Quello tra il cinema e i videogiochi è un rapporto indissolubile da sempre. 

Non è un segreto che molte software house e game designer traggono ispirazione per le proprie opere videoludiche dal cinema. Ovviamente non si tratta di una costante, ma di sicuro molti film sono stati strumenti cardine per lo sviluppo di particolari mondi narrativi. Vediamo quali sono allora i videogiochi ispirati a opere cinematografiche, in modo dichiarato o meno.

The Killer e Max Payne

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Sam Lake è un dichiarato cinefilo e divoratore della cultura pop. E nel corso della sua carriera sono molti i giochi che hanno preso dirette influenze dal mondo del cinema (e delle serie tv). Un film e il suo regista sono presenti, sotto forma di diretta citazione, nel primo videogioco della saga di Max Payne.
The Killer di John Woo è infatti fonte d’ispirazione per il cosiddetto “bullet time”, abilità che permette di rallentare il tempo di gioco per effettuare slanci pirotecnici mentre si spara ai propri avversari. Nel rivedere oggi il classico del cinema action di Hong Kong, è impossibile non trovare le somiglianze.

Non aprite quella porta e Resident Evil 7 Bioharzard

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Una delle immagini più iconiche dell’ultimo capitolo di Resident Evil è stata sicuramente il primo incontro con la famiglia Baker, antagonisti principali del settimo titolo. Quest’ultimi sono infatti un chiaro rimando alla famiglia di Non aprite quella porta di Tobe Hooper. Uno dei film classici del cinema horror è quindi qui citato (insieme ad altre perle, come la saga di Evil Dead) sia come omaggio che come vera e propria fonte d’ispirazione. Direzione intrapresa non per caso visto che, dopo il disastro commerciale di Resident Evil 6, la saga nutriva il bisogno di tornare su atmosfere decisamente più terrificanti.

Drive e Hotline Miami

L’estetica del cinema di Nicolas Winding Refn e del videogioco cult di Devolver Digital, sono di indiscutibile somiglianza. Nonostante Hotline Miami sia uscito solamente un anno dopo a Drive, sono riscontrabili delle analogie sia a livello visivo che contenutistico, condividendo infatti una propensione verso il tema della violenza e della follia. Entrambi i titoli sono stati inoltre considerati rappresentanti, rispettivamente del medium cinematografico e videoludico, della rivalsa della corrente del “synthwave”, ovvero quel particolare genere musicale influenzato dalle colonne sonore anni ‘80 e dalla musica elettronica.

Punto di non ritorno e Dead Space

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Una squadra di astronauti parte con l’obiettivo di soccorrere l’equipaggio di un’astronave data per dispersa. Una volta ritrovata però, scopriranno che tutto il personale è morto e quello che gli aspetta a bordo è molto peggio di quel che potevano immaginare. Suona famigliare? La trama del film cult del 1997, Punto di non ritorno, è quasi totalmente riproposta nel videogioco del 2008 di Visceral Games, Dead Space. Tra la fantascienza e l’horror cosmico, le due opere sono dei viaggi infernali nei peggiori meandri della mente, tra svisceramento, cannibalismo e creature mostruose.

The Road e The Last of Us

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Tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, The Road è la storia di un padre e un figlio che ripercorrono gli Stati Uniti post apocalittici alla ricerca di un posto migliore dove vivere. Pur non escludendo che la trasposizione cinematografica del 2009 non sia stata diretta fonte d’ispirazione per la storia di The Last of Us, è facile vederne le affinità. Entrambi i titoli esplorano infatti l’evoluzione della società in contesti di crisi e il suo rapportarsi ad eventi catastrofici. Dai cambiamenti climatici alla pandemia globale, al rovesciamento delle istituzioni e la formazione di bande criminali organizzate.

1997: Fuga da New York e Metal Gear Solid Saga

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Il papà di Metal Gear, Hideo Kojima, ha più volte dimostrato di essere un accanito appassionato di cinema. Per la creazione di Big Boss ha infatti dichiarato di essersi ispirato al protagonista di 1997: Fuga da New York, Snake Plissken (Jena Plissken nella versione italiana). I due personaggi, oltre a condividere il nome in codice di Snake, sono entrambi soldati speciali, cinici e disincantati, con una benda sull’occhio che li contraddistingue. Inoltre il primo capitolo di Metal Gear Solid riprende molto la trama del capolavoro di John Carpenter. In entrambe le opere l’obiettivo è quello di salvare un VIP preso in ostaggio da dei terroristi e fuggire, successivamente, uno da New York e l’altro dall’iconica isola di Shadow Moses.
Hideo Kojima è anche un fan accanito della saga di 007, citata più volte in Metal Gear Solid 3: Snake Eater.

Rosemary’s Baby e Silent Hill 3

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Ad una prima occhiata possono sembrare due titoli che non hanno nulla a che fare tra loro. Ma se Rosemary’s Baby e Silent Hill 3 sono molto diversi dal punto di vista estetico, sicuramente non lo sono sul piano contenutistico. Le due operazioni condividono infatti lo stesso “plot twist” sul finale, in grado di ribaltare e dare una diversa prospettiva a tutta l’esperienza vissuta. Le protagoniste sono due donne che si ritrovano inconsapevolmente in una trappola demoniaca apparentemente senza fuga. Due veri e propri capolavori dell’horror dei loro rispettivi linguaggi.

Apocalypse Now e Spec Ops: The Line

Per il cinema, Apocalypse Now è stato il film rappresentante dell’orrore della guerra. Una discesa negli inferi che prende come spunto di riferimento il racconto Cuore di tenebra di Joseph Conrad. L’equivalente videoludico del capolavoro di Coppola è, sembra ombra di dubbio, Spec Ops: The Line della Yager Development. Sparatutto in terza persona che riprende le tematiche antimilitaristiche di Conrad per farne un trattato sulla violenza videoludica, spesso ingiustificata e priva di spessore. Un gioco sviscerante e crudele, purtroppo sottovalutato dalla gran maggioranza dei videogiocatori, alla ricerca di un action con meno pretese.

eXistenZ e The Evil Within

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eXistenZ è stato, alla fine dello scorso millennio, il film che – insieme a Matrix, dello stesso anno – ha iniziato un discorso incentrato sulla realtà virtuale e il libero arbitrio nella società del futuro. A differenza di Matrix però, il film di Cronenberg prendeva direzioni più horror e decisamente più inquietanti. 15 anni dopo, il creatore di Resident Evil, Shinji Mikami, sfrutta il concept di eXistenZ per il primo videogioco della sua Tango Gameworks. The Evil Within è ambientato in un mondo onirico fatto di zombi e creature surreali, un survival horror con base fantascientifica che riprende molto le atmosfere del capolavoro di Mikami stesso, Resident Evil 4.

Man on fire e Max Payne 3

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Torniamo a parlare di Max Payne ma questa volta del terzo capitolo sviluppato da Rockstar Studios. Il gioco, ambientato in Brasile, ha molte affinità con il film Man on fire del 2004. Come il Denzel Washington diretto da Tony Scott, Max Payne diventa la guardia del corpo di una ricca famiglia di San Paolo, di cui presto verranno rapiti dei membri per chiederne il riscatto. Tra bande criminali e sparatorie a non finire, sia il film che il gioco sfruttano l’archetipo dell’hard boiler detective trasformando i propri protagonisti in macchine da guerra inconsapevoli del proprio ruolo su di una scacchiera più grande. Lo stile visivo di Max Payne 3 è inoltre un chiaro rimando alla fotografia di Paul Cameron, collaboratore di fiducia di Tony Scott.

Zombi e Dead Rising

Questo paragone si spiega quasi da solo. Se Zombi di George Romero è stato uno dei primissimi film a presentare al cinema la figura dello zombie, Dead Rising non è sicuramente il primo videogioco a rappresentarlo. Eppure la critica al consumismo e la politica anti capitalistica di Romero sorgono in maniera evidente nella saga firmata Capcom. Esattamente come in Zombi, il primo capitolo di Dead Rising è ambientato in un supermercato, location indicativa del materialismo più estremo. La metafora sociale dello zombie è ormai scuola ma la sua rappresentazione nel medium videoludico è spesso scevra di qualsiasi significato. Dead Rising prova, in chiave sicuramente ironica e satirica, a rivoluzionare questo preconcetto.

Zero Dark Thirty e Call of Duty: Modern Warfare

È difficile paragonare il capolavoro di Kathryn Bigelow, chiave del cinema postmoderno, a Call of Duty, simbolo videoludico della superficialità. Nonostante questo, l’ultimo titolo Activision sembra essere almeno parzialmente influenzato da Zero Dark Thirty. Sia visivamente, con la missione con i visori notturni, chiaro riferimento alla cattura di Bin Laden, che tematicamente, costruendo una critica (velata) ai metodi di tortura utilizzati dalla CIA durante la ricerca dell’uomo più famigerato della storia moderna.

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