Nel mondo dei comics americani arriva sempre il momento in cui le trame, i personaggi, le situazioni, la vita, l’universo e tutto il resto vadano un po’ a donne di malaffare. Di solito questo momento coincide con un pessimo risultato in termini di vendite, con una progressiva perdita di lettori, con una più o meno lunga serie di lettere minatorie e minacce di morte alla redazione o semplicemente con il prurito di qualche editor che ce l’ha lunga… la visione del mercato, ovviamente.

Il risultato di tutta questa bailamme è quell’operazione che gli informatici di seconda categoria chiamano FORMATTONE, oppure con una espressione più bella ‘Piallo tutto e sti cazzi.’ Invece in ambito fumettistico, che è molto più elegante, si usa il termine Reboot, cioè, Boottiamo  a mare tutto quello che abbiamo fatto, e Recominciamo da capo.

Stavolta però le cose sono andate diversamente. Per dimostrare l’assurda fantasia di cui sono dotati, gli scrittori della DC Comics hanno pensato bene di coniare un nuovo termine per mettere in crisi tutti i lettori di fumetti. Dagli uffici californiani (perché DC ora è in California…) si è alzata una voce che diceva: ‘Ragazzi miei, questo non è un reboot, non rinneghiamo il passato, non cancelliamo la nostra storia! Quello che accadrà sarà una vera rivoluzione nel mondo dei fumetti: preparatevi a vivere la Rebirth!’

Minchia! E che roba può essere mai?
Ci arriveremo, tranquilli, ma ora facciamo un salto indietro e vediamo da dove parte questa Rebirth.

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52 e non volerli più sentire

Cinque anni fa, DC Comics si avventò sul vecchio mercato con la classica missione impossibile: ricomincio da zero e mi riprendo dalla crisi delle vendite. Il suo progetto editoriale prese il nome di New 52, un titolo che era tutto un programma. Innanzitutto la parola New metteva in chiaro fin da subito che tutto era stato rinnovato, nuove scrivanie, nuova aria condizionata, nuove storie, nuovi eroi (più o meno).

Altro dato da tenere a mente è quel 52. Non è la taglia del costumino di Superman, ma bensì il numero di testate che si sarebbero affacciate in edicola a salutare tutti i lettori vecchi e (hopefully) anche nuovi. 52! Una roba ENORME.

Tutto partiva da una storia, la minisaga Flashpoint che di fatto azzerava l’universo, il ctrl+alt+canc narrativo che serviva per far partire tutto da capo. Non starò qui ad ammorbarvi con la trama, ma a noi interessa sapere solo che Barry Allen (il Flash della Silver Age mirabilmente rilanciato da Geoff Johns) si ritroverà in una realtà alternativa ma sempre nella Terra 0, il luogo in cui si svolgono le continuity ufficiali dell’universo DC. Sembra un casino, ma non lo è affatto, perché quel che conta è il risultato: 52 nuovi numeri 1. Le testate ricominciano tutto da capo, numerazione inclusa e così è stato per 5 lunghi anni.

Purtroppo, per una serie di motivi, che in parte analizzeremo più in là nell’articolo, l’operazione editoriale naviga tra alti e bassi, più bassi in realtà, tanto che a oggi siamo qui a discutere della sua potenziale archiviazione.

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Il deus ex machina che non ti aspetti

Certo, di fronte a una situazione editoriale del genere, Geoff Johns, l’editor alle spalle del nuovo Universo DC si è sentito un po’ pressato, anche perché non voleva certo fare la proverbiale figura di merda chiamando l’ennesimo reboot dopo soli cinque anni. Ci voleva qualcosa di inaspettato, qualcosa di così assurdo che forse sarebbe stato accolto come la genialata del secolo.

La soluzione migliore era tornare indietro a prima dei New 52 e riprendere da quel punto, ma con un impostazione più moderna. Insomma per citare lo stesso Geoff Johns, Rebirth doveva essere ‘a celebration, but it doesn’t mean we’re just going backwards. It’s an echo of the past, but looking to the future. That’s what I want to do with this.’ […Una celebrazione, ma questo non vuol dire che ci stiamo solo guardando indietro. È un’eco del passato, ma con lo sguardo puntato al futuro. Questo è ciò che voglio fare con questo. – Traduzione libera]. Sempre secondo le parole del deus ex machina del DCU, la cosa più vicina al suo progetto Rebirth è proprio l’ultimo film di Star Wars, dove si respira l’atmosfera tipica della saga (parole SUE), mentre contestualmente si mettono in piedi nuove trame, nuovi nemici e nuovi ambienti.
Con questo progetto in mente è nato il primo titolo che darà vita alla nuova veste dell’Universo DC: il DC Universe Rebirth, una storia corale, in cui tutto quel che è avvenuto nei New 52 viene distrutto e la timeline torna a quello che avevamo cinque anni fa, come se Flashpoint non fosse mai accaduto.

L’albo in questione consta di 80 pagine che si susseguono a rotta di collo e per certi versi sarebbe un ottimo momento per i lettori a digiuno di DC e company per avvicinarsi a questo sconfinato mondo parallelo. Alla fine per colmare alcuni vuoti basta dare un’occhiata a Superman 52 e Justice League 50 e passa la paura.

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Cercando di non spoilerare la trama, questo albo è stato già considerato memorabile per alcune sequenze che hanno fatto il giro del web, e vede come protagonista Wally West, quello prima dei New 52, quello adulto, che aveva cercato di sistemare il casino spazio-temporale di Flashpoint. Lo troviamo disperso ai confini tra lo spazio e il tempo, mentre viaggia alla ricerca di aiuto, visto che sua moglie, il suo personale Lightning Rod è ormai introvabile. Il suo viaggio è una metafora e allo stesso il tempo il motore narrativo che permette a Geoff Jones di inscatolare nell’albo tutti gli hint e i rimandi che un’opera del genere deve portarsi appresso per ricostruire da capo l’intero universo DC. Da questo impianto narrativo dinamico nascono alcuni tra i più incredibili momenti WTF, di quelli che davvero ci ricorderemo nei prossimi anni.

Ad esempio –  e qui Amici Lettori, è SPOILER SPOILER SPOILER, quindi se siete sensibili sganciatevi subito e andate al prossimo paragrafo, che è più leggibile per voi –  rifà la sua comparsa Pandora, responsabile di aver liberato i 7 Peccati e ancora di più di aver unito i tre universi (DC Universe, Vertigo e Wildstorm Universe) con la complicità di Flash, dando vita ai New 52. Il suo è un piccolo significativo cameo: in una sequenza quasi telegrafica viene vaporizzata ma non prima di rivelare che le sue azioni precedenti sono state pilotate da un’Entità oscura e potentissima… il demiurgo che ora è dietro Rebirth e il collasso di New 52.

Accanto a questo, c’è la rivelazione che di Joker ne esistono TRE, con le fattezze delle varie ere DC: quello di Jerry Robinson, quello di Alan Moore e quello dei New 52. Cosa ci porterà questa novità è tutto da vedere.

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Per continuare, torneranno nuovi personaggi che si erano persi un po’ per strada, come Atom, Blue Beetle, Aqualad, ritroveremo il Superman barbuto sposato con Lois Lane e  con un bambino di 10 anni a carico, farà la sua comparsa la notizia dell’esistenza di un gemello di Wonder Woman, ‘capace di fare del bene o del male, dipende da chi lo troverà per primo’…

La carne al fuoco è tantissima, e non si limita solo all’universo canonico a cui siamo abituati, ma ci sono ben tre riferimenti a opere extra-universali che ci hanno fatto rabbrividire: la prima è una vignetta che ritrae Costantine in compagnia di The Swamp Thing che diventeranno protagonisti di una nuova serie. A seguire c’è la famosa vignetta in cui Batman stringe tra le mani la medaglia del Comico e su questo si è congetturato in ogni modo, ma pare che la spiegazione possa essere molto più semplice di quello che si possa pensare. I rumor più insistenti fanno credere che la realtà in cui si svolge Watchmen e quella dell’universo DC siano divisi da un velo spaziotemporale che può essere squarciato e attraverso cui possono quindi passare oggetti… o esseri viventi.

E questo ci porta alla trovata supergeniale che salva capre e cavoli e rimette a posto il progetto editoriale New 52, portando tutta la storia indietro di cinque anni di pubblicazioni: il Dottor Manhattan, eroe di Watchmen, capace di piegare il tempo e lo spazio e la materia al suo volere è l’artefice del nuovo corso degli eventi. Per motivi non molto ben chiari (almeno non ancora) ha fatto ritornare tutto indietro, rimettendo le storie a posto, facendo tornare gli eroi a prima che Flashpoint distruggesse il normale corso degli eventi… Su questo si è discusso tanto e lo stiamo facendo ancora oggi, anche se non riusciamo a immaginare fino in fondo come il mondo di Watchmen e quello di Rebirth possano coniugarsi. Magari rimarremo sorpresi, lo speriamo, ma finora siamo solo un po’ scettici, perché ci sono cose che forse è meglio lasciare così come sono, senza necessariamente tirarle in ballo per mettere in piedi una (interessante, non lo nego) supercazzola narrativa…

Fine SPOILER


Le conseguenze editoriali

SM_Cv50Rebirth non è solo una bella storia con tanti spunti, ma è l’inizio di un terremoto editoriale che il nostro portafogli sta temendo come la peste. Memori degli errori fatti in passato, DC ha ridotto  il numero delle testate a 32. Con i New 52 erano appunto cinquatadue, una cosa sconfinata quasi impossibile da seguire, buone solo per incasinare le storie e le trame. Secondo me, uno dei più grandi difetti della passate operazione editoriale stava proprio nella oceanica diluizione dei titoli.
Dal prossimo giugno ne avremo ‘solo’ 32, ma con la clausola che ci sarà una continuity di fondo che unirà un po’ tutti i numeri. Dopo DC Universe Rebirth si avvieranno le pubblicazioni delle varie testate, tutte anticipate da un one shot per categoria che avrà il sottotitolo Rebirth e servirà da trait d’union tra il maxi-albo e i numeri successivi.

A proposito della numerazione, la maggior parte delle testate ripartiranno da zero anzi da Uno, mentre per alcune più storiche, come Action Comics e Detective Comics, verrà ripristinata la numerazione precedente a New 52 (937 e 954 rispettivamente).

La cadenza sarà mista: per i titoli più succosi e importanti ci saranno pubblicazioni quindicinali e quindi aspettatevi un paio di Superman, Batman e Wonder Woman al mese. Per far fronte a questa mole di pubblicazioni, il prezzo di copertina è stato diminuito a un più accessibile 2,99 dollari/euro.

L’operazione di rilancio del nuovo/vecchio universo DC dovrebbe iniziare negli States a Giugno, con la prima tranche di One-shot sottotitolati Rebirth seguiti dopo quindici giorni dalle prime testate ufficiali. Questo ciclo di pubblicazioni continuerà a Luglio con la seconda tranche, per concludersi a Settembre con gli ultimi One-shot e la prosecuzione con le serie regolari.

Con questo calendario, dobbiamo aspettare la fine di quest’anno per cominciare ad avere una visione più ampia del nuovo progetto di Geoff Jones. Sicuramente siamo convinti che sia una scommessa enorme, ma d’altronde il giovane talento DC ha saputo sorprenderci in più di un’occasione: rimaniamo fiduciosi, anche se gil Watchmen non si toccano, questo lo ribadiamo…

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