Orgoglio lunare per noi

Domenica 18 dicembre è andata in onda su Rai Gulp la prima puntata di Pretty Guardian Sailor Moon Crystal, fedele adattamento animato del manga di Naoko Takeuchi, uscito in Giappone in occasione del ventesimo anniversario della serie.

L’hashtag #SailorMoonCrystal è diventato addirittura top trend di Twitter durante la trasmissione, e un’intera generazione ormai cresciuta è insorta contro la sigla, contro i doppiatori, contro la grafica, pendendosela in pratica con qualsiasi cosa tranne la maledetta sindrome di Peter Pan che caratterizza i trentenni di oggi.

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Leggendo i tweet di @cucciola89 e @stellina_in_cerca_di_amore_2, si evince che a quelli che sono cresciuti con Sailor Moon, questa serie non è proprio piaciuta.

Subito in apertura di puntata, piovono le critiche per la opening: Moon Pride, cantata nella versione originale dalle Momoiro Clover Z, è stata tradotta letteralmente in italiano, mantenendo persino il ritmo con cui vengono scandite le sillabe delle parole, cosa che porta a non capire una mazza del testo, almeno al primo ascolto. Certo, rispetto alle sigle storiche di Cristina D’avena, Orgoglio Lunare si perde nel minestrone di sigle majokko degli ultimi anni (e infatti una delle interpreti italiane, Noemi Smorra, ha prestato la sua voce per Fresh Pretty Cure! e HeartCatch Pretty Cure!), ma abbiamo passato decenni a lamentarci dello stravolgimento delle sigle adattate, sbandierando la superiorità delle opening giapponesi, e poi non riusciamo ad apprezzare neanche quei piccoli, minuscoli passi avanti che il panorama dell’intrattenimento italiano riesce a offrire di tanto in tanto.

Se proprio vogliamo criticare la sigla, ma tanto quella italiana quanto quella giapponese, visto che l’una ricalca fedelmente l’altra, potremmo opinare sulla veridicità di frasi come “non siamo principesse deboli che aspettano l’aiuto degli altri”. Questo perché, almeno all’inizio della storia, Usagi è tutto fuorché una donna forte e indipendente: siamo onesti, se Tuxedo non fosse stato pronto a pararle il culo per tutto il primo arco narrativo, difficilmente Sailor Moon sarebbe sopravvissuta.
Ma è proprio la fragilità di Usagi ad averci affascinate, da piccole.

Bunny, come è chiamata nell’adattamento Mediaset, è una pasticciona, pigra, e rotondetta (per quanto possa essere rotondetta la protagonista di un Mahō shōjo), che diventa una figa spaziale che lancia la bigiotteria addosso ai nemici, trasformandoli in polvere. Credo sia comprensibile il motivo per cui le guerriere Sailor hanno ispirato un’intera generazione di ragazzine (ancora invece mi sfugge come abbiano potuto incrementare il numero di lesbiche nel mondo), ma proprio per questo non vedo il motivo di spingere così tanto sul girl power nella sigla, se non per cavalcare l’onda di quel trend che vede le donne realizzate e rispettate solo se protagoniste indiscusse di una serie o di un film.

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L’infanzia è come una tiara boomerang

Altri argomenti di discussione: l’aspetto longilineo delle Sailor e i nomi dei personaggi.
Per quanto riguarda il disegno, Sailor Moon Crystal torna semplicemente a strizzare l’occhio alle tavole del manga, con le guerriere dotate di gambe infinite e bacini larghi quanto il polpaccio di un essere umano reale. Ovviamente c’è chi è riuscito a vederci un’istigazione all’anoressia, ma a voler smettere per un secondo di cercare argomenti di polemica ovunque, possiamo concordare sul fatto che anime e manga non siano mai stati anatomicamente realistici, e così come a nessuno verrebbe in mente di ingrandirsi gli occhi fino a far loro occupare metà del viso con un’operazione chirurgica, o così come siamo in grado di guardare Dragon Ball senza chiuderci in palestra fino alla morte, sono certa che le ragazzine ricevano messaggi sbagliati sul loro corpo da molti media, ma non certo da Sailor Moon.

La critica ai nomi, invece, può essere archiviata sotto una patologia del fandom ribatezzata (dalla sottoscritta) “Whomping Willow Sindrome”: così come le critiche alla nuova traduzione di Harry Potter curata da Stefano Bartezzaghi sono faziose e figlie della nostalgia, più che di una seria opinione giustificata, anche in questo caso è il vostro fanciullino interiore a parlare, ma il vostro fanciullino interiore di adattamenti non ne capisce un cazzo.

Da una parte abbiamo nomi stravolti, nei casi migliori italianizzati (Marzio), in quelli peggiori trasformati in inglese (Usagi, che diventa Bunny, probabilmente perché chiamarla Coniglietta non sembrava la scelta giusta), che distruggono i collegamenti tra i personaggi stessi (che età avevate quando avete realizzato che il nome di Chibiusa non è formato da altro che Chibi (mini) e Usagi?); dall’altra, uno dei grandi pregi di questa serie, cioè il rispetto dei nomi originali dei personaggi, il loro pieno inserimento in un contesto, quello giapponese, che gli adattamenti degli anni novanta hanno annullato o deturpato in nome di una maggiore comprensibilità del prodotto per il pubblico occidentale.

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Il primo nemico del fan è il fan stesso

Anche il doppiaggio, demonizzato sui social dopo appena dieci minuti di episodio, è di buon livello e Lucrezia Marricchi, la nuova Sailor Moon, non fa rimpiangere la storica voce di Elisabetta Spinelli. Non è questo il caso, ma molto spesso ci dimentichiamo che un cartone animato è potenzialmente infinito, laddove l’uomo è limitato dalla sua mortalità: cambiare voce, per un personaggio, è un’occasione insperata di tornare a vivere; non è possibile inscenare una tragedia greca ogni volta che questo succede.

Qual è quindi, il problema di questa serie?
Nessuno, se non forse l’uso eccessivo di CGI e storture nei disegni dovute a un’eccessiva fretta nella consegna del prodotto, poi sistemate con l’uscita dei Blu-Ray.
Il problema non è nella serie, ma in quei fan che continuano a cercare le stesse emozioni che hanno provato da piccoli davanti alla TV, e non riuscendo a provarle di nuovo, se la prendono con il prodotto.
Sailor Moon Crystal è una serie più fedele alla storia originale, che ne ripristina l’essenza giapponese, che poco si dilunga in puntate filler raggiungendo subito il centro della narrazione (non ci credete? Bastano otto puntate di Crystal per arrivare allo stesso punto della trentottesima puntata della vecchia serie).

Certo, noi non abbiamo più dieci anni, ma trenta, non possiamo più fermarci ogni pomeriggio a guardare i cartoni animati facendo merenda, abbiamo degli impegni, un lavoro, magari le puntate ce le guardiamo in streaming quando torniamo a casa, la sera. Ma è giusto così. Non è colpa di Sailor Moon, non è colpa del nuovo adattamento, dei doppiatori, del fisico da silfide delle guerriere. Siamo cresciute, siamo cambiate, sediamoci davanti allo schermo e apprezziamo il ritorno di un pezzo della nostra infanzia, piangiamo o ridiamo, ma non cerchiamo di tornare indietro.
Quello, per fortuna, non potrà succedere mai.

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  • Alessandro

    Porc****o se questa è una recensione degna di essere condivisa.

    Parla l’uomo più chauvinista del mondo, che pure ha sempre apprezzato sailor moon e se la guardava da piccolo coi suoi amichetti wanna-be macho (solo che loro hanno mollato per non farsi mollare dalla fia, io invece resto s*****o) e ora apprezza questa nuova serie.

    Condivido profondamente la maturità dell’analisi, su ogni cosa detta in questa recensione, l’autrice coglie nel segno con quella sagacia riassuntiva che rende le donne una razza superiore, e soprattutto invita ad evitare quella banalità che spinge i fan nerd e grassoni e falliti a urlare contro ogni reboot. Una sola cosa cara Angela, secondo me possiamo perdonare chi ha ridire con il doppiaggio: non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che i dialoghi siano, come dire, non è facile spiegarlo perché la cosa è solo una nuance, ma c’è, è come i film in cui il doppiaggio è avvenuto per ogni personaggio singolarmente, senza contattare tutti i doppiatori contemporaneamente. Hanno la sindrome del “1)Dove vai? 2)Oh, queste dici? Sono cipolle. 1)Ah, ok, non parlavo di quello, ma va bene lo stesso. Già che ci siamo, a quanto le vendi? 2)Oh, beh, stavo giusto andando a casa”. I toni vocali sono sottilmente nervosi, a metà strada tra l’isterico e il distratto. Alla lunga stanca un po’. Tolto quello, a me piace quasi quanto l’originale, e sono sincero, è perché sono cresciuto. Nulla potrà mai darmi gli stessi brividi di quando scoprimmo che la fantomatica Guerriera Leggendaria, unica a poter fermare il male, era invece la (decaduta e cattivissima) Sailor Galaxia. La serie originale era come il Black Metal anni novanta: tanta emozione e poca tecnica. Ora sono più vecchio e ho il cuore più duro, ma tolto l’effetto che mi fa, secondo me è un eccellente prodotto, anche superiore, da un punto di vista tecnico, alla serie originale. Ps Angela hai commentato altri libri/film/anime? Mi piace il tuo stile.

    • rosario di michele

      Bhe, sono un fan storico di Sailor Moon, ci sono praticamente cresciuto e mi sento in dovere di commentare questo articolo ben scritto e chiarissimo!
      Per quanto riguarda la sigla, adoro moon pride, ma questa italiana non la posso proprio ascoltare! Ogni volta metto muto il televisore! Quella giapponese la canticchio spesso (inventando le parole perchè…non so il giapponese) ma quella italiana non è all’altezza! Non mi sono mai lamentato delle sigle italiane degli anime, anzi, in certi casi sono state proprio le sigle italiane cantate dalla D’Avena o da Vanni a farmi apprezzare l’anime. Ci sono sigle italiane, come quelle di Sailor Moon ’90 che sono leggende e le conosciamo tutti, chi più e chi meno! I doppiatori hanno voluto la fedeltà su alcune cose mentre per altre hanno lasciato l’adattamento della Mediaset! O lo adattavano tutto o niente, eh! Alcuni esempi? Moon Healing Escalation è stato tradotto letteralmente, ovvero: Potere curativo della Luna mi pare! Ma che schifo è? Non è minimamente figo come la controparte giapponese ne tanto meno “Cerchio dello scettro Lunare, entra in azione!” Potere curativo della luna non mi sembra per niente un attacco potente, anzi…mi sembra un potere che serve per “curare” qualcuno (come Usagi fa nella sala comando con Luna e Mako). Potevano lasciare attacchi e trasformazioni in inglese…o potevano usare (come hanno fatto) parte dell’adattamento Mediaset come detto pirma! La frase di presentazione di Sailor Moon (Sono una paladina della legge, ecc…) è copiata dalla versione Mediaset e anche quella delle altre guerriere! Moon Prism Power…Make Up è stato tradotto abbastanza bene, ma VIENI A ME era decisamente più figo, ammettiamolo! La sigla che dice cose non vere (come dicevi tu…senza Mamo…Usagi sarebbe morta molto male con il secondo mostro e non solo)! Cristallo D’Argento Leggendario? Non era meglio illusorio come nella traduzione Giapponese? Poi ho notato dei cambi di battute dal giapponese all’italiano e per questo hanno perso di incisività i dialoghi! Questione nomi: sono cresciuto con BUNNY, EMY, REA, MOREA e MARTA! Ho imparato ad apprezzare anche Usagi, Ami, Rei, Mako e Minako. Però è difficile farseli andar bene, ma la serie è ambientata in Giappone…ed è giusto che sia così! Una cosa non l’accetto: i nomi del quattro generali! Ma che cazzarola hanno combinato: Kunzait (lo scrivo per come si pronuncia per far capire la differenza) me lo fanno diventare Kunzite (letto proprio così) ma che schifo, dai! I nomi come “inglesizzati” li aveva suggeriti la stessa Takeuchi per l’anime perciò sono ugualmente validi Usagi o Bunny ma non cambiatemi le pronuncie! Sulle puntate filler posso dire che io sono assolutamente a favore! L’anime negli anni ’90 ha saputo dare spessore alle avventure di Sailor Moon proprio grazie a quelle puntate che a livello di trama non davano nulla, ma a livello di interazione davano tanto (come scordare la puntata del corso principessa neve di luna o l’episodio dedicato ai vampiri?) Sulla grafica non mi soffermo a parlarne visto che anche alla Toei si sono accorti che la grafica faceva schifo e hanno rimediato con il terzo arco, migliorato come stile ed animazioni. Si doveva fare un remake? Forse, ma Crystal rimarrà sempre un remake e chi conosce il cinema sa che i Remake difficilmente vengono apprezzati! Hai ragione sul fattore nostalgia, è una brutta bestia ma…qui non è questione di nostalgia! Negli anni ’90 Sailor Moon ha fatto la storia degli anime, avendo un successo come pochi e venendo scopiazzato da moltissimi altri anime successivi! Crystal non sta risquotendo lo stesso successo (anche se il terzo arco ha avuto un maggiore riscontro dei primi due)! Se Crystal si prende come un prodotto a parte per festeggiare il 2o° anniversario dell’opera manga…ci sta! Ma non possiamo minimamente paragonarlo all’anime con il quale siamo cresciuti! 😉

      • Angela Bernardoni

        Ciao Rosario, parte dei problemi di adattamento derivano dalle decisioni prese al momento della traduzione dei sottotitoli italiani per il sito Niconico: la formula della trasformazione è stata mantenuta uguale all’anime trasmesso da mediaset, mentre per gli attacchi si è deciso di optare per una traduzione molto letterale dal giapponese. Sicuramente nel momento del doppiaggio si poteva decidere di cambiare di nuovo strategia, ma è stato preferito mantenere questa.
        Personalmente non riesco a considerare il Crystal un remake, ma una trasposizione fedele del manga, un po’ come è successo con FullMetal Alchemist, che ha due serie di anime: una aderente alla controparte cartacea e una che se ne distacca per creare nuove narrazioni. Sono strade diverse, più che remake, ovvio che il pubblico possa preferirne una all’altra, ma la qualità, per quanto mi riguarda, poco ha a che fare con queste preferenze.

    • Angela Bernardoni

      Carissimo Alessandro, ti ringrazio per i complimenti.
      Sul doppiaggio le tue critiche sono sensate, e come vedi non sono entrata molto a fondo nell’argomento perché alla fine quando ho scritto questo pezzo di puntate ne erano uscite due o tre. C’è anche da dire che per fortuna, Sailor Moon è un anime che non segui per la profondità delle conversazioni. In ogni caso è fastidioso questo saltare di palo in frasca, ma certo non è colpa dei doppiatori, quanto piuttosto della direzione del doppiaggio 🙂
      Per il tuo PS, se clicchi sul mio nome, all’inizio dell’articolo, dovrebbero comparirti gli altri pezzi che ho scritto per Stay Nerd.

  • Anonimo

    io prefescisco la serie degli anni 90

    questa serie nuova va schifo

    • Angela Bernardoni

      Carissimo anonimo, grazie per aver condiviso con noi la tua approfondita analisi su questa nuova serie 🙂

  • Marti

    LA sto guardando ora ma non mi piace per nulla. I disegni innanzitutto, le nuove formule che usano per trasformarsi mi fanno ridere abbastanza, Saylor Mars, che avevo sempre stimato per la sua cazzutaggine, ora mi sembra un’oca da giardino. Me pias nen

  • valentina

    Il tuo articolo mi piace moltissimo, e lo dice una che Sailor Moon lo ha divorato sia sulla tv che sul manga.
    Quando hanno annunciato che Sailor moon Crystal sarebbe stato basato sul manga e che non sarebbe stato un semplice remake dell’anime, ne sono stata contentissima, proprio perchè avendolo letto, la storia su carta risulta completamente diversa rispetto all’anime!!!!
    Certo, ammetto anche io che ci sono delle cose che non mi piacciono, avrei preferito che almeno le trasformazioni e gli attacchi restassero gli originali, piuttosto che la traduzione letterale dell’attacco o della formula, ma i disegni sono come quelli di Naoko Takeuchi, ovviamente solo più modernizzati, e LA storia è lei, senza tagli censure e storpiature varie ( la terza e la quarta stagione dell’anime in confronto agli archi del manga sono degli obbrobri!!!)
    Io apprezzo molto questa nuova serie, è fedele a ciò che Naoko Takeuchi ha creato e ci ha fatto amare di Sailor Moon, e se chi lo guarda non si basasse solo su quello che l’anime ci ha proposto quando eravamo piccoli,che comunque ha fatto il suo, capirebbe che è un lavoro ben fatto!!!!

    • Angela Bernardoni

      Esatto Valentina.
      Da nessuna parte ho scritto che il vecchio anime è da buttare, anche io lo guardo molto volentieri se lo trovo in tv, ma essere cresciuta con quella versione non significa che Crystal sia una brutta copia fatta male.

  • tearsfromhell

    Fosse solo la CGI il problema di Crystal, o il doppiaggio italiano. Ti lamenti dell’analisi poco approfondita di un commento qua sotto, ma nemmeno tu fornisci un’analisi tanto profonda, limitandoti unicamente a dire “Non vi piace perché siete invecchiati, siamo ormai vecchi e non abbiamo tempo”. Ma di fatto, argomentazioni che avvalorano la qualità di Crystal in tutto ciò, quali sarebbero? Oltre alla fedeltà all’opera originale nel tuo scritto non ne vedo, è un articolo superficiale di per sé, quindi è difficile aspettarsi commenti elaborati.
    Crystal pecca nella storia, nei dialoghi superficiali e banali, pecca nell’introspezione, nella caratterizzazione (assente se non nei due personaggi base), e ovviamente sì, nei disegni e nelle animazioni ma è solamente UNO DEI tanti problemi di quest’opera, che cerca di ispirarsi al manga ma appare fredda, priva di un qualunque spessore. Io mi auguro onestamente che i 30enni di oggi si vedano qualcosa di più maturo e profondo rispetto a Crystal, che rimane lontano luce dalla maturità e profondità a cui arrivava l’anime anni 90 in determinate scene. Eh no, perché gag non è uguale a “anime infantile”.
    Nel vecchio anime c’era crescita, c’erano ambizioni, lotte non solo con i “mostri” del giorno ma lotte interne, contro i propri demoni e le proprie paure, ognuna di loro affrontava e cresceva maturando con noi, e riuscivi persino a rispecchiarti e a comprendere i “villain”, perché TE LI caratterizzavano, cosa che in Crystal manca totalmente. Trattasi di un’opera assolutamente superficiale, vuota.. piena d’apparenza ma con nulla per quanto riguarda la sostanza. E non sono una fan nostalgica, trovo che anche la vecchia serie abbia le sue belle pecché ma Crystal è semplicemente inutile, e fra la qualità che gli anime hanno raggiunto ora nel 2017 (sono usciti veri e propri capolavori negli ultimi anni) sfigura e in maniera piuttosto pesante.

  • Partiamo dal presupposto che io non ricerco le stesse emozioni perchè se le voglio, vado a prendermi la serie anni 90. Che senso ha vedere Crystal e ricercare qualcosa che mi ha dato la serie anni 90? Oppure che mi ha dato il manga? Ma non ha senso XD

    Forse non vi rendete conto, e credo dobbiate iniziare a farlo, che chi non ha gradito Crystal è perchè lo ha analizzato seriamente e ha delle motivazioni serie. E non per forza deve essere un fan sfegatato della serie storica o essere infantile o non capire una cippa per bocciare Crystal. Come a voi piace per dei motivi che ritenete seri, anche noi abbiamo i nostri motivi seri per cui non ci piace. Io continuo a vedere anime, in italiano e sottotitolati e già partendo dalla grafica di Crystal, essendo nel 2017, è da bocciare a prescindere. Ma va bene, cerchiamo la qualità e non l’apparenza (?). Va bene; ma rendetevi conto che un anime con una grafica/animazione scadente ha già una bella falla perchè è un anime, basato sui disegni in movimento, non un manga o un libro. Attenzione!

    Crystal potrà anche essere fedele al manga ma dove il manga aveva mille lacune e alcune “funzionavano”, nella nuova serie Crystal non è così. Crystal è un qualsiasi anime majokko che circolano da sempre in tv e anzi, ce ne sono di migliori addirittura :O
    Sailor Moon anni 90 mi ha dato modo, come ha scritto tearsfromhell, di crescere insieme ai personaggi, di conoscerli. Addirittura i cattivi avevano uno spessore e uno scopo che dal loro punto di vista era giusto. Chiamasi PROSPETTIVA. Quella che in Crystal manca (tanto per dirne una).
    Vi faccio un esempio: nella 1°serie, dove si viene a sapere del passato di Venus come Sailor V, c’è la scena in cui Sailor Moon viene a sapere che Venus amava un ragazzo e che questo ragazzo invece amava una sua amica (la poliziotta). Questa amica si trasforma in un mostro e Sailor Moon stessa incita Venus a non perdonare questa amica anzi, dal momento che l’ha tradita si merita quello che le sta succedendo. Venus invece no, risponde a Moon che sbaglia a pensarla così e che lei resta una sua amica e che non c’è colpa da nessuna parte se il suo amico e la sua amica si sono innamorati. Lei è colei che deve farsi da parte, per loro, per se stessa. Li lascia andare. E’ triste, soffre, ma si rende conto che è giusto così. Questa è Sailor Moon anni 90. E’ un concetto infantile questo?
    Sailor Moon Crystal invece, partiamo già che non ti da nessuna storia se non quella delle Sailor che devono proteggere la loro principessa (XD). E per come è impostato Crystal, Sailor Moon sarebbe stata colei che diceva a Venus di non soffrire e di non accusare i suoi amici se si sono innamorati. Fa nulla, lei troverà un ragazzo che la amerà un giorno e Venus sicuramente annuirebbe. Ora vi chiedo: chi è che da la prospettiva e chi la pappa pronta? Parliamo di ragazzine di 13-14 anni eh 😀
    Quando viene raccontata una storia è giusto che ogni personaggio abbia la sua prospettiva e il suo modo di pensare perchè così hai uno scontro, una prospettiva che non necessariamente è bianca e nera. In Crystal tutte hanno un unico pensiero e un unico ideale, nella serie anni 90 ci sono tanti pensieri diversi ma un unico ideale. Il resto va a gusto, a voi piace come è impostato Crystal e a noi come è impostata la serie anni 90.

    Io sono stanca di venire “catalogata” nei fan che non capisce, non apprezza, che critica e basta e tanto altro. Pretendo considerazione da parte di chi, come voi, ha gradito Crystal perchè io non vi vengo a puntare il dito affermando che “vi piace la pappa pronta e superficiale di Crystal”. Non vi liquido così.
    A me Crystal non è piaciuto e praticamente questo articolo mi sta accusando di essere invecchiata quindi non lo guardo più con gli occhi di bambina. Ma chi ve lo ha detto?! XD Senza contare che io sola so con che occhi guardo Crystal, non voi. E nessuno mi ha chiesto nulla ma anzi, mi state cucendo addosso il vostro pensiero. E senza contare che ci sono concetti come libertà, bontà, combattere per ciò in cui credi e non maltrattare il prossimo, che si apprezzano a qualsiasi età. Se li vuoi apprezzare ovviamente. Un adulto ha sicuramente una mente con maggiori pregiudizi rispetto ad un bambino quindi perchè questi concetti di Sailor Moon dovrebbero essere esclusivamente rivolti ai bambini? Perchè le litigate anni 90 sono infantili e la cordialità di Crystal è da adulti? Praticamente voi siete cordiali SEMPRE sia in famiglia che con gli amici? O vi piace il concetto del “siamo tutti uguali”? Questo articolo a parer mio, butta solo altra benzina sul fuoco. Non ha una consistenza se non quella di “catalogare” chi non la pensa come voi. Benvenuta presunzione! XD
    Sailor Moon non insegna questo. Proprio no u_u

    Accettiamo che Crystal è una serie nella media (e sono buona), non è un capolavoro. Non buttiamola sotto terra ma non innalziamola neanche. Stesso discorso per il manga e mettiamoci dentro anche l’anime anni 90, così siamo tutti felici. Sailor Moon è un opera che ha valore se estrapoli i concetti che vuole raccontare. E accettiamo che il vero lavoro lo ha fatto soprattutto l’anime anni 90 perchè se oggi possiamo dire “io amo Mercury/Moon/Mars/Nehellenia/Sorelle persecutrici/ecc perchè…” è solo perchè l’anime ci ha dato modo di conoscere individualmente i personaggi. Tutti. Io leggo il manga e mi lascia dei vuoti, prendo la serie anni 90 e me li colma. Prendo Crystal e mi lascia il doppio del vuoto XD
    Leggevo di persone che “wow! aspetto l’entrata in scena delle sorelle Ayakashi”, e mi chiedo: grazie a chi, aspettiamo la loro entrata in scena? Di certo non grazie al manga dove compaiono in 2 vignette (e così sarà in Crystal). Non vi rendete conto che voi stessi (alcuni di voi), in parte, siete “vittime” dei vostri ricordi? Questa cosa mi fa sorridere… 😀

    Vi invito a rivedere la serie storica con l’occhio da adulto e senza pregiudizi e vedrete che non c’è nessuna “Sailor Moon infantile”. Ritroverete quella Sailor Moon matura che andate ricercando in Crystal 😀
    E Mamoru? Leggo spesso che il “Marzio” della serie storica è inutile. Ma come può un uomo che appoggia, incoraggia, consola, difende la persona che ama e i suoi amici/innocenti essere inutile? Milord ha salvato tantissime volte molti personaggi e molte situazioni, non solo lanciando una rosa ma anche incoraggiando, dando forza. Ha fatto anche a pugni, oh! Prima serie, con Jadeite/Jack. Con un personaggio così, a che mi serve che sappia lanciare onde di energia dalla mano come fa in Crystal? XD Per queste cose ci sono altri 10+ personaggi (le Sailor).
    A questo punto sono io a chiedervi: ma voi analizzate e assimilate i personaggi e le situazioni quando vedete un anime? Oppure preferite che il personaggio compia l’azione eclatante, invece di dover estrapolare voi la sua azione e il suo significato? La serie anni 90 ha molto da estrapolare, vi siete mai messi a farlo? Riprendete la serie storica, riprendetela.

    Avete mai visto “Fullmetal Alchemist”? E’ una serie che hanno iniziato a produrre mentre il manga era in corso quindi logicamente, ad un certo punto, la storia prende una piega tutta sua e differente dal manga. Poi è terminato il manga e hanno deciso di rifare l’intera serie e l’hanno chiamata “Fullmetal Alchemist Brotherhood” per differenziarla. Sono due capolavori, diversi e provengono entrambi da un’unica fonte. Due perle dell’animazione. Quale delle due è migliore, va a gusto. Se non lo avete mai visto, recuperate la serie. Chi preferisce la prima serie non viene accusato di nulla, e soprattutto non gli viene detto che “brotherhood” segue il manga e quindi è migliore a prescindere. E così è per altre opere. Perchè con Moon si deve creare tutto questo polverone inutile?

    Se c’è una cosa che Sailor Moon insegna è proprio il rispetto verso la diversità, che invece di dividere unisce. Che dobbiamo comprenderci e non giudicarci per risolvere le cose. Fate voi…

  • Lily Carpenetti

    La mia posizione sta nel mezzo. Ho quarant’anni e ho guardato la serie Mediaset, trovandola fastidiosa per le eccessive scene in cui la protagonista appariva come una mentecatta. Apprezzo che Crystal abbia limitato le scene di pianto pantomima e le facce esagerate.
    Tuttavia si nota che la trama è stata condensata per voler far stare tutto in tredici episodi.
    Crystal mi piace: adattamento in primis, disegni, colori e svolgimento, ma non è perfetto. Non perché inferiore alla vecchia serie, in cui certi character designer disegnavano peggio dei bambini dell’asilo (con le amiche commentavamo: “Oh no, la puntata di oggi era disegnata dallo staff di merda!”); ma perché presenta delle carenze di trama che un adulto nota. Sì, siamo invecchiati, o meglio, maturati, e non ci beviamo più tutto ciò che ci viene propinato. In pratica, siamo passati da Pappa Pig a cartoni più maturl.
    Il problema è che, forse, Crystal non entusiasma neppure i bambini.
    Comunque non lo definirei brutto.

  • Vheene

    Ho 27 anni e posso dire di essere cresciuta con Sailor Moon, mi ricordo che tornavo da scuola e mi piazzavo davanti alla tv per “trasformarmi” anch’io nella paladina della legge. Molte volte, da quando hanno smesso di trasmetterlo in TV ho rivisto le serie in streaming, poi ieri è tornata di nuovo quella voglia nostalgica di rivederlo e scopro invece che è uscito Sailor Moon Crystal. All’inizio, non essendomi documentata pensavo fosse una nuova stagione, un proseguimento, invece con mio grande stupore mi ritrovo a guardare “l’inizio” di Sailor Moon con una grafica diversa, con un timbro di voce diverso. Devo dire che non l’ho accettato subito, perché diciamocelo, il primo amore non si scorda mai, ma dopo un paio di puntate l’ho apprezzata sempre di più, tant’è che mi sono innamorata anche della sigla. Ho divorato le due stagioni di Sailor Moon Crystal in una giornata, i pro di questo anime è che rispecchia molto il manga, ho apprezzato anche il fatto di non trovarmi scene censurate. Tutto sommato mi ha trasmesso emozioni, ho versato fiumi di lacrime così come feci nel vecchio anime anni 90. Che posso dire di più? Per me sono promossi entrambi!