Storia di una saga e della sua sfortuna negli adattamenti.

Dopo il brutto film del 2013 tratto dal primo romanzo della serie The Mortal Instruments, i cacciatori di demoni nati dalla fantasia di Cassandra Clare cercano nuova fortuna tra le serie, approdando negli States su freeform (il nuovo nome di ABC Family) con una stagione composta da 13 episodi che racconterà, viene da chiedersi quanto fedelmente, i fatti dei primi due libri dell’esalogia urban fantasy: città di ossa e città di cenere.

Il pilot si apre, dopo la classica panoramica di grattacieli dell’immancabile New York, con una scena rubata a Buffy l’ammazzavampiri in cui facciamo la conoscenza dei nephilim – cacciatori di demoni – Alec, Isabelle e Jace. Il tempo di arrivare all’ingresso del Pandemonium, la discoteca più scrausa della grande mela, e incontriamo la nostra eroina, Clary, che viene presa a spallate da un Jace impegnato a seguire il mostro mutaforma della prima scena. “Puoi vedermi?” dice lui, facendo partire un bel flashback annunciato dalla didascalia otto ore prima scritta con lo stesso font della locandina di Titanic.

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Compleanni, friendzone e cadaveri avvolti nella carta regalo.

Clarissa Fray ha diciotto anni appena compiuti, anzi, è il suo compleanno ed è appena stata ammessa alla Brooklyn Academy of Art. La prima persona a cui comunica la bella notizia è il suo amico Simon, l’archetipo del migliore amico innamorato senza speranza della bella protagonista. Dopo un paio di strizzatine d’occhio al lato fantasy (già, c’è anche l’elemento sovrannaturale in questo telefilm, non lasciatevi distrarre troppo dalle complicate relazioni tra i personaggi) con un biscotto che passa dalla forma solida al 2D senza che nessuno si ponga troppe domande, viene introdotto il personaggio di Luke Garroway, poliziotto del NYPD segretamente innamorato della madre di Clary (quindi è una cosa di famiglia), alle prese con il più irrealistico dei cadaveri mai comparsi in scena, una dissimulazione di nudità così perfetta come non se ne vedevano dai tempi in cui Papa Clemente XIII decise di coprire tutti i pistolini dei dipinti di San Pietro. Il cadavere in ogni caso è stato dissanguato. Indagheremo, dice Luke, già pensando di fare un salto a Spoleto per chiedere consiglio a Don Matteo.

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Gli Stark non vi hanno insegnato niente.

Clary torna a casa per prepararsi alla serata, svicolando il discorsetto che la mamma aveva in serbo per lei. “Ne parleremo domani mattina a colazione”, si dicono, mentre Ned Stark nel paradiso dei legali buoni fessacchiotti si dà un facepalm che riecheggia dalla barriera al mare d’erba. Poi Jocelyn consegna alla figlia il suo regalo: un fermacarte pacchiano a forma di bacchetta magica. Dalla faccia della protagonista, scommettiamo che lei si aspettava il nuovo iphone.

Flashback nel flashback, arriviamo a dieci anni prima: Clary gioca in riva al lago, ma viene attaccata da un kraken, che mi dicono essere specie autoctona di Central Park. Dopo aver salvato la situazione, Jocelyn decide che per la bambina è troppo pericoloso conoscere il mondo da cui proviene e procede con un trattamento Men in Black durante il quale le viene cancellata la memoria.

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Arriviamo alla parte interessante?

Entriamo nella bat caverna dei cacciatori di demoni dove li vediamo prepararsi per la serata: parrucche di dubbio gusto e spade dalla lama di opale con un design influenzato forse giusto una punta dal Star Wars completano l’equipaggiamento. Possiamo partire.

Dopo un’infinità di scene da teen drama torniamo al punto di partenza: discoteca, cacciatori di demoni, mostro mutaforma.

Una volta dentro al Pandemonium si scatena una rissa da saloon con scene al rallentatore di spade che volano e Clary scappa sconvolta.

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E poi?

La madre viene rapita e portata da Valentine, il Voldemort della situazione, Clary sviene tra le braccia di Jace aprendo scenari insospettabili per una meravigliosa storia d’amore (si nota la punta d’ironia nella mia voce?), tutti si presentano a tutti e alla fine dell’episodio Clary si troverà a dover scegliere se fidarsi del figo biondo appena conosciuto che le parla di demoni e coppe magiche o tornare a casa con il caro vecchio Simon.

Qualcuno ha un minimo dubbio su quale sarà la sua scelta?

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Cosa ci è piaciuto.

Rispetto ai libri, l’età dei personaggi è stata alzata rendendo Clary una neomaggiorenne invece della quindicenne descritta dalla Clare. Una scelta giusta dettata forse dal bisogno di raggiungere un pubblico più ampio. I protagonisti, Katherine McNamara e Dominic Sherwood (lei già vista in Maze Runner, lui in Vampire Accademy) hanno un buon feeling in scena e, in linea di massima, ci sono produzioni per il target adolescenziale con attori molto peggiori.

Cosa non ci è piaciuto.

Per l’intero episodio si ha la sensazione di essere a un passo dal trash, che un minimo spostamento d’asse farebbe sprofondare tutta l’impalcatura su cui si regge la storia. Le scene al rallentatore, i cadaveri innaturalmente arrotolati nella seta, la distesa di cliché (nominatene uno, ci sono tutti) da commedia romantica, rendono il prodotto fruibile da un pubblico giovanissimo, ma poco appetibile per chi, oltre agli occhioni verdi del protagonista, vorrebbe vedere una storia accattivante.

Continueremo a guardarlo?

La vita è troppo breve per guardare brutte serie.

Il mio consiglio, se avete più di quattordici anni, è in questo caso di abbandonare senza rimpianto le disavventure di Clary Fray. Lo dico per voi, ho letto i libri, la situazione può solo peggiorare.

Poi non dite che non vi avevamo avvertiti.

Angela Bernardoni
Toscana emigrata a Torino, impara l'uso della locuzione "solo più" e si diploma in storytelling, realizzando il suo antico sogno di diventare una freelancer come il pifferaio di Hamelin. Si trova a suo agio ovunque ci sia qualcosa da leggere o da scrivere, o un cane da accarezzare. Amante dei dinosauri, divoratrice di mondi immaginari, resta in attesa dello sbarco su Marte, anche se ha paura di volare. Al momento vive a Parma, dove si lamenta del prosciutto troppo dolce e del pane troppo salato.