Romanzi per non perdere la rotta nello spazio sconosciuto

La nuova serie sci-fi di Netflix, remake di un prodotto degli anni 60, è la storia del naufragio spaziale della famiglia Robinson durante il viaggio della ventiquattresima colonia Jupiter verso Alpha Centauri. Attingendo a piene mani dagli stilemi classici del genere, Lost in Space è una serie per tutta la famiglia, anche per chi non ha molta familiarità con robot alieni ed esopianeti.

Per questo motivo, siate voi dummies della science fiction o rodati divoratori di altri mondi, noi di Stay Nerd vi consigliamo cinque titoli per mantenere il mood b anche tra le pagine della vostra prossima lettura.

Robert A. Heinlein, Starman Jones

Pubblicato per la prima volta in Italia da Editrice Nord nel 1989 e poi di nuovo come centotreesimo Urania Collezione nel 2011, questo romanzo di formazione per ragazzi dello statunitense Heinlein è al momento recuperabile solo tra le bancarelle dell’usato, ma merita di essere cercato e letto.

Il protagonista, Max Jones, ragazzo di campagna con il naso rivolto alle stelle, scappa di casa col sogno di diventare astrogatore – di calcolare cioè le rotte dei viaggi interplanetari -, un lavoro complesso in cui è aiutato dalla memoria eidetica che gli permette di ricordare a memoria le tavole di navigazione.

Imbarcatosi sulla Asgard, Max inizia la sua carriera come Aiuto Cameriere di Terza Classe, ma l’aiuto di una facoltosa passeggera gli permetterà di salire rapidamente di ruolo, mentre intorno a lui lo spazio si fa sempre più profondo e più pericolo.

Come la famiglia Robinson e gli altri sventurati coloni della ventiquattresima missione Jupiter, infatti, anche la nave di Max naufragherà su un pianeta sconosciuto, rapidamente ribattezzato Charity, e serviranno tutte le sue capacità di astrogatore per non perdersi di nuovo sulla strada di casa.

Consigliato soprattutto ai ragazzi alla ricerca di un buon bildungsroman, Starman Jones è stato uno dei libri che ha colpito il giovane David Jones, meglio conosciuto come Bowie, che ha sempre condiviso con l’omonimo protagonista la bruciante intensità del desiderio di raggiungere le stelle.

Adrian Tchaikovsky, I figli del tempo

I figli del tempo è una space opera piena di etologia e psicologia in cui i pochi esseri umani sopravvissuti alla fine della Terra come la conosciamo si trovano persi nello spazio, vaganti su una nave generazionale diretta verso un nuovo mondo di speranza e aria pura. Ma come è d’uopo per un racconto che supera le cinquecento pagine, l’imprevisto è dietro l’angolo e i terrestri non hanno ancora fatto i conti con l’aliena aracnide specie che ha preso il controllo del nuovo mondo in loro assenza. Temi come la divinità e le intelligenze artificiali sono trattati da Tchaikovsky con profondità e vivacità, mentre i protagonisti si trovano ad affrontare sfide non dissimili da quelle della famiglia Robinson, impantanata ad anni luci dalla loro casa, alle prese con forme di vita estranee dotate di troppe braccia. Non è un caso che questa opera prima si sia aggiudicata nel 2016 l’Arthur C. Clarke Award, il premio di fantascienza più prestigioso del Regno Unito, e che la sceneggiatura di un film omonimo sia in fase di scrittura con il benestare di Lionsgate.

Martha Wells, The Murderbot Diaries: All Systems Red

In Italia, Martha Wells è una sconosciuta autrice di un romanzo dell’universo espanso di Star Wars, ma in America il suo nome è sulla bocca di tutta la comunità sci-fi: il primo romanzo breve che compone la tetralogia dei Murderbot Diaries è infatti candidato nella categoria best novella dei due maggiori premi di narrativa fantastica: Hugo Award e Nebula Award.

Se anche voi durante la visione di Lost in Space vi siete trovati a domandarvi cosa potesse passare nella mente del Robot e siete rimasti affascinati da questa aliena figura metallica, All Systems Red è la storia per voi: narrato in prima persona dalla voce del roboassassino, questo romanzo breve fonde scene di azione su pianeti sconosciuti al viaggio introspettivo di un androide alla scoperta di se stesso e del suo mondo interiore.

Il protagonista, un’unità di sicurezza affittata da un team di scienziati in missione esplorativa, dovrà uscire allo scoperto e ammettere di non essere come tutte le altre unità, nel momento in cui la crew verrà attaccata da misteriosi nemici. I temi classici della cyber-letteratura, la differenza tra esseri umani e esseri senzienti e l’accettazione del diverso vengono qui affrontati da un punto di vista troppo spesso lasciato in secondo piano: finalmente i robot di tutto l’universo hanno trovato la loro voce.

Andy Weir, Sopravvissuto – The Martian

Se non avete ancora sentito parlare di questo romanzo, ci sono buone probabilità che quelli sperduti nello spazio fino a questo momento siate stati voi: fenomeno del self-publishing, The Martian viene autopubblicato nel 2011 in ebook e ristampato in formato cartaceo nel 2014, in tempo per l’uscita dell’adattamento cinematografico diretto da Ridley Scott, con Matt Damon nei panni dell’astronauta Mark, naufrago marziano.

Se l’aspetto che più vi ha affascinato durante la visione di Lost in Space è quello della sopravvivenza in un territorio ostile, questo è il romanzo che fa per voi: dato per morto e abbandonato sul pianeta rosso dopo una missione andata male, Mark Watney dovrà sfruttare al massimo tutte le risorse in suo possesso per restare in vita fino all’arrivo della missione di salvataggio che lo riporterà a casa.

The Martian è il romanzo perfetto da divorare in un fine settimana di relax: adrenalina e idee geniali si avvicendano, mentre l’ironia del protagonista contribuirà a non farvi staccare gli occhi dalla pagina fino all’ultima parola.

Tom Godwin, Gli esiliati di Ragnarok

Conosciuto anche come I superstiti di Ragnarok nell’edizione Urania, questa robinsonade condivide con Lost in Space l’attacco da parte di una forza aliena di una nave diretta verso un nuovo pianeta abitabile, Athena. I Gern, dopo aver preso possesso della Constellation, dividono i passeggeri in due gruppi: gli accettabili, destinati a diventare schiavi dei nemici, e i reietti, quattromila tra uomini, donne, e bambini, abbandonati per sempre su un pianeta terraformato dal nome parlante di Ragnarok, il destino degli dèi.

Molto presto i reietti dovranno decidere quali strutture mentali e sociali potranno essere utili alla loro sopravvivenza e quali saranno inutili nel loro nuovo terribile mondo. Molto più oscuro del family-friendly Lost in Space, il motore che muove gli eventi in questo caso è la vendetta: cieca e furiosa vendetta nei confronti dei Gern, tramandata di generazione in generazione, accresciuta con il passare degli anni dallo svanire di ciò che era la società e mai più potrà essere.

 

 

 

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