Nokia ha le carte in regola per riconquistare il mercato degli smartphone?

Ormai lo sapete tutti: Nokia sta tornando. Dopo alcuni anni passati nell’ombra, con la produzione di cellulari un po’ “di nicchia” in collaborazione con Microsoft e puntando tutto su Windows Phone, con la serie Lumia, la casa finlandese si prepara a riconquistare il mercato, virando completamente verso il sistema operativo Android. Nelle ultime settimane si è parlato molto dei futuri dispositivi della società che ha dominato per anni il mondo dei telefoni cellulari, soprattutto del rilancio dello storico 3310 che, per quanto porti avanti l’operazione nostalgia, non è di certo un modo per farsi strada nell’ostico mercato attuale. Parlando dei nuovi cellulari: cosa ci aspettiamo da Nokia? Quali sarebbero le caratteristiche essenziali necessarie tenere testa ad Apple, Samsung, Huawei e chi più ne ha più ne metta? Noi di Stay Nerd abbiamo provato a dire la nostra!

Un tocco di personalità

La prima cosa che colpisce di uno smartphone è sicuramente il design. Ci auguriamo, dunque, che Nokia non cada subito nell’anonimato, presentando modelli poco curati dal punto di vista estetico, privi di originalità e scarsa cura dei materiali. Senza guardare troppo indietro, la società si è sempre fatta valere sotto questo punto di vista, prima della poco felice esperienza Lumia, con la N-Series presentata nel 2005. Parlando proprio di questa serie, Nokia proponeva alcuni modelli di cellulari che, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche, offrivano quel design intrigante sia per i telefoni di fascia medio-alta, come l’N70, sia per l’N80 e l’N90 (ricordate? Quel cellulare che si trasformava in una vera e propria videocamera sfruttando la rotazione dello e della camera), l’N95 e così via. Il nostro auspicio, dunque, è proprio quello che Nokia possa tornare allo splendore dell’era N-Series e, sicuramente, ha tutte le carte in regola per riuscirci, semmai con un rilancio della serie X-press Music o un nuovo Communicator con tastiera fisica…

Android: un’arma a doppio taglio

Quelli di voi che hanno un minimo di competenza nel campo della telefonia, sicuramente conosceranno già i pregi e i difetti di Android, soprattutto per quanto riguarda la personalizzazione dell’interfaccia da parte delle case produttrici che, in alcuni casi, portano a risultati davvero disastrosi. Ricordiamo come HTC e Samsung abbiano impiegato diversi anni per raggiungere un equilibrio rispettivamente con Sense e TouchWiz. Ovviamente ci aspettiamo che Nokia riesca a fare fin da subito un bel lavoro in questo senso, con un’impronta decisa e del tutto nuova alla propria interfaccia, garantendo comunque un buon livello funzionale. In tutto ciò, sicuramente non dovrà mancare il fattore nostalgia che potrebbe risultare accattivante per i vecchi fan della casa e incuriosire chi non è riuscito a vivere gli anni d’oro di Nokia, ma su quest’argomento torneremo tra poco.

Batteria e Fotocamera

Questi sono due aspetti importantissimi per gli smartphone di nuova generazione ma, specie nel caso della fotocamera, hanno particolare importanza per Nokia ed è sicuramente tra le aspettative più quotate del rilancio. Con la molteplicità di social network e app che ormai hanno invaso i nostri cellulari, le feature aggiuntive, le reti mobili sempre più veloci (e dispendiose), il problema dell’autonomia della batteria è sempre più rilevante, portando l’utenza a classificarlo come uno dei requisiti principali per la scelta di un nuovo dispositivo. Ovviamente, sarebbe un’ottima mossa di mercato sfruttare le esigenze degli acquirenti dal momento che, ad ora, non sono moltissimi gli smartphone che riescono a garantire l’autonomia di cui necessitiamo. Parlando della fotocamera, invece, anche nei momenti di crisi la società è riuscita a mantenere alta l’asticella della qualità fotografica, sfruttando la “storica” collaborazione con il gruppo Carl Zeiss, occupatosi dell’ottica della stragrande maggioranza dei cellulari Nokia, già dalla succitata N-Series. Cosa ci aspettiamo per i futuri modelli? Innanzitutto un dispositivo con una fotocamera di qualità, magari con doppio sensore per effettuare scatti con sfondo sbiadito e attenzioni per i primi piani e, magari, un modello dedicato agli appassionati di fotografia con uno zoom ottico, dato che sono pochi i dispositivi attualmente dotati di questa particolarità.

Attenzione alla fascia

 Diciamocelo, tutti noi abbiamo sperato per anni di vedere Android a bordo degli smartphone Nokia, forse perché abbiamo sempre apprezzato le qualità dell’azienda, soprattutto negli anni d’oro o, semplicemente, per la storia che porta con sé. Proprio questo darà ai nuovi dispositivi l’opportunità di non arrivare sul mercato come “perfetti sconosciuti” ma, d’altro canto, non sarà possibile commettere ulteriori passi falsi. Pensiamo che sia necessario concentrarsi su pochi modelli, di fascia media e alta, cercando di arrivare sul mercato con un prezzo super-competitivo. Sarà banale, ma è assolutamente necessario, al momento, cercare di guadagnare terreno su società come Huawei, che con P8 lite e P9 lite (senza considerare il brand satellite Honor) sta dominando nelle vendite degli smartphone di fascia media, ma è anche doveroso lanciare qualche segnale a S7, iPhone 7 e P9. Proporre al pubblico una molteplicità di modelli di fascia bassa, oltretutto, potrebbe essere rischioso in fase di rilancio in quanto, soprattutto parlando dell’utenza meno incline nel porre attenzione alle specifiche tecniche, si rischierebbe di essere marchiati come “alternativa low cost”.

Operazione nostalgia

Più volte nelle scorse righe abbiamo parlato di storia e di quanta Nokia ne abbia alle spalle. Quando qualcuno si trova davanti a questo nome, o semplicemente davanti ad un vecchio dispositivo della società, le cose che vengono in mente sono: Nokia Tune, Snake, Bounce, Radio FM e suonerie componibili. Sì, esatto: ricordate quando ci si riuniva con gli amici per scambiarsi le suonerie create attraverso il compositore presente sulla maggioranza dei cellulari? Sicuramente il fattore nostalgia è un aspetto dei più importanti su cui puntare. Oltre ad un rilancio dei giochi cult che hanno caratterizzato l’azienda negli anni ‘90/’00, e delle suonerie canoniche che, inevitabilmente, associamo a Nokia, sarebbe oltremodo interessante poter mettere le mani su una versione upgradata dello storico compositore di suonerie. In una generazione in cui è possibile impostare qualsiasi tipo di audio come ringtone del proprio smartphone, sarebbe cosa alquanto inutile, direte voi, e noi ovviamente siamo d’accordo. Ma proporre un’app totalmente rivisitata, semmai con la possibilità di scrivere qualsiasi tipo di melodia in modo semplice e, perché no, con la possibilità di modificare i suoni, potrebbe essere decisamente interessante e soprattutto caratterizzante. Anche una feature fondamentalmente banale come la radio FM potrebbe aiutare Nokia a distinguersi dalla concorrenza, dal momento che attualmente pochi terminali sul mercato sfruttano questa possibilità, avendo a disposizione la connessione dati che, in ogni caso, non è sempre soddisfacente. Infine, come dimenticare il periodo d’oro delle cover intercambiabili? Sempre premendo sul fattore nostalgia, inserendo sul mercato dei modelli (se non tutti) che offriranno la possibilità di “personalizzare” l’intera scocca sarebbe un’ottima trovata, in particolar modo per gli utenti avversi alle cover che inevitabilmente vanno ad impattare sulle dimensioni dei cellulari.

Esperienza Open Source e fiducia nella community

Nonostante Nokia sia (quasi) una new entry nel panorama di Android, non si può dire che sia lo stesso per i S.O. basati su Linux e dunque Open Source. Fin dal dopo-Symbian, una delle parentesi più importanti della casa finlandese, che ha rivoluzionato per un certo periodo la visione di sistema operativo mobile, Nokia ha avuto diverse esperienze nel campo, ad esempio con Maemo prima e MeeGo poi. Quest’ultimo, altro non era che una fusione di Maemo, il progetto della casa finlandese basato su Linux, in grado di offrire molteplici possibilità anche grazie al lavoro della community, e Moblin di Intel. Tra i dispositivi più importanti di questa breve esperienza, troviamo N900 (Maemo) e N9 (MeeGo). Il supporto della community, può essere davvero la spinta in più di cui ha bisogno la società, che potrebbe prendere forma con la realizzazione di qualche tool o piattaforma in grado di stuzzicare la creatività degli appassionati e condividere i propri lavori con l’utenza. Da questo punto di vista, anche la società dovrà impegnarsi molto per fornire alla community tutto ciò di cui ha bisogno, un’operazione che concorrenti come Sony sta portando avanti da diversi anni.

In conclusione

Nokia ha sicuramente tutte le carte in regola per conquistare nell’imminente futuro il mercato degli smartphone: un nome, una storia e sicuramente l’esperienza. Una parentesi (quasi) nell’ombra di poco più di 10 anni potrebbe non bastare a cancellare anni di successi e traguardi raggiunti in passato, ma una cosa è certa: è vietato sbagliare! E noi, vecchi fan del 3310, 6630 e N70, non possiamo che sperare di assistere ad un ritorno in grande stile anche se, diciamoci la verità, un nuovo 3310 in bundle con un qualsiasi dispositivo di fascia medio/alta ci farebbe chiudere un occhio su tutto… O forse no?

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