le decisioni più stupide facendoci imprecare davanti allo schermo al grido di: “ma allora vuoi proprio crepare??!!!”. Potremmo finalmente dimostrare che NOI invece sapremmo cosa fare in quelle situazioni per salvare le chiappe… forse…

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