Nintendo Switch è solo un tablet Nvidia Shield rimarchiato?

Le console di Nintendo da qualche anno arrivano sul mercato con un netto ritardo tecnologico. Ovvero, i nuovi prodotti della casa di Mario hanno quasi sempre specifiche tecniche inferiori rispetto alle macchine delle aziende concorrenti. Anzi, in alcuni casi le console di Nintendo sembrano appartenere non a una, ma a due generazioni precedenti. E fino qui direte: “bravo hai scoperto l’acqua calda!“.

Nintendo ha venduto comunque 101 milioni di Wii: una macchina da gioco che ha superato nella classifica delle console Nintendo più vendute di sempre il favoloso Super Nintendo / Super Famicom. La Wii U a confronto è un flop, con “appena” 13,6 milioni di unità vendute.

Tra le console portatili non c’è nemmeno gara: la PSP prima e la Playstation Vita poi hanno sempre avuto specifiche e grafica migliori ma hanno venduto meno della metà di Nintendo DS e 3DS – e non stiamo a scomodare la leggenda Gameboy!

Pensate al paradosso della Wii: Nintendo ha presentato una console, in piena era HDMI, senza HDMI e con una grafica a dir poco antiquata. Risultato: un successo planetario con poco più di 100 milioni di console vendute, dieci milioni più di PlayStation 3 e il doppio rispetto a PS4. Motivo? La grande innovazione dei WiiMote. L’obiettivo di Nintendo con la Wii era infatti di rompere la barriera tra il controller e il giocatore, per aprirsi al pubblico generico. E i cosiddetti casual gamer hanno risposto alla grande, comprando milioni di console. Nel mondo delle console portatili non si discute nemmeno: ci sono fan di Nintendo che, come me del resto, dai tempi del primo Gameboy in bianco e nero comprano ogni nuovo prodotto della casa di Mario e Zelda.

La Wii U era per me la console più enigmatica di casa Nintendo dai tempi di quella cantonata che è stato il Gamecube. Nintendo con la Wii U ha provato la strada delle performance e, tra il controller scomodissimo e le specifiche ancora una volta a metà strada tra vecchia e nuova generazione, ha fatto il mega-flop. Per chi non lo sapesse, la Wii U è, con meno di 14 milioni di unità vendute, la console Nintendo meno venduta di sempre.

Ora arriva lo Switch e i segnali non sono incoraggianti. La prima cosa che noto è che la casa nipponica si è guardata bene dall’invitare le testate tecniche come Tom’s ai vari eventi di presentazione del prodotto. E invece ha fatto di tutto per avere un sacco di YouTuber per attività di tipo promozionale. Segnali sospetti: alla presentazione di PlayStation 4 Pro, invece, Sony ha fatto di tutto per avere le testate tech. A questi segnali sono seguite le info ufficiali e le indiscrezioni: a quanto pare lo Switch è un tablet Android con un sistema operativo personalizzato e un’architettura Nvidia Tegra X1. Ovvero un chip presentato da Nvidia a inizio 2015 e che obbliga a lavorare su una risoluzione di massimo 720p: come le console di due generazioni fa, tanto per cambiare.

I gamepad non sembrano possedere capacità rivoluzionarie: hanno sensori di movimento che, per quanto siano rinnovati, scaldano la minestra già servita al tempo dei Wii Remote. Gli appassionati speravano in un prodotto di convergenza. Il problema vero è che lo Switch sembra una console per smanettoni e non per tutti come la Wii. E sarebbe per molti un secondo tablet che fa meno cose del primo, siccome ha un sistema operativo chiuso. Da quanto vedo, non sembra comoda da portarsi a spasso come un 3DS e, una volta a casa, ha una grafica e una potenza ridicole rispetto a Xbox One e PS4, senza nemmeno tirare in ballo la PS4 Pro!

Inoltre non è il prodotto di rottura che i fan sognano da tempo: con il cuore infatti speravamo che la nuova console, ibrido tra portatile e casalinga, avrebbe sostituito anche tutta la generazione DS, 2DS e 3DS. E finalmente ci vedevamo a giocare un capitolo di Pokémon con una grafica decente e su una console moderna.

Con la testa, guardando i numeri duri e crudi, Nintendo sarebbe stata folle a pensionare delle console portatili con una base installata di oltre 200 milioni di unità, se sommiamo le vendite di DS e 3DS. E quindi ai fan come me non rimane che diventare più poveri di altri 300 e rotti euro, perché le console Nintendo sono come i dischi degli Iron Maiden, si comprano e basta, e sperare che non si tratti di un’altra Wii U. Ma la domanda più intrigante è: siamo di fronte a un nuovo flop o a un successo planetario inatteso, come accadde con la Wii?

A cura di Roberto Buonanno

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