Può la mente bellica salvare Bungie dal suo destino

Destiny è da sempre uno degli argomenti più controversi del panorama videoludico. È un titolo che è riuscito a generare discussioni di ogni genere, finendo addirittura per dare vita ad argomentazioni che hanno del paradossale.
Destiny è un titolo difficile, sperimentale e complesso nella sua immensa semplicità. Un paradosso, ma sopratutto un’occasione mancata. Di nuovo.
Bungie negli anni ha faticato a decodificare il mistero della sua stessa creatura, provando approcci diversi, evolvendola e cambiandone a volte radicalmente la forma. Nonostante questo, l’universo che mescola guardiani e forze oscure si ostina ad implodere su se stesso sotto i colpi di un’irrefrenabile noia.

L’ultima espansione, La mente bellica, prova a trovare un rimedio a questa forza ancestrale che sin dalla nascita di questo prodotto riesce inesorabilmente a corroderlo dall’interno. Questa volta possiamo ammetterlo fin da subito: Bungie con questa espansione ripete la storia vista con il Re Corrotto, ossia il rilascio di una piccola toppa su una nave che affonda, con la speranza che guadagni il tempo necessario per dare ai giocatori l’ennesima speranza di un cambiamento.

La mente bellica, come quasi tutte gli aggiornamenti di Destiny, aggiunge primariamente un nuovo pezzo di storia che è votato a deliziare il palato dei più assidui giocatori di questo titolo. La storia si apre presentando un nuovo personaggio, Anastasia “Ana per gli amici” Bray che ai più non dirà assolutamente niente. In realtà Ana è menzionata più volte nel lore di Destiny e tracce della sua presenza possono essere collezionate durante le precedenti missioni.
Miss Bray è in missione su Marte per scoprire il passato del suo casato e della sua famiglia, mentre si imbatte per caso nel nostro guardiano e finisce per chiedergli di aiutarla. Ovviamente come da copione la sua personale vicenda si intreccia con il destino dell’universo, portandoci ad una feroce battaglia con l’alveare guidato da Xol, un mostro vermiforme che sembra uscito da Tremors. La campagna si estende lungo una serie di missioni in due location principali: Marte e la Terra. Per coloro che hanno continuato a giocare assiduamente Destiny, non richiederà più di 2 ore per essere completata, mentre i nuovi arrivati o i giocatori che hanno interrotto il rapporto col titolo di Bungie per qualche mese si ritroveranno a dover fare un bel po’ di grinding per sbrigare la faccenda.

Chi avesse intenzione di compare questa espansione per la campagna o di giocare esclusivamente questa può smettere di leggere qui. Non c’è molto altro da aggiungere, se non che l’esperienza che Bungie ci regala è più o meno in linea con le espansioni minori del precedente titolo. Per quanti, invece, hanno sviluppato una relazione più profonda con il gioco ci sono in serbo una serie di chicche che potrebbero solleticare il loro palato. Innanzitutto c’è una nuova modalità chiamata Protocollo d’intensificazione che non è niente più e niente di meno che una modalità orda piuttosto classica, come vista in altri titoli simili. In linea di massima si tratta di un evento come gli altri nel quale i guardiani si trovano ad affrontare delle ondate di nemici, man mano più forti ed agguerriti con la difficoltà aggiuntiva di completare alcuni obiettivi. Purtroppo è difficile godersi questa aggiunta sin da subito se non si mette in conto una certa dose di grinding sfrenato, che con gli ultimi aggiornamenti è diventato ancora più difficile. Per contestualizzare meglio possiamo aggiungere che il livello di potenza richiesto è di 370 mentre è possibile completare la campagna a 340. Quei 30 punti extra devono essere sudati amaramente con attività aggiuntive e una buona conoscenza del gioco, visto che droppare armi di un certo livello è diventato incrementalmente più difficile.

Per fortuna arrivano in nostro soccorso una serie di avventure aggiuntive che, come al solito, riescono a portarci in giro su Marte e farci scoprire degli angoli che altrimenti rimarrebbero sconosciuti. Avevamo già lodato nella recensione originale come questa aggiunta fosse una ventata di freschezza, e in questo DLC si dimostra non solo godibile ma anche estremamente utile per aumentare le capacità belliche del nostro personaggio, senza dover costantemente ripetere gli assalti fino alla nausea.

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Verdetto

La mente bellica si è dimostrata più o meno quello che ci aspettavamo: un’espansione di mezzo, rilasciata in attesa del grande bang che ci è stato promesso per questo autunno. Per i giocatori meno assidui ha un’importanza relativa, vista la campagna piuttosto corta e incentrata su una storia che quasi quasi sa di vero e proprio fan service. Per quanti invece hanno investito tempo nel titolo di Bungie e pianificano di continuare a farlo è un acquisto che va ponderato: il nuovo approccio sembra essere incentrato su una progressione molto più lenta, e mancare questa espansione potrebbe voler dire trovarsi a dover colmare un divario decisamente più grande e ostico quando, verso la fine dell’anno, le cose diventeranno decisamente più interessanti per i nostri guardiani.

Destiny 2: Warmind – Recensione del DLC
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