Il fumetto di Alessandra Patanè, CTRL-Z, è stato scelto per diventare una serie tv!

Nel 2017 Alessandra “Alyah” Patanè, dopo una prima esperienza in Shockdom con la sua opera Greedy Flower, esordisce con Panini Comics pubblicando il primo volume del suo fumetto CTRL-Z. La serie va poi a comporsi negli anni di 4 volumi, cartonati e a colori, nei quali si dipana la storia di Hugo Viennese, uno studente universitario che comincia a utilizzare una misteriosa app, Changce, che cambierà la sua vita.

Tre anni dopo, nonostante le avversità (la più importante, una malattia), Alyah ci regala anche un volume spin-off della serie, Contrast, per raccontare una side story rilevante per la dinamica degli eventi di CTRL-Z. Pubblicazione che viene coronata poco dopo da un’altra splendida notizia per l’autrice: CTRL-Z è stato opzionato per una serie tv da Fabula Pictures!

Questa la sinossi:

Dovete prenotare il ristorante? C’è un app apposta! Volete sapere cosa c’è in TV stasera? C’è un app apposta! Avete fatto una figuraccia e volete tornare al momento della vostra ultima azione? …c’è un app apposta?!! O almeno è così se siete Hugo Viennese, il protagonista di Ctrl-Z, il nuovo fumetto di Alessandra “Alyah” Patané. Preparatevi a un concentrato di cultura geek che vi colpirà in pieno come un hadoken!

ctrl z fumetto

Insomma, non potevamo esimerci dal fare qualche domanda ad Alessandra riguardo la conclusione della sua opera, la sua vita da fumettista e, soprattutto, quest’ultimo grande traguardo.

Ciao Alyah! Per chi ancora non ti conosce, raccontaci brevemente la tua vita e il tuo percorso di fumettista.

Ciao a tutti! Dunque, mi sono trasferita a Roma per studiare all’università di grafica e al contempo studiavo alla scuola di Comics per aspirare a diventare una fumettista. La mia scalata però è cominciata solo qualche anno dopo, a parte piccoli lavoretti e commissioni realizzati per riviste e committenti privati, quando ho deciso di pubblicare Greedy Flower (il mio primo webcomics) su Facebook, riuscendo così ad emergere e farmi notare da una casa editrice, Shockdom, la quale mi ha pubblicato l’intera serie, composta da 7 volumi.

Durante la stesura dell’ultimo, stavo già progettando CTRL-Z, che è stato subito accolto a braccia aperte da Panini Comics, forse la casa editrice a cui non avrei mai immaginato che sarei arrivata nella vita. Così ora il fumetto di CTRL-Z vanta 4 volumi regolari, più l’artbook One Up e il prequel Contrast, uscito questo maggio. Ma la collaborazione con Panini non finisce qui e ce ne saranno delle belle in futuro! Vedrete!

Da Wikipedia:“Il modello HSB è particolarmente orientato alla prospettiva umana, essendo basato sulla percezione che si ha di un colore in termini di tinta, sfumatura e luminosità”. Dunque, cosa volevi intendere dando i sottotitoli Hue, Saturation e Brightness ai volumi? Inoltre, il primo volume si intitola Greyscale, cioè scala di grigi, e man mano, quindi, si aggiungono le varie parti di colore, volevi creare una sorta di effetto climax?

Come ogni serie che si rispetti comincia con un personaggio grezzo (nel caso di Hugo, grezzo davvero!!!) che, man mano che vive la sua avventura, viene lavorato e perfezionato fino a raggiungere la forma di un diamante. Quello che io ho voluto fare con i nomi dei volumi è stato un riferimento sia al mio lavoro e alle tecniche che mi ritrovo spesso ad utilizzare quando vado a tonalizzare le mie illustrazioni, sia da un punto di vista più spirituale, riguardo la crescita di Hugo e di tutte le persone attorno a lui che cambiano, crescono, mutano con lui.

La vita di Hugo all’inizio è grigia, spenta, priva di stimoli e di successi (Greyscale). Man mano si satura e diventa più colorata e brillante (Saturation), poi acquista delle tonalità differenti e sfaccettate (Hue) e infine luminosità e illuminazione e quindi raggiungimento della consapevolezza finale (Brightness). Lo stesso vale anche il prequel di CTRL-Z, Contrast.

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CTRL-Z è un fumetto pensato per veri nerd: nei dialoghi, e non solo, ci sono tante espressioni informatiche o sui videogiochi, ai quali si fa riferimento esplicito (primo fra tutti, Guitar Hero ma anche Final Fantasy o Crash Bandicoot o ancora il professor Layton) e c’è persino il prof dell’università di Hugo con l’aspetto di David Tennant! Quali sono allora i prodotti di intrattenimento che più ti hanno formata e perché?

A volte le cose piacciono senza alcun motivo. Piacciono e basta. Ti rapiscono e ti trascinano in un mondo tutto tuo ed io sono proprio così con giochi, musica e tv. Mi lascio trasportare da quello che trovo, vivo e gioco e che guardo. Ho avuto la fortuna di avere sin da piccolina console vecchissime che mi hanno aiutata a sviluppare una profonda conoscenza sui giochi arcade (come, ovviamente, Super Mario, Monkey Island, Pacman, Megaman, Metal Slug, Street Fighter, e tanti altri), che poi si è evoluta attraverso le console più note e titoli più gettonati come i sopra citati ma anche Metal Gear, Tomb Raider, Portal, Pokemon.

Una delle serie che più mi ha colpita è stata sicuramente quella di Dr. Who, per quello ho voluto mettere qualcosa che lo tributasse in qualche modo, soprattutto il personaggio di David Tennant che, assieme a Peter Capaldi, rientra tra i miei preferitissimi (senza nulla togliere a Jodie Whittaker, che è bravissima e sto apprezzando la sua interpretazione nei panni di un dottore donna. Veramente fantastica!).

Quali sono state le fonti d’ispirazione per i vari personaggi? Per la cronaca, i miei preferiti sono Hugo, Greyl (e sua madre) e la zia Pam.

Ogni personaggio ha un lato caratteriale che viene dalla sottoscritta o dagli amici e parenti che ha attorno. Ho preso spunto da ognuno di loro prendendo i loro caratteri ed estremizzandoli o usandoli come parte di un carattere completamente nuovo e forgiato da zero.

Hugo, per esempio, è ispirato a mio marito: nerd, borbottante, sboccato… ma allo stesso tempo non è mio marito, soprattutto quando agisce irrazionalmente e sbaglia, faticando sempre il triplo per riparare il tutto. Greyl è ispirato un po’ a mio fratello ma triplicato all’ennesima potenza; il carattere forte di Pam invece è ispirato molto a quello della mia zia paterna, un vero idolo! Le connotazioni sono per tutti diverse, anche di aspetto, ma caratterialmente sembra di aver creato una grande famiglia in cui c’è un po’ di me e un po’ della mia vita in ognuno di loro.

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I personaggi dove mi rivedo personalmente e che sono ispirati quasi al 90% a me stessa sono Etan ed Eliantho (un po’ anche Dani) perché, come ogni personalità sensibile e bivalente, le persone apparentemente solari e chiassose possono diventare molto silenziose e riflessive in momenti di tensione.

A proposito di Eliantho, come ti è venuto in mente il suo nome? Deriva dal greco e fondamentalmente è il nome scientifico di piante come i girasoli ma perché hai scelto proprio questo nome così particolare per lei?

Eliantho è un nome che una mia vecchia amica mi aveva suggerito per un personaggio, che poi è diventato quello della rossa più frizzante di tutta la serie. Viene da Helianthus annuus ovvero il nome greco del girasole come hai giustamente notato. Viene da due parole composte, Helios e Anthos, letteralmente sole e fiore e direi che questo basta ad esprimere abbastanza di ciò che è il carattere della ragazza.

La famiglia di Eliantho è una famiglia facoltosa (il padre è un chirurgo) e sia lei che suo fratello hanno entrambi dei nomi ispirati e reinterpretati dai nomi greci. Quindi il motivo per cui ho scelto un nome particolare per lei è perché lei È un personaggio particolare e deve esserlo anche a partire dal nome.

Parliamo di Dani, il quinto membro della band: ha tatuato sul dito indice destro un punto e virgola, simbolo di chi ha lottato contro la depressione. Quando si intravede la prima volta nel secondo volume, tra l’altro, Dani sta dicendo che nel bene o nel male è sempre meglio fare un tentativo e accettare il modo in cui vanno le cose, anche se ciò potrebbe portarci in qualche luogo oscuro della nostra psiche. Per te, quindi, vale sempre la pena di provare e prendersi dei rischi? Inoltre lo hai inserito come argomento perché in qualche modo ti riguarda (direttamente o meno)?

Il punto e virgola di Dani è messo lì, un po’ in sordina, e visibile solo da chi ha una spiccata sensibilità o capisce il suo significato… o magari ci è passato. Non amo molto parlare di quello che ho vissuto o che sto vivendo ma credo che sia giusto non nasconderlo e, anzi, far capire a chi ci è passato che soffrire o aver affrontato un mostro come la depressione non dev’essere un tabù ma spunto di riflessione e di dialogo per rialzarsi con più grinta. Mi faccio molti scrupoli, essendo un personaggio pubblico, a mostrare anche il mio lato debole, quindi lo trasmetto attraverso la cosa che so fare meglio: il fumetto.

Tornando per un attimo al citazionismo di prima, nel primo volume si nota una comparsata di Fidanzato Vampiro di Tiziana De Piero! Che rapporto hai con i colleghi nostrani e quali autori segui con maggior interesse?

Ho sempre amato inserire dei piccoli tributi nei miei fumetti e l’ho fatto anche nel fumetto di CTRL-Z: oltre a Fidanzato Vampiro c’è anche un riferimento a Scott Pilgrim, che è stato una mia grandissima fonte d’ispirazione, Nomen Omen, Contronatura, e tanti altri. Credo di avere un buon rapporto con i miei colleghi e di provare una grande stima e orgoglio nel vederli crescere (e spesso e volentieri superarmi o lasciarmi indietro).

Una cosa di cui sono orgogliosa del mio carattere è di non provare invidia né competizione. Amo la collaborazione e spesso questa cosa cozza un po’ con alcuni dei miei colleghi, ma fortunatamente non con quelli con cui ho lavorato, interagito e spero di lavorare in futuro. Il mondo del fumetto, così come quello di qualsiasi lavoro, è bello perché sfaccettato. A volte un po’ spigoloso e difficile per chi vuole iniziare ad affermarsi ma quale settore non lo è?

Tuttavia, la mia ammirazione va soprattutto ai miei fan. Io sono fan dei miei fan. Delle volte organizzo proprio degli eventi dove propongo ai fan stessi di inviarmi delle foto, per trasformarli nei personaggi secondari che troviamo all’interno del fumetto. Spesso e volentieri inserisco anche i vecchi personaggi delle mie serie passate e, spoiler, anche future!

Già che citi i fan… vista la passione per nulla nascosta della cotta di Hugo, la bella Nakita, per yaoi e BL, cosa ne pensi del genere?

Non lo metto in cima ai miei generi preferiti ma mi piace molto! Più il Boys’ Love come categoria che lo yaoi in sé, preferisco che ci sia una trama dietro che si concentri sulla “difficoltà” di affrontare un sentimento così naturale come l’amore ma visto dalla società come qualcosa di sbagliato (che sbagliato non è) e quindi seguirmi tutte le paranoie dei personaggi e le loro evoluzioni. E più mi intrufolo in questa realtà e mi documento, più mi piace!

Ragion per cui, tra le mie intenzioni future c’è sicuramente una forte curiosità nel volermi lanciare anche su un progetto di questo tipo: come sempre, come per i messaggi velati sulla depressione, come per i collegamenti che questa cosa ha col mio vissuto e la mia personalità, mi piacerebbe comunicare ed educare attraverso le mie opere sul tema principale di un fumetto di genere romantico, a prescindere dalla tipologia: l’amore, in tutte le sue sfaccettature, forme e genere.

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E a proposito di amore, il kpop ti piace davvero un sacco eh? L’evoluzione stilistica dei One Up, la band del protagonista, va in quella direzione e dopotutto, oggi come oggi, è una delle vie più semplici per sfondare e avere fan adoranti (per la gioia di J.Jay, nome ispirato forse a J-Hope?). Quali gruppi ascolti (anche di altri generi musicali)? Hai canzoni da consigliare che magari ascoltavi disegnando CTRL-Z?

Hai nominato J-Hope! Io adoro J-Hope! Ora come faccio a mantenere un contegno professionale in questa intervista? (Ahahah ok, sono seria!)

Ho iniziato a creare i One Up con un impronta più alternative pop/rock, ispirandomi ai My Chemical Romance (difatti una delle canzoni del loro debutto è proprio loro), Fall Out Boy, Set It Off, Imagine Dragons, Foo Fighters, pensandolo proprio come agli esordi di una boy band che parte con un genere e poi, per soddisfare l’industria, cambia totalmente diventando più pop e frizzante (come possiamo vedere nella canzone che ho composto e scritto personalmente per la serie, “Muffin Love”).

In un certo senso è anche un po’ la stessa cosa che è successa ai BTS, gruppo coreano di fama mondiale (e che sì, ammetto, mi piace MOLTO) la cui linea musicale inizialmente era più improntata sul rap e l’hip pop! I One Up seguono proprio questo percorso: cominciano con un genere e poi si avvicinano di più a una realtà come quella degli idol coreani.

Ho voluto unire entrambi i miei generi preferiti, anche se in realtà ascolto ogni genere di musica. Come dicevo anche prima, mi lascio trasportare da quello che la vita mi mette davanti. Il mio fumetto è praticamente una valigetta piena di cose che piacciono ad Alyah sparse qua e là.

Vista l’evoluzione della storia, con tanto di mondo reale e virtuale che entrano in contatto più volte, cosa ne pensi di app, social e internet in generale? Dove pensi ci porterà lo sviluppo di queste tecnologie che già ora ci stanno condizionando sotto numerosi aspetti?

La mia vita ormai è totalmente condizionata dalla tecnologia e non sono ancora sicura che sia una cosa positiva o negativa. Di certo è comoda: molte cose adesso sono più comode. Devo molto ai social per avermi fatta conoscere prima sul web e poi permesso di pubblicare, ma li maledico allo stesso tempo perché hanno reso la figura del fumettista troppo sfaccettata, piena di doveri esterni a quello del semplice disegnare come intrattenere il pubblico, disegnare ‘gratis’ sulle piattaforme per mantenere la fanbase, fare il social media manager di se stesso, studiarsi il marketing.

Come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro. Può tirare fuori sia il meglio che il peggio dell’essere umano. Ma non so se potrei fare a meno della tecnologia, di quella soprattutto che ci ha permesso di restare più connessi e che, visto il periodaccio che abbiamo affrontato come esseri umani in mezzo a questa pandemia, direi che senza la tecnologia avremmo perso la testa più velocemente.

Qual è il messaggio fondamentale che vuoi trasmettere ai lettori (e presto agli spettatori!) del tuo fumetto CTRL-Z?

Accetta gli errori umani che fai e impara da essi. Impara ad affrontare le persone e le situazioni, lotta per ciò che ami, non dare mai nulla per scontato, non scappare dai propri doveri. Ci sarebbero tanti significati ma il principale è che vorrei che il lettore trovasse il proprio personale significato.

Qual è stata la parte più difficile nel produrre questo fumetto? Spiegaci anche il tuo processo creativo.

La parte più difficile? Beh sicuramente colorarlo! Io detesto colorare! Non ho mai capito bene perché! Sono lentissima, mi spazientisce ed è una cosa che non sono mai riuscita a fare come vorrei e quindi mi dà tanta frustrazione, nonostante più mi ci impegno più miglioro. Non sono mai soddisfatta delle mie capacità di colorazione, per questo, per completare il fumetto di CTRL-Z mi sono affidata anche a delle collaboratrici al colore, che mi hanno alleggerito il peso e reso il prodotto ancora più perfetto (non nascondo che se potessi lo ridisegnerei da zero, ma il colore stranamente continua a soddisfarmi).

C’è sempre il mio zampino nel colore, non esiste processo nella storia in cui non ci ho messo mano personalmente, ma aver avuto un team ad aiutarmi nelle consegne e rendere il mio prodotto migliore mi ha sicuramente tolto dalle spalle un grosso macigno mentale.

Rileggendo la tua opera, che avevo completato ormai diverso tempo fa, sentivo mancare un pezzo della storia… ed ecco che a maggio, quando abbiamo iniziato ad aprire dopo il lockdown, è uscito Contrast, che racconta la side story di Greyl solamente citata nel fumetto! Ora senti di aver finalmente concluso col mondo di Changce? O hai ancora qualcosa da raccontarci?

Ci sarebbe sempre qualcosa da raccontare su Changce, però penso che la storia dei nostri protagonisti vada bene finirla qui. Chissà però se un giorno, sfruttando anche l’arrivo della serie tv, non potranno esserci altre interessanti novità!

Come ti immagini verrà adattato il fumetto di CTRL-Z? Ci sono elementi grafici, sonori o di sceneggiatura che vuoi siano assolutamente presenti? Per esempio, a me sono piaciute le didascalie in verde della voce narrante e mi piacerebbe che questa venisse mantenuta in fuori campo e le didascalie in sovraimpressione per nomi e descrizioni brevi dei personaggi (come è stato per Etan all’inizio, indicato come migliore amico di Hugo, per capirci).

In realtà non ho la più pallida idea di come sarà e non saprei nemmeno da dove cominciare ad immaginarmi come verrà costruito l’adattamento. Mantenere le didascalie con il punto di vista dei Led è interessante e lo renderebbe anche molto fumettoso. Magari con dei fermo immagini sui personaggi mentre parlano e la presentazione di ognuno di loro. Ma a livello di narrazione voglio fidarmi di ciò che ha da offrire chi lavorerà dietro il progetto. Sono molto curiosa di vedere come verrà adattato e cosa verrà sostituito o cambiato.

La cosa che mi preme di più sarebbe di conservare una coerenza nel carattere e l’aspetto dei personaggi che ho creato, scelto e strutturato meticolosamente, per farli funzionare esattamente allo stesso modo che vediamo nel fumetto. Lo stesso vale per la storia, forse l’elemento più importante e a cui tengo di più di tutta la serie. Mi dispiacerebbe se non fosse fedelissimo, anche se capirei e comprenderei qualsiasi modifica o variazione fatta per dare un senso e omogeneità alla una serie tv che ha strutturalmente tempi, battute e inquadrature pensate più come animazione che sequenza di immagini.

E anche i nomi non vorrei venissero cambiati, anche se il cast suppongo sarà italiano. Se fosse stata una produzione americana, avresti in mente qualche volto famoso per i tuoi personaggi? Inoltre, tu hai inventato delle città fittizie, ma dove immagini potrebbe svolgersi la storia nel nostro Belpaese?

Mi piacerebbe che i nomi restassero uguali, non sarebbe difficile ai nostri tempi pensare a dei nomi più esotici o pensati per figli di origini e nazionalità diverse o addirittura di nazionalità italiana. Per quanto riguarda la location, rimarrei sulla città fittizia se potessi scegliere o avere il budget più grande del’universo, ma se dovessi proprio scegliere, per praticità, vista la collocazione anche della Fabula, penserei a Roma come città principale e al massimo Milano come città business dove i One Up andrebbero poi a registrare una volta diventati una realtà musicale affermata.

Abbiamo quasi finito, ma prima ci tenevo a chiederti ancora una cosa: ti è stato diagnosticato un cancro, nel 2018. Oggi come ti senti? Cosa diresti alla te stessa del passato vedendo i traguardi di oggi (come appunto la serie tv o la conclusione del fumetto di CTRL-Z con il volume di Contrast?)

Le direi “riposati e lascia stare il lavoro!”. Ho lavorato durante tutto il ciclo di chemio senza fermarmi e accusando il triplo del dolore e della fatica che avrei avuto in un contesto normale. Non credo di esserne uscita al 100% ma riconosco di esser stata brava a mantenere un atteggiamento vitale e questo sicuramente mi ha aiutata a livello fisico a superare questo brutto momento. Nessuno mi ha costretto a consegnare per forza. È stata una deadline che mi sono imposta io:”Devo finire l’artbook!”, “Devo finire Contrast!”. Non pensavo ad altro e mi aiutava a concentrarmi su qualcosa che non fossero le terapie.

Ora sto bene, il tumore è stato rimosso, purtroppo mi ha portato delle malattie che non se ne andranno più e con cui dovrò convivere e questa cosa, a volte, ammetto che mi butta giù. Forse era destino che dovesse andare così ma non riesco a non pensare che, se avessi riposato di più e messo da parte il lavoro, a discapito di tutto… chi lo sa! Forse non mi sarei ridotta in questo modo oggi!

Tralasciando la salute, però, penso ai traguardi ricevuti e dico “ok ne è valsa la pena!”.
In più mi ha portato molti cambiamenti, visioni diverse e un nuovo modo di comunicare con gli altri. Sicuramente sarà una nuova avventura! Sono sicura che la me stessa del passato non avrebbe mai creduto alla notizia della serie tv. Non godo di ottima autostima! Fortuna che ho i fan che credono molto in me. Lascio che siano loro a condurre il mio ego lontano dal mio severo controllo.

Allora parlaci dei tuoi progetti futuri!

Sarà proprio Panini a parlarne. Io per ora tengo la bocca cucita!

 

Con quest’ultima, criptica risposta, salutiamo Alya e la ringraziamo per la gentile disponibilità! Il suo fumetto, CTRL-Z, è sicuramente un ottimo punto di partenza per chi non si è ancora mai avvicinato al fumetto nostrano degli ultimi tempi (inoltre, l’autrice vi suggerisce altri titoli proprio nell’intervista e nel fumetto stesso!), poiché racchiude in sé vari temi con un unico messaggio: vivere la nostra vita appieno e senza rimorsi, perché non ci sono combinazioni di tasti per tornare indietro!

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