“Stà in guardia dalla Corte dei Gufi…”

Dopo anni di rumor, in occasione del recente DC FanDome, il team di Warner Bros. Montreal ha finalmente svelato il suo tanto vociferato nuovo progetto videoludico legato all’universo di Batman: l’action RPG Gotham Knights. A solleticare in maniera particolare la curiosità dei fan del Cavaliere Oscuro di casa DC Comics, vediamo la totale assenza di Batman dal gioco – dato per morto e “sostituito” da alcuni membri della Bat Family (Nightwing, Batgirl, Red Hood e Robin) – e, soprattutto, la conferma della presenza della Corte dei Gufi come, presumibilmente, villain principale del titolo.

Ma chi o cosa è la Corte dei Gufi e perché è così tanto conosciuta tra i fan dell’Uomo Pipistrello?
La risposta breve è che la Corte dei Gufi è una delle molteplici facce di Gotham e, da secoli, i membri che ne fanno parte tengono la città saldamente stretta tra i propri artigli, artigli macchiati dal sangue delle decine di vittime che hanno tentanto di ostacolarne i piani.
Per la risposta più articolata, invece, dovrete iniziare il vostro viaggio partendo da una semplice filastrocca per bambini…

“…che ti osserva con cipiglio”

Facciamo un passo indietro di qualche anno – quasi dieci, in verità – e torniamo al 2011 quando, sotto la guida di una delle più importanti figure di casa DC, Geoff Johns, l’universo narrativo di Batman e colleghi subisce lo scossone noto come The New 52.

L’iniziativa New 52 fu una delle più ambiziose idee della “Distinta Concorrenza” e prevedeva il rilancio di tutte le sue testate, un rilancio che avrebbe visto la rielaborazione dell’intero universo DC e la pubblicazione di ben 52 nuove serie.

Tra queste vi era ovviamente Batman, che venne affidata alla penna di Scott Snyder e alla matita di Greg Capullo. Il risultato fu una delle run più apprezzate dai fan del Cavaliere Oscuro e al primo crossover del nuovo universo New 52 – raccolti nei volumi La Corte dei Gufi e La Città dei Gufi.

Sebbene il progetto editoriale prevedesse la possibilità di rielaborare completamente anche l’origine dei vari supereroi, il “nuovo” Bruce Wayne rimase sempre un miliardario filantropo playboy di giorno e un geniale detective, maestro di arti marziali, vestito da pipistrello e armato di ogni sorta di gadget di notte. Ad affiancarlo nella difesa di Gotham City, oltre al sempre fedele Alfred Pennyworth, la Bat Family al gran completo, composta da Dick Grayson alias Nightwing; Tim Drake alias Red Robin; Damian Wayne alias Robin; Jason Todd alias Red Hood e ultima, ma non per importanza, Barbara Gordon alias Batgirl.

Le strade dei paladini di Gotham ideate da Snyder, si incroceranno presto con quella di un’organizzazione secolare nota come la Corte dei Gufi e considerata, fino a poco tempo prima, una semplice leggenda metropolitana, una sorta di uomo nero ideato per spaventare i bambini e legato alla seguente filastrocca:

“Stà in guardia dalla corte dei gufi che ti osserva con cipiglio
notte e dì tra granito e calce dal suo ombroso nascondiglio.

Lei ti scruta dentro casa, lei ti spia dentro al giaciglio,
non parlare mai di lei o verrà a prenderti l’artiglio.”

Bruce Wayne e Batman entreranno presto in contatto con la Corte e i suoi membri, scoprendo che dietro alle leggende si nasconde una verità che vede le sue radici ben piantante nelle fondamenta di Gotham stessa. Simbolo della società è, ovviamente, il gufo, predatore naturale dei pipistrelli, un simbolismo che Snyder e Capullo sfrutteranno in maniera straordinaria, mettendo a dura prova le forze fisiche e mentali del Cavaliere Oscuro e portandolo sull’orlo della follia e della morte.

Prima di approfondire ulteriormente, è bene avvisarvi che di seguito saranno presenti inevitabili spoiler sulla run fumettistica che vede Batman anteporsi ai piani della Corte.

corte gufi

Gotham è Batman?

Prima di Batman c’era solo Bruce Wayne, giovane rampollo di una delle famiglie più ricche e potenti di Gotham City, il cui destino venne profondamente segnato dalla tragica scomparsa dei genitori, uccisi dalla mano di un criminale per una manciata di dollari e una collana di perle. È cosa nota che quell’evento causò al giovane Bruce una ferita mai rimarginata e, esattamente come quelle fisiche, si tratta di una ferita che spesso e volentieri si fa sentire, riportando a galla dolori parzialmente assopiti.

Ed ecco che quando Batman si trova davanti al corpo senza vita di un semplice pittore, ucciso in maniera particolarmente brutale e meticolosa al punto tale da far assomigliare il tutto a una sorta di rituale; quando su una delle pareti della scena del crimine appare una minaccia alla vita stessa di Bruce Wayne; quando le prove porteranno a pensare che il colpevole dietro a tutto ciò sia Dick Grayson, la suddetta ferita torna a farti sentire, portando con sé qualcosa di potenzialmente ancor più doloroso.

A risvegliarla troviamo l’artiglio di un gufo, o meglio un Artiglio della Corte dei Gufi, il reale assassino dietro alla morte del pittore, intenzionato a far fare la stessa fine a chi inizia quasi a sentirsi il padrone di Gotham City, Bruce Wayne. Le abilità dell’Artiglio si dimostreranno all’altezza di quelle di Batman e lo scontro diverrà ancor più interessante quando l’assassino, precipitato da una torre e dato per morto al punto da esser portato via dal coroner, tornerà in vita uccidendo i portantini e andandosene sulle proprie gambe come se niente fosse.

Ok che siamo nel mondo dei fumetti e i protagonisti – buoni o cattivi – difficilmente restano morti per tanto tempo… ma a tutto c’è un limite.

Appresa la notizia, il nostro – non più di tanto sconvolto – Batman metterà a frutto tutto il suo ingegno per risalire non solo alla natura del sicario, ma anche alla mano che aveva firmato la condanna di Bruce Wayne. Mano che, ben presto, diverrà zampa o meglio zampe. Le zampe dei membri della Corte dei Gufi, una società criminale segreta che, da secoli, cerca di controllare ogni singolo aspetto di Gotham e, molto spesso, lo fa eliminando i problemi alla radice, ossia uccidendo chi sta tentando di anteporsi alle loro macchinazioni.

Finito nella tana del bianconiglio – e no, stavolta il vecchio Tetch non c’entra nulla, si tratta solo di una metafora – Batman scoprirà che la Corte si è resa colpevole della morte di decine e decine di persone, tra le quali anche Alan Wayne, antenato di Bruce e fondatore di buona parte di Gotham City, dato per morto in un tragico incidente che lo vide precipitare e annegare nelle fogne della città. La follia che sembrava guidare Alan Wayne la notte della sua dipartita, è la stessa che la Corte tenterà d’instillare nella mente del Cavaliere Oscuro, trascinandolo in un labirinto fatto di ansie, paure e paranoie – rappresentato in maniera straordinaria da Greg Capullo – e controllato dal sempre vigile sguardo di un Minotauro sottoforma del rinato Artiglio, pronto a ghermire la propria preda una volta resa completamente inerme dalla follia.

Il brutale scontro tra i due, si conclude con la vittoria del Cavaliere Oscuro che riuscirà a fuggire dal labirinto della Corte, portandosi dietro un souvenir: il corpo senza vita del suo nemico. Batman scoprirà così che dietro la maschera dell’Artiglio si celava il bisnonno di Nightwing e che lo stesso Dick era destinato a diventare uno degli assassini della Corte.

Così come nelle zampe dei gufi, infatti, gli artigli sono più di uno e vengono reclutati tra i più abili artisti circensi del paese. Sottoposti a duri allenamenti, gli Artigli vengono messi nello stato d’ibernazione ideato da Victor “Mr. Freeze” Fries – costretto a collaborare con l’organizzazione grazie a un inganno – stato dal quale vengono risvegliati per poi esser rilasciati su Gotham come mastini pronti a cacciare la propria preda.

La Notte dei Gufi

La Corte dei Gufi è dunque realtà e in quella che sarà battezzata come La Notte dei Gufi – primo evento crossover dell’universo New 52 – si scontrerà con Batman, che, in evidente inferiorità numerica, chiederà aiuto ai propri alleati, radunando tutti i membri della Bat Family (Nighwing, Batgirl, Red Hood, Robin, Red Robin) e le Birds of Prey.

Compito di Batman e dei suoi alleati sarà quello di salvare i membri di spicco della città di Gotham, divenuti bersaglio della Corte. Eliminando figure come il vice-sceriffo della città, i giudici, i procuratori, gli avvocati e i membri del consiglio cittadino, la Corte stringerebbe tra gli artigli le chiavi della città e, con esse, la libertà di portare a compimento le proprie machiavelliche macchinazioni.

Il Cavaliere Oscuro riuscirà a sconfiggere i propri nemici e i membri dell’organizzazione, vedendo il proprio piano andare in fumo e sentendosi braccati, si vedranno costretti a prendere una decisione piuttosto drammatica e teatrale: il suicidio di massa.

Una fine che lascia l’amaro nella bocca – e non solo in quella di Batman. Una fine che, tuttavia, è solo la scintilla che farà scoppiare la reale bomba piazzata da Scott Snyder.

Se l’universo New 52 consente lo stravolgimento delle origini dei vari eroi, perché non dare una “bottarella” anche a quello del vecchio Batsy?

Thomas e Martha Wayne erano pur sempre membri di una delle famiglie più potenti di Gotham, se non la più potente in verità, ed è quantomai bizzarro che una società vetusta come la Corte dei Gufi non abbia mai incrociato la propria strada con quella dei coniugi Wayne.

Accadde allora che, prima della tragica notte dell’omicidio che privò Bruce dei genitori, Martha si scontrò con qualcuno che sembrava muovere i fili delle alte sfere della società di Gotham, un qualcuno che arrivò anche a minacciarla di morte e a ricattare l’allora maggiordomo di casa Wayne, Jarvis Pennyworth – padre di Alfred – per spingerlo a condurla in un luogo isolato della città dove sarebbe stata eliminata.

Conseguenza di tutto ciò fu un terribile incidente automobilistico che coinvolse Martha Wayne, il piccolo Bruce e Jarvis. Fortunatamente, nessuno dei tre perse la vita nell’attentato, ma la lista delle vittime della Corte si allungò lo stesso di un nome. In macchina non vi erano tre persone, ma quattro e la quarta era  il fratello minore di Bruce, Thomas Wayne Jr., ancora nel grembo materno. Il piccolo venne fatto nascere d’urgenza, ma, purtroppo, non sopravvisse e gli artigli della Corte si macchiarono col sangue di una creatura innocente.

Non contento di dire al mondo “Salve signori, questo è il fratello di Batman” Snyder elabora allora una raffinata strategia: insinua nel lettore il dubbio che il piccolo sia effettivamente morto, avanzando la possibilità di una sorta di “adozione” da parte della Corte che lo ha sostenuto e mantenuto per tutta la vita, crescendolo per diventare l’erede della dinastia Wayne. Un piano che Bruce, involontariamente, fece sfumare, obbligando l’organizzazione a inserire nell’alta società il personaggio di Lincoln March, giovane politico in gara per diventare sindaco di Gotham City. L’ormai folle Lincoln si scontrerà con il “fratello” e l’esito di quello scontro è, ancora oggi, incerto, così come resta incerta la verità dietro alla sua figura.

Si tratta realmente del fratello perduto di Bruce Wayne? Oppure è solo l’ultima della lunga lista di vittime dell’organizzazione?
La verità, forse, non si scoprirà mai.

Ciò che sappiamo, invece, è che la Corte dei Gufi ha rappresentato non solo una delle scommesse più interessanti – e riuscite – della DC Comics e dell’accoppiata formata da Scott Snyder e Greg Capullo, ma anche che, nel 2021, scopriremo in che modo tutto ciò sarà trasposto nell’interessante titolo sviluppato dal team di WB Montreal.

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