Mappa intergalattica per navigare tra le storie del Maestro

Non posso dire di aver letto tutto quello che Asimov ha scritto, perché la produzione del buon Isaac è sconfinata, con oltre 450 pubblicazioni sparse in decine di campi diversi, ma posso affermare di aver navigato per molti anni (e lo faccio tuttora) nelle acque infinite e scure della sua Galassia, con le vele ammainate per lasciarmi trascinare solo dalla corrente.
Però ammetto che è facile
per me, che sono mosso quasi da un amore incondizionato, prendere un libro qualsiasi di Asimov e goderne ogni semplice, semplicissima parola. D’altronde è venuto fuori che effettivamente la produzione sconfinata del Maestro è purtroppo uno scoglio verso chi vorrebbe iniziare a leggerne la sua opera. Non è facile districarsi tra mille cicli diversi, temi e serie, tanto da rimanerne ubriacati e disorientati. Sono tornato indietro e mi sono reso conto che back in the days anche io ho iniziato a leggere un po’ a casaccio, per poi rimettere tutto a posto nel corso degli anni, collezionando e mettendo in ordine le letture. Se non fosse stato per la mia cotta forse non avrei continuato a leggere, perché effettivamente affrontare il Ciclo della Fondazione iniziando dal terzo volume non è proprio il massimo, fidatevi.

Per questo ci è venuta questa idea: fare una sorta di road-to-Asimov, un percorso ragionato che potesse avvicinare i lettori imberbi alla mastodontica opera del Maestro. Non sarà un articolo di critica, non ce n’è bisogno, ma più che altro una serie di suggerimenti da lettore a lettore potenziale, con delle riflessioni per capire fino in fondo perché un libro è stato scelto al posto di un altro.

Useremo un criterio principalmente semantico, che mischi il tipo di espediente narrativo con il tema delle storie, che passo dopo passo, faccia scoprire al lettore le mille sfaccettature dell’Universo inventato e descritto da Asimov.

[Come bonus, ma ve lo diciamo così, quasi sottovoce, se proprio non volete leggere Asimov ma farvi una scarna idea inutile, vi diamo una breve lista di romanzi imprescindibili, che hanno fatto la storia. Ci sono anche nel corpo dell’articolo, ma sappiamo che alcuni tra di voi hanno fretta, e allora cerchiamo di accontentarli… Stolti!]

Lasciando perdere le quisquilie tecniche, credo che il modo migliore di iniziare un viaggio allucinante di queste proporzioni sia quello di allacciare le cinture e arrivare in fondo al conto alla rovescia!

Starter Kit

Una parte importantissima della produzione di Asimov è composta racconti, e parliamo di centinaia di storie brevi che dal 1939 hanno colorato le pagine di riviste come Astounding Science Fiction, Galaxy Science Fiction e Astonishing Stories. Su quelle stesse pagine pubblicavano nomi del calibro di Frederik Pohl, Robert Heinlein e Ray Bradbury.

La narrativa breve e di veloce consumo è il pane quotidiano di Asimov e rappresenta il punto migliore per misurarsi con lui in qualità di lettori.

Asimov Story
è secondo noi l’antologia di racconti da cui salpare verso lo spazio infinito e oltre. È una corposa raccolta di racconti risalenti al primo periodo di Asimov, tra il 1938 e i primi anni Cinquanta, calati nel bel mezzo della Golden Age della fantascienza.
Come molte antologie curate dallo stesso autore, questa ha il pregio di essere commentata da Asimov in persona, che spende qualche parola per introdurre il racconto, arricchendolo con aneddoti o ricordi di come la storia è iniziata o come è stata accolta.

Ci sono racconti in cui si vede la ancora acerba fantasia speculativa, l’ingenuità e l’ottimismo di uno scrittore dotato ma effettivamente inesperto, come ne L’arma troppo terribile per essere usata. D’altronde si intravede già l’inesauribile ironia che avrebbe accompagnato tutta la sua produzione, soprattutto in quel piccolo capolavoro di fanta-scienza (volutamente scritto così) che è Le proprietà endocroniche della tiotimolina risublimata, un esempio di articolo scientifico finto, che avrebbe messo in seria difficoltà le biblioteche della zona dopo la sua pubblicazione.

C’è una seconda antologia, meno corposa di Asimov Story, che ricalca lo stesso tipo di approccio ed è Il Meglio di Asimov, da leggere se siete arrivati al termine del precedente suggerimento.
Perché abbiamo scelto queste due antologie e non altre? Perché, per come sono scritte e per quello che trattano, sono da considerare come i convenevoli letterari tra voi e l’Autore, una sorta di stretta di mano, con tanto di presentazioni. Mentre sfogliate le pagine di Asimov Story, immaginatevi seduti al bar con il vostro interlocutore, mentre tra un aperitivo e l’altro cominciate a fare conoscenza, a capire chi avete di fronte, se ne davvero ne vale la pena continuare a frequentarsi. La lettura di queste due opere è cruciale per decidere se andare avanti o meno. Vi troverete di fronte a perle della fantascienza, alcune considerate come i migliori scritti sci-fi mai pubblicati: se neanche questo riuscirà ad appassionarvi a questo Autore, allora, smettete subito, non andate oltre, chiudete il libro e non compratene altri. Evidentemente quelle affinità elettive che dovevano esplodere non si sono verificate e semplicemente non siete tagliati per Asimov. Non è colpa vostra.

L’impero Galattico

Se invece, come spero, la lettura vi ha appassionato e volete continuare, è venuto il momento di lanciarvi nello spazio siderale per scoprire un aspetto della fantascienza asimoviana che è completamente diversa dal panorama del suo stesso periodo.

A questo punto vi conviene prendere al volo la copia della Trilogia della Fondazione, la prima  trilogia, quella scritta  negli anni Cinquanta, con i titoli: Cronache della Galassia, Il crollo della Galassia Centrale e L’altra faccia della Spirale. Probabilmente li troverete anche secondo la traduzione letterale, Fondazione, Fondazione e Impero e Seconda Fondazione, resta il fatto che dovete leggere questi romanzi per primi.

Se venite dalle due antologie appena citate, allora vi sentirete a casa. Infatti i primi tre romanzi della Fondazione sono stati pubblicati a puntate sotto forma di racconti proprio sulle stesse riviste pulp come Astounding Science Fiction.

Il ciclo della Fondazione è cruciale nella storia della fantascienza, non solo per la produzione di Asimov: oltre alla bellezza e alla veridicità scientifica che ha sempre pervaso gli scritti di Isaac, in questo trittico di volumi viene introdotta una delle speculazioni più affascinanti che mente umana abbia mai concepito: la psicostoriografia.
Questo dimostra il sapere enciclopedico di Asimov, in grado di rimaneggiare argomenti tra i più disparati per condensarli in contesti fantascientifici estremi. La psicostoriografia si fonda sull’assunto che mediante espressioni e sistemi matematici sia possibile prevedere il comportamento della masse e quindi a tutti gli effetti gettare un occhio sul futuro. È come se la cartomanzia e chiromanzia di massa avessero finalmente trovato una loro dignità numerica, al pari di una pratica scientifica. L’inventore e maggiore conoscente di questa ‘scienza’ è Hari Seldon.
L’ambientazione è l’Impero Galattico e la sua decadenza, ispirato alla caduta dell’Impero Romano nostrano, rapportato però su scala interplanetaria.

Sappiate che vi aspetta una lettura quasi sconvolgente, ancor di più se si vede la dimensione esigua di ciascun romanzo, ma sicuramente il susseguirsi degli eventi e le varie storie che si intrecciano vi faranno compagnia per un bel po’ di tempo dopo che avrete voltato l’ultima pagina.
La storia della Fondazione è arricchita da altri quattro romanzi apocrifi, sempre a opera dello stesso autore ma che si distaccano dalla vecchia formula frammentaria della narrativa breve. Sono dei corposi volumi, due prequel e due sequel, che concludono da una parte e dall’altra tutta l’epopea associata alla Fondazione e alla psicostoriografia. Da leggere per completezza, ma non indispensabili in un percorso di lettura che vuole celebrare tutto l’Asimov.

Arrivano i Positroni

Non ci stancheremo mai di dirlo, ma davvero, il vero Asimov sta nei racconti.

Anche la Robotica, scienza che ha inventato LUI, è sorta tra le pagine spiegazzate dei pulp magazines, a pochi centesimi a copia. Susan Calvin, le tre Leggi, Robbie e l’uomo bicentenario erano tutti lì, in edicola.

Se i robot sono una vostra passione allora correte a comprare Tutti i Miei Robot, l’antologia più corposa e completa che copre gran parte degli approcci asimoviani verso i cervelli positronici. C’è Susan Calvin, la vera madrina di tutti i  robot, ci sono Powell e Donovan e non mancano le escursioni in diversi ambiti della robotica prima delle Tre Leggi. Dato l’ampio lasso di tempo in cui sono stati pubblicati questi scritti, si nota la crescita dell’autore come scrittore, la maturità delle tematiche e soprattutto la consapevolezza dei mezzi narrativi e speculativi che emergono prepotenti a ogni racconto.
Pensate che Asimov ha davvero introdotto per la prima volta il termine di robotica, ne ha impostato la veridicità scientifica e si è interrogato in ogni maniera sull’impatto degli androidi nella società.

Tra le pagine di Tutti i Miei Robot, emerge il vero spirito hard science fiction dell’autore, che non si accontenta di creare degli universi tecnologicamente credibili, ma ne ricama sopra delle ottime riflessioni, intelligenti e precise.
La Prova, per esempio, mette in luce come nonostante tutto l’avanzamento tecnologico, i robot sono temuti dalla massa, o ancora, in Lenny, Susan Calvin mostra un lato di sé inaspettato, soprattutto visto che si rivolge verso un robot.
L’acume con cui Asimov crea questi piccoli incastri socio-scientifici è semplicemente sublime, mostrando aspetti di una realtà inventata che non ci saremmo mai aspettati.

Siamo già alla terza tappa, e se siete arrivati fin qui sicuramente ormai è difficile che smetterete di leggere gli scritti di Asimov. Questa antologia dei Robot è comunque solo un antipasto all’universo positronico che l’Autore ha creato e costruito nel corso dei decenni. Ci sono una serie di romanzi, oltre ad altre antologie che purtroppo si sovrappongono a quella che vi suggeriamo. Va da sé che lanciarsi in queste ulteriori letture non può far altro che giovare alla vostra sanità mentale, e non possiamo che consigliarvelo, ma davvero Tutti i Miei Robot ha in sé l’intera raccolta di temi e personaggi, da essere un piccolo compendio del genere.

Scalfire la superficie

Sicuramente finora vi abbiamo dato un bel po’ di materiale da leggere, buono per almeno un paio di mesi di lettura. Ma davvero, purtroppo, dobbiamo dirvi anche che abbiamo appena scalfito la superficie.
Quelli appena citati sono i tre capisaldi della produzione asimoviana che servono da trampolino di lancio per tutto il resto: una volta esaurita la fantascienza classica della Golden Age, la Fondazione e buona parte dei robot, restano ancora un bel po’ di piatti sul menu per alzarsi e chiedere il conto.

Asimov ha esplorato la fantascienza in ogni dove, ha scritto di qualsiasi cosa, con risultati eccezionali, quindi se davvero avete gradito quanto letto finora, è venuto il momento di continuare a macinare racconti e romanzi.
Se non lo avete ancora fatto, potete portare a termine la lettura del Ciclo della Fondazione, con i due prequel e i due sequel. Questo vi dà via libera per intraprendere il viaggio nel Ciclo dell’Impero, dove c’è quel piccolo capolavoro epocale che è il Paria dei Cieli (vedi paragrafo BONUS).

A questo punto vi siete già accorti che molte delle opere di Asimov sono interconnesse, non apertamente, ma sicuramente si avvertono degli echi di altri romanzi emergere in passaggi di nuovi racconti. È come se tutte le storie fossero in qualche modo tunnellizzate le une alle altre, dove il trait-d’union è un personaggio storico, una massima, un racconto che diventa favola in un altro periodo storico. E allora, non c’è nessuna scusa che possa impedirvi di completare tutto l’affresco storico che Asimov ha messo in piedi, su una tela grande come tutta la galassia.

Lanciatevi nei romanzi del ciclo dei Robot (Abissi d’acciaio, il Sole Nudo, I Robot Dell’Alba e I Robot e L’impero), per vedere quanto la US Robotics e Susan Clavin hanno fatto per l’uomo e per gli androidi e soprattutto per godere di un Asimov che si prende il suo spazio per delle disquisizioni filosofiche e umane sottili ed argute.
Esistono poi romanzi come Notturno (vedi Capitolo BONUS) o Il Figlio del tempo (scritti tutti e due con Robert Silverberg) che sono fuori da ogni ciclo e rappresentano un ottimo esempio di fantascienza speculativa. Allo stesso modo, Nemesis, un romanzo catastrofico, fonde scienza e drammi familiari in circostanze alterate.

Ce n’è per tutti i gusti, ma abbiamo ancora un po’ di strada da fare prima di lasciarci.
State con noi un altro po’…

Non solo fantascienza

Asimov si è cimentato in altri generi diversi dalla fantascienza, data la sua naturale curiosità e le sue conoscenze dei meccanismi della scrittura a incastro. Famosi sono i suoi gialli raccolti nelle antologie intitolate ai Vedovi Neri, dove un gruppo di investigatori per hobby risolvono casi più o meno complessi grazie alle loro enciclopediche conoscenze.
Ci sono ben sei raccolte di questi racconti e sono perfetti per chi voglia abbassare lo sguardo dalle stelle e volgerlo verso problematiche più terrene…

Potrei fermarmi anche qui, e dire che ormai potete proseguire da soli nella lettura delle restanti opere di Asimov, ma non ce la faccio: c’è l’ultimo e forse il più importante aspetto della scrittura di Asimov che non voglio per nessun motivo al mondo tralasciare, perché è quello che più mi ha affascinato nel corso delle mie lunghe letture. Mi riferiscDo al Divulgatore, al professore che cerca di regalare perle di saggezza scientifica a tutti coloro che vogliono ascoltarlo.

Più di una volta ho detto che la speculazione scientifica di Asimov è veritiera e plausibile: questo perché lui stesso era uno scienziato. Gran parte delle sue opere partono proprio da assunti o iperboli con solide base di fisica o chimica. Nel capolavoro Neanche gli Dei, tutta l’architettura della storia parte dalla necessità di spiegare la presenza di un isotopo impossibile, per poi sfociare in una delle opere di fantascienza più sfrenate che Asimov abbia mai scritto, che raggruppa fisica, xenobiologia, sociologia in un unico lungo minestrone ben calibrato.

Dal sapere enciclopedico e amplissimo conoscitore delle tecniche di scrittura, Asimov ha compilato e scritto tantissimi libri di divulgazione scientifica, a cui si è dedicato per anni. Il Libro di Fisica, Il libro di Biologia, Le civiltà Extraterrestri, Il cervello umano sono solo alcuni dei tantissimi titoli di questo corso narrativo di Asimov, in cui la sua chiarezza espositiva e la sua padronanza del linguaggio arrivano a sintetizzare i complessi concetti di alcune materie per renderle comprensibili a chiunque abbia la voglia di prestare orecchio alla sua voce inconfondibile.

Piccola nota a margine

Scrivendo così a lungo su Asimov e arrivando alle sue fatiche divulgative, mi viene in mente una piccola precisazione da fare, visto che siete arrivati fin quaggiù. Asimov scrive in maniera asciutta, quasi arida. Questo suo approccio alla scrittura è stato duramente criticato, quasi stigmatizzato, laddove molti esperti si lamentavano del fatto che spesso le sue storie erano prive della benché minima ricerca psicologica, con i personaggi che entravano e uscivano di scena quasi di soppiatto.

Asimov, si è difeso dalle critiche stilistiche, affermando che lui deve scrivere facile, perché è l’unico modo per farsi capire. Non fa una piega.
D’altronde, personaggi come Susan Calvin e Hari Seldon non sono proprio così bidimensionali come si vorrebbe far pensare. La pecca se proprio volessimo trovarne una, è che lavorando principalmente su una forma di narrativa a spazi ristretti come le novelle e i racconti brevi ed ultrabrevi, Asimov non ha il tempo materiale per costruire alcune psicologie, a meno che queste non siano cruciali allo svolgersi della trama stessa.

Siete stati avvisati: se cercate uno scrittore estremamente elegante, complesso nella struttura, allora Asimov potrebbe lasciarvi un po’ perplessi, tuttavia la vera forza della sua fantascienza non sta nell’uomo ma nell’idea di uomo, di umano e di tutto quello che lo aspetta nel corso della storia millenaria che lui stesso ha inventato.

BONUS

Come promesso per i più impazienti, vi presentiamo una veloce lista dei romanzi che qualsiasi asimoviano deve leggere per forza, perché hanno un valore incredibile nella produzione dello scrittore statunitense e per la fantascienza in generale.

Notturno: nasce da un’idea semplicissima. Un pianeta che ha sempre vissuto sotto la luce di diversi soli, si ritrova a vivere per la prima volta in assoluto il BUIO. Questa prima notte dell’umanità è il pretesto per scatenare una serie di riflessioni di tipo sociale, psicologico e religioso.

La fine dell’Eternità: una versione asimoviana dei viaggi del tempo che porta a una lunga riflessione sulla libertà di pensiero, sul libero arbitrio e sull’avanzamento tecnologico. Secondo alcune visioni panistiche dell’universo di Asimov, questo romanzo è quello che darebbe il via ai viaggi interstellari e alla colonizzazione interplanetaria.

Neanche gli dei: accanto a un episodio di fisica impossibile, Asimov in questo romanzo compie una delle più belle e interessanti escursioni nella xenobiologia, descrivendo una complessissima razza aliena, financo nei suoi comportamenti sessuali. Inoltre, viene descritto un universo parallelo dove le leggi della fisica sono completamente diverse dalle nostre, e nonostante tutto, questo universo appare plausibile allo stesso modo del nostro.

Il Paria dei Cieli: un altro viaggio nel tempo, ma su una terra completamente devastata e radioattiva, in cui vivono pochi umani ghettizzati. È ambientato nel periodo storico dell’Impero Galattico e i temi esplorati sono quelli del razzismo e dell’odio razziale, della sovrappopolazione, della prevaricazione e dell’assoggettamento da parte delle autorità. Una piccola precisazione: Asimov in tempi successivi alla pubblicazione del romanzo, si è scusato per la scarsa veridicità di una terra radioattiva e abitata. Purtroppo, negli anni 50 gli effetti delle radiazioni non erano ancora abbastanza noti e approfonditi.

La trilogia della Fondazione: è inutile girarci intorno, questa lettura è imprescindibile.

Se avete un bambino o una bambina in casa, allora dategli/le in pasto i romanzi di Lucky Starr, un perfetto esempio di fantascienza per giovanissimi, lieve, veloce e piacevole.

Con queste ultime parole abbiamo davvero concluso questo nostro viaggio allucinante all’interno della fantascienza del buon vecchio Asimov.
Non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine che vi troverete sul comodino, sono piacevoli, Asimov è piacevole, e soprattutto in ogni rigo stampato c’è una potenza immaginifica immensa, che raramente si è avuta. Pensate solo che alcuni romanzi scritti nei primi anni cinquanta sono considerati oggi come i migliori racconti di fantascienza mai scritti. Un tale traguardo merita il minimo sindacale della vostra attenzione e con questa piccola guida, forse, riuscirete ad appassionarvi tanto da leggere davvero tutto quel che Asimov ha scritto.
Magari non tanto da portare il lutto per la sua dipartita, ma alla fine chi può dirlo?

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