Migliori o sono divergenze?

Non ci si abitua mai al caldo, ma lo siamo ormai da un po’ all’idea che l’Inverno (quello tanto atteso dai telespettatori di GoT) sia arrivato, proprio in piena estate. Allo stesso modo non ci si abitua all’attesa per il fantomatico ultimo libro e capitolo conclusivo di una delle saghe più amate degli ultimi anni. C’è chi sostiene che l’uscita di “The Winds of Winter” sia solo una leggenda, di quelle da raccontare intorno al fuoco, al di là della Barriera, nella terra dei Bruti.

Inutile disquisire della diatriba continua tra puristi dei libri ed appassionati del TV show, ma in mezzo a questi c’è una grande fetta di pubblico che, facendo spallucce, accetta di buon grado i cambiamenti (a volte veri e propri stupri) fatti da D&D alle pagine del Georgione internazionale.

Martin era infatti molto scettico di fronte alla possibilità di un adattamento televisivo. DB Weiss e David Benioff sono però riusciti a convincerlo azzeccando il nome della madre di Jon Snow (che chi ha letto i libri aveva già scoperto molto prima della scorsa estate).

Sono diverse ed a volte significative le differenze tra i libri e la trasposizione televisiva della saga. Alcune concernono solo l’aspetto fisico di determinati personaggi, altre invece inficiano il proseguimento della trama e le varie storyline.

Abbiamo provato a raccogliere le più importanti in una lista. Tranquilli, non sarà tanto più lunga della lista dell’odio di Arya.

1) Daenerys ha gli occhi viola

Ebbene sì, uno dei tratti distintivi dei Targaryen è proprio il colore degli occhi, che varia dal lilla al viola scuro. Anche la Dany dello show avrebbe dovuto averli così, ma secondo gli showrunners, le lenti a contatto impattavano negativamente sulla resa delle emozioni del personaggio. Ne “Il Cavaliere dei Sette Regni”, una sorta di prequel alla storia del Trono che conosciamo bene, Duncan L’Alto incontra Egg (per chi non lo ricordasse, era il nome pronunciato da maestro Aemon prima che morisse). È proprio il colore degli occhi che fa capire a Ser Duncan di avere a che fare con un piccolo Targaryen “non convenzionale”. (Per chi non lo abbia ancora fatto, leggetelo, merita).

2) Qualche anno in più

Missandei nei libri è presentata come una bambina di circa 10 anni. Niente a che vedere con la bella moretta della serie. Tuttavia, come nello show, è molto istruita e parla diverse lingue (cosa ancora più sorprendente, considerando la giovanissima età). Inoltre è servizievole e gentile. La Dany dei libri prova quasi un istinto materno per la piccola ex schiava e la considera alla stregua di una sorella minore, assicurandosi sempre che stia bene.

3) Una vendetta silenziosa, ma spietata

Nei libri Catelyn Stark è “rediviva” sotto il nome di Lady Stoneheart, una sorta di spirito con le corde vocali recise, che va a caccia di tutti i Frey, per impiccarli. Inquietante? Decisamente. Il cadavere di Catelyn era stato infatti denudato e gettato nel fiume Forca Verde. Dopo tre giorni il suo corpo viene ritrovato dalla Fratellanza senza vessilli e, grazie al sacrificio di lord Beric Dondarrion, Thoros di Myr riesce a riportarla in vita, nonostante il tempo eccessivo trascorso dalla sua morte. Lady Stoneheart prende così il comando del gruppo di fuorilegge. Viene descritta come una donna dalla carnagione cadaverica, con una enorme cicatrice che le percorre la gola da un’orecchia ad un’altra. Non proferisce parola, ma il suo sguardo è severo e crudele. Un giorno la Fratellanza cattura un piccolo gruppo di persone guidato da Brienne. Quest’ultima afferma di essere alla ricerca di Sansa ed Arya per conto di Jaime Lannister e viene quindi accusata di tradimento dalla Lady dal cuore di pietra. Brienne giura di esserle ancora fedele, ma lady Stoneheart insiste che dovrà provare la sua fedeltà uccidendo Jaime. Al rifiuto di Brienne, lady Stoneheart ordina l’impiccagione di tutto il gruppo, tuttavia le loro vite vengono in seguito risparmiate, chiaro riferimento all’animo gentile di Cat in vita.

4) Profezie distorte

Sia nei libri che nella serie, si fa riferimento alla profezia di Cersei, pronunciata da Maggy la Rana, una strega che abita nei boschi di Lannisport. Una Cersei bambina rivolge delle domande sul suo futuro alla strega. La prima riguardo alla sua incoronazione: “Tu sposerai il re e sarai regina fino a quando non verrà una regina più giovane e bella di te”. La strega continua predicendo la nascita e la morte di tre figli: “D’oro saranno le loro corone e d’oro anche i loro sudari”. Nella serie TV però, non esiste la parte più interessante dell’intera profezia, cioè quella relativa al “Valonqar”: “Quando sarai annegata nelle tue stesse lacrime, il valonqar chiuderà le mani attorno alla tua gola finché non sopraggiungerà la morte”.

Valonqar in alto Valyriano significa “fratello minore”, ciò spiegherebbe l’avversione di Cersei per Tyrion, dimostrata in più occasioni (e no, non credo siano dimostrazioni d’affetto). Diverse teorie, però, portano a pensare che questa figura sia invece Jaime: pur essendo gemelli, Cersei ama ricordare come egli sia venuto al mondo pochi istanti dopo di lei.

5) Dal fiume al deserto

Durante la quinta stagione, Jaime e Cersei ricevono un messaggio poco rassicurante da Dorne: la collana della loro bimba Myrcella all’interno di un serpente. Cersei (per la serie Meglio tardi che mai) intuisce che “forse” i Dorniani siano ancora un po’ risentiti per l’infelice fine di Elia e la testa spappolata di Oberyn Martell, quindi comincia a preoccuparsi per Myrcella. Spedisce (sì, proprio come un pacco) così Jaime a Dorne, che sceglie di partire insieme a Bronn. Nei libri invece Cersei manda Jaime a Delta delle Acque, ancora nelle mani dei Frey dalle Nozze Rosse. La capatina a Dorne, tra travestimenti e rocambolesche fughe, si conclude pure male. Meglio forse l’umidità del fiume. Forse.

6) FU-SIO-NE! Vai con i mix!

Sì, ok. I personaggi sono davvero troppi. Ma a volte accorparne anche più di due in uno solo non porta ad un buon risultato. È il caso di Arianne Martell, figlia primogenita del principe Doran ed erede al trono di Lancia del Sole, a cui sono dedicati diversi capitoli nei libri. Nella serie, invece, parte della sua storyline viene inglobata in quella di Ellaria e di alcune delle Serpi delle Sabbie.
D&D, questa forse si poteva evitare.

Arianne vede in suo padre un uomo debole (proprio come Ellaria), ma è tuttavia costretta a sottostare alla sua volontà. Solo in seguito viene però informata da Doran stesso del piano di vendetta segretamente organizzato per farle sposare il Principe Viserys, l’ultimo erede Targaryen ed aiutarlo a riconquistare il Trono di Spade, con annessa la conseguente distruzione dei Lannister. Sempre per la rubrica Meglio tardi che mai.

Descritta come una giovane donna intelligente e spigliata, Arianne decide di voler vendicare la morte di Elia e Oberyn attraverso uno stratagemma. Ricorrendo alle leggi di Dorne, secondo cui una sorella maggiore è erede di diritto prima del fratello minore, il suo complotto prevede di rendere Myrcella regina dei Sette Regni a discapito di Tommen. Per farlo, Arianne si affida all’aiuto delle Serpi delle Sabbie, ma il loro piano non va a buon fine. Myrcella tuttavia non muore, ma riporta una ferita al volto che compromette per sempre la sua bellezza. Meglio una cicatrice sul viso che schiattare, anche se c’è sempre la profezia di Cersei che pesa sulle teste dei suoi figli come la spada di Damocle.

7) Si poteva fare sicuramente meglio

Rimanendo a Dorne, ecco a voi una delle differenze che ha più irritato ed indisposto i lettori. Del tutto diversa dai libri, sembra fare attendere un colpo di scena (che pare essere sempre più delineato dalle ultime battute scambiate tra Varys e la Nonnina più tosta di tutti i Sette Regni). Pessima è invece la caratterizzazione delle Serpi delle Sabbie. Durante la quinta stagione, le figlie bastarde di Oberyn Martell hanno ruoli abbastanza marginali e forse è meglio così. Le uniche volte in cui prendono possesso dello schermo, sembrano delle oche, più frivole che pericolose. Quando combattono ricordano più i Power Rangers che delle amazzoni. Nei romanzi sono più numerose, fedeli e coraggiose, alcune figlie di nobildonne altre di prostitute, con in comune tutte gli stessi occhi del padre, Oberyn.

8) Una scorciatoia per Mereen

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Forse un merito che si può riconoscere a D&D è la modifica alla storyline di Tyrion nel luuuungo peregrinare costellato di avventure più o meno utili ai fini della trama. Nella serie, Tyrion viene rapito a Volantis da Ser Jorah, che lo porta poi a Meereen da Daenerys. Nei libri, invece, dopo essere fuggito da Approdo del Re, Tyrion inizia il suo viaggio, senza Varys ed in compagnia di molti personaggi mai comparsi nello show. Sulla nave incontra persino una nana, con cui poi è costretto a partecipare a spettacoli circensi. Saranno pure delle pagine carine, che mettono in luce diversi aspetti caratteriali del personaggio, ma si trasforma a tratti in un’agonia che dura capitoli e capitoli. Tyrion inoltre viene fatto schiavo dei Secondi Figli e solo lì incontra Ser Jorah. Vederlo alle prese con il governo di Meereen già da subito è molto più soddisfacente.

9) Meno morti di quel che si pensa

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Nel primo episodio della quinta stagione, Stannis – ormai arrivato alla Barriera – propone, con modi delicati e diplomatici (le minacce di morte sono solo un rafforzativo), a Mance di schierarsi con lui. Al suo rifiuto Stannis ordina a Melisandre di ardere vivo il Re oltre la Barriera. Nei libri, però, Mance è ancora vivo. Ne “La Danza dei Draghi”, Melisandre salva Mance con una magia, scambiandolo con Rattleshirt (il Lord delle Ossa) che brucia al posto del Re.

Viene da pensare, a questo punto, che il vero assassino non sia Martin, ma che sia la doppia D a decretare la fine dei personaggi.

10) Un altro?!

Dulcis in fundo, una delle cose a cui non abbiamo ancora assistito nello show televisivo, ma che probabilmente tanti (come me) sperano ancora di vedere nelle ultime stagioni.

Sì, esatto, sto parlando di Aegon Targaryen, figlio di Rhaegar, creduto morto durante il sacco di Approdo del Re. La sua dipartita viene messa in discussione dall’incontro a bordo di una barca: la Fanciulla Pudica, di Tyrion con Griff il Giovane, un ragazzino agile, alto, snello, ben proporzionato e molto istruito. Tyrion nota che i suoi occhi sembrano essere di un blu scuro, ma appaiono neri alla luce della lampada e viola a quella del tramonto. I suoi capelli sono blu, come quelli del suo presunto padre Griff il Vecchio. Solo in seguito verrà svelato l’inganno: la tinta blu rivela i capelli ramati di Griff il Vecchio, che corrisponde in realtà al nome di Jon Connington, detto appunto il Rosso e l’argento della chioma del ragazzo, altra caratteristica dei Targaryen.

Da qui la ricostruzione del salvataggio del neonato durante lo sterminio della famiglia reale. Il neonato ucciso durante il Sacco di Approdo del Re sarebbe quindi il figlio di un tintore di pellami, nato nel Vicolo delle Latrine. La madre del bambino sarebbe morta di parto ed il tintore lo avrebbe venduto a lord Varys per una brocca di vino dorato di Arbor. Varys avrebbe organizzato poi lo scambio dei due neonati e ad Elia sarebbe stato consegnato il figlio del tintore (che Tyrion soprannomina il Principe delle Latrine), mentre a Varys sarebbe stato dato in custodia il vero Principe Aegon, portato in segreto al di là del Mare Stretto ed affidato dapprima ad Illyrio Mopatis ed infine ad un padre adottivo, il lord esiliato Jon Connington.

Tuttavia questa teoria non trova conferma in seguito e potrebbe non essere vera.

Ma a noi piace anche solo immaginare di avere un’altra pedina sulla tavola da gioco, perché – in fondo – di gioco si tratta.

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